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OCCHI DELLA NOTTE BY GEOFF95

  L'incubo by Geoff95  Occhi Della Notte by Geoff95  Ritorno Al Presente Parte 1 by Geoff95  Ritorno Al Presente Parte 2 by Geoff95  Il Ragazzo Che Terrorizzava La Scuola by Geoff95  Il Futuro Del Sito by Geoff95 ft. il Fanclub  A Tutto Reality All Star  A Tutto Reality Origini: Justin  

questa fanfiction è il seguito della mia fanfiction "l'incubo".
Questa storia era finalmente finita. Non ne potevo più! Aspetta, l’ultima volta ho detto che l’ennesima scena si ripeteva… allora, ripetiamola!
Stavamo mangiando, quando una misteriosa sagoma nera spuntò da dietro le tende…
Tutti gridammo. Pensammo che fosse Mike. Invece no. era...

Così scappammo. Ci stava inseguendo. Da mezz’ora ci stava inseguendo. Io non ne potevo più. Svenni in mezzo alla strada. E lui… lui sacrificò la sua vita per salvare ME. Ma perché proprio ME?
L’ultima cosa che vidi fu lui che venne ucciso. Quell’assassino lo infilzò con il suo pugnale. Quanto avrei voluto dargli un sinistro ben assestato…
Mi risvegliai in ospedale. Avevo un occhio nero (e non era il trucco) e un braccio ingessato: strano che mi fossi procurata tutti quei danni cadendo. Ma forse non era andata proprio così.
Non sapendo che fare, ricominciai la mia vita di sempre: colazione, università fino alle 3 del pomeriggio, pranzo ritardato nella pescheria di Gordon… insomma, tutto scorreva come tutti i giorni da quel giorno, quando…
Gordon: ciao Gwen! Bella giornata?
Gwen: per me le belle giornate non esistono più! L’ho perso, e niente riuscirà a sostituire… Luke.
Gordon: già, immagina quanto sia straziante perdere un figlio!
Gwen: hai tenuto la pescheria chiusa per un mese!
Gordon: quell’assassino se l’è data a gambe nella boscaglia. Ma io riuscirò a trovarlo! E quel giorno saranno affari suoi!
Gwen: ok Gordon, mi sembri un po’ accaldato. Che ne dici di mangiare?
Gordon: oh, si, hai ragione.
Gwen: a proposito, devo telefonare a Bridgette e Leshawna, le voglio invitare per la mia festa di compleanno!
Gordon: Bridgette e Leshawna? Accipicchia, quel reality deve aver influito molto su di te!
Gwen: hai ragione. Sai, nonostante il cibo riluttante, l’alloggio penoso e il trattamento… non ne parliamo, devo dire che mi manca quel programma. Ma basta perdersi in ricordi! … pronto? Leshawna, sono io, Gwen! Come stai?
Leshawna a casa sua: ciao Gwen! Tutto bene! E tu?
Gwen: perfetta! sai, tra poco è il mio compleanno, e volevo invitarti! Ci sarai? … ehm, Leshawna? Ci sei? Leshawna?
Dall’altra parte si sentì un urlo di una donna, che non era Leshawna.
Gwen: ehi, che cosa sta succedendo?
Telefono: tuu… tuu… tuu…
Poi si udì il verso che fa la televisione quando un canale non si vede, quel rumore fastidiosissimo.
Telefono: Gwen (eco), vieni (eco) nella mia dimora (eco)…
Gwen: e questo cos’è?
Gordon: cosa c’è, Gwen?
Gwen: non lo so, ma…
Svenni di nuovo.
Dopo un po’ Gordon mi risvegliò: ehi, Gwen? Ci sei? Hai un occhio nero!
Gwen: è… successo qualcosa?
Gordon: eri al telefono, e subito dopo la telefonata sei svenuta!
Gli raccontai poi cos’era successo.
Gordon: no, dai! Hai sicuramente preso un abbaglio! Devi avere molta fame!
Gwen: ti assicuro che non è così!
Gordon: mmm…
Gwen: senti, io vado da Leshawna. Ci vediamo, Gordon!
Gordon: ok, ciao!
e così presi la metropolitana per andare a casa di Leshawna. Dovevo a tutti i costi scoprire di che si trattava.
Ma durante il viaggio, la metropolitana si bloccò di colpo.
Gwen: ehm, signore, lei sa che è successo?
Signore: idiota, è tutto buio qua fuori! Come farei a saperlo?
Gwen: ehm, mi scusi!
