UNA STORIA DEL LICEO
Era un giorno comune, alla Crossland High School di Toronto. Del resto, era come tutti i copiosi giorni che vivevo in quel liceo. Sono nato in Italia, questo è vero, ma per gli studi mi hanno consigliato di trasferirmi dall’altra parte del mondo, per dedicarmi appieno alle materie che più mi affascinavano. In realtà l’unica materia che mi affascina è teatro, l’unica decente in questa scuola! Del resto, i professori sono degli incompetenti qua! Ed io preferivo rimanere in Italia, magari trasferirmi al massimo in qualche altro stato europeo! Ma non fu così. Ed è il destino che ha voluto ciò. Mia mamma non mi ha lasciato nemmeno decidere perché lei desidera che “possa sviluppare le mie doti”. Ma non ne sono molto contento. Sento la mancanza dei miei genitori, per questo mi sono portato via anche delle loro foto. Ma niente. E poi ho faticato molto a trovare un appartamento libero vicino alla mia scuola, dato che non parlo francese. Mia mamma non ha pensato proprio a questo. La mia stanza non è molto spaziosa. Ho solo un bagno, una camera e un salotto unito alla cucina. E vivere da solo non è per niente bello come avevo immaginato. Ma dovevo aspettarmelo. Del resto, però, ho sempre sognato di trasferirmi in Canada!
Ma ora mi trovavo a scuola, e dovevo pensare ad altro. Erano le 13:00 e io e la mia classe, la 3° B, ci stavamo recando alla mensa. Oggi c’era spiedino e insalata. Uno schifo tremendo, lo spiedino! In genere il pollo allo spiedo mi piace, ma quello che fanno a scuola è tremendamente disgustoso! Dopo aver preso il mio piatto mi sedetti al primo tavolo che trovai libero.
-Questo posto è occupato?- mi chiese Andy Stewart una ragazza del mio livello di popolarità. E io mi trovavo circa al ventesimo posto della lista “popolari”. Ma il bello è che non sono ricco, ma mio pro-pro-pro-pro-pro zio aveva un mucchio di denaro che è andato perduto. E tutti lo devono aver saputo. E poi, sono un po’corteggiato, ma quelle non fanno per me!
-No, siedi pure, se ti va.- le risposi. Non ci eravamo quasi mai parlati, noi due, e non andavamo molto d’accordo! Insomma, io andavo a genio con Clark Intes, Molly Jegs, Rich Haster, Kelly Mostery e Cody Emmett, che non si voleva mai togliere gli occhiali da sole. Ma secondo me vuole nascondere qualcosa! Eppure sento di aver già sentito quella voce! Possibile che lo conosca?
-Ehi, Andy! Ti va di sederti vicino a me?- le domandò Tom Ingrid, il più popolare della classe e secondo classificato nella classifica di tutta la scuola. Lo odiavo. Mi rovinava sempre i momenti migliori, almeno per instaurare qualche nuova amicizia! E il brutto era che mi soffiava sempre la ragazza che mi passava davanti, così non mi dava la possibilità di provarci! E credo che anche io gli stia piuttosto antipatico...
-Se vuoi, mi siedo io qui? Ok?- mi chiese Cody, o meglio soprannominato Cody Mistero, poiché nessuno gli aveva mai visto gli occhi!
-Certamente! Lo sai che da me sei sempre accolto!- gli risposi, con un tono amichevole.
-Grazie!- disse.
-Come te la passi?- gli domandai.
-Piuttosto bene! E tu?- mi rispose domandando allo stesso tempo.
-Non meglio di te! Piuttosto perché non riesco a capire chi sei!- risposi deciso.
-Ih ih!- sghignazzò, come un bambino
-Riuscirò nell’impresa, vedrai!- esclamai, cercando di farlo arrivare al punto di togliersi gli occhiali.
-Ehi, raga! Come va?- ci domandò Kelly, sbucando fuori dal nulla.
-Cody, sei riuscito ad acchiappare qualche ragazza?- chiese ancora quella paparazza nata.
