Quello che provo per te by Duncan99
Il reality era finito da un bel po’ e tutti noi stavamo tornando a casa... Avevo mollato Courtney da un pezzo per Gwen, ma stranamente non mi sentivo più felice con lei. E credo che nemmeno lei fosse più così tanto felice della mia compagnia. Inoltre, nell’episodio in cui era stata eliminata mi aveva visto. Mi aveva visto piangere per Court. Una volta ritrovata, ho provato a spiegare il disguido, ma non c’è stato nulla da fare. Gwen non ne voleva sapere.
Invece Courtney era disperata. Fingeva di essere infuriata con me e Gwen, ma sotto sotto si vedeva che ogni volta che ci vedeva le scappava una lacrima. Ed ora, solo ora, mi pento di ciò che ho fatto. Dovrei sentirmi un mostro! E ho anche rovinato la vita di tre persone! Gwen ora è sotto tiro da Court, quest’ultima, poi, ha voglia di suicidarsi, mentre Trent, beh Trent si era già rovinato dalla seconda stagione.
Era arrivato il treno che mi doveva riportare a casa. Mentre stavo per salire, mi venne incontro Gwen. Avevamo gli stessi sguardi.
-Signore, si sbrighi! Il treno sta per partire!- disse il conducente, che a momenti mi lasciava là.
Ma io e Gwen ci eravamo parlati con gli occhi. Sapevamo entrambi che cosa fare. E a tutti e due è sembrato opportuno lasciarci. Allora salii sul treno e chiusi lo sportello, per poi andarmi a sedere sul mio posto. Mi affacciai al finestrino. Ma Gwen non c’era più. Era finita. Oramai tutti i miei amici erano tornati a casa loro, e volevo andare a trovare Geoff, che presto si sarebbe ufficialmente fidanzato con Bridgette. Passarono 30 minuti da Tijuana Beach al centro portuale delle Hawaii. Una volta arrivati presi la prima nave per Santiago, dove poi avrei preso l’aereo per andarmene a Toronto. Passarono 4 giorni e mi ritrovai a casa mia. Tutto il quartiere era cambiato e la mia band mi stava accogliendo calorosamente.
-Vieni a far le prove?- mi chiese Richard Trolp, il batterista della band.
-No, sono a pezzi! Ho solamente voglia di riposare e di dormire!- dissi, per poi andarmene a casa e sdraiarmi sul letto. Volevo dormire, ma non ci riuscivo. La pensavo sempre. Sapevo benissimo che il concerto sarebbe stato fra due settimane, ma non avevo voglia di esercitarmi! Per niente. Per di più domani iniziava la scuola e non avevo la giustificazione... Dovevo prepararmi. Ormai era ora di cena e allora me la preparai. Dopodiché mi misi sotto con lo studio. Ma non riuscii a capire granché. Ogni parola rinfocolava i ricordi che avevo di lei. Allora chiusi il libro e mi presi un sonnifero, che mi fece cadere a pezzi.
DRIIIIINN!
La sveglia delle 7:00 era suonata... Mi alzai e feci colazione, per poi fare tutto il resto. Dopo 20 minuti ero pronto. Mancavano ancora trenta minuti prima del passaggio dell’autobus, perciò accesi la televisione e mi misi a guardare il telegiornale.
-Donna investita da un pirata della strada. È ricoverata all’ospedale di Toronto- disse ad un certo punto la conduttrice, per poi dare la linea a un telegiornalista.
-Proprio come hai detto tu, ieri sera a mezzanotte una ragazza di nome Courtney Denven è stata investita da un pirata che non...- disse la telegiornalista, ma oramai avevo spento la televisione. Avevo preso il motorino di papà che usavo per i ritardi a scuola e mi diressi subito all’ospedale di Toronto. Una volta arrivato mi diressi al banco informazioni e chiesi della ragazza Courtney Denven. Mi indicò dov’era la sua stanza e allora mi diressi da lei. Stava dormendo. Quando arrivai feci attenzione a non svegliarla e mi presi una sedia. Poi la portai vicino al letto di Court e mi sedetti.
-Courtney- dissi, con le lacrime che stavano per rigare il mio viso. Poi, accidentalmente, una lacrima cadde sulla coperta di Courtney. E lei si svegliò.
