Ritorno a casa
" Avvisiamo i gentili passeggeri che tra pochi minuti inizieremo la procedura di atterraggio. Vi preghiamo di allacciare le cinture di sicurezza" gracchiò dall' altoparlante la voce del comandante. gwen fece quello che le era stato chiesto e appoggiò la testa al sedile, chiudendo d'istinto gli occhi. " Fra poco- si disse - rivedrò la mia città...Chissà quante cose sono cambiate in tutto questo tempo". Sospirò a fondo. Mancava da casa da ben 10 anni. Tanto infatti era passato da quando i suoi genitori erano stati trasferiti per lavoro in Spagna. Eppure, a ripensarci, le sembrava di essere andata via da poco. Ricordava bene i frenetici giorni prima del trasferimento. Si era appena conclusa la terza stagione di A tutto reality, lo stramaledetto programma che aveva incasinato terribilmente la sua vita. Dopo quello che era successo, aveva deciso di tagliare i contatti con tutti gli altri concorrenti. Non se la sentiva di affrontarli, non sapeva bene cosa dire loro. E sopratutto a
veva paura di ritrovarsi di fronte Lei. Ecco perchè era stata ben lieta di apprendere che avrebbe lasciato quei posti. Sentiva il bisogno di stare da sola, di fare chiarezza, di ritrovarsi. E cosi se nè era andata senza dire niente a nessuno, neanche a Lui, la causa di tutti i suoi i suoi guai. " Che immaturo caprone" si ritrovò a pensare. Ma nonostante l'apparente durezza di quelle parole, il solo pensiero di Duncan la fece sorridere, seppur a denti stretti. Per prima se ne sorprese lei stessa. Possibile che dopo tanto tempo provasse ancora qualcosa? " No- si disse con fermezza gwen- troppe cose sono cambiate". Per prima lei stessa. Durante il suo "esilio" ( cosi le piaceva chiamare il suo soggiorno in Spagna) era molto maturata. Ea riuscita ad entrare in una prestigiosa Scuola D'Arte dove aveva stretto nuove amicizie ed era particolarmente ben voluta dai suoi compagni. E terminati gli studi, era riuscita ad aprire un piccola bottegha d'arte. In quel periodo aveva spesso rifletuto su quello che era successo su quell'areo. E aveva capito che anche lei aveva le sue colpe. Certo, non poteva continuare a nascondere i suoi sentimenti per Duncan ( eppure solo lei poteva sapere quanto ci aveva quasi disperatamente provato) ma forse avrebbe dovuto pretendere che il ragazzo si fosse comportato in maniera corretta, avrebbe dovuto imporgli, se davvero ci teneva a lei, di essere chiaro una volta per tutte con Courtney, di dirle che tra loro era tutto definitivamente finito. E invece il ragazzo non aveva fatto nulla di tutto ciò, la corteggiava ma non riusciva mai a staccarsi veramente dall'altra, come se per lui tutta quella vicenda fosse un gioco in cui il suo ruolo era quello dell'implacabile seduttore e le ragazze fossero le "pollastrelle" da conquistare. Sia chiaro, Duncan non era una cattva persona, ma certe volte...... Ma quello che realmente dispiaceva a gwen era aver rotto il rapporto con Courtney... Ok, vero amiche amiche non lo erano
mai state, e per molto tempo si erano tollerate a stento. Ma era innegabile che durante il giro del mondo avevano cominciato in qualche a legare, forse grazie allarispettiva antipatia per Heather, che involontariamente le aveva unite. Poi era successo quello che era successo.....e Courtney si era ritrovata tradita due volte...dal suo ragazzo e dalla nuova amica. E forse era stata proprio quest'ultima cosa a mandarla totalmente fuori dai ghangheri, a farla impazzire fino quasi a farla diventare un pericolo per sè stessa e per gli altri.....Certo, la sua reazione era stata forse esagerata ed aizzarle contro i compagni di squadra per farla eliminare non era stato certamente un bel gesto...ma poteva poi darle tanto torto?. Lei aveva provato a spiegarle che non voleva farla soffrire, che quello che era successo le dispiaceva molto, ma Courtney non aveva aveva voluto sentire ragioni. Aveva pure provato a contattarla, nel corso degli anni, dalla Spagna, per chiarirsi una volta per tutte, ma non aveva mai ricevuto una risposta . " Basta con questi pensieri - si disse gwen- Ormai è storia vecchia". Pochi momenti dopo l'aereo atterrò a destinazione e una volta sbarcata la ragazza sbrigò le consuete formalita. Miracolosamente riusci anche a recuperare le valigie senza grosse difficoltà. Uscita dall'aereoporto trovo abbastanza presto ( evidentemente era la sua giornata fortunata) un taxi libero. " All' Hotel Majestic" disse al conducente sedendosi dietro. Avrebbe alloggiato lì per una settimana , il tempo necessario per vedere un'importante mostra.
