THE SECRET GARDEN
(versione TD)
NOTA: quando c’è il trattino parla la protagonista.
-Mi chiamo Heather.
Ho 10 anni.
Sono nata in Asia. Era un paese strano e solitario.
Non mi piaceva.
L’unica che si occupava di me era la mia cameriera.
I miei genitori non mi volevano. A mia madre interessavano soltanto i ricevimenti, e mio padre pensava solo alla sua carriera militare.
Alle feste che organizzavano non mi permettevano di partecipare, e io restavo a guardare dalla finestra della camera di mia madre.
Mi arrabbiavo, ma non piangevo mai.
Io non sapevo piangere.
I miei genitori pensavano solo a se stessi. A me non pensavano mai.
Se solo avessi saputo che quella sera li avrei perduti per sempre….
Quella sera un tremendo terremoto uccise i genitori della bambina. Solo lei si salvò.
Pochi giorni dopo fu imbarcata su una nave diretta in Inghilterra, assieme ad altri bambini sopravvissuti al terremoto.
“I parenti degli orfani del terremoto in Asia sono pregati di recarsi al molo numero 2”
Bambina1: siamo arrivati, Heather. Non sei contenta?
Bambina2: è sempre così acida quella! Dicono che non ha mai pianto da quando i genitori sono morti!
I compagni di viaggio di Heather furono presto assegnati ai loro parenti. Lei non aveva più nessuno.
Poco dopo però arrivò una signora dall’aria altezzosa con un ridicolo cappello in testa. Cominciò a parlare con l’uomo che aveva assegnato i bambini ai loro parenti.
“Sono mrs.Medlock, vengo da parte di suo zio. Sono venuta a prenderla. Che bambina cupa e silenziosa! Bisogna dire che è proprio bruttina. E pensare che sua madre era una donna bellissima. Sicuramente sua figlia non ha preso da lei.”
“Forse crescendo migliorerà. I bambini cambiano.”
“Beh, dovrà cambiare un bel po'. Venga, andiamo.”
La bambina non aveva mai sentito parlare di suo zio: un certo lord McLean che mrs. Medlock nominava di continuo.
Il viaggio in carrozza fu molto lungo. La signora Medlock continuava a chiacchierare, e per Heather era parecchio seccante.
Mrs. Medlock: peccato che non abbia un altro posto dove andare. Suo zio non si occuperà affatto di lei. Questo è poco ma è sicuro, perché lui non si è mai interessato di nessuno. Poi dopo la morte improvvisa della moglie è peggiorato!...sua zia è morta, non lo sapeva? Sua madre non glie lo aveva detto?
Heather: no.
Mrs. Medlock: strano…
Heather: mia madre non aveva tempo di raccontarmi le cose.
Heather guardò fuori dal finestrino. Il cielo era scuro e nuvoloso. Dopo un piccolo tratto di strada vide in lontananza una villa dall’aspetto tetro e malinconico. Era ormai notte, e quando la carrozza giunse finalmente davanti alla porta della casa di suo zio Heather ebbe un certo timore a entrare.
Ma alla fine cedette e seguì mrs. Medlock fino alla camera dove avrebbe passato la notte.
La mattina dopo Heather si svegliò chiedendosi dove si trovasse. Poi si ricordò improvvisamente di essere nella sua nuova camera. Improvvisamente entrò mrs. Medlock. Il che infastidì molto Heather, dato che era entrata senza bussare.
Mrs. Medlock: la sua colazione.
Heather: ma sono ancora in camicia da notte!
Mrs. Medlock: si vestirà dopo aver mangiato. Ci sono degli abiti nuovi nel guardaroba.
Heather: e chi mi vestirà?
Mrs. Medlock: non sa farlo da sola??????
Heather: certo che no! In Asia mi vestiva la cameriera.
Mrs. Medlock: sciocchezze! Alla sua età? Ma come la trattavano al suo paese? La tenevano sotto una campana di vetro?
Heather: come si permette di rivolgersi a me in modo così offensivo?!