-Oh mio Dio!- disse, sorpresa si vedermi.
-E tu che ci fai qui, Duncan?- mi domandò, ovviamente aspettando una risposta.
-Bé, ho sentito la notizia al telegiornale e sono venuto subito qui!- le dissi, col viso che cominciò ad arrossirmi.
-Bé, puoi anche andartene! Non ho nulla da dirti!- mi disse, voltandosi subito col viso dalla parte opposta a me e chiudendo gli occhi.
Ovviamente non opposi resistenza. E così me ne andai.
Dopo qualche minuto mi ritrovai a scuola, in classe, e vidi la professoressa che ci guardava con una specie di sorriso, anche se non capivo come mai.
-Oggi avrete una nuova compagna!- disse, con aria tutta felice.
Mi voltai a prendere la roba per la lezione, tanto a me non importava affatto.
-Vi presento Courtney Denven!- esultò la professoressa, facendola entrare.
Allora alzai la testa e la vidi. Mi riabbassai, per non farmi notare. Ma sfortunatamente la prof le disse di sedermi proprio davanti a me. Questa si che era sventura. Ecco spiegato il perché della felicità della prof! Court è una secchiona. L’avrebbe di sicuro resa felice. E poi disse di fare le presentazioni. Intanto che tutti si presentavano io continuavo a pensare come avesse fatto a dimettersi subito... Era una cosa inspiegabile. Stavano per finire il giro. E Court si stava girando. Mi avrebbe scoperto. Tanto lo avrebbe saputo prima o poi.
-Io mi chiamo Duncan Wishert- dissi, guardandola negli occhi.
-Ehm... Piacere, Courtney!- disse con aria impacciata e arrossendo. Poi si voltò. Arrivò la fine delle lezioni e tutti noi cominciammo ad andare a casa. Courtney camminava velocemente, finché non la presi per un braccio.
-Courtney!- dissi, cercando di fermarla.
-Sì?- mi chiese. Poi si voltò.
-Ah, sei tu!- mi disse, con uno sguardo tagliente.
-Possiamo parlare un po’?- le chiesi con aria supplicante.
-Ehm... No, ho un appuntamento con... ehm... con il mio fidanzato! Sì, ecco! Con il mio fidanzato!- mi disse, anche se con un’aria di chi si è appena inventato una cosa.
Allora la lasciai andare e tornai a casa. Mi sentivo perso senza lei. Di solito prendevo F o D nei compiti, ma oggi ho preso una B+. Persino la prof è rimasta stupita.
Ma lei mi rifiutava. E anche io lo avrei fatto, perché dopo averla tradita con la sua quasi migliore amica è uno shock per tutti, soprattutto per chi è stata tradita, in questo caso Court. Sono un mostro. Non mi dico spesso queste cose, ma sono proprio un mostro!
Dlin Dlon!
Suonò il campanello. Doveva essere Court. Andai giù a vedere, ma erano solo i miei compagni della band. Ero fuori dalla vita di Court. Lei aveva un altro. E sicuramente era meglio di me.
-Allora le fai queste prove?- mi domandarono con aria arrabbiata.
-Sì, ok...- risposi svogliatamente.
Allora ci dirigemmo col furgoncino nel luogo dove dovevamo tenere il concerto. E poi facemmo le prove. La canzone da fare era In The End dei Linkin Park.
http://www.youtube.com/watch?v=eVTXPUF4Oz4
Finì la canzone. Facemmo altre prove, poi ce ne tornammo tutti a casa. Il cielo era oscurato dalle nuvole, come lo stesso Sole era oscurato da una nube nera. Dopo un po’ cominciò a piovere un po’, perciò decisi che era meglio tornarsene a casa. A metà strada, poi, cominciò a piovere a catinelle. Peggio di così non poteva andare. Una volta arrivato a casa presi le chiavi e aprii la porta. Stavo entrando, quando trovai un bigliettino per terra. Lo lessi:
“Caro Duncan, spero tu stia leggendo questo messaggio. Mi è dispiaciuto per come ti ho trattato in ospedale e vorrei porgerti le mie scuse. Courtney”
Ecco cosa c’era scritto. Ovviamente non mi lasciò il suo indirizzo, così non la potetti rintracciare. Mi feci una bella doccia calda, e poi mi distesi sul divano. Ora si che mi sentivo meglio!