-Chi vuoi che becchi, Kelly? Una ragazza non può avere un fidanzato di cui non sa nemmeno come sono i suoi occhi!- rispose francamente Cody, facendo capire che nemmeno lui se la spassa alla grande.
-Ehm... Già hai ragione! E tu, Matte? Come te la cavi?- mi domandò, cercando di farmi mettere di buon umore.
-Niente di nuovo. Nessuna nuova amicizia, nessun nuovo interesse... E tu, come te la cavi, eh?- domandai, sapendo che Kelly stava nascondendo qualcosa.
-Bé, niente di nuovo, come al solit... No, invece! Adesso sto assieme a Ken Bellicy della 3° G! Non è fantastico?- esultò, come se non sapesse che tutti i compagni e persino le prof l’avevano sentita!
Per lei era fantastico avere un fidanzato in quel momento perché, stando a ciò che mi ha detto, si è messa assieme a Ken circa 5 ore fa e le sue relazioni al massimo duravano un’ora! Quindi, si trattava di qualcosa di veramente strano! Pensai di domandarle “Ma sei sicura di non avere bevuto?” ma sono sicuro che mi avrebbe tirato il piatto di insalata in faccia e mi avrebbe picchiato con lo spiedino. Di sicuro. Quindi tenni il mio pensiero dentro la mia mente, dove era sicuro di stare. Subito dopo finì il pranzo e tutti noi ci dirigemmo all’uscita della scuola, per andarcene dal liceo! Cody aveva detto che andava un attimo a parlare con un amico, mentre Kelly doveva salutare il suo nuovo ragazzo. Così, appena fuori dalla scuola, mi misi ad aspettare stando fermo ed impalato davanti alla “fortezza maledetta” (la scuola). Ma in quel momento una ragazza mi venne incontro. Come Cody, anche lei indossava occhiali scuri da sole. Si stava avvicinando a me, ma penso che non stava guardando me, perché quella era la tipa più popolare e corteggiata della scuola. Perciò pensai che non ce l’aveva con me! Ma quella ragazza si avvicinava sempre più a me, e quando fummo faccia a faccia cominciò a parlarmi.
-Ehm... Tu ti chiami Matteo, giusto?- mi domandò, con aria un po’imbarazzata.
-Io? Sì!- le risposi, con un tono completamente impacciato.
-Bé volevo solo con...- stava parlando, ma Kelly e Cody mi presero per le braccia e mi trascinarono via.
-Ma perché mi avete portato via, volevo parlare con quella là!- mi voltai, ma non vidi nessuna ragazza, nemmeno quella di prima, che mi stava parlando. Tutto ciò era molto strano.
-Cody ha qualcosa da dirci!- mi disse Kelly, come se ci fosse una grande sorpresa!
-Non mi dire, ha deciso di dirci chi è?- domandai, retoricamente.
-Sì!- rispose velocemente Cody togliendosi i suoi occhiali da sole.
-Ma tu sei... Cody di A Tutto Reality!- esultò Kelly, urlando a più non posso per la felicità!
-Lo sapevo! In fin dei conti l’ho sempre sospettato.- dissi, per poi dirigermi verso il mio palazzo, assieme a Kelly e a Cody, che nel frattempo si era rimesso gli occhiali. Ero un po’ arrabbiato con quei due, perché mi avevano tolto l’occasione di conoscere la ragazza più popolare della scuola! Ma del resto, me lo dovevo aspettare! In fondo, non avrò mai l’occasione di conoscerla, una come lei! Era impossibile! Io, a suo parere, ero una nullità! In tre anni non mi ha mai parlato, anche se del resto, nelle ultime 10 settimane, cominciava a guardarmi in modo alquanto strano. Ma non potevo capire con quale emozione di osservava, poiché i suoi occhi erano nascosti! A tutti, persino ai professori! Una volta giunto a casa e salutato i miei amici, mi sdraiai sul divano. Accesi il cellulare, e scrissi a mia mamma come stavo. Dovevo scriverle una volta ogni settimana, e se c’era un emergenza potevo mandarle un messaggio in qualunque momento. Ma quel giorno decisi di non mandarle alcun messaggio. Ero a pezzi.
