-Duncan Nelson è richiesto nell’ufficio del preside –
Si udì dall’interfono della scuola.
Duncan era un diciassettenne bello ma piuttosto ribelle.
Non aveva ottimi rapporti con i suoi genitori, mancava spesso alle lezioni, frequentava persone poco raccomandabile ed era il bullo della scuola.
Preside- Degli studenti mi hanno riferito che hai picchiato un ragazzino stamattina , a scuola.
Duncan – E cosa vuole fare , espellermi ?
Preside – Non ancora. Oltre a frequentare diversi corsi, dovrai anche aiutare i bidelli a pulire le classi, il sabato mattina aiuterai i bambini delle elementari qui accanto e per ultima cosa, dovrai recitare nella commedia di fine anno.
Duncan- A quella cavolata ?
Preside- è il momento che partecipi ad altre attività che , frequenti alto tipo di persone. È la tua ultima possibilità.
Ora Duncan era costretto a partecipare a corsi secondo lui “idioti” e pulire le classi senza neanche essere pagato .
Mentre spazzava per terra ascoltava i discorsi delle altre persone, per passatempo.
Nell’aula d’arte inizia la vera storia.
C’era una ragazza, Gwen, molto intelligente, specie in quella materia, che tentava di spiegare agli amici come funzionava un aggeggio.
Gwen- Pellicola per alimenti e un dito di bianchetto … qualcuno sa a cosa serve ? … a localizzare le stelle. Mercurio e Giunone si vedono dal lato Ovest, venere e marte a Sud…
Un ragazzo la interrompe , insieme al “gruppo” di Duncan che si mise a ridere.
Alejandro- scommetto che ci vedono anche gli angeli volare…
Gwen- probabile, alcune cose sembrano pure miracolose. Einstein studiava l’universo e credeva anche nel soprannaturale .
Alejandro – se esiste un potere soprannaturale … perché non ti fa avere un maglione nuovo ?
Gwen – perché è occupato a cercare il tuo cervello.
I suoi amici accennarono una risata. Poi Alejandro si rivolse a Duncan
Alejandro – forza , andiamo.
Duncan – non posso. Sono inchiodato qui.
Geoff- dai piantala, il preside se ne andato. Muoviti.
DJ- sai, ti sta bene il maglione da bidello.
Duncan – grazie …
Quella sera Duncan accompagna la sua ex fidanzata Courtney a casa. La ragazza non ha mai accettato la rottura con il suo ex e quando furono davanti alla porta di casa sua lo baciò sperando che scattasse qualcosa.
Duncan – Courtney , ne abbiamo già parlato. È finita.
Courtney – non puoi trattarmi così. Noi non dovevamo lasciarci ! eravamo una coppia perfetta
Duncan – lo credevo anche io , ma tu diventavi sempre più irritante !
Courtney – D’accordo !
E scappò dentro casa.
La mattina seguente Duncan doveva fare da “tutore” ai ragazzi delle elementari.
Duncan – emh … allora … qual è il triangolo equilatero ? il 1° o il 2 ° ?
Bambino – ma dai ! sono tutte stupidaggini !
Si alzò dalla sedia e andò via.
Duncan- comunque era il secondo !
Anche Gwen era andata a fare ripetizioni.
Non per punizione, ma per piacere.
Gwen era una ragazza dark un po’ scontrosa ma molto dolce e generosa.
Era anche la figlia del reverendo e leggeva spesso la bibbia.
Gwen si avvicinò al ragazzo.
Gwen – ciao. Vuoi dei biglietti per la partita ? … sto raccogliendo dei soldi per comprare il computer alla scuola di teatro…
Duncan – no .
Gwen – stavi aiutando Louis prima. È un bambino un po’ difficile…ma potresti provarci in un’altra maniera.
Duncan- la tua capacità di socializzare è alquanto scarsa.
Gwen – è emulazione di coetanei.
Duncan – a sì , lo hai letto nel tuo prezioso libro…?
Gwen- non mi conosci quindi non mi puoi giudicare, ok ?
Duncan – ti conosco: seguiamo le stesse lezioni alla stessa scuola. Ti chiami Gwen Fahlenbock , a pranzo siedi al tavolo numero 7, che non è la tavola degli sfigati ma è comunque è in quel territorio.