Mrs. Medlock: nessuno ha tempo di starle dietro, qui. Abbiamo già abbastanza lavoro da fare. Ho paura che dovrà sbrigarsela da sola. Il castello ha cento stanze, la sua è questa e questa soltanto. E non si aspetti di vedere suo zio, perché non ha tempo. Mi raccomando non tocchi nulla. E guai a lei se andrà in giro a ficcare il naso.
Detto questo mrs. Medlock uscì dalla stanza.
Heather si guardò intorno. Quella camera buia le dava i brividi. Ad un tratto sentì la voce di un bambino che piangeva. Decise di andare a vedere da dove veniva, così uscì dalla sua stanza e andò in giro a curiosare per la casa.
-La casa sembrava morta. Era come avvolta da un incantesimo. Una delle stanze assomigliava a quella di mia madre. Doveva essere stata quella della zia.
Heather aprì un cassettino e trovò una chiave alquanto misteriosa.
Decise poi di tornare nella sua camera, ma uscì dalla stanza di sua zia nel momento meno opportuno. Infatti si trovò davanti mrs. Medlock.
Mrs. Medlock: cosa ci fa lei qui? Le avevo detto di non andare in giro!
Heather: *arrabbiata* ho sentito qualcuno che piangeva!
Mrs. Medlock: sono i cani!
Heather: no, era una persona!
Mrs. Medlock: non dica sciocchezze, non ha sentito nulla! E adesso si comporti come le ho detto altrimenti dovrò darle una lezione!
Mrs. Medlock chiuse a chiave la porta, e Heather, poco dopo, vide entrare una ragazza che indossava un grembiule e una cuffietta.
Cameriera: buongiorno! Le ho portato qualcosa da mangiare.
Heather: tu sei al mio servizio?
Cameriera: io sono al servizio di mrs. Medlock. Che è al servizio di lord McLean. Ma ogni tanto mi manda quassù a fare le pulizie. Per un po’ mi occuperò io di lei.
Heather: se ti occupi di me vuol dire che sei la mia cameriera.
La ragazza pensò subito che Heather fosse una bambina arrogante e irrispettosa. Sebbene la cosa la irritasse molto decise di obbedire ai suoi ordini, se non altro per evitare di essere licenziata.
Cameriera: mrs. Medlock mi ha messo a lavorare qui per fare un favore a mia madre. Ha detto che non avrebbe potuto farlo se la signora fosse stata ancora viva. Probabilmente non sarei mai uscita dalla cucina...che vestito vuole mettere? Quello nero...o quello nero? XD
Heather: sei diventata cieca? Quelli sono tutti neri!....io non mi faccio prendere in giro da una serva.
Cameriera: Miss, io mi chiamo Marta! *disse mentre vestiva la bambina* Non so ancora quando di preciso suo zio potrà riceverla.
Heather: lo zio?...mrs. Medlock ha detto che non vuole vedermi.
Marta: sì che vuole vederla!
Quando Marta andò via Heather si sedette sulla sedia e rimase immobile finchè entrò mrs. Medlock.
Mrs. Medlock: lord McLean ha detto che non può riceverla, oggi.
Heather: e quando lo vedrò? Domani?
Mrs. Medlock: oh, no. Domani non sarà qui.
Mrs. Medlock se ne andò e Heather guardò fuori dalla finestra. Una carrozza trainata da cavalli stava lasciando la villa...
Marta: meglio che si metta qualcosa di lana. Fa freddo fuori.
Heather: non ho nessuno con cui giocare!
Marta: come non ha nessuno con cui giocare? Lo sa? Mio fratello Al va tutto il giorno in giro per la brughiera da solo. È così che ha fato amicizia con tutti i suoi animali.
Heather: chi?
Marta: Al! Mio fratello piccolo! Lei non immagina neppure quant'è curioso di conoscerla!....allora, per andare in giardino deve oltrepassare quella porta. E poi deve girare attorno alla casa. Buon divertimento!
La bambina scese i gradini di pietra e percorse un tratto di erba, fino ad arrivare ad una porta. La oltrepassò e giunse davanti a un muretto, dove cresceva una folta edera. In cima al muretto stava un pettirosso che cinguettava felice..
Heather: che ci sarà qui dietro? Un altro giardino?...ma dov'è la porta?