Ma ricevetti una telefonata. Credevo fosse la zia per chiedermi qualcosa, ma dal cellulare spuntò la scritta “NUMERO PRIVATO”. Allora risposi.
-Pronto?-
-Ciao Matte!-
-Ma con chi parlo?-
-Ehm, ti ricordi di quella ragazza con cui stavi parlando prima? Bé sono io!-
-Ah! Dovevo capirlo prima, dalla tua voce!-
-Posso venire a casa tua?-
-Certamente! Abito in nella 45esima della New Holland. Numero civico 34 residenza 5B! A dopo!-
-Vengo lì in un batter d’occhio!-
E riattaccò. Nel frattempo accesi la TV e mi guardai qualche programma, per ammazzare il tempo. Dopo 10 minuti sentii il campanello trillare, allora aprii la porta, ma prima spensi la TV. Era lei.
-Buongiorno!- dissi, in modo impacciato! Lo so, infatti erano le 13:30! Ma non potevo correggermi!
-Ti posso offrire qualcosa?- le domandai. Tanto per essere cortese...
-No grazie, io ho già mangiato tanto a scuola! Se per te va bene, mi posso togliere gli occhiali?- mi domandò, come se nessuno volesse che si togliesse gli occhiali. Ovviamente la pregai di toglierli, così potevo vederla in tutto il suo splendore. Gli occhi mi ricordavano qualcuno, ma non sapevo dire chi.
-Ehm, ma io ti ho già visto da qualche parte?- domandai. Ma forse erano i vestiti a confondermi...
-Non saprei, comunque mi chiamo Heather.- mi disse, anche se non rispose alla mia domanda.
-Heather, di A Tutto Reality?!- domandai retoricamente. Sapevo che era lei! Ne ero certo! Mi chiese però di abbassare la voce, perché sennò i vicini avrebbero udito tutto. E io ubbidii.
-Grazie! Ehm, tu sai perché mi trovo qua?-
-Ehm, no!-
-Perché voglio conoscerti! Insomma, sembri un tipo che non si sorprende come tutti davanti ad una celebrità! E mi sembri un tipo apposto! Non come quell’arrogante Tom Ingrid! Mi sta proprio antipatico!-
-A chi lo dici!-
-Eh eh! Bé, insomma, che cosa mi puoi dire di te?-
-Non è che dopo che avrò detto tutte queste robe andrai in giro a dirle al primo che capita per la strada, giusto?-
-No! Certo che no!-
-Bé, cosa vuoi sapere? Vivo da solo, senza nessuno! Non ho mai niente da fare, se non guardare la TV e fare i compiti! La mia casa fa veramente schifo!-
-Immagino! Ma tu non hai ancora una ragazza?-
-No, perché tutte quelle che ho incontrato si sono montate la testa e poi non facevano al caso mio!-
-Ah!-
-Comunque puoi pormi qualsiasi genere di domanda, sai?-
-Ok! Ehm, di questa scuola, chi ti piace? Sinceramente! Ti posso aiutare. Sai, ho una certa esperienza!-
-Ehm, se te lo dico, tu scappi via, ne sono certo!-
-E perché mai?-
-Perché mi odieresti a morte!-
-Eh?-
-Meglio che tu non lo sappia affatto!-
-E allora me ne vado!- disse, tutta infuriata. E in effetti aprì la porta e se ne andò sbattendola.
