Dolore.
Questa è una delle emozioni che per ora provo insieme a tristezza, malinconia, solitudine, rabbia.
Ora direte: “La felicità in persona”, già la felicità in persona.
Provo ad analizzare le emozioni che provo, ed ora aggiungerete: “A posto siamo! Un’ora per descrivere le proprie emozioni!”, be io tra le varie emozioni ho deciso di analizzarne solo una: il Dolore.
Che c’è da dire sul dolore? Solo che è una emozione brutta, indesiderata, che ti fa soffrire e così via.
“Tutti proviamo dolore prima o poi, non è che tu sia meglio” mi direte, e infatti non lo sono, ma sapete veramente che cos’è il dolore? “Certo, è un’emozione”, grazie fino a qua ci arrivavo da sola, intendo dire se avete mai provato il
vero dolore.
Chi l’ha provato sicuramente mi capisce, e chi non l’ha ancora provato, vi auguro di non provarlo mai.
Ci sono diversi tipi di dolore, quello fisico e quello emotivo.
Quello fisico è quando uno si ferisce al corpo.
Quello emotivo però è più forte e più doloroso di qualunque altra emozione, perché da quello fisico si guarisce, le ferite si rimarginano, ma in quello emotivo se le ferite sono troppo profonde non ci si può più riprendere.
Il dolore che io provo, come avrete capito, è un dolore emotivo.
Mi sento come se milioni e milioni di spade mi avessero trafitto il cuore.
Le lacrime calde mi rigano in continuazione il volto bagnando il cuscino, non riesco più nemmeno a rendermi conto che piango.
E’ come se il tempo si sia fermato, non più la cognizione di dove mi trovo, non ho più fame ne sete.
Sono come un corpo morto, un corpo morto che respira. L’unica cosa che mi può guarire è
lui .
Ma non tornerà, questa è la cruda e amara realtà.
Solo una cosa mi è rimasta, l’unico posto dove posso essere felice, i sogni.
Quello è l’unico posto dove nessuno può entrare e dove nessuno può decidere ciò che devo fare.
“Più negativa no? Eh?”, no, più negativa no.
Ho toccato il fondo, Courtney Smith ha toccato il fondo.
Questa è la verità.
Una volta tutti mi chiedevano: “ Qual è stato il tuo più grande sbaglio Courtney?” e io rispondevo con un secco e altezzoso: “Io non ho mai sbagliato, e non sbaglierò mai!”.
Che sciocca che ero, ero solo una bambina un po’ troppo cresciuta, altezzosa e arrogante.
“Ma no, dai! Ora te ne sei resa conto?”, sì, purtroppo sì.
Il mio più grande sbaglio è stato quello di amare. Ho provato ha reagire, ma niente, è inutile e infine il colpo di grazia.
Apro una lettera da parte
sua.
Comincio a leggere.
Gli occhi mi si gonfiano di lacrime, il colpo di grazia è arrivato.
Il loro matrimonio.
Il cuore.
Il mio cuore.
Non lo sento più, è morto, è scomparso.
Nessun battito.
E’ giunta la mia ora.
Chiudo gli occhi pensando che sia sopraggiunta la morte.
D’un tratto un fortissimo tuono mi sveglia facendomi sussultare.
Apro gli occhi. Non so ora cosa mi stia spingendo a farlo, mi alzo e mi vesto.
Non importa se piove a dirotto, ne se mi ammalo.
Esco.
Comincio a correre fino a raggiungere la casa di Duncan e Gwen.
Arrivo sotto casa loro, ma ora non so che fare. Devo suonare e parlargli? Fare la solita sceneggiata che và tutto bene? Che è la cosa che faccio sempre.
No, non potrei, anzi, no, non devo.
Poso il mio sguardo sulla finestra e vedo una luce, poi due ombre, probabilmente Duncan e Gwen. Si stanno baciando.
Alzo la testa verso il cielo.
Guardo quelle gigantesche nuvole grigie.
La pioggia mi bagna il viso, se non è quella sono le mie lacrime.
L’unica cosa che mi consola è il fatto che se qualcuno mi vede, non riuscirebbe a capire che piango.
Distolgo lo sguardo dal cielo e vedo il mio riflesso in una vetrina.
Quanto sono cambiata.
Gli occhi tutti rossi, per le intere giornate passate a piangere.
Sono tutta bagnata.
Le Converse nere, i jeans blu un po’ scoloriti e la larga felpa grigia, non sono una cosa tipica del mio abbigliamento.
Il cappuccio tirato sulla testa, però, non nasconde i miei capelli mossi disordinati. Ritorno a guardare il cielo.
Ogni goccia che mi cade addosso, scaturisce in me un pensiero.
Ogni istante, in ogni istante nel mondo accade qualcosa. C’è chi nasce, c’è chi muore. Chi piange, chi ride. Chi fa la guerra, chi fa la pace.
Comincio a pensare a quante persone per ora staranno come me, ho sempre creduto che questo fosse la cosa peggiore che uno può aspettarsi dalla vita.
Invece no.
Questa è solo una delusione d’amore, ma nella vita se ne hanno tante.
Questa non è la fine, ma bensì solo l’inizio.
Questo è il periodo in cui si vive davvero.
A un certo punto la pioggia si affievolisce sempre di più, fino a smettere.
Le nuvole cominciano a spostarsi, creando così degli specie di “buchi”, che fanno vedere dei pezzi di cielo.
Rimango affascinata da quel meraviglioso blu intenso e dalle piccole stelle che si vedono.
Una volta tutto mi ricordava Duncan ma ora non mi passa nemmeno la più pallida idea che possa collegarlo a lui. Ora capisco, sono riuscita a reagire. C’è l’ho fatta! Sorrido.
Il mio primo sorriso dopo quasi 2 mesi.
Ritorno a casa. Preparo le valigie.
Voglio cambiare aria, viaggiare, è il mio più grande sogno.
Ho appena finito.
Prendo un foglio e scrivo:
“Cari amici, quando verrete non mi troverete. Sono partita. Ho bisogno di cambiare aria. Voglio viaggiare, cambiare vita. Vi manderò una cartolina dovunque andrò. Mi mancherete tanto, ma ci vedremo presto, prima ancora che vene accorgerete sarò di nuovo qua ad assillarvi.
Con amore, Courtney”
Sono pronta.
Sono sulla nave.
Un dolce venticello mi muove dolcemente i capelli, trasportando con se l’odore di vaniglia e fragole.
Chiudo gli occhi.
Ecco, sto ricominciando daccapo.
Lo faccio per te Duncan, anzi, per noi.