Macchinista: aiuto! Un pazzo è diretto verso il treno!
Gwen: cosa? Un pazzo? Fatemi vedere!
Andai di corsa in cima alla metro. E lo vidi. La fuori, illuminato dai fari. C’era lui. L’assassino di Luke!
Tutt’un tratto mi sentì svenire. Udii un altro urlo, stavolta di un uomo, e svenni.
Mi ritrovai in ospedale. Sempre con occhio nero e gesso al braccio: ma erano sempre gli stessi.
Fermai un’ infermiera: mi scusi, infermiera, avrei una domanda da fare: come me li sono procurati questi danni?
Infermiera: ah, non lo so! Ma se non lo sai tu…
Gwen: no, è che io sono già stata qui qualche giorno fa! E il gesso era pieno di firme! Come mai ora è bianco e l’occhio mi fa male come all’inizio?
Infermiera: e io che ne so?
Se ne andò.
Gwen: ah…
A un certo punto, dalla porta spuntò una figura a me molto familiare: Bridgette.
Gwen: ciao Bridgette! Che bella sorpresa! Come mai qui?
Bridgette: ciao Gwen! Mi dispiace per l’incidente della metro! Sono venuta a farti una visita! Sai, non ci vediamo da molto tempo e… oh, ti fa male?
Indicò il mio occhio.
Bridgette: sta assumendo un colorito strano… ora è verde! No, aspetta, è viola! Ma che dico, sta diventando blu!
Gwen: ehm… tutto a posto Bridgette?
Bridgette: si, solo che quell’occhio… sta dando anche forme di persone… Leshawna? Oh, e c’è anche Duncan!
Gwen: in effetti li vedo anch’io! Ma com’è possibile?
Bridgette: certo, sarebbe plausibile se te le immaginassi tu, ma allora perché la pupilla sta assumendo queste forme strane?
Gwen: sembra tipo un fenomeno mistico…
Bridgette: oh, mio padre è uno psicologo! Potresti aver subito un trauma strano, che ne so…
Gwen: si! Quando è disponibile?
Bridgette:Tuu… tuu… papà? Ciao, sono Bridgette!
Papà di Bridgette: ciao Bridgette! Come mai mi stai telefonando?
Bridgette: vedi, una mia amica ha dei problemi psichici e ci chiedevamo se potessi darci qualche risposta!
Papà di Bridgette: ok! Va bene anche subito! Dove siete?
Bridgette: all’ospedale!
Papà di Bridgette: wow, sono proprio sotto di voi! Vi raggiungo!
Bridgette: si!
Dopo un po’, arrivò il padre di Bridgette, per l’appunto.
Dopo avergli raccontato la storia, lui commentò: mmm… potresti avere l’occhio della notte.
Gwen: l’occhio della… notte? Che diavolo è?
Papà di Bridgette: è un fenomeno che ha colpito due uniche persone a generazione, ed è in grado di rapire le persone a cui si tiene.
Bridgette: quindi Duncan e Leshawna… sono stati rapiti da Gwen?
Papà di Bridgette: frena, piccola. La mia è solo un’ipotesi, dovreste cercare delle prove altrove.
Gwen: per esempio?
Papà di Bridgette: io non lo so, ma un consiglio che posso darvi è andare a casa di uno dei tuoi amici rapiti. Ora devo andare. Ci vediamo, piccola!
Bridgette: ciao papà, e grazie!
Gwen: wow, tuo padre ci ha fornito un sacco di informazioni!
Bridgette: si! Ora che ne dici di andare da Leshawna?
Gwen: con piacere!
E per la seconda volta ci dirigemmo verso casa di Leshawna, sempre con la metro. E si fermò di nuovo.
Bridgette: cosa? Perché ci siamo fermati?
Gwen: oh, no, un’ altra volta no!
Bridgette: è già successo?
Gwen: è a causa di questo incidente che mi sono ritrovata in ospedale. Probabilmente è ancora lui. Vado avanti alla metro. Tu resta qui, d’accordo?
Bridgette: ma potrebbe succederti qualcosa! Inoltre hai un braccio rotto, non se ne parla! Se vai da qualche parte, devo venire anch’io!
Gwen: ah… e va bene!
e tutte e due andammo di corsa in cima alla metro. E lo vedemmo.
Bridgette: ma quello non è… Trent?
Gwen: esatto Bridgette. È proprio questo che mi preoccupa!
Bridgette: perché non provi a parlargli?