Porti sempre gli stessi vestiti e ti guardi i piedi mentre cammini. Che dici, ti conosco ?
Gwen – sì, piuttosto prevedibile. Dici quello che dicono tutti.
Duncan – che ti importa di quello che dice la gente ?
Gwen – Nulla.
La mattina dopo iniziava il corso di teatro .
l’insegnante era una donna alta , dai capelli lunghi biondi e con occhi verdi.
Indossava una felpa fucsia con gonna a righe rosa.
Si chiamava Anna Shelby.
Anna- è la storia di passione e pallottole di Tony Garnier scritta dal nostro Eddie Zimot con parole e musica di Jane Belt e ci racconta dell’ascesa e della caduta di Tony durante la sua permanenza a New York . Signor Nelson !
Duncan era appena entrato in classe con 5 minuti di ritardo.
Anna- meglio tardi che mai. Prego , si accomodi .
Duncan – certo.
Anna – allora, vediamo … Gwen sarà la nostra Neera , la misteriosa cantante , Sally farà Caroline e … Duncan sarà Tony Garnier. Forza , al lavoro !
I ragazzi iniziarono le prove, c’erano molte pagine di copione e Duncan era già esausto
Anna – signor Nelson, ti stai impegnando per recitare così male ?
Duncan – No, mi viene spontaneo.
Anna – bene, andiamo tutti alla fine del testo .
La lezione durava ancora un’ora, ma a duncan sembrava di essere chiuso la dentro da una vita.
Finalmente suonò la campanella di fine lezione.
Duncan aspettava che i suoi amici venissero a prenderlo , quando gli si avvicinò Gwen.
Gwen – capisco che non ti importa niente della scuola e forse anche di laurearti , ma questo è l’unico posto che ti dà popolarità, non ne avresti altrove.
Duncan – ora sei tu quella prevedibile
Gwen – e tu senza pubblico non sei nessuno.
La ragazza si allontanò e raggiunse la sua macchina.
A Duncan arrivò un messaggio da Alejandro che diceva di non poter venire e si fece dare un passaggio da Gwen.
Gwen accese la radio da dove partì una musica leggera e romantica .
Duncan non ci pensò due volte a cambiare la musica.
Continuarono così per 4 volte di fila, quando la ragazza disse un “mi arrendo” e “42”
Duncan – 42 ? che vuol dire … 42 ?
Gwen – 42 : essere amico di chi non ti piace . Sono le regole che mio padre mi fa seguire.
Duncan – qual è la numero 1 ?
Gwen – te la direi , ma dopo dovrei ucciderti.
Duncan raggiunse il suo amico DJ, l’unico del gruppo un po’ più gentile degli altri. Lo aiutava a studiare le battute del copione.
Duncan – ho soltanto tre settimane per impararlo a memoria
DJ – secondo me non ci riusciresti nemmeno in 3 mesi.
Duncan – non ci riuscirebbe nemmeno De Niro ad imparare questa roba.
DJ – e per quale motivo lo fai
Duncan – perché non ho altra scelta. Mi vuoi aiutare o no ?
DJ – Lo sai che sto solo scherzando . sarò in prima fila. Puoi contarci fratello.
Duncan – grazie mille amico.
La mattina dopo ,a scuola, Duncan si avvicina per parlare a Gwen
Duncan – ciao
Gwen – cosa ti succede ? non mi hai mai salutato per prima.
Duncan – mi serve aiuto per la recita.
Gwen – Duncan Nelson chiede a me di essere aiutato ?
Duncan – sì
Gwen – ok , pregherò per te.
Duncan - Gwen , dicevo solo che …
Gwen – scommetto che non hai mai chiesto aiuto a nessuno prima, è così ?
Duncan – per favore.
Gwen – d’accordo, ci vediamo dopo la scuola allora.
Duncan – ok…
A casa di Gwen …
Padre – Duncan Nelson viene qui ? quel ragazzo è pericoloso , non gli importa di nessuno
Gwen – papà, e il perdono che predichi sempre ? pensavo che io e te fossimo d’accordo che avrei deciso da sola come spendere il mio tempo e la mia vita …
Padre – è di lui che non mi fido , non di te …
Il campanello della porta squillò
Duncan – emh… ciao
Gwen – ciao.
