Mentre correvo verso il Molo della Vergogna, non potei evitare di lanciare un urlo.
Come aveva osato farlo?? Non aveva un minimo di rispetto per la privacy altrui??
Aveva persino presentato il mio diario quasi fosse stata un’opera d’arte, quasi
dovessi esserle grata per averlo letto in pubblico!
Odiavo Heather con tutta me stessa, era proprio una vipera…
“Okay, sto facendo di tutto per ignorarlo… ma lui è così cariiino!
Se avessero dovuto ritagliarmi su misura un bel diversivo sarebbe stato di sicuro
quello strafigo di Mister Caliente!
Siamo fatti l’uno per l’altra…
È l’unica persona con cui vado d’accordo e so che è assolutamente banale ma…
adoro i ragazzi che suonano la chitarra!”
Come avrei potuto guardare in faccia Trent, adesso? Come avrei potuto guardare
in faccia chiunque??
Era ovvio che stessi parlando di lui, l’avranno capito tutti… specialmente dopo aver
visto Trent suonare la chitarra appena due minuti prima.
Immersa in questi inutili pensieri non mi accorsi di un sasso che mi ferì la caviglia
sinistra.
«Ahi!! Perfetto, ci mancava solo questa ferita per completare la splendida serata!»
commentai sarcasticamente, sedendomi sulle assi di legno.
Vidi una leggera smorfia di dolore comparire sul mio viso, mentre mi tastavo
leggermente la caviglia, specchiandomi nell’acqua scura.
Non sembrava una ferita poi tanto grave, anzi in realtà era solo un graffietto… ma
mi dava un tremendo fastidio.
Con un sospiro, lasciai andare le gambe, facendole ciondolare nel vuoto. Dovevo
cercare di calmarmi…
In fondo potevo abbandonare il reality, non sarebbe stato orribile, giusto? Odiavo
quel posto, senza corrente elettrica, né acqua potabile… né cibo mangiabile.
Non avevo legato con nessuno qui al campo, perché io ero così: piuttosto introversa,
dopotutto.
Okay, avevo deciso… avrei abbandonato l’isola!
Certo, quei soldi mi avrebbero fatto comodo ma… non avrei sopportato di essere
sulla bocca di tutti. Non dopo che il mondo intero aveva sentito le mie confessioni.
Fissai la luna piena in alto, nel cielo.
Inspirai l’aria salmastra chiudendo gli occhi e desiderando intensamente che…
«… Gwen?» sussurrò una voce che conoscevo bene, fin troppo bene.
Mi voltai con gli occhi sbarrati, fissando quelli verde muschio di Trent e desiderando
intensamente di sprofondare.
«Trent io…» cominciai, ma m’interruppi non riuscendo a continuare. Abbassai lo sguardo.
Si era seduto accanto a me senza dire più una parola apparte quel “…Gwen?”. Era stato
così assordante nel silenzio della sera che non riuscivo più a togliermelo dalla mente.
Era un tono confuso, preoccupato… per niente derisorio.
Azzardai un’occhiata verso di lui, con dubbio e titubanza… lui mi fissava con altrettanta
confusione.
Accidenti, perché non riuscivo a parlare?? Dovevo pur dire qualcosa!
Aprì la bocca e la richiusi immediatamente. Qualsiasi cosa mi venisse in mente sembrava
sbagliata da dire.
Trent cercò di venirmi in aiuto dicendo «Heather è proprio una strega, non avrebbe dovuto
farti una cosa del genere…»
«Uhm… già» risposi sottovoce.
Avrei voluto dire molto più di un semplice “già”, avrei voluto urlare!
Avrei voluto strozzare quella vipera che mi aveva rovinato la vita ma… davanti a Trent non
riuscivo ad esprimere questa rabbia distruttiva.
Lui riusciva sempre a calmarmi, con quella sua voce così… così…
«…Gwen? Non devi mica vergognarti di ciò che hai scritto nel tuo diario…» cercò di incontrare
i miei occhi, che fissavano l’acqua scura.
Arrossii violentemente. Come facevo a non vergognarmene?? Specialmente parlandone con
lui, che era proprio la persona in discussione.
Cercai di alzarmi ed andarmene, magari correndo in camera mia, dove di certo non mi
avrebbe inseguito… ma purtroppo avevo dimenticato l’inconveniente della caviglia, che
mi rallentò ulteriormente.