“Che cosa ho fatto?!” pensai, chiudendo la porta. “Perché le ho detto così?!” ripensai ancora, tormentando la mia testa di pensieri. Ma del resto, era giusto così, perché nessuno doveva saperlo! Ed ero sicuro che Heather mi avrebbe odiato a morte! Tutti noi diciamo di no, ma alla fine facciamo tutto il contrario! Ma ripenso ancora che dovevo fidarmi di lei! Ma a cosa le sarebbe servito? Sicuramente mi avrebbe umiliato davanti a tutti, come del resto fanno quasi tutti quando ingannano. Intanto accesi la televisione, e sul canale che stavo guardando stavano trasmettendo un programma sull’amore. Allora decisi di cambiare, ma prima voletti capire di che argomento si trattava. Ma non era nulla di interessante. Così optai per cambiare canale e così feci. Ma mi annoiavo a morte, e quindi spensi la TV e lessi il giornale. Ma non c’era un bel niente di interessante. Sembrava che quel giorno ce l’avesse con me. Incredibile! Poi mandai un messaggio a Heather, per scusarmi del comportamento che avevo messo in atto con lei. Ma stranamente mi rispose “Non è nulla!”. Davvero le donne alcune volte sono proprio strane! Ma del resto, Dio ci ha voluti così e non possiam...
Dling dlong
Era il campanello. Ma chi poteva essere? Bo! Pensavo che fosse Kelly e Cody, ma quando aprii la porta mi trovai di fronte a un postino che aveva un pacco abbastanza grande affianco. Le domandai chi me l’aveva spedito, quel pacco, ma lui mi disse che il mittente non voleva far conoscere chi fosse. Allora firmai tutte le carte e il postino se ne andò. Infine mi presi il pacco e me lo trascinai dentro. Non era molto pesante, per fortuna! Ecco perché il postino non mi ha aiutato a portarla dentro! Ma che cosa poteva essere? Decisi di aprirlo subito, per non far attendere la mia curiosità! Aprii lo scatolone e dentro vi trovai una scarpa. Anzi, due scarpe! Ma in una scatola così grande? Ma poi le scarpe rientrarono dentro a quella massa di polistirolo e qualcosa di nero sbucò fuori. Mi voltai, ma poi...
-SORPRESA!- mi venne urlato alle orecchie. Era un grido stranamente dolce. Anzi, la voce era dolce. Mi voltai a vedere e era...
-Heather?!- esclamai, inaspettatamente.
-Sì, sei sorpreso?- mi domandò tutta contenta.
-Bé, più che altro mi hai spaventato, ma sì, sono molto sorpreso! Insomma, tu non eri arrabbiata con me perché non volevo rivelarti chi mi piacesse? Te ne sei andata sbrait...- dissi, ma la mia voce si interruppe.
-Shht! Ora questo non conta più, ormai!- mi disse, tappandomi la bocca con un dito.
-Ma che fai?- le domandai, incredulo.
-Posso farti una domanda?- mi domandò Heather.
-Certamente- risposi prontamente a quella domanda.
-Che tipo di letto hai?- mi chiese, diventando tutta rossa e guardando in alto.
-Ma che vorresti fare?- domandai completamente sorpreso da quel suo comportamento.
-Comunque ce l’ho a doppia piazza, si può dormire in due.- le risposi lo stesso.
Ma lei non rispose, invece, alla mia domanda, perché mi butto giù completamente. Riassumendo, mi trovavo a terra, disteso completamente in quel freddo pavimento che di colpo si era riscaldato. E Heather si trovava inginocchiata sul mio petto. Ma non sentivo alcun peso sopra di me, perché era leggerissima. Mi fissò per qualche secondo. Dopodiché si distese sul mio corpo e cominciò a baciarmi. E io ricambiai. Era sempre stato il mio sogno farlo. Poi ci alzammo ancora uniti e ci dirigemmo verso la mia camera, dove ci sdraiammo sul letto e continuammo il grande lavoro che aveva cominciato. Erano le 14:00 e quando finimmo erano le 19:00.
-Perché non ti trasferisci qui? Sarebbe bello!- le domandai. Ma sapevo cosa mi avrebbe risposto: no...
-Non serve! Ho già detto tutto a mia madre, e sapevo che tu non avresti rinunciato a chiedermelo. Quindi abito qui, da adesso!- mi rispose, tutta eccitata.
-Perfetto!- esultai.