Duncan – mi vuoi tenere sulla porta tutto il pomeriggio ?
Gwen – su entra . vado su a prendere il mio copione torno subito. Fai come se fossi a casa tua.
Duncan – ok
La casa di Gwen era bene arredata , pulita e in ordine . il salotto era grande e al centro della stanza era appeso un crocifisso con sotto un caminetto dove era appoggiata la bibbia. Al centro della stanza c’era un tavolino con sopra un vaso di tulipani . vicino alla finestra c’erano anche molte foto che ritraevano una bambina e la sua famiglia. Probabilmente Gwen e io suoi genitori.
Duncan si girò di scatto e si ritrovò davanti il padre di Gwen.
Duncan – o cielo !
Padre – no, sono il padre di Gwen. Salve signor Nelson ho sentito che avrà la parte di Tony nella commedia scolastica, congratulazioni.
Duncan – ah, grazie di avermi permesso di venire a provare con sua figlia.
Padre – non l’ho permesso. Ma Gwen ha insistito. Senti , mettiamo le cose in chiaro Duncan. Credi che la domenica, in chiesa non ti veda, e invece ti vedo. Sarò nel mio ufficio, proprio qui.
Ed entrò nella stanza di fronte. Gwen scese dalle scale
Gwen – sei pronto.
Duncan- sì, pronto.
Duncan e Gwen sono stati tutto il pomeriggio a ripassare il copione.
Da quel giorno i due si incontrano sempre e iniziano a stringere una grande amicizia.
Una sera Duncan, in macchina, vide una ragazza aprire il cancello che portava al cimitero, la riconobbe: era Gwen !
Il ragazzo scese dalla macchina e la raggiunse al camposanto .
Duncan – ehi ! … che ci fai qui ?
Gwen – potrei farti la stessa domanda…
Duncan – ti pareva …cammini sempre da sola nei cimiteri la notte ?
Gwen – po’ darsi.
Duncan- dove vai ?
Gwen – vieni con me.
La ragazza lo portò in un posto dove c’era una specie di telescopio
Duncan – ok…che cos’è.
Gwen – ti presento il mio telescopio. C’è l’ho da quando avevo 12 anni…dai un occhiata.
Duncan si avvicina all’aggeggio e osserva le stelle.
Duncan – niente male …
Gwen – sto pensando di farne uno più grande per vedere la cometa yacutaky, arriva questa primavera e non so se avrò altra occasione.
Duncan – ah, i miracoli della natura. Bè , certo.
Gwen – certo cosa ?
Duncan – che ti piacciano queste cose.
Gwen – Duncan, vedi , io ho le mie idee. Ho fede. Tu non ne hai ?
Duncan – c’è tanta sofferenza in questo mondo…
Gwen – se non ci fosse la sofferenza non ci sarebbe la compassione…
Duncan – sì, ma dillo a quelli che soffrono .
La mattina seguente, a scuola, Duncan scherzava con i suoi “amici” quando lo raggiunse Gwen.
Alejandro – ecco la tua co-protagonista.
Gwen – ciao Duncan, ci vediamo dopo la scuola ?
Duncan non sapeva a che rispondere.
Voleva dirle un “sì certamente” o “va bene, a dopo” ma gli sguardi dei suoi compagni gli fecero dire un secco “non ci penso nemmeno”
Si scambiò uno sguardo con Gwen e lei comprese la sua situazione e si allontanò.
Quel pomeriggio ,comunque, si recò a casa della ragazza per provare ma lei gli sbattè la porta in faccia.
Duncan – andiamo Gwen ! apri la porta.
Gwen – così vuoi ?
Duncan – non sembri di buon umore …
Gwen – noti proprio tutto.
Duncan –volevo ripassare la parte insieme … a te.
Gwen – certo, ma ho come l’impressione che non lo sappia nessuno giusto ?
Duncan – Bè , voglio fare una sorpresa agli altri quando sarò diventato bravo.
Gwen – quindi dovremo essere amici in segreto
Duncan – esatto ! è come se mi avessi letto nel pensiero.
Gwen – ah,ah, prova a leggere il mio. Sai , credevo di aver visto qualcosa in te, qualcosa di buono . ma mi sbagliavo.
Detto questo , Gwen si rifugiò in casa e Duncan se ne andò nella sua.
La casa di Duncan era diversa da quella di Gwen.