Ritorno a casa II parte
.... e di partecipare ad un convegno e poi sarebbe ripartita per l' Europa. " E' una bella giornata , oggi, eh?" disse improvisamente il tassista facendola trasalire " Già" rispose poco convinta.
" Lei è una turista, vero ? Da dove viene ?" . L'uomo aveva evidentemente voglia di fare chiacchiera, ma Gwen era troppo stanca per assecondarlo. " Da lontano" disse sgarbata. Il conducente capì che non era il caso di insistere e non disse più nulla.
Gwen si voltò verso il finestrino e cominciò a guardare fuori. Provò una strana sensazione di disagio, non le era mai piaciuta la confusione, ed il frenetico avanti e indietro della gente per le strade affollate, lo strombazzare delle auto bloccate nel traffico le provocò un forte fastidio. Improvvisamente ebbe un sussulto, quei luoghi le sembravano familiari, come era possibile? Poi capì " Che incredibile coincidenza" si disse. Stavano attraversando il suo vecchio quartiere, quello in cui aveva vissuto con la sua famiglia fino al giorno del trasloco. Certo, molte cose erano cambiate in tutti quegli anni, ma riusciva a riconoscere quei posti senza difficoltà. Si sporse in avanti, avvicinandosi al sedile del tassista. " Posso chiederle una cortesia?". L' uomo esitò " Mi dica" disse alla fine " Potrebbe farmi scendere qua? Ho deciso di fare una passeggiata. Ovviamente le pagherò la corsa fino all'Hotel. I bagagli li può lasciare in portineria, li ritirerò piu tardi". Il conducente acconsentì di buon grado. Accostò,, aspettò che la ragazza scendesse dalla vettura, intascò il denaro e ripartì. In cuor suo era contento di essersi sbarazzato di quella passeggera certamente graziosa ma altrettanto lunatica.
Gwen gironzolò nei dintorni a lungo. Ogni angolo le riportava alla memoria dei ricordi " Qui abitava la mia amica Lucy" si disse passando davanti ad un palazzo. Quanti pomeriggi avevano passato insieme, studiando o parlottando. Con piacere si accorse che a pochi metri di distanza c'era ancora il negozio dove sua madre faceva spesso la spesa. Era una piccola bottega a conduzione familiare, di quelle in cui venivi accolta in maniera tanto cordiale da sentirti perfettamente a tuo agio. Decise di entrare. Il negozio aveva subito diversi cambiamenti : l'interno era stato ristrutturato e anche i proprietari non erano più gli stessi. Il piccolo negozietto era ora molto simile ad un moderno ipermercato, strafornito ma freddo e impersonale. Nonostante la piccola delusione Gwen fece un giro tra gli scaffali. Prese un dentrificio di una marca che in Europa non si trovava e della biancheria intima di ricambio. Si diresse verso la cassa e posò gli oggetti sul nastro rotante. Solo in quel momento si accorse di aver perso il portafoglio " Dannazione- deve essermi scivolato dalla tasca dopo aver pagato il taxi". Il denaro di riserva era nascosto tra le varie cianfrusaglie che teneva nei bagagli " Mai tenere i soldi nello stesso posto" le ripeteva fin da quando era piccola sua madre.