In quel momento vide un uomo che trasportava una carriola. Lo chiamò e gli chiese:
Heather: da dove si entra in quell'altro giardino?
Uomo: quale?
Heather: quello con tutta quell'edera. Non trovo la porta.
Uomo: non c'è.
Heather: allora come si fa ad entrarci?
Uomo: ormai sono più di dieci anni che non ci entra più nessuno.
Heather: perchè?
Uomo: beh, quando lei è morta il padrone ha dato ordine di chiuderlo per sempre.
Heather: chi è morta?...mia zia è morta. Io giardino era suo, non è vero?
Il contadino prese ad osservare il pettirosso, che ora stava sullo steccato di legno, ignorando completamente Heather.
Heather: vuoi guardarmi? Perchè non mi rispondi? Possibile che in questo posto siete tutti così maleducati??
Uomo: naturalmente per lui l'ordine del padrone non vale. È l'unico che può entrare in quel giardino.
Pettirosso: cip! Cip!
Heather: tu sai dov'è la porta? Fammela vedere!
In quel momento la bambina vide un ragazzino poco più grande di lei che la spiava, e ora correva via ridendo.
Heather: ehi, tu! Chi sei?
Lo seguì, ma non riuscì a raggiungerlo, e poco dopo, arrivata in una piccola radura, lo vide salire su un bellissimo cavallo bianco e allontanarsi nel bosco. Heather tornò a casa, e per prima cosa chiese a Marta perchè suo zio avesse chiuso il guardino della moglie.
Marta: l'ha chiuso perchè lo detesta. Non lo vuole neanche sentire nominare.
Heather: ma perchè?
Marta: guardi, ho un regalo per lei. Da parte di mia madre.
Heather: a che serve?
Marta: non vorrà dirmi che ci sono solo tigri ed elefanti in Asia. E che non esistono le corde per saltare!
Heather accettò il regalo di Marta.
Heather: grazie Marta. E ringrazia tua madre.
DRIIIN!
Heather: che succede?
Marta: ora vada, miss Heather.
Heather andò in giardino con la sua corda per saltare, quando incontrò l'uomo con la carriola che aveva visto il giorno prima. Stava osservando di nuovo il pettirosso appollaiato sullo steccato.
Pettirosso: cip! Cip!
Uomo: guardi come la sta osservando. Credo che abbia deciso di fare amicizia con lei.
Heather: davvero? Io non ho mai avuto amici...
Uomo: me l'immagino!
Heather: pettirosso! Mi fai vedere dov'è la porta?
Il pettirosso condusse Heather sino al muretto con l'edera. La bambina scostò i rami e vide il buco di una serratura.
Heather: grazie, pettirosso.
Heather corse in casa, senza farsi vedere andò nella stanza di sua zia e prese la chiave che aveva trovato nella cassettiera, e con quella aprì la porta misteriosa.
Entrò nel giardino. Si fece largo tra i rami secchi e le foglie appassite degli alberi. Era un giardino grandissimo, che ad un tempo doveva essere stato splendente e rigoglioso, ma ora appariva triste e senza vita. Però Heather trovò un germoglio nascosto sotto un cespuglio.
Heather: ehi, pettirosso! Hai visto che ho trovato?
La mattina dopo...
Marta: vedo che ha più fame del solito, stamattina!
Heather: oggi sono felice.
Improvvisamente Heather udì ancora il pianto di un bambino.
Heather: ascolta! Hai sentito?
Marta: è il vento, miss. A volte sembra la voce di qualcuno che si è perso nella brughiera, e sta chiedendo aiuto.
La bambina però udì dei lamenti che non assomigliavano per niente al vento.
Marta: ........ma questa è la sguattera del castello. È tutto il giorno che ha il mal di denti...
In quel momento arrivò mrs. Medlock, agitatissima.
Mrs. Medlock: Marta, vieni, presto!
Heather: ......
La bambina uscì nel cortile e si diresse verso il suo giardino, quando lungo la strada si imbatté in un corvo che le mise paura. Improvvisamente si trovò davanti il ragazzo che aveva visto salire sul cavallo bianco. Quando lo vide da vicino si accorse che era un ragazzo molto carino, dagli occhi azzurri e i capelli castani, abbastanza lunghi. Il corvo andò a posarsi sul suo braccio.