Molto più disordinata rispetta alla sua.
Il ragazzo sfogliò l’annuario scolastico e cercò la foto di Gwen
Arrivò il sabato e Duncan tornò a fare ripetizione alla scuola elementare dove rincontrò Louis.
Il ragazzino dell’ultima volta.
Lo aveva portato fuori dalla classe e gli insegnò la matematica con il basket.
Mentre giocavano gli insegnava come calcolare la distanza, a guardare la forma delle cose, a contare i secondi che ci metteva a tirare ecc.
Gwen si affacciò alla finestra e vide i due.
Non credeva ai suoi occhi.
Le lezioni a teatro erano sempre più impegnative, ma stranamente, Duncan dimostrò di essere un bravo attore, sorprendendo l’insegnante e Gwen.
Il giorno dello spettacolo era arrivato.
C’era tutto il corpo studentesco in sala. I ragazzi erano nervosi ma riuscirono a recitare le loro parti.
Era la parte finale della commedia e Gwen doveva cantare la seguente canzone :
Faccia a faccia, cuore contro cuore
siamo così vicini ma allo stesso tempo
ci sentiamo molto distanti
chiudo i miei occhi e guardo altrove
succede perchè non sto bene
ma stringo i denti, cerco di essere forte
chiedendomi se ancora apparteniamo l'una all'altro
diremo mai le parole che stiamo sentendo?
ci raggiungeremo in profondità
e butteremo giù tutti i muri
avremo mai il nostro lieto fine?
o continueremo a fingere per sempre?
fingeremo per sempre?
per quanto ancora fantasticherò?
facendo credere che tutto è ancora vivo
immagino che sono bravo abbastanza
e che noi possiamo scegliere chi amare
ma stringo i denti, cerco di essere forte
chiedendomi se ancora apparteniamo l'una all'altro
diremo mai le parole che stiamo sentendo?
ci raggiungeremo in profondità
e butteremo giù tutti i muri
avremo mai il nostro lieto fine?
o continueremo a fingere per sempre?
continueremo sempre a...
mantenere al sicuro i nostri segreti?
ogni mossa che facciamo, sembra che
nessuno dei due stia lasciando perdere
ed è proprio una vergogna
perchè se anche tu provi quel che provo io
come posso saperlo?
diremo mai le parole che stiamo sentendo?
ci raggiungeremo in profondità
e butteremo giù tutti i muri
avremo mai il nostro lieto fine?
o continueremo a fingere per sempre?
fingeremo per sempre?
Gwen sembrava un angelo.
Duncan sembrava notare per la prima volta l’angelica bellezza della ragazza.
Dopo la canzone , secondo il copione , i due dovevano scambiarsi un bacio.
Tutto il pubblico applaude a quel meraviglioso spettacolo. Solo due persone sembravano confuse e irritate : il padre di Gwen e Courtney.
La mattina dopo , in biblioteca, Duncan raggiunse Gwen che leggeva un libro.
Duncan – che cos’è ?
Gwen – il buio oltre la siepe. Mio padre mi ha fatto una lista di libri da leggere.
Duncan – e quanti libri ci sono su questa lista ?
Gwen – un centinaio
Duncan – mi ricorda la mia ex … e devi leggerli tutti ? Gwen … mi mancano i pomeriggi che passavo con te…
Gwen – sono solo bugie, tutte quante.
Duncan – non è affatto vero
Gwen –provalo.
Gwen , triste, uscì dall’aula e venne raggiunta da Duncan.
Duncan – Gwen, Gwen,Gwen ! non voglio solo amicizie
Gwen – tu non sai cosa vuoi
Duncan – neanche tu. Forse hai solo paura che qualcuno ci voglia stare veramente con te.
Gwen – perché dovrei averne paura ?
Duncan – tu ti nascondi dietro ai libri , al tuo telescopio, alla tua fede. Lo sai perché hai tanta paura? Perché tu vuoi stare con me .
Gwen, sorpresa e allo stesso tempo irritata da quella risposta se ne andò.
Duncan andò a casa di DJ per aggiustare la sua macchina
Duncan – vuoi abbassare la musica ? sto cercando di lavorare !
DJ – sei bravo a farmi andare in depressione. Di chi è questa radio ?
Duncan – me l’ha prestato Gwen.