Gwen: scelta allettante, ma ha ucciso Luke, e questo non lo posso sopportare!
Trent da fuori mollò il pugnale che aveva in mano e si mise le mani in mezzo ai capelli. Soffriva.
Bridgette: no, Trent!
fece per uscire dal vagone, ma io la fermai: è troppo pericoloso, potrebbe succederti qualcosa!
Bridgette: ma Trent…
Gwen: no, Bridgette. Lui NON può essere Trent. So che lui non ucciderebbe mai una persona.
Bridgette: ma quello che sta qui davanti a noi è lui, non è un illusione!
Gwen: un’ illusione… ah!
Bridgette: cos’hai?
Gwen: sto avendo un capogiro! Ah…
Sentii l’urlo di un anziano, poi svenni per l’ennesima volta.
Mi risvegliai. Stavolta non ero in ospedale. Ero in mezzo ai binari. La metropolitana era vuota. Ma il peggio doveva ancora venire: Bridgette non era con me.
Gwen: ma com’ è possibile?
Trent, nella penombra, parlò con una voce tipo quegli assassini che ti uccidono per amore, sottovoce: allora Gwen, ti stai divertendo?
Gwen: dove sei, miserabile? Che cosa vuoi da me?
Trent: ma dai, cos’è, un interrogatorio? Ahah… volevo solo dirti che… tu hai l’occhio della notte.
Gwen: cosa? Io ho l’occhio della notte, ma… Trent! Dove sei? Voglio più spiegazioni!
Trent non c’era più.
Dopo qualche attimo di esitazione decisi che avrei ripreso il mio viaggio verso Leshawna. Entrai nel vagone del macchinista e provai a capire come funzionavano i comandi. Ma vicino ad una leva, trovai un biglietto, che recava questa frase:
“dirigiti a casa mia, sai dov’è. In questo momento avrai un grande mal di testa, e tra poco sverrai. Ti dico solo una cosa… hai quattro persone intrappolate dentro te…”
in effetti mi sentivo svenire un’ altra volta. Sentii l’urlo di una donna, e svenni ancora.
Mi risvegliai dopo poco. Vidi sfilare davanti a me Leshawna, Duncan, il padre di Bridgette e Bridgette.
Gwen: ah! Ho rapito anche il padre di Bridgette!
Dj: ehi, tu rapisci la gente? Certo che sei proprio strana!
Gwen: Dj? Come hai fatto a trovarmi?
Dj: in realtà, sei stata tu a trovare me! Ti spiego: stavo attraversando i binari della metropolitana per uscire dal sottopassaggio, quando ho visto che una metro viaggiava senza sosta e ho notato che alla guida c’eri tu!
Gwen: io? Ma se sono svenuta?
Dj: esatto! Un attimo fa mi sono accorto che stavi dormendo, poi quando ti sei risvegliata ho visto nelle tue pupille Leshawna, Duncan, Bridgette e un’ altra persona. Come mai?
Gwen: oh, no! un’ altra volta!
Dj: Gwen, tu hai qualcosa che non va. Vieni, ti accompagno a casa!
Gwen: grazie mille, Dj. Ah…
Dj: che ti prende ora?
Gwen: niente, un piccolo capogiro! Tu non hai sentito un urlo di un’anziana signora?
Dj: no, perché?
Gwen: strano… dai, muoviamoci! Ah! Non è possibile!
Dj: cosa?
Gwen: dentro alla mia pupilla… c’è anche tua madre!
Dj: oh, ma dai, dev’essere causato dallo stress! Andiamo ora!
Gwen: si, ti racconterò tutto più tardi.
Arrivammo, con molte domande senza risposta, a casa di Dj.
Dj: dlin dlon! Mamma? Ci sei?
Nessuno rispose. Aspettammo tipo cinque minuti, poi Dj, preoccupato, disse: ho paura che mamma non sia qui! Che cosa facciamo?
Gwen: Dj, io so dov’è tua mamma! È insieme a Duncan, Leshawna, Bridgette e padre di Bridgette, dentro la mia mente!
Dj: cosa? Ma com’è possibile?
Gli raccontai tutto.
Dj: quindi l’occhio della notte ha rapito anche mia madre?
Gwen: sembrerebbe di si! Ma non è che io ci tenessi più di tanto a tua madre e al padre di Bridgette… mi chiedo se…
Dj: cosa, Gwen? Forse io ho la risposta!
Gwen: è probabile! Dj, hai mai notato se tua madre e Trent avessero qualche rapporto?
