Una domenica allo stadio
by Andrea Micky
PROTAGONISTI
Geoff
Bridgette
Come già detto in altre storie Chris era diventato tutor di Geoff e Bridgette.
Presto ,però, i 2 avevano scoperto che i tutor usavano i loro protetti per evitare le mansioni più disparate e non di rado i vari maestri si scambiavano favori reciproci.
Insomma, come fu,come non fu ad un certo momento Chris si ritrovò a dover organizzare una gita al museo cittadino dei figli dei suoi colleghi(una mezza dozzina di ragazzi dai 10 ai 12 anni) ma avendo lui già preso un improrogabile impegno per quel week-end (un soggiorno al centro di bellezza) trasferì il gravoso compito ai suoi 2 allievi.
Ma Geoff aveva capito che ai ragazzi il museo non andava e cominciò ad organizzare una scappatella: “Cosa vi piacerebbe fare?” aveva chiesto lui.
Il più grande propose “Visto che domenica c'é una partita di calcio allo stadio potremmo andare lì”
“Geoff , sei sicuro che facciamo bene?” aveva chiesto Bridgette preoccupata.
“Ma certo -la calmò lui- é solo una piccola fuga”.
Il punto di ritrovo era la villa di Chris situata fuori città: lui se ne andò il venerdì sera lasciando a Geoff e Bridgette campo libero.
Geoff passò tutto il sabato ad organizzare la scappatella: usò i fondi destinati alla gita per acquistare i biglietti e noleggiare un pulmino pregando il conducente di farlo venire presto il mattino dopo,secondo la scaletta fatta dai ragazzi che volevano arrivare in tempo.
La partita cominciava alle 15:00 del pomeriggio: il pulmino si presentò alle 05:30 del mattino e partì mezz'ora dopo.
“Ma é prestissimo” protestò Bridgette, ancora mezza addormentata
“é vero -brontolò Geoff- le strade sono des...” non finì la frase perché non appena il pulmino imboccò la via dello stadio le strade (fino a quel momento vuote) si riempirono di auto e fu tutto un coro di clacson e imprecazioni.
Le persone si scambiavano epiteti mostruosi mentre l'ingorgo cresceva sempre di più: ad un certo momento 15 macchine si lanciarono tutte nello stesso varco fondendosi in una specie di scultura neo-realista; i conducenti uscirono da quel groviglio sfoggiando movimenti degni dei migliori contorsionisti.
Alle 10:00 del mattino la situazione non si era ancora sbloccata e Geoff prese la decisione di procedere a piedi verso lo stadio. Visto però che le portiere erano bloccate (il pulmino era mezzo stritolato dalle macchine) Geoff fece abbassare i finestrini e lui,Bridgette e i 6 ragazzini s'incamminarono sotto un sole cocente.
Alcuni automobilisti avevano avuto la stessa idea e stavano uscendo della loro auto armati di cric e si lanciavano in feroci duelli alla star wars per avere la precedenza gli uni sugli altri.
“Qui stanno perdendo tutti la testa” realizzò Bridgette mentre il gruppo iniziava la marcia verso lo stadio.
“Ma no! c'é solo un po' di eccitazione...nessuno ha perso la testa” disse Geoff che era rimasto ultimo.
In quella si udì un rumore di ferraglia e il ragazzo vide che il fan-club della squadra locale aveva noleggiato (per un modico prezzo) un cingolato di 6 tonnellate che stava marciando proprio sul pulmino riducendolo ad una frittella.
“Cos'é stato quel rumore?” chiese uno dei ragazzi ,voltandosi.
“Niente” disse Geoff coprendogli la visuale.
Il gruppo passò inosservato perché molta gente usciva dalle case sventolando la bandiera della propria squadra.
Ad un certo punto Bridgette si ritrovò a fianco una corpulenta signora che portava legata in vita una cintura per gli attrezzi.
“Che vinca la squadra migliore” le augurò Bridgette con un sorriso; la signora ricambiò l'augurio cercando di darle una chiave inglese in testa.
La temperatura doveva essere salita di alcuni gradi perché il gruppo cominciò a sudare più abbondantemente di prima e nonostante le numerose soste in alcuni bar arrivò allo stadio quasi disidratato; Geoff vide San Pietro sull'entrata che lo salutava con la mano.
Mentre Bridgette accompagnava i ragazzi in tribuna, Geoff si fermò al bar e fece scorta di bibite ghiacciate e snack vari. Appena preso posto con gli altri il ragazzo aprì una lattina dicendo “Con questo caldo é proprio quello che ci vuole” e in quella nuvoloni maligni si avventarono sullo stadio e cominciarono a riversare sul pubblico grandine e pioggia:si passò dall'estate africana all'inverno siberiano.
I tifosi più puntuali avevano usato i materiali a loro disposizione per arredare le proprie tribune;i meno abbienti avevano usato dei sacchi che si erano portati da casa per costruire delle trincee mentre i più facoltosi avevano eretto delle torrette da avvistamento; un megalomane che lavorava al museo si era portato dietro un vecchio cannone con cui iniziò a bombardare la tribuna degli ospiti e venne subito allontanato per comportamento indisciplinato.
Dalle due tribune (una occupati dai tifosi della squadra locale e l'altra per i tifosi della squadra ospite) cominciarono a partire insulti e vari oggetti da lancio: dai pomodori marci ai ferri da stiro. Ogni volta che i più piccoli del gruppo sentivano una parolaccia e ne chiedevano il significato Bridgette diceva “Lo saprai quando sarai più grande”.
In quella l'arbitro entrò in campo e urlò con un megafono“Adesso calma o non si gioca” e avrebbe aggiunto altro se un branco di lupi (richiamato dal clima) non lo avesse afferrato e trascinato sotto le tribune per ripartirlo fra i suoi membri.
Finalmente la partita cominciò e i giocatori dimostrarono lo stesso spirito bellicoso dei fan tanto più che a metà del primo tempo ¾ dei giocatori avevano già ricevuto il cartellino giallo ma nessun goal era stato segnato.
L'arbitro (sopravvissuto all'attacco dei lupi) svolse meticolosamente le sue mansioni ma quando appioppò un cartellino rosso ad un giocatore ospite scoppiò il finimondo e dovette sospendere la partita: i fan degli ospiti allora diedero il via ad un assalto alla baionetta della tribuna nemica.
Grazie alle trincee costruite , i fan riuscirono a respingere l'attacco e resistettero fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
Geoff, Bridgette e i ragazzi riuscirono a fuggire e a tornare alla villa in tempo.
Chris tornò verso sera e chiese come fosse andata la gita al museo.
“Benissimo -rispose Geoff- abbiamo tutti imparato molte cose.
Chris spiegò “ Ho tardato un po' perché a causa della partita di oggi pomeriggio era scoppiata una rissa; non avete idea di come la gente si comporti certe volte”.
“Un'idea ce l'abbiamo” ripose Bridgette con un sorrisetto malizioso.
FINE