DJ- sai una cosa ? hai quasi fatto credere a Courtney che quel baciò sul palcoscenico era vero. … che ti sta succedendo ?
Duncan- non lo so… è che sono stufo, sono stanco.
DJ- no, è che ti sei innamorato di lei. Di Gwen.
Duncan capì che quello che diceva l’amico era vero e quella sera si recò a casa della sua amata.
Che era fuori nel giardino seduta a osservare le stelle.
Gwen – tu…
Duncan – io …
Duncan tirò fuori un sacchetto
Gwen –che cos’è ?
Duncan – un regalo per te.
Gwen – grazie.
Duncan – Bè …ci vediamo … a scuola.
Gwen – sì … ciao
Duncan – ciao …
Duncan si allontanò e Gwen aprì il regalo. Era una maglietta nera bellissima. Suo padre la raggiunse fuori e si sedette accanto a lei
Padre – Gwen … quelli come lui …. Le regole di questa casa non devono cambiare.
Gwen – va bene. Credo che lui voglia che io sia felice. È solo una maglia, vedi ? preparo la cena, ok?
Detto questo , Gwen gli diede un bacio alla guancia e tornò in casa.
La mattina dopo, a scuola, Gwen venne raggiunta da Courtney che si finse buona e gentile con lei
Courtney – tra me e Duncan è finita . non c’è lo con te.
Gwen –non so di che parli
Courtney – Gwen , tu saresti davvero bella, se solo ti truccassi un po’.
Disse le ragazza che si preparava a farle uno scherzetto.
Courtney – vieni con me
Gwen – ok.
Courtney e Gwen andarono in sala da pranzo.
Tutti avevano in mano una fotografia. Courtney la prese e si finse dispiaciuta con Gwen. La foto ritraeva Gwen truccata in modo strano imbarazzante .
Courtney – ma sei tu ?
In realtà era Courtney la mente di tutto.
Aveva preso una foto della poveretta per metterla in ridicolo davanti a tutti.
Tutti in sala iniziarono a guardarla male e a ridere di lei.
Gwen non si era mai sentita tradita in quel modo e scappò via piangendo . ma prima che potesse uscire dalla sala entrò Duncan
Duncan –calma ! adesso ci penso io.
Duncan si avvicinò a Courtney e le fece cadere il vassoio e poi si mise a picchiare Alejandro.
Alejandro – hai chiuso
Duncan- meglio così.
Alejandro – hai chiuso!
Poi si rivolse a Gwen
Duncan –Andiamocene.
I due uscirono dalla scuola
Duncan – tutto bene ? mi dispiace tanto … sono solo degli idioti. Vuoi che ti porti a casa ?
Gwen annuì. – non so come ringraziarti.
Duncan – non serve. Io … vorrei chiederti una cosa …
Gwen – certo
Duncan - …ti andrebbe di…uscire con me … sabato sera ?
Gwen – non posso.
Duncan – hai altro da fare ?
Gwen – no …
Duncan – allora cosa ?
Gwen - non posso uscire con te.
Il padre di Gwen stava nella cappella a preparare il discorso per la domenica successiva, quando venne interrotto da Duncan che si precipitò in chiesa per parlare con l’uomo.
Padre – che cosa vuoi ?
Duncan – salve , reverendo. Vorrei … chiederle il permesso di invitare Gwen fuori, sabato sera.
Padre – non è possibile.
Duncan - ecco , con tutto il rispetto signore, le chiedo di ripensarci.
Padre – cono tutto il rispetto signor Nelson , ho preso la mia decisione. E adesso , può uscire per favore ?
Duncan – senta, mi dispiace non aver trattato Gwen come avrei dovuto. Le sto solo chiedendo di fare quello che lei le insegna tutti i giorni in chiesa : fidarsi del prossimo.
Padre – … va bene.
Quella sera Duncan portò Gwen al parco…
Gwen – non posso credere che sei andato da mio padre
Duncan – pensavo peggio, invece l’ha presa bene .
I due si sedettero ad un tavolo di un ristorante all’aperto.
Gwen – è un posto piuttosto elegante , non ti sto facendo spendere troppo ?
Duncan – non ti devi preoccupare, ok ? prendi quello che vuoi
Gwen – ok.