Dj: mia madre non tradirebbe mai mio padre!
Gwen: no, ma che hai capito! Io intendevo rapporto di amicizia!
Dj: in effetti, Trent ci ha salvato la vita: dopo che ci avevano lasciato per strada con l’autobus, Trent e il padre di Bridgette ci hanno venduto questa casa!
Gwen: mmm… capisco. La faccenda si sta facendo davvero critica. Dj, non dobbiamo separarci per nessun motivo, o probabilmente sparirai anche tu dentro la mia mente.
Dj: davvero?
Gwen: si! Ne sono certa! Ora dobbiamo andare da Leshawna!
Dj: perché?
Gwen: dobbiamo cercare delle prove!
Dj: ok, allora in marcia! Per fortuna mi ero portato dietro le chiavi della mia auto!
Gwen: ok, allora siamo a cavallo!
Mentre andavamo a casa di Leshawna, mi sorse un dubbio. Perché quando io, cioè, il mio occhio, aveva rapito la mamma di Dj, io non ero svenuta?
Dj: eccoci arrivati!
Gwen: suoniamo al campanello! Dlin dlon!
Mamma di Leshawna: chi è?
Gwen: mi scusi, signora, siamo degli amici di Leshawna, siamo venuti per farle delle domande.
Mamma di Leshawna: ok! Sono disponibile! Entrate pure!
Gwen: grazie!
Mamma di Leshawna: vi posso offrire qualcosa da bere?
Dj: si, grazie, un succo di frutta!
E così, passando da questi chiacchierii alle cose serie, vuotai il sacco.
Mamma di Leshawna: è andata così, eh… beh, dovete sapere che Arnold, il padre di Bridgette, è un mio collega di lavoro, quindi anch’io posso dirti qualcosa riguardo all’occhio della notte.
Gwen: si, ma prima, vorrei chiederle: ha visto Leshawna mentre spariva?
Mamma di Leshawna: si, è stato terribile: lei era al telefono, quando il telefono si trasformò in un enorme buco viola, poi verde, poi blu, che doveva essere l’occhio della notte, e rapì mia figlia.
Gwen: e lei ha urlato, giusto?
Mamma di Leshawna: no!
Gwen: non è possibile! Allora di chi era l’urlo che ho sentito dall’altra parte del telefono?
Mamma di Leshawna: guarda che qui nessuno ha urlato!
Gwen: non ci credo…
Mamma di Leshawna: devi aver preso un abbaglio! Oh, cielo, si è fatto tardi! Volete rimanere qui per la notte, cari?
Dj: volentieri!
Gwen: grazie mille, signora! Magari riusciremo a capire qualcosa di più su questa faccenda!
Mamma di Leshawna: state sicuri che vi darò una mano!
Così ci addormentammo. La mamma di Leshawna occupò tutta la sua stanza, Dj e io invece dormimmo insieme nella stanza degli ospiti.
La mattina dopo, mi risvegliai. Temevo di essere stata rapita. Invece no. ero nel mio letto, tranquilla. Dj non c’era. Volendo fare l’ottimista, pensai che fosse al piano di sotto a preparare la colazione. Così, col sorriso, scesi le scale, ma non vidi nessuno. Mi diressi in cucina. Vuoto. A quel punto cominciai a preoccuparmi. Mi scorsero davanti le immagini di Dj e della mamma di Leshawna. Cavolo, stavo riempiendo una città nella mia testa! Col cuore in gola, decisi di chiamare mia mamma.
Gwen: tuu… tuu… tuu… cavolo, non risponde! Allora…
Mi scorse davanti l’immagine di mia madre.
Gwen: non è possibile che l’occhio della notte mi causi tutti questi problemi!
All’improvviso ebbi un lampo di genio. Sapevo dove andare, e lì ero sicura che avrei trovato la risposta.
Arrivata a destinazione, suonai al campanello. Avevo il cuore sopra il cervello.
Mamma di Trent: si, chi è? Oh, tu sei quella graziosa ragazza che si era fidanzata con mio figlio nel reality! Gwen!
Gwen: brillante intuizione, signora! Sono venuta per chiederle di Trent.
Mamma di Trent: si, è di sopra. Maneggia tutto il giorno con quella chitarra. Mi chiedo cosa faccia…
Gwen: grazie, lo raggiungo subito!
Salii le scale che portavano in camera di Trent.
Gwen: ehm… è permesso?
Trent: Gwen! Che piacere vederti! Fatti abbracciare!