Mi uscì di bocca un gridolino di dolore mentre poggiavo il piede sinistro. Lui se ne accorse
immediatamente.
«Per favore, non correre via… sei anche ferita» disse, mentre mi aiutava a sedermi di nuovo.
Decisi che era inutile cercare di sfuggire a questo problema, e rassegnata mi sedetti con
un sospiro.
Trent mi prese la caviglia e la sfiorò con delicatezza.
«Non è niente, solo un graffio… vedrai, ti passerà presto» concluse con un sorriso.
Non potei non sorridergli di rimando. Era così cariiino… no! No, Gwen smettila!
Questa tua stupida infatuazione ti ha già dato fin troppi problemi, e poi… ormai lui sapeva
cosa provavo per lui, e sicuramente la cosa lo divertiva. Quindi non avrei dovuto dargli altri
motivi per vantarsi della cosa con gli amici.
Anche se in realtà non ce lo vedevo proprio Trent a vantarsi delle sue conquiste con gli altri
ragazzi dell’isola.
Perché lui era diverso…
Era sensibile, dolce, carino e… e io stavo per diventare pazza!
«Senti, Trent… io…» sussurrai ancora, interrompendomi di nuovo. Non sapevo proprio cosa
dire: odiavo queste situazioni così difficili.
«Sai, non devi assolutamente giustificarti per ciò che Heather…» fece una smorfia di disgusto
nel pronunciare quel nome, e mi strappò un sorriso «…ha letto. È bello sapere di non essere
l’unico qui dentro a pensare solo alla vittoria o a fare lo schizzato!»
Risi, e quasi mi stupii di me stessa, sentendo la mia risata sincera e spensierata.
In un attimo mi sentì leggera e felice. Era strano come Trent riuscisse a cancellare tutti i miei
problemi, mi faceva sentire totalmente a mio agio.
«Beh, forse volevo fingere di essere una schizzata anch’io, tanto per non sentirmi un pesce fuor
d’acqua…» sussurrai, specchiandomi nell’acqua del mare. I miei occhi esprimevano ancora una
certa tristezza.
«Ma che dici, Gwen?!» rispose lui, alzando leggermente la voce. Mi voltai incuriosita dalla sua
reazione.
Sembrava piuttosto stupito dalla mia ultima affermazione. Ecco lo sapevo: una volta che pronunciavo
una frase di senso compiuto e lo facevo arrabbiare.
«Tu sei l’unica persona in questo posto a non essere superficiale come gli altri…» continuò,
adesso scandendo bene le parole e quasi pensando bene a come parlare.
«Sei diversa da tutte le altre ragazze… e me ne sono accorto fin dal primo momento in cui ti
ho vista…» sussurrò, mentre lo fissavo intensamente.
Davvero pensava questo di me…?
E mentre continuavo a fissare il suo volto, illuminato solo dai pallidi raggi della luna piena, cominciò
a cantare sottovoce quella canzone che già adoravo…
«…Noi nuotiamo al sole, ma pure se piove, siamo soli io e te amore.
Nel dolce far niente, soli io e te… voglio dirti una cosa soltanto.
Un semplice bacio…»
Solo quando era arrivato all’ultima sillaba mi resi conto di essermi inconsapevolmente avvicinata
a lui, e adesso i miei occhi erano a pochi centimetri dai suoi.
Sentì il calore imporporarmi il viso, mentre le mie labbra stavano per sfiorare le sue e poi…
«Campeggiatori! È ora di recarsi alla Cerimonia dei Marshmellow! Tutte le Marmotte Urlanti devono
immediatamente recarsi al campo, invece di starsene lì a guardarsi negli occhi in quel modo
sdolcinato, Gwen e Trent!!!» urlò gracchiando il megafono in cima ad un palo.
Sbuffai, alzandomi in piedi e maledicendo Chris e tutte quelle telecamere che sorvegliavano la
zona.
Sembrava che a quanto pare avessimo perso la sfida.
Beh, io sapevo già chi votare…
«Trent…?» sussurrai, mentre ci dirigevamo verso il fuoco al centro del campo. La ferita non
mi faceva più tanto male ma lui aveva insistito per aiutarmi a camminare.
Mi guardò con aria interrogativa e i suoi occhi esprimevano una stupenda dolcezza.
«Promettimi che voterai per l’uscita di Heather!» sorrisi con uno sguardo vendicativo. Lui annuì.
…Fine xD