I ragazzi ordinarono il cibo e mangiarono. Finito, partì una musichetta tranquilla e Duncan invitò la ragazza a ballare.
Gwen – mi dispiace, ma io non ballo…
Duncan – nemmeno io, o meglio , non ballo davanti agli altri.
Gwen – no, volevo dire , che non ne sono capace.
Duncan – tutti sanno ballare. Andiamo.
I due si alzarono dal tavolo e iniziarono a danzare . Gwen inciampava spesso , ma con l’aiuto di Duncan imparava lentamente.
Duncan – allora , me lo vuoi dire cosa c’è al primo posto dei tuoi “obbiettivi” ?
Gwen – non ancora.
Duncan – ok, allora ti dirò cosa c’è al primo posto dei miei : Andarmene da Toronto.
Gwen – non credo che questa sia la soluzione. Lo è capire cosa fare prima di andarsene.
Duncan – cosa vuoi dire ?
Gwen – che non serve andarsene.
I due si guardarono profondamente negli occhi .
Duncan prese Gwen per mano.
Gwen – dove andiamo ?
Duncan – aspetta e vedrai …su vieni ! ok , metti un piede lì
Gwen – sì.
Duncan – e l’altro li
Gwen – ok. Non riesco a seguirti , che cosa stai facendo ?
Duncan – ora sei fra due stati
L’aveva portata al confine della città e le aveva fatto mettere un piede dentro e l’altro fuori dal confine
Duncan – in due posti contemporaneamente.
Lei si mise a ridere e si abbracciarono. Poi Duncan la accompagnò a casa.
Gwen –è come il vento…non lo vedo, ma lo percepisco.
Duncan – cosa percepisci ?
Gwen – la meraviglia , la bellezza,la gioia , l’amore e il centro dell’universo.
Duncan – vorrei baciarti.
Gwen – potrei non saperlo fare…
Duncan – quello non è possibile .
Lui si avvicinò a lei. Si guardarono negli occhi e si scambiarono un bacio.
Duncan – Gwen … ti amo.
A Gwen scappò una lacrima dagli occhi
Gwen – te lo avevo detto di non innamorarti di me…
E si baciarono di nuovo.
Il padre di lei si precipitò fuori.
Padre – Gwen , dì buonanotte al signor Nelson. Duncan vai a casa. La serata è finita.
Duncan – buonanotte
Gwen – buonanotte.
Padre – Gwen, il tuo atteggiamento è inopportuno . ti comporti con quel ragazzo come se fossi …
Gwen – innamorata ?
Padre – Gwen, sei ancora una ragazzina.
Gwen – papà. Non sono più una bambina …
Padre – allora smetti di comportarti come tale.
Gwen – lo amo.
Padre – allora sii sincera con lui, prima che le cose si aggravino.
La sera seguente Gwen invitò Duncan a uscire e andarono al cimitero dove c’era il telescopio
Duncan –ciao
Gwen – ciao .
Duncan – cosa hai detto a tuo padre per farti venire ?
Gwen – la verità, ma non gli ho detto che c’eri anche tu. Cosa vuoi vedere ?
Duncan - Plutone
Gwen – Plutone si può vedere solo al sorgere del sole…
Duncan – esatto. Quindi ho portato un po’ d’acqua, cibo e due coperte. Una per me e una per te.
Gwen – grazie.
Duncan – vediamo un po’ … puoi localizzare questa stella ?
Gwen – quale ? … a , ok ! … perché devo cercare proprio questa ?
Duncan – perché le ho fatto dare il tuo nome .
Gwen – dici sul serio ? è meraviglioso ! … ti amo.
E si ribaciarono.
Duncan – allora, qual è la numero 1 ?
Gwen - …….sposarmi nella chiesa dove è cresciuta mia madre.
La mattina dopo Duncan tornò a casa.
Duncan – ciao mamma
Madre – oh! Ciao Duncan ! sei tornato adesso ?
Duncan – sì.
Madre – eri con Gwen ? stai attento a quello che fai, è la figlia del reverendo.
Duncan – con lei è diverso , credimi.
Madre – con lei è diverso.
Duncan – sì
Madre – spero che sia così.
Da allora Duncan e Gwen uscivano tutte le sere assieme, sotto gli occhi increduli dei loro compagni di scuola.
