Quel triste autunno burrascoso…
Nota al lettore: quando c’è “ parla courtney ” vuol dire che è Courtney che narra la storia. Idem per “ parla duncan ”. quando c’è “ non parla nessuno ” vuol dire che la storia è narrata in terza persona. Buona lettura!
Parla Courtney
Non è stato facile per me affrontare questo ostacolo, senza di lui, tormentata da un incubo che non finiva più. Ma almeno c’è stato un lieto fine. Tutto è cominciato in un autunno burrascoso… Ero lì, sul letto, confortata solo da quella che fino ad ora era stata la mia peggior nemica: Heather.
- Perché è successo a me? Perché? Non poteva succedere a qualcun’ altra? Magari a lei?-
- Dai Courtney, se Duncan e Gwen si sono messi insieme più uniti di una catena non è colpa tua!-
- Uno:così non mi aiuti! Due: il figlio che sto per partorire doveva essere proprio il suo? Non poteva essere, che ne so… di Trent?-
- No, visto che quasi non vi siete parlati in tutta la vita-
Scoppiai in un pianto ancor più disperato: non potevo essere in collera con lui. Volevo, ma non ci riuscivo. Duncan, anche se per molte volte avevo negato questa affermazione, era il mio amore, la mia vita. E adesso suo figlio era qui, dentro di me. Come avrei fatto a dirglielo? Gwen, o come mi piace chiamarla, quella lì, gli stava sempre appiccicata e non lo lasciava mai solo!
Parla Duncan
-Perché non riesco a smettere di pensare a lei! Ora è Gwen la mia ragazza! Courtney è una storia chiusa!-
Sbattei una o due volte la testa sul muro.
-Che stai facendo?-
Gwen era entrata attirata dal rumore
-Beh? Perché sbattevi la testa contro il muro?-
-Emh…perché ho fatto una rapina e ho paura che mi abbiano riconosciuto…-
-Cerca di non sperperare il milione solo per tirarti fuori di prigione, chiaro?-
-Limpido!-
Gwen, dopo avermi fatto un sorriso e salutato dolcemente, se ne andò. Il suo modo di fare mi ricordava vagamente Courtney…No! Devo togliermela di testa! Courtney si sarà già dimenticata di me… Probabilmente non saprà più chi sono, per lei non ho mai significato nulla. Anche se però era distrutta dopo il bacio con Gwen. Che fosse ancora innamorata di me? No, sarà stata la mia immaginazione…Sarà meglio uscire a prendere un po’ d’aria…magari al parco.
Parla Courtney
-Esco un attimo, voglio stare un po’ da sola-
-Ma sei impazzita? Fuori piove a dirotto. Non vorrai ammalarti appena prima del parto,vero?-
-Stai tranquilla, non mi succederà niente! Comunque… grazie per il tuo aiuto.-
Detto questo, uscii. Non presi neanche l’ombrello. Anche se mi fossi ammalata non me ne importava nulla. Mi diressi al parco. Ci andavo sempre con Duncan quando eravamo…no. Quella parola mi faceva soffrire troppo. Chissà dov’era adesso. Probabilmente a sbaciucchiarsi con quella lì… Entrai nel parco. Non c’era anima viva, ma… quella cresta verde, l’avrei riconosciuta dappertutto… Duncan! Mi diressi verso di lui, fingendo di non averlo visto.
-Ma…Courtney?-
-Duncan?-
-Ciao. È da… molto tempo che non ci si vede.-
-Già, chissà perchè-
-Sei senza ombrello-
- Lo so-
-Ti ammalerai-
-Non mi importa-
Parla Duncan
Non ci potevo credere. Lei qui in carne ed ossa? Non capivo perché me ne stavo lì impalato facendo osservazioni sciocche invece di farmi avanti. Tra poco sarebbe stato troppo tardi.
-Duncan?-
-Sì?-
Speravo che mi dicesse che mi amava, che non aveva mai smesso di pensare a me, che ero tutta la sua vita… ma non lo fece.
-Duncan, ti devo confessare una cosa… sono incinta.-
-Oh complimenti- dissi deluso
-E chi è il padre? Trent?-
-No, sei tu.-
Restammo muti e silenziosi. Io padre? E per di più della creatura che ora riposava nella pancia di Courtney. In un solo attimo mi resi conto di tutto il male che le avevo fatto senza neanche accorgermene. La pioggia continuava a battere furiosamente, ma a nessuno di noi importava. Avrei voluto farmi avanti, dirle tutto. Aprirmi con lei. Ma non lo feci. Tutto d’un tratto corse via. Tentai di fermarla, ma non ci riuscii.
