Canto con orgoglio, mettendoci tutta me stessa.
Canto per te, perché nessun altro saprebbe ascoltarmi. Canto per amare, perché non ho la forza di dirlo a parola. Non ho la forza perché il mio orgoglio mi trattiene.
Tu sei lì a bocca aperta, mentre ascolti le mie note.
Forse non sono quelle che cambieranno la situazione, ma mentre e intono poggio le mie mani sul cuore, quasi fosse un segno che sto pensando a te.
La musica finisce, ma tu sei ancora lì.
Incantato.
E non so il motivo.
Per me?
Come puoi rimanere a bocca aperta per me?
Quella che non ti vuole dare una seconda possibilità? Tento ancora di farti ingelosire, facendo la gallina con il tipo bello ma tonto come una noce.
Tu abbocchi, come sempre, ma non mi dai mai una spiegazione.
Perché mi ricorri?
Perché?
Non lo capisci che è inutile?
C’è troppo orgoglio che ci separa.
Il mio ego smisurato ha creato un muro fra noi due.
Un muro impossibile da abbattere con la sola adulazione. È vero, mi hai quasi tradita, ma… non lo
so… dentro di me so che mi ami.
E so anche che provo lo stesso.
Ma come fare?
Intanto recito la mia parte da principessa.
Mando un bacio allo sfigato, alla noce tonta e a te. Sembra te lo mandi svogliatamente.
Sembra… il tuo bacio è quello più speciale.
Perché per i pochi secondi che mi sono bastati per mandartelo ho smesso di recitare.
Ho usato il cuore.
Quello che raramente veniva sciolto dal ghiaccio che lo avvolgeva.
E poi ricomincia.
Quella recita infernale. “vai Justin… a quel paese…” Io tifo per te.
È un tifo silenzioso, ma sento che tu lo avverti.
Mi mandi piccole occhiate che non riesco a non ricambiare. E poi vedo quello che mai volevo che accadesse.
Lui sale… sale a prendersi il bacio dell’eroe… il bacio del principe azzurro… ma per me i principi buoni e gentili sono passati di moda.
Voglio te.
Nero e delinquente.
Solo te.
Chiudo gli occhi, mentre mi avvicino alle sue labbra ma appena in tempo ci fermano.
Mi porge la sua spada, dicendo che non poteva combattere co
ntro di me… bene, sarà più facile eliminarlo.
Lo sbatto giù.
Questo è per te.
Per farti capire che tra me è lui non c’è niente.
Che il mio cuore appartiene a te.
Ecco, siamo già a fine giornata.
Voto senza sforzi la noce, e inizio a giocherellare con il mio palmare.
Sembro proprio una principessa… di quelle altezzose, che voglio e hanno tutto… ma non sono così… ma come fare a dimostrarlo? L’orgoglio…
Quel presentatore da strapazzo annuncia che il Chris d’oro va alla noce… no… non può essere… non voglio… non voglio, non lo permetto!
Mi alzo di scatto ti difendo… e quando scopro che in effetti il robo d’oro andava a te… mi siedo imbronciata… però è stato bello… per un momento ho varcato il muro che il mio orgoglio ha costruito.
Sono felice… anche perché non è l’ultima volta che ci vediamo… e perchè non è l’ultima volta che incontrerò il tuo sguardo… ma perchè questo non te lo dico in faccia? Forse è colpa dell’orgoglio… l’orgoglio di principessa… la tua.