Duncan - ora fanno anche finta di non conoscermi. Allora, in che college andrai ?
Gwen – non andrò al college.
Duncan - vuoi prendere una pausa dagli studi ?
Gwen - …no…
Duncan – ok …allora cosa ?
Gwen ……io ….io sto male
Duncan – vuoi che ti porti a casa ?
Gwen – no, Duncan ….io…. io sto morendo. Ho la leucemia.
Duncan – cosa, no … è impossibile . perché non me lo ahi detto ?
Gwen – il dottore ha detto che avrei cercato di vivere al meglio la mia vita e non volevo che le persone si comportassero in maniera pietosa con me .
Duncan – ti riferisci anche a me ?
Gwen iniziò a piangere.
Gwen – soprattutto a te ! ormai mi ero rassegnata , lo avevo accettato , e poi sei arrivato tu ! non avevo bisogno di un altro motivo per essere arrabbiata .
Gwen corse via piangendo .
Duncan non ci poteva credere.
Gwen stava per morire!
L’amore della sua vita stava per morire.
La mattina dopo Gwen andò a trovare Duncan a casa sua
Gwen – mi dispiace tanto. Avrei dovuto dirtelo prima
Duncan – no, scusami tu .
Gwen – no, stare con te mi ha fatto “vivere più a lungo”.
Duncan – hai paura ?
Gwen – da morire. Ma soprattutto … ho paura di perdere te.
Duncan – questo non succederà mai !
La baciò e poi la lasciò tornare a casa.
Duncan sapeva cosa doveva fare e non voleva perdere Gwen.
Gwen quel pomeriggio si era sentita male e il padre dovette chiamare l’ambulanza che portò la ragazza all’ospedale.
Duncan era lì vicino a lei , che le teneva compagnia.
Rimase lì per giorni.
Padre (di Gwen ) – Duncan , vai a riposare.
Duncan – non sono stanco.
Padre – vorrei stare qualche minuto con lei.
Duncan - … torno presto, d’accordo ?
Gwen – ok. … papà …sei preoccupato.
Padre - … ti ricordi quando eri piccola, che eri convinta di odiare la paura e volevi saltare dal tetto e volare ?
Gwen – sì…mi ero proprio arrabbiata quando mi hai fatto scendere ….
Padre – perché volevo tenerti il più a lungo possibile
Gwen - …lo so. Ti voglio tanto bene, papà.
Il padre uscì dalla stanza e tornò Duncan
Duncan – ehi, come stai ?
Gwen – ho una cosa per te.
Gwen tirò fuori dallo scaffale vicino al letto dell’ospedale un libro
Gwen – tranquillo , non è la bibbia. Era di mia madre. Ci sono le citazioni tratte dai suoi libri preferiti e i suoi pensieri. Aprilo .
Duncan – va bene, vediamo che c’è …
Duncan iniziò a leggerle alcune frasi del libro.
Gwen – lo sai che cosa ho capito oggi ?
Duncan – cosa ?
Gwen – che forse Dio ha un progetto migliore per me, che quello che o io per me stessa . e che forse tu mi sei stato mandato proprio per questo.
Il giorno dopo Gwen fu dimessa dall’ospedale e aveva un dottore privato che la seguiva a casa.
Duncan stava sempre sotto casa di Gwen a costruire qualcosa. Una sera lo raggiunse il padre della ragazza.
Padre- hai intenzione di finirlo stanotte ?
Duncan – ho quasi finito.
Padre – cosa userai per farlo girare ?
Duncan – un giradischi.
La mattina dopo Gwen scoprì cosa le stava costruendo : un nuovo telescopio.
Gwen – grazie. È bellissimo.
Duncan – provalo.
Gwen obbedì e vide per la prima volta la cometa Yacutaky .
Gwen – vieni , sbrigati.
Anche Duncan la vide
Duncan – è fantastica. Gwen …
Gwen – sì ?
Duncan – mi vuoi sposare ?
Gwen – sì.
Detto questo i due si scambiarono un bacio.
La mattina dopo i due andarono alla chiesa del padre.
C’erano molte persone in sala e dopo il sì di entrambi applaudirono i due innamorati.
Duncan non era riuscito a salvare la sua amata, ma realizzò il suo sogno più grande, sposandola e rimanendole fedele per tutta la vita.
FINE