????: lui non ti conosce, l'hai spaventato!
Heather: è lui che ha spaventato me!
????: accarezzalo. Non ti fa niente.
Heather: e se mi becca?
????: no, è buonissimo. Su, accarezzalo.
Heather accarezzò le piume del corvo. Erano morbide e vellutate.
????: hai visto? Non è cattivo.
Heather: io ti conosco, sei Al! Il fratello di Marta!
Pettirosso: cip! Cip!
Al: il pettirosso ha detto che ti stava aspettando! Gli animali mi dicono tutti loro segreti.
Heather: lui ti ha detto anche il mio segreto?
Al: quale segreto?
Heather: ho rubato un giardino. Però ho paura che sia morto! Io non lo so...
Al: te lo dirò io.
Heather condusse Al fino alla porta del giardino segreto.
Heather: prometti di non dirlo?
Al: promesso.
Heather: a nessuno?
Al: io so mantenere un segreto.
Heather: e davvero sai dirmi se è vivo?
Al: certo!
Heather: vieni.
Quando entrarono il ragazzo disse:
Al: questo giardino non è morto. È vivo, come te e me!
Prese il suo coltello e tagliò un rametto.
Al: guarda questo ramoscello. C'è ancora la linfa. Vuol dire che è...tutt'altro che morto. Quest'estate fioriranno tante di quelle rose da far girare la testa!
Heather vide una piccola altalena nascosta dietro un albero. Si sedette e cominciò a dondolare.
Heather: in casa c'è una foto di mia madre e mia zia sedute qui.
Al: tua zia è morta così.
Heather: come?
Al: cadendo dall'altalena.
-Per la prima volta, da quando ero tornata dall'Asia, sognai mia madre. Era qui. Nel giardino segreto.
Heather si svegliò di soprassalto, sentendo di nuovo quel pianto disperato.
Prese la candela, scese le scale e arrivò davanti a una stanza.
La voce proveniva da lì.
Aprì la porta e vide, in un letto, un bambino che la guardava.
????: sei un fantasma?
Heather: no!
????: allora chi sei? Che ci fai qui?
Heather: io qui ci abito. E tu chi sei?
????: sono il padrone del castello finchè mio padre è via.
Heather: tuo padre? Cioè mio zio! Nessuno mi ha detto che aveva un figlio.
????: vieni qui.
Heather si avvicinò al letto del bambino.
????: come ti chiami?
Heather: mi chiamo Heather. E tu?
????: io mi chiamo Noah.
Heather: le nostre madri erano sorelle.
Noah: non sapevo che mia madre avesse una sorella.
Heather: tu quanti anni hai?
Noah: dieci.
Heather: abbiamo la stessa età.
Noah: tua madre dov'è?
Heather: è morta.
Noah: anche la mia è morta. Vedi quella corda? Tirala!
Sul muro c'era una piccola tenda. Heather tirò la corda, e questa si aprì, mostrando il ritratto di sua zia.
Noah: quella è mia madre. Mio padre dice che non le assomiglio per niente. Ma tu.....tu le assomigli.
Heather: perchè la tieni nascosta dalla tenda?
Noah: a volte la odio. È morta quando sono nato.
Heather: credevo che fosse morta nel giardino!
Noah: che giardino?
Heather: !!!!....ehm...in un giardino! Qui ci sono tanti giardini....
Noah: davvero?
Heather: certo. Ma tu non esci mai di qui?
Noah: no, mai.
Heather: perchè? Che cos'hai?
Noah: io sto per morire.
Heather: e di che?
Noah: ho passato la vita in questo letto....
Heather: non sai neanche camminare?
Noah: ma tu sei vera? A volte i sogni mi sembrano veri...
Heather: ti do un pizzico per dimostrartelo.
Noah: ahi!
Heather:
Noah:
La mattina seguente Heather si recò di nuovo nel giardino assieme ad Al. Volevano piantare dei fiori.
Al: hai fatto bene a strappare le erbacce.
Heather: avevo paura che quel fiore soffocasse. Non so neppure che cos'è...
Al: è un giglio. Come questi bulbi. Li pianteremo intorno a lui.