E continuammo fino all’esaurimento totale. Era strano. Ci eravamo appena conosciuti e già ci eravamo innamorati l’uno dell’altro! Incredibile. A volte l’amore è proprio strano. Penso che alle 23:30 eravamo sfiniti, e cominciammo a riposarci tranquillamente. Il giorno dopo era, per nostra fortuna, Domenica, perciò non andammo a scuola, e potemmo rimanere insieme per ancora molto tempo. Prima di tutto facemmo colazione, poi le feci una domanda.
-Sei sicura di non avere il fidanzato?- le chiesi.
-Sì, ce l’ho!- mi rispose.
-Cosa?!- esclamai, incredulo a ciò che aveva detto.
-Tu!- mi disse, calmandomi l’animo...
-Mi hai fatto spaventare!- dissi, ma lei sorrise.
Era un po’ strana, ma del resto, era questo ciò che mi piaceva di lei. Eravamo fatti l’uno per l’altro. E mai, mai e poi mai ci saremmo lasciati! Heather si alzò e andò fuori, in terrazza, ad ammirare il cielo.
-Matte, vieni qua.- mi disse Heather. E io non rifiutai l’offerta. Andai da lei.
-Heather: Questo cielo è il più bello che abbia mai visto!- mi disse Heather.
-Quasi quasi mi viene voglia di toccarlo!- ripeté Heather. Allora si espose, ma forse un po’troppo. Infatti, con la eccessiva esposizione, Heather si capovolse e cadde dal terrazzo. Eravamo al 186° piano, e ci sarebbe rimasta secca dall’impatto della caduta. Non potevo permetterlo! Allora la presi per la mano, proprio mentre stava per precipitare del tutto.
-Heather! Perché ti... sei... esposta?- le domandai.
-Lasciami cadere, è questo il mio destino! Sei l’unico ragazzo che ha saputo trattarmi bene, ma non siamo fatti l’uno per l’altra!- mi rispose.
-Ma che dici? Io ti amo! E anche tu, lo so!- dissi, cercando di farle capire la realtà. Finalmente riuscii a salvarla, ma lei continuò a ripetere:
-Nessuno mi vuole! Io non sono affatto popolare! Soltanto perché ho avuto molti ragazzi che mi hanno usata per far ingelosire le loro gli altri coetanei! Tutti i maschi sono uguali!- urlò, mentre infinite lacrime limpide le rigavano il viso.
-Sbagli! Io ti adoro, e ti adorerò per tutta la mia vita! Te lo prometto!- le dissi, facendole capire che non tutti i maschi sono uguali! Allora la abbracciai e la coccolai tra le mie braccia. Alla fine ci baciammo e si rassegnò a capire che non ero come tutti i suoi presunti “ex”. Era la donna della mia vita, e mai al mondo avrei dovuto mostrarla al mondo intero per far scaturire la gelosia degli altri! Sarebbe stato vergognoso!
-Heather!- dissi!
-Sì?- mi domandò, ora con il cuore in pace.
-Mi... mi vuoi sposare?- le domandai, con il cuore in gola.
-CERTAMENTE!- esultò e mi abbracciò così forte che per poco non mi uccise.
6 anni più tardi...
Hollywood, California
-Jennifer! Ferma!- urlai, come se Jennifer stesse imitando Izzy.
-Tesoro, questi ragazzi fanno davvero impazzire! Ma è per questo che vi vogliamo un sacco di bene! Ehi Colby! Perché continui a gironzolare in cerca di gelato? L’abbiamo finito!- disse Heather, continuando a parlare al muro come se Colby e Jennifer non lo ascoltassero. Allora Jennifer e Colby dissero:
-Ne puoi comprare un barattolo?-.
-Eh no! Ragazzi, questo cibo fa male!- risposi alla loro richiesta.
Allora quei due bimbi dissero –Allora mangiamo la Nutella, papà!-.
-Non c’è verso di cambiarli, vero? I nostri amati figli!- disse Heather, sorridendomi. Ed io ricambiai.
THE END