Parla Courtney
Stavo piangendo. Per questo me ne sono andata via. Non volevo che mi vedesse così. Se mi fossi aperta con lui, se gli avessi detto che era il mio amore, la mia vita… ma non l’avevo fatto. Dove sarei andata? Non volevo tornare a casa. Avrei raccontato tutto a Heather, ma volevo che fosse un segreto tra me e Duncan…chissà se l’avrebbe raccontato a Gwen? Non volevo saperlo. La pioggia batteva più furiosamente che mai, ma non volevo fermarmi, non potevo fermarmi. Questa notte era da dimenticare, ma sapevo che, pur senza volerlo, avrei rievocato questo pensiero per tutta la vita. La vita… perché era così? Ripensai al bacio dato a Duncan dopo la rapina di cibo. Molti pensavano che gliel’ avessi dato così, per gioco. Falso. Falso come tutta la mia vita. Era da un sacco di tempo che aspettavo quel momento. Mi misi la mano in tasca e ne tirai fuori un teschietto di legno. Molte volte l’avrei volentieri gettato via, lontano, ma non ce l’ho mai fatta. Era l’unico ricordo dei bei momenti
passati con lui…
Parla Duncan
Mi sedetti sulla panchina bagnata fradicia. Mi chiesi se avevo fatto la cosa giusta baciando Gwen. Ah, uffa. Perché la vita era così complicata? Tra poco più di un mese sarei stato padre e non sapevo neanche dov’ era la madre! Pensai a Courtney: era giusto che crescesse un figlio senza nessuno accanto? Pensai alla piccola creatura che tra poco sarebbe stata mio figlio: era giusto che crescesse senza un padre? A queste domande non trovavo risposta. Pensai a Gwen: lei non voleva un figlio, o almeno non da me. Stava con me solo per dimenticare Trent. È da lui che voleva un figlio… basta. Non volevo più stare lì. Volevo tornare a casa e dire a Gwen quello che pensavo veramente. Finalmente sarei stato libero. Libero di amare Courtney e la sua creatura come mai nessuno aveva fatto. Mi alzai e mi diressi verso casa. Ormai non poteva più fermarmi nessuno. Ero determinato a fare ciò che andava fatto. Pensai un’ultima volta a Courtney e al nostro futuro insieme, poi m’incamminai.
Parla Courtney
Ormai è da ore che sto camminando sotto la pioggia, non so neanche più dove sono. Il bambino si agita, forse percepisce la mia infelicità. Chissà a chi somiglierà. Come farò se assomiglierà al papà? Come farò ad accudire un mini Duncan senza avere quello vero affianco? La risposta è semplice, non potrò. Lo darò in adozione, così potrà avere anche un papà… sarà fortunato il figlio di Gwen, almeno potrà avere sia una mamma che un papà, il mio.
-Perché a me!- urlai
Mi inginocchiai e iniziai a piangere a dirotto. Non potevo sopportare tutto ciò, sembrava un incubo infinito e il brutto era che non erano stati Duncan e Gwen a causarlo, ero stata io! Io avevo causato tutto questo! Se solo fossi stata più gentile con Duncan ora non mi troverei sotto la pioggia, ma mi troverei accanto a lui, che cerca di sentire qualche movimento nel pancione…magari fosse così. Ora il massimo che sentirà saranno le labbra di Gwen e, se sono fortunata, il mio pianto disperato.
-Perché a me!- urlai ancora.
Parla Duncan
Ero quasi arrivato a casa. Ancora poco e sarei stato libero di amare courtney per sempre. Eccomi davanti alla porta. Bussai ed entrai.
-Ciao tesoro, come mai sei stato via tutta la notte?-
-Devo dirti una cosa, e non credo che ti piacerà-
-Sei stato beccato dalla polizia mentre facevi un furto, vero?non importa, pagherò la cauzione.-
-No Gwen. Non centra nessuna rapina-
-E allora che cos’è?-
- Beh… ti ricordi quando ti ho detto che mi avevano riconosciuto durante una rapina e per questo sbattevo la testa sul muro? Era una bugia. Picchiavo la testa perché stavo pensando a Courtney. Anche stanotte l’ho pensata. L’ho incontrata e ho capito quanto male le ho fatto.-
-E non pensi al male che ti ha fatto lei?-
-Lei non ha colpa. Comunque volevo dirti che voglio rompere con te!-
-No! No, no! Perché?-
-Perché il mio cuore non appartiene a te, ma a Courtney, e questo lo sappiamo tutti e due. Divideremo il milione così tutti e due potremo vivere bene. Addio.-
Detto questo uscii e me ne andai. Finalmente ero libero.