Heather: ieri ho conosciuto mio cugino.
Al: hai visto Noah?
Heather: anche tu lo conosci?
Al: sì ma quasi nessuno l'ha visto.
Heather: ha detto che sua madre è morta quando è nato.
Al: è caduta dall'altalena, e lui è nato troppo presto.
Heather: Noah non è come te. Ha le guance bianche come il marmo.
Quella sera...
Heather: che noia stare sempre rinchiusa qua dentro. Fa troppo caldo! Apriamo le finestre.
Noah: no, sta ferma! Non le toccare. Sono inchiodate. I miei polmoni non sopportano le spore.
Heather: le spore?
Noah: le trasporta il vento. Ti entrano dentro quando respiri.
Heather: ma che dici???
Noah: mettiti questa mascherina. Tutti la devono portare, l'ha detto mrs. Medlock.
Heather: ma mrs. Medlock non c'è!
Noah: mettiti subito quella mascherina!
Heather: smettila di parlarmi in quel modo!
Noah: io parlo come mi pare e piace!...e ora dove stai andando?
Heather: me ne torno in giardino da Al.
Noah: e chi è Al?
Heather: lui addomestica gli animali, e sa tutto quello che c'è da sapere sui giardini.
Noah: lui conosce il giardino di mia madre?
Heather: come?
Noah: hai detto che mia madre è morta in un giardino!
Heather: e lui che ne può sapere? È chiuso, non può entrarci nessuno.
Noah: beh, io lo posso far aprire.
Heather: no, non farlo!
Noah: perchè no?
Heather: se farai aprire il giardino tutti lo scopriranno, e non sarà più un posto segreto. Non dovevo dirtelo. Per me tu non sai mantenere i segreti.
Noah: nasconditi! Se mrs. Medlock ti trova qui non ti lascerà più venire da me!...va via!
Lord McLean tornò a casa poco tempo dopo, e Heather finalmente potè conoscerlo.
Mrs. Medlock: miss Heather, signore.
Cane: grrrrrr!....
Zio: a cuccia!....avvicinati. Non devi aver paura.
L'uomo trasalì, non appena vide il volto della nipote.
Zio: oh mio dio.....i tuoi occhi...sono identici a quelli di....non è possibile...
Heather: .....
Zio: mrs. Medlock vuole che ti spedisca in une specie di collegio.
Heather: per favore, mi faccia restare! Non faccio niente di male!
Zio: cosa potresti fare di male...ma qui non c'è nulla da fare per una bambina.
Heather: io mi accontento di poco. Mi serve solo...potrei avere un po' di terra? Per piantarci dei semi. Vorrei far crescere dei fiori.
Zio: prendila pure, ma no sperare di riuscire a farci crescere qualcosa.
Heather: se non serve a nessuno posso prenderla dove voglio?
Zio: sì, dove vuoi. Ora...vai, puoi andare.
Heather corse via.
Zio: io starò via fino a quest'inverno!
Heather: Al! Ha detto che posso! Posso prendermi un po' di terra!
Al: chi l'ha detto?
Heather: mio zio. Glie l'ho chiesto e ha detto di sì. Posso piantare i miei semi dove mi pare! Tutto quello che vogliamo!
*PLIC! PLIC!*
Al: sta piovendo!
Heather:
Al: la pioggia aiuterà i fiori a crescere!
Heather: lo zio non va mai a trovare Noah?
Marta: no, ha paura di affezionarglisi troppo.
Heather: ha paura di affezionarsi a suo figlio??
Marta: di solito quando è qui resta chiuso nella sua stanza per più di una settimana. Dieci anni fa, quando la moglie è morta, si è chiuso nella sua stanza per più di un mese. Noah era un bambino molto debole, e tutti credevano che sarebbe morto. Suo padre non sopportava l'idea di perderlo.
Nel frattempo lo zio stava scendendo le scale che portavano alla camera del figlio. Entrò e si avvicinò al suo letto. Voleva vederlo un'ultima volta, prima di partire.
Zio: Noah...povero figlio mio.....
-Finalmente una notte smise di piovere, e arrivò la primavera. Il povero zio fuggì dal castello, come se non volesse vederla, la primavera.