Il giorno dopo, a scuola, non cambiò nulla. Court continuava a non parlarmi perché era finita tra noi due, e io continuavo a guardare i suoi capelli castani. Mi beccai una nota per la mia dis-attenzione... Ma aver ritrovato Court valeva più di una nota...
Le provai a spiegare ma non appena aprivo bocca lei se ne andava. Sempre così. Ora però mi ero rassegnato. Le nostre due vite si erano incrociate, poi unite, poi staccate, poi unite, poi staccate di nuovo. Poi la mia vita comincia a voler entrare nella sua, ma lei mi respingeva. A questo momento mancava il suicidio! Ma nemmeno per un milione di dollari. Se lei non mi voleva, per me non era molto bello, lo so, ma la vita va avanti. E io non mi deprimerò a causa sua. Allora mi convinsi a lasciare la città. Ma di certo non prima di Domenica, perché in quel giorno c’è il concerto. Passarono sei giorni. Era giovedì. Mi trovavo a scuola, e Court sembrava a disagio dal fatto che non ero più distratto da lei. Ma non le importava un granché.
Quando uscimmo da scuola, Court mi chiese spiegazioni.
-E perché dovrei dartele, scusa? Tu mi eviti! E allora io proseguo la mia vita!- dissi, con un tono molto aggressivo.
-Quando ero arrivata mi guardavi come non mi avevi mai guardato. E ora non più! Ma che ti prende?- mi urlò contro.
-Sai che c’è? Sei troppo orgogliosa per renderti conto che qualcuno ti fila, tu lo ignori, lui poi ti ignora e tu poi vuoi che ti ri-fili! Mi dispiace, ma ora le nostre strade si dividono, e non penso si rincontreranno!- dissi, per poi guardarla negli occhi. Poi me ne andai.
Una volta tornato a casa, accesi la radio. Ascoltai una bella canzone, e quando la cambiarono spensi la radio.
Ero furibondo con Courtney, e domani le avrei detto che non scherzavo affatto.
Mi avrebbe capito? Ci pensai su un po’ poi sentii il campanello trillare.
Andai ad aprire.
-Ok, prendo l’attrezzatura e andiamo al pal... COURTNEY? Che ci fai qui?- le domandai, completamente incredulo.
-Bé volevo solo chiarirmi sul fatto che le nostre strade si divideranno...- mi disse, con aria imbarazzata.
Le spiegai tutto, ma poi le chiusi la porta in faccia. Una volta che ebbi capito che se n’era andata mi misi a dormire.
CASA DI COURNTEY
Courtney era finalmente giunta a casa. Una volta dentro, aprì la sua agendo e scrisse su “Domenica, 11 settembre 2011” questo:
“Appuntamento con Denis”
Solo lei sapeva che cosa voleva dire. E di certo, nessuno se lo sarebbe aspettato il significato.
Arrivò Domenica, e la mia band mi venne a trovare per poi darmi un passaggio fino al palcoscenico. C’erano molte persone che richiedevano le canzoni che dovevamo suonare e alla fine lo show cominciò!
La prima canzone era In Te End:
http://www.youtube.com/watch?v=eVTXPUF4Oz4
(It starts with)
One thing / I don’t know why
It doesn’t even matter how hard you try
Keep that in mind / I designed this rhyme
To explain in due time
All I know
time is a valuable thing
Watch it fly by as the pendulum swings
Watch it count down to the end of the day
The clock ticks life away
It’s so unreal
Didn’t look out below
Watch the time go right out the window
Trying to hold on / but didn’t even know
Wasted it all just to
Watch you go
I kept everything inside and even though I tried / it all fell apart
What it meant to me / will eventually / be a memory / of a time when
I tried so hard
And got so far
But in the end
It doesn't even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn't even matter
One thing / I don’t know why
It doesn’t even matter how hard you try
Keep that in mind / I designed this rhyme
To remind myself how
I tried so hard
In spite of the way you were mocking me
Acting like I was part of your property
Remembering all the times you fought with me
I’m surprised it got so (far)
Things aren’t the way they were before
You wouldn’t even recognize me anymore
Not that you knew me back then
But it all comes back to me
In the end
You kept everything inside and even though I tried / it all fell apart
What it meant to me / will eventually / be a memory / of a time when
I tried so hard
And got so far
But in the end
It doesn’t even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn’t even matter
I've put my trust in you
Pushed as far as I can go
For all this
There’s only one thing you should know
I've put my trust in you
Pushed as far as I can go
For all this
There’s only one thing you should know
I tried so hard
And got so far
But in the end
It doesn’t even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn’t even matter
Finì la canzone. In programma, poi, c’era la canzone Invece No della Pausini, ma poi ho chiesto alla mia band di cambiare programma. Allora cominciò la canzone, ma prima...