Ma grazie a quel consiglio, ora era completamente al verde. Che fare? La cassiera - una graziosa ragazzina dai capelli rossicci e gli occhi verdi- la osservava con un sorriso perplesso. " Mi spiace - le disse imbarazzata- ho cambiato idea. Rimetto la merce a posto..." " C'è qualche problema ?" chiese una voce alle sue spalle. Si voltò e si ritrovò davanti un ragazzo magrolino e poco muscoloso. Indossava una divisa azzurrina su cui era appuntato un distintivo. Dal fianco gli pendeva la fondina di un'arma. Gwen lo scrutò attentamente, era certamente una guardia di sicurezza dell' ipermercato ma era sicura di averlo già visto altrove. Solo che non riusciva a ricordare dove. Anche il ragazzo la osservava dalla testa ai piedi, gli occhi castani socchiusi e interrogativi. " No, tutto a posto - disse la cassiera- solo un piccolo malinteso". La guardia però non si allontanò anzi continuò ad osservare Gwen in maniera sospettosa. " Mi scusi- le disse - ma ho l'impressione di conoscerla" .
La ragazza arrossì " Per la verità anche io, ma non riesco a ricordare dove...." . L'altro improvvisamente si illumino " Gwen- esclamò ad alta voce, stupito e contento al tempo stesso- Ma certo, tu sei Gwen, vero?" " Si ma....." " Sono Tyler" disse il ragazzo con un sorriso largo. Tyler....Tyler: dove aveva già sentito quel nome ? " Tyler - esclamò quando la memoria le vinne finalmente in soccorso- Mamma mia quanto tempo" " Già, ma ti trovo bene". Sembrava veramente contento di quell'incontro. E anche a lei in fondo faceva piacere aver incontrato una faccia conosciuta. Tyler era un altro degli sventurati che avevano partecipato alla serie di A Tutto reality. Non con molto successo a dire la verità. Il ragazzo si sentiva un grande sportivo, ma in realtà era negato in qualsiasi attività e le sue prodezze lo portavano sempre a farsi un gran male, sopratutto nella terza stagione. Non erano mai stati particolarmente legati, ma la sua goffagine le faceva simpatia.
" Anche io ti trovo bene.- gli rispose- Lavori qui?" " Si, anche se non ho cominciato da molto. E tu che mi racconti?. Non ti si è visto molto in giro, come mai da queste parti?". " E una lunga storia" disse Gwen in imbarazzo. " Capisco. Senti , io devo riprendere il turno ma mi farebbe veramente piacere se venissi a cena da me " " Veramente non vorrei disturbarti e...." " Ma che disturbo. Facciamo cosi, io stacco tra un oretta, aspettami qui fuori" " Se insisti, accetto con piacere " replicò la ragazza. Era sincera, ma al tempo stesso non potè fare a meno di provare una sensazione di disagio. Dopo tanto tempo, cosa mai si sarebbero mai potuti dire? E lei non aveva una grande voglia di raccontargli tutte le sue cose. Non perchè avesse qualcosa contro il ragazzo, ma perchè significava riportare alla mente ricordi dolorosi. In fondo , non era stata lontana dal sua Paese per tanto tempo anche per evitare quello? Ma ormai era andata. " Benone - esclamo Tyler- allora ci vediamo dopo".