Il sole splendeva alto nel cielo, gli uccelli cinguettavano e le cascate dei fiumi scrosciavano. Nei giardini sbocciavano fiori di ogni colore, le anatre nuotavano nei ruscelli e le pecorelle pascolavano nei prati.
Heather: guarda, Noah! Il sole!
Noah: ....sai Heather? Forse non sono malato.
Heather: certo che non sei malato.
Noah: tu pensi che potrei uscire? Forse riusciremmo a trovare la porta del giardino segreto...e se troviamo la porta potremmo entrarci.
Heather: ......
Noah: che cos'hai?
Heather: c'è una cosa che non ti ho detto, perchè avevo paura di non potermi fidare di te. Scusami.
Noah: che cosa?
Heather: ....ci sono già stata in quel giardino. Ho trovato la chiave qualche settimana fa.
Noah: davvero? E com'è?
Heather: quando apri la porta non vedi niente. Poi scendi dei gradini di pietra, e quando arrivi in fondo ti ritrovi in mezzo ai fiori. Ogni giorno c n'è qualcuno nuovo. È come una magia. E poi è pieno di animali con i loro piccoli.
La mattina seguente....
Noah: ora uscirò con la mia sedia a rotelle. E se mi piacerà uscirò tutti i giorni.
Mrs. Medlock: non credo che e sarà possibile uscire tutti i giorni, signorino.
Noah: quando sarò fuori nessuno mi si dovrà avvicinare. Sono stato chiaro?.....Heather, come si dice in Asia, per mandare via la servitù?
Heather: si dice: non ho altro da dire. Vi do il permesso di andare.
Noah: non ho altro da dire. Vi do il permesso di andare. Lei resti qui, mrs. Medlock.
Mrs. Medlock: ma signorino...
Noah: le ho detto di restare qui!
Mrs. Medlock: .......toglietevi queste stupide mascherine...a che servono ormai?
Heather e Al spinsero la sedia di Noah fino ad arrivare nel prato della villa. Volevano raggiungere la porta del giardino.
Noah: sono tuoi gli animali?
Al: sì.
Noah: ....mrs. Medlock se n'è andata! Corri, Al! Più veloce!
Heather: ....siamo arrivati.
Heather aprì la porta con la chiave. Al fece scendere la sedia di Noah lungo gli scalini di pietra.
Noah: vi sto facendo faticare!
Al: non ti preoccupare. Tra qualche giorno camminerai da solo.
Noah: camminare? Io? Pensi davvero che potrei?
Al: beh, le gambe ce le hai come tutti gli altri.
Noah: si, ma non avevo mai pensato di....
Heather: chiudi gli occhi, Noah! Ci siamo quasi.
Noah: U.U
Heather: ok, ora puoi aprirli.
Il bambino si guardò intorno, e sorrise.
Noah: sì. Lo sapevo che era così.
Heather: sai che anche lo stagno era coperto dalle erbacce?
Noah: davvero?
Heather: e qui ho piantato un sacco di bulbi e di semi.
Noah: voglio venire qui anche domani. E dopodomani. E il giorno dopo ancora.
Al prese un lombrico dal terriccio e lo avvicinò a Heather e Noah.
Heather: bleah!!
Al: perchè? È solo un vermetto.
Improvvisamente un uomo salì su una scala e si affacciò dietro alla siepe. Era il contadino.
Contadino: cosa ci fa lei qui? Come ha fatto a entrare lì dentro, piccola ficcanaso? Non l'ho mai potuta soffrire. Fin dal primo momento che l'ho vista.
Heather: è stato il pettirosso a indicarmi la porta.
Noah: sa chi sono io?
Contadino: chi...chi è lei? Ma certo! Lei è il povero gobbetto!
Noah: cosa??? Io non sono gobbo!
Heather: lui è un bambino normale!
Contadino: allora non ha le gambe deformi! o.o
Noah: che è questa storia delle gambe? Non l'avevo mai sentita.
Noah cercò di alzarsi in piedi, ci riuscì al primo tentativo.
Noah: guardami! Ce l'ho fatta!