Parla Courtney
Heather si starà preoccupando, ma non voglio tornare a casa. Piove ancora a dirotto.
-Etcho! Cof cof!-
Fantastico, tosse e raffreddore! Bhe, me lo sarei dovuta aspettare. Mi serviva un luogo asciutto, ma quale? Poi mi venne in mente che con Duncan andavo sempre nella grotta dietro la collina. La conoscevamo solo noi, era il nostro rifugio d’amore. Chissà se l’aveva svelato a Gwen? Dentro la grotta c’era un cuore di legno con su scritto “DxC”. L’avevamo fatto insieme e avevamo voluto lasciarlo lì come simbolo del nostro amore…basta! Ora devo pensare a mettermi all’asciutto. C’era una stradina nascosta per arrivare al nascondiglio. Duncan mi teneva sempre la mano per non farmi inciampare… ho detto basta! In questo momento la mia vita è più importante di Duncan…credo. Ero così assorta nei miei pensieri che non mi accorsi di una pozzanghera fangosa. Scivolai e caddi violentemente.
-Ahi!!- gridai.
Una dolore lancinante mi aveva attraversato la caviglia. A fatica raggiunsi la grotta. Stavo aspettando il sereno quando un dolore acuto mi attraversò la pancia. Il bambino stava nascendo! Paura, panico, terrore e poi il buio.
Parla Duncan
Mi diressi verso la casa di Courtney. Volevo confessarle il mio amore e dirle che avevo lasciato Gwen, così avremmo potuto essere liberi… solo noi due e il bambino. Suonai alla porta. Venne ad aprirmi Heather. Non me lo aspettavo.
-Emh…ciao. C’è Courtney in casa? Devo dirle una cosa importante.-
-No. Se ne è andata via ieri sera e non è più tornata. Confesso che sono preoccupata.-
-Come non è tornata? Quando è scappata ieri pensavo che stesse tornando a casa. Fuori piove a dirotto ed è senza ombrello… vado a cercarla.-
-Duncan, non fare pazzie chiamiamo la polizia!-
Ma io ormai ero già alla ricerca di Courtney. La cercai in tutta la città, ma sembrava essere sparita. Provai a ragionare: dove poteva essere andata una donna sotto la pioggia? Pensai e pensai più volte finché… la grotta dietro la collina! Corsi più veloce della luce, doveva essere lì! Entrai nella grotta. Non era cambiata affatto. Chiamai Courtney, ma non mi rispose. Vidi una figura a terra. Mi avvicinai. Era Courtney! Stava per partorire. Dovevo fare in fretta. La presi fra le mie braccia e corsi verso l’ospedale.
Non parla nessuno
-Potrebbe anche non farcela- disse il dottore a Duncan -Presenta una caviglia rotta ed una polmonite grave, e in più deve partorire-
Duncan intanto accarezzava Courtney dolcemente “perché ti ho lasciata, perché!” pensava. Strinse la sua mano e Courtney mormorò qualcosa
-Duncan…ti amo…salva il bambino…Duncan…-
Oh, no. Il bambino stava nascendo. Doveva svegliare Courtney, ma non sapeva come fare. Poi le disse –Courtney, amore mio, svegliati!-
Lei tutto d’un tratto si svegliò
-Duncan…il bambino…ahh!- un urlo di dolore eccheggiò nella sala.
-Courtney, resisti!-
-Resisterò, non cederò mai!-
Dopo alcuni minuti di sofferenza, Courtney mise alla luce una femminuccia
-Duncan, questa è tua figlia. Ora puoi anche tornare da Gwen-
-Ho lasciato Gwen, ora saremo liberi di amarci-
-Amore, sposiamoci domani, non voglio più vivere senza te accanto. Va bene se Heather fa la damigella? Ah, ricordati di invitare Gwen!-
-Ma non la odiavi?-
-Ora che sei mio può anche diventare la mia migliore amica-