Si allontanò e Gwen si diresse verso l'uscita. All' esterno diede un occhiata alle vetrine dei negozi nei paraggi, poi si accomodò su una panchina posta proprio di fronte l'ingresso del supermercato.....
ritorno a casa IIIparte
Tyler la raggiunse con un pò di ritardo " Scusami- le disse impacciato- un imprevisto al lavoro" " Non ti preoccupare- lo tranquillizzò Gwen con un sorriso - è tutto a posto" " Non abito molto lontano, ti va di fare quattro passi a piedi?" " Si, volentieri". Pur essendo stanca dal volo in effetti sentiva la necessità di sgranchire le gambe, era stata seduta per parecchie ore durante il viaggio. Durante il tragitto si rese conto che però l'amico era diventato stranamente taciturno, come se qualcosa lo turbasse. " Tutto bene?" chiese " Si, è solo che....ecco, mi volevo scusare per quello che è successo quella volta." Gwen lo guardava perplessa, non aveva idea di cosa stesse parlando. ".. insomma, mi spiace aver detto a Courtney di aver visto te e Duncan mentre..." La ragazza si era completamente dimenticata di quel particolare. Si , era vero , era stato proprio Tyler a sorprendere i due ragazzi nel bagno dell'aereomentre si baciavano e a restarne talmenta scioccato da non aver saputo mantenere il segreto.
Ma non gliene aveva mai fatti una colpa, anche perchè era stato indotto a parlare in maniera subdola. " Non ti preoccupare, è storia vecchia ormai.....E poi so bene che ti ha costretto Alejandro". Si, il latino-americano aveva perfettamente capito la situazione, e ne aveva approfittato per avvantaggiarsi in maniera scorretta. Ma alla fine aveva pagato un conto molto salato......Tyler sembrò comunque sollevato " Grazie- disse con apparente buonumore- sai, Lindsay sarà folle di gioia quando ti vedrà". " Tu e Lindsay state ancora insieme- Gwen non riuscì a trattenere lo stupore- Non mi dirai che vi siete sposati?" Tyler arrossì " No, no, ma viviamo insieme dall' anno scorso" disse con un sorriso imbarazzato. Lindsay era la sua fidanzata storica fin dai tempi del reality, a cui aveva partecipato prendendo parte a tutte e tre le stagioni. Era una ragazza molto bella, anzi decisamente attraente e generosa, ma non molto, come dire...perspicace.
Avevano avuto inizialmente dei contrasti, ma quando l'altra aveva mandato al diavolo Heather ( chissà perche c'era sempre di mezzo lei) erano riuscite ad instaurare un buon rapporto. Le avrebbe certamente piacere rivederla. " Sono contenta per voi. Auguri " " Grazie. Ecco, siamo arrivati" Si era fermato davanti ad una graziosa casetta, un villino non dalle grandi dimensioni ma dall' aspetto accogliente, con un piccolo giardino. " Ma che bella"- disse Gwen con entusiasmo. " beh, niente di eccezzionale, ma risponde perfettamente alle nostre esigenze". Tyler aprì il canceletto, e attraversato il giardino si trovarono davanti un portoncino di legno. Il ragazzo estrasse dalle tasche un mazzo di chiavi e lo aprì. " Sono tornato- disse" entrando seguito dalla sua ospite. L'ingresso era arredato con gusto, alle pareti vi erano dei quadri. " Ciao amore - fece la voce allegra di Lindsay- sono in cucina" . Il tono era lo stesso di tanti anni prima, una voce squillante e leggermente nasale. Tyler si diresse verso la stanza " Ho incontrato una vecchia amica e l'ho invitata. Spero che non ti dispiaccia". In quel momento la fidanzata era impegata ai fornelli e dava a lui e Gwen le spalle. " No, certo- disse voltandosi- ma dovra accontentarsi di quello che....." Nel vedere la nuova arrivatsa, si blocco, la bocca aperta e gli occhi spalancati, il mestolo di legno le cadde dalle mani. Rimase cosi per qualche attimo, sotto gli sguardi divertiti di Tyler e Gwen....