-Voglio dedicare questa canzone ad una persona importante!- dissi, per poi cominciare a cantare.
http://www.youtube.com/watch?v=w_ozbMaKlGY
Piove il cielo nei tuoi occhi e io muoio dentro te,
lascia tutte le carezze sulle labbra aride.
Sei un fuoco tra due specchi, una scia nel silenzio del cuore.
Anche se sei sola, io non ti ho lasciata mai,
sangue e ghiaccio in una rosa, leggo il corpo di chi sei.
In un quadro senza voce tu dipingi l’amore che io non ti ho dato,
un dolore segreto.
Baby, ovunque sia il tuo nome t’amo,
baby, dovunque sia il tuo amore t’amo,
baby, tutto quello che ho perso sei tu.
Posso scendere l’inferno e non bruciarmi mai,
posso tutto ma non posso ripartire senza lei.
Come petali dispersi, in un altro universo che tu mi hai lascito,
in un bacio segreto.
Baby, ovunque sia il tuo nome t’amo,
baby, dovunque sia il tuo amore t’amo,
baby, tutto quello che ho perso sei tu.
Non c’è stato niente dopo il bene che sei stata,
non c’è stato niente dopo te… come te…
Ovunque sia il tuo nome t’amo,
baby, tutto quello che ho perso sei tu!
Baby, tutto quello che ho perso sei tu…!
Tutto quello che amo sei tu, tutto quello che sono sei tu…
Terminò la canzone con un boato d’applausi. Dopo 5 minuti io e i miei amici uscimmo e ci dividemmo. Loro andarono a destra, io a sinistra. Stavo camminando e calciando un sasso allo stesso tempo quando sentì il rumore di una macchina che sgommava. Una Toyota stava per andare addosso a una persona. Dovevo fare qualcosa. Allora decisi di lanciarmi verso quella persona.
-ATTENTA!- le dissi mentre saltavo verso di lei.
La macchina stava passando a gran velocità ma io riuscii a salvare la ragazza. Caddi di schiena, mentre la ragazza si era tenuta alla mia presa. Aprii gli occhi e mi ritrovai con un palmo di naso da Courtney. Ecco cosa stava succedendo: si voleva suicidare!! Ero disteso sul gelido cemento, mentre lei mi stava sopra con la punta del naso che toccava il mio. Ci fu un attimo di silenzio. Poi parlai.
-Ehm... è meglio se...- dissi, ma poi Court mi baciò. Sarà stato il bacio più lungo della mia vita. Courtney tremava, allora la strinsi a me, appoggiando le mie labbra sulle sue reciprocamente. Volevamo distaccarci, ma era come se ci fosse una calamita che ci impediva di staccare le labbra. La feci alzare. Poi finalmente, ci staccammo.
-Non so che m’è preso! Scusami tanto!- mi disse, mentre le sue lacrime le rigavano il viso. La guardai negli occhi, poi le diedi un bacio sulla fronte, mentre lei appoggiò la sua testa sul mio petto a piangere, anche se non sapevo se lo faceva per gioia o per tristezza.
2 anni dopo...
Bé, ora io e Courtney abbiamo una vita nuova, e le nostre strade non si sono lasciate. Ormai io e lei ci siamo sposati e abbiamo avuto una bella bambina che abbiamo deciso di chiamare Alexandra. Ora vivo una vita felice come cantante a Los Angeles, e finalmente posso dire di essere felice come non lo ero mai stato!