Contadino: O.O
Noah: ormai ci hai scoperto, ma attento a te. Non parlare di questo giardino con nessuno.
Contadino: io qui già ci venivo senza farmi vedere. Sua madre amava tanto questo giardino. Mi faceva chiamare sempre per curare le sue rose. Quand'è morta ho avuto ordine di non fare entrare nessuno, ma io ci venivo lo stesso, perchè me l'aveva chiesto lei.
Noah: ..sai mantenere un segreto? Vieni dentro.
Contadino: arrivo subito, signorino.
Al: gli vado incontro alla porta.
Noah: sei tu che hai fatto questa magia?
Heather: no! Sei stato tu!
Noah: io voglio sposarti, Heather.
Heather: cosa? Ma siamo cugini!
Noah: non mi interessa. Voglio stare sempre insieme a te.
Heather: ma noi stiamo già insieme!
L'indomani.....
Stavano ancora tutti e tre seduti sul prato, mentre Al teneva in braccio un agnellino.
Agnellino: beee!
Noah: perchè piange?
Al: ha perso la mamma. E ha fame. Ha solo pochi giorni. Non sa ancora camminare bene. Puoi tenerlo se ti piace.
Noah: quando l'hai trovato?
Al: tre giorni fa, nella brughiera.
L'agnellino si mise ritto sulle zampette e camminò piano piano verso Heather. Noah lo osservò attentamente.
Noah: .....dammi la mano, Al.
Al aiutò Noah ad alzarsi in piedi.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette passi....
Noah: ce l'ho fatta!! Io cammino, ce l'ho fatta!
Heather: bravo Noah!
Al: evviva!
Quella notte....
Heather: sei un fantasma?
Noah: sono io!
Heather: Noah???
Noah: shh! mrs. Medlock potrebbe sentirci.
Heather: come ci sei arrivato quassù? Hai salito le scale??
Noah: non vedo l'ora che mi veda mio padre. Gli farò una sorpresa. Come l'ho fatta a te. Vorrei che mi vedesse prima di chiunque altro. Chissà dov'è, in questo momento.
Heather: mrs. Medlock lo sa.
Noah: allora potremmo rubarle l'indirizzo.
Heather: nella stanza di tuo padre ho visto una scrivania. Sopra c'erano un mucchio di carte. Forse l'indirizzo è lì.
-Cercai l'indirizzo, ma purtroppo non lo trovai. Però scoprii un altro dei segreti di mio zio. Le foto della zia........la zia era proprio bella.
Noah: lo giuro, sto benissimo! Perchè non scrive a mio padre e gli dice di tornare subito?
Mrs. Medlock: perchè non è affatto vero, signorino, che lei sta bene. Ha il polso molto accelerato...e dai suoi occhi si vede chiaramente che ha un bel febbrone!! John, porti qui il ghiaccio!
Noah: no, no...!!
Noah: ma scusi, se sono tanto malato mandi a chiamare mio padre!
Mrs. Medlock: no! Basta che se ne resti a letto e che non vada in giro per il giardino!
Noah: mi dia l'indirizzo, scriverò io a mio padre. Su, me lo dia!
Mrs. Medlock: lei non farà niente del genere. Fra quella ragazzina impertinente e i pericoli dell'aria aperta dio solo sa che cosa si è preso! Potrebbe anche essere polmonite! E scommetto che è anche caduto dalla carrozzina! Dovrò essere più severa! Questa storia deve finire!
Mrs. Medlock: * a Heather* ora basta. Da adesso voi due resterete separati. Il signorino è molto malato. E dopo tutto quello che ho fatto per tenerlo in vita, non ho nessuna intenzione di lasciarlo uccidere da una ragazzina ostinata e ficcanaso come lei!
Heather: *faccina arrabbiata*
Ma i due cugini, insieme ad Al, avevano già escogitato un piano infallibile per sgattaiolare fuori da casa senza farsi scoprire da mrs. Medlock. Infatti raggiunsero il giardino in meno di un secondo.
Noah: io e Heather stiamo facendo una magia, sai Al?
Al: O.O
Noah e Heather inventarono chissà quale rito asiatico voodoo per fare in modo che lo spirito dei sogni, chiamato così da Noah, portasse suo padre a casa da lui.
*SOGNO*
Zio: Mildred!.... Mildred!....dove sei??...
Zia: Christopher!... Christopher!...sono nel giardino!....nel giardino!...
*FINE SOGNO*
Zio: !!!!!!.....devo partire....devo partire! Stasera stessa! Preparatemi il conto!
Lord McLean tornò alla sua villa la sera seguente. Nessuno lo aspettava, e il suo arrivo fu una grandissima sorpresa.
Marta: è arrivato il padrone!!
mrs. Medlock: lord McLean, è tornato! Non l'aspettavamo!
Zio: lo so. Dov'è mio figlio?
Mrs. Medlock: nella sua stanza, naturalmente.
Lord McLean si recò nella camera di suo figlio, ma nel suo letto non lo trovò.
Zio: dov'è mio figlio, mrs. Medlock!
Mrs. Medlock: è impossibile....deve essere qui!
Lo zio vide che il ritratto della moglie non era più coperto dalla tenda.
Zio: cos'è successo?
Mrs. Medllock: è quella ragazzina, milord. È assolutamente impossibile tenerla a bada. Bisogna mandarla via!
Zio: mi porti da lei.
Mrs. Medlock: non ha alcun riguardo per la salute di suo figlio, mi creda. Fa sempre come le pare.
Zio: l'ha chiusa a chiave....
mrs. Medlock: ho dovuto, milord. È una bambina troppo esuberante...miss Heather! È arrivato suo zio!
Marta: perdoni, milord. Credo che siano tutti in giardino.
Zio: in giardino....
mrs. Medlock: io non vedo come possano essere lì...
Lo zio non ascoltava più la governante, e si dirigeva verso il cortile della villa.
Mrs. Medlock: io ho fatto del mio meglio, milord. Deve credermi. Ma da quando è arrivata quella ragazzina in questa casa...
Zio: silenzio, mrs. Medlock! Heather è solo una bambina! Il suo compito era quello di sorvegliarla.
Mrs. Medlock: allora mi licenzi pure, signore. Me ne andrò oggi stesso.
Al: tanto non ci prendi! Tanto non ci prendi! Hahahaha!
Noah: ehi, dove vi siete nascosti?
Heather: ehi, Noah! Sono qui! Vieni a prendermi!
Noah, Heather e Al si divertivano come matti, nel loro giardino. Non potevano neanche immaginare quale sorpresa li attendeva...
Lord McLean era ormai arrivato sulla soglia del giardino segreto. Non appena entrò vide un bellissimo bambino, ormai cresciuto, che giocava a mosca cieca con i suoi amici. Camminava da solo, e pareva il ritratto della salute. Gli si avvicinò, e il figlio fu molto stupito nel vederlo.
Zio: non posso crederci...
Noah: sei qui...la magia ha funzionato!
Zio: Noah....il giardino...
Noah: te lo faccio vedere! È stata Heather a trovare la chiave. E il pettirosso le ha indicato la porta. Guarda. È qui che ho fatto il primo passo. Sembravo un bambino piccolo anch'io.
La bambina pensò di essersi messa nei guai, ora che suo zio sapeva che era stata davvero lei a trovare la chiave....scoppiò a piangere e corse via. Al la seguì...
Dopo un po'...
Noah: Heather!...dove sei?
Heather: .....
Noah: Heather, che ci fai qui?
Zio: perchè te ne stai qui tutta sola?
Heather: .....non se ne occupava nessuno....
Zio: di che cosa, Heather?
Heather: del....del giardino.....
Zio: hai ragione...non volevo vederlo mai più...
Heather: non voleva vedere neanche Noah....
Zio: .......ci hai ridato la voglia di vivere, Heather....hai fatto una cosa che credevo nessuno potesse fare. Non devi avere paura. Non chiuderò più quella porta. Te lo prometto.
*si abbracciano*
Al:
Noah:
Heather:
Zio:
-Così l'incantesimo si era spezzato.
Lo zio aveva imparato a ridere, e io a piangere.
Il giardino segreto rimarrà aperto per sempre.
Aperto, fiorito, e vivo.
E se guardate bene....vi accorgerete che tutto il mondo è un giardino.