Gwen: non mi toccare, assassino!
Trent: assassino io? Perché?
Gwen: andiamo, lo so che stai mentendo, e ora sputa il rospo! Sei tu la seconda persona ad avere l’occhio della notte, non è così?
Trent: ma di che cosa stai parlando?
Lo fissai per mezz’ora, convinta che prima o poi scorresse un immagine di qualche persona.
Trent: ehm… hai finito di guardarmi? Si può sapere che hai?
Gwen: e va bene! Visto che non lo ammetti con le buone, ti chiuderò in un angolo!
Gli dissi tutto con aggressività.
Trent: ma… io non so proprio di cosa tu stia parlando!
Gwen: avanti, è inutile che neghi l’evidenza! E ammettilo che sei tu l’assassino di Luke!
Trent: no, ti giuro di no!
Gwen: non ti ricordavo così testardo, lo sai?
Trent: ok, supponiamo che l’assassino sia io. Che cosa faresti?
Gwen: ti chiederei il perché!
Trent: e supponi che io non lo sappia il perché! Ora che vuoi fare?
La mia rabbia era tanta, ma qualcosa mi diceva che stava dicendo la verità.
Gwen: e va bene, ti credo. Scusa. Almeno puoi darmi una mano a scoprire di più su questa faccenda?
Trent: con molto piacere… eh? Che cos’hai?
Gwen: un… capogiro!
Trent: che cos’è questo buco viola?
Gwen: l’occhio della notte! No!
Risucchiai anche Trent.
Scesi giù demoralizzata.
Mamma di Trent: e allora? Siete riusciti a chiarirvi?
Gwen: no, sta di fatto che… suo figlio non è più in questo mondo.
Mamma di Trent: oh, mio dio! Stai scherzando, non è vero?
Gwen: no. io possiedo l’occhio della notte. E ho risucchiato accidentalmente suo figlio dentro di me.
Mamma di Trent: però è ancora vivo, vero?
Gwen: non lo so.
Mamma di Trent: beh, c’è un 50 per cento di possibilità di riaverlo indietro. Meglio di niente.
Gwen: già… non immagina…
Uscii da quella casa con le braccia a terra. Avevo finito gli indizi. Allora… come fare per riavere indietro Leshawna, Trent, Duncan, Bridgette, Arnold, Dj, la mamma di Dj, la mamma di Leshawna, mia mamma… chi c’era rimasto? Forse avrei dovuto affrontare il finto Trent di persona…
Ripresi la metro per tornare a casa. E come al solito si fermò. E c’era di nuovo Trent.
Gwen: ma tu… tu non sei il vero Trent, vero?
Trent finto: complimenti, Gwen. E ora cosa ci hai guadagnato?
Gwen, col fiatone: un’ informazione. Chi sei veramente?
Falso Trent: e dovrei dirlo a te chi sono?
Gwen: certo, mi pare che io e te siamo i responsabili della “sparizione” di una marea di gente!
Falso Trent: ok. Hai smascherato il mio piano. Ma non sai ancora chi sono io!
Gwen: certo che lo so! Tu sei l’altro possessore dell’occhio della notte!
Falso Trent: ahahah… complimenti, piccolo genio. Allora, ricordi cosa è successo la sera della cena?
Gwen: certo! C’era Trent che minacciava di uccidermi!
Falso Trent: esatto.
Gwen: poi è iniziato un inseguimento al cardiopalma e lui ha ucciso Luke.
Falso Trent: ok. Ti sei mai fatta un’ idea su chi possa essere quel Trent che ha ucciso Luke?
Gwen: io… no. ah! Sei stato tu, non è vero?
Falso Trent: ahahah, si, ma finchè non conosci la mia vera identità chissà chi stai uccidendo, se mi uccidi. Se mi uccidi, e poi scopri che sono il primo ministro? Sarebbe un brutto guaio!
Gwen: infatti, ma io so che tu non sei il primo ministro, né qualcuno di importante! Sei solo un miserabile! Perché io so benissimo di aver rapito solo Trent!
Falso Trent: continua…
Gwen: tutte le persone che sono state rapite, le hai rapite tu!
Falso Trent: si, vai avanti!
Gwen: quando ci siamo incontrati con Bridgette qui, ho capito che eri tu a inviarmi le persone rapite.
Falso Trent: e a quale scopo?
Gwen: perché avresti poi scaricato la colpa di tutto su di me! Dico bene… Mike Hansen?
Mike: ma come diavolo hai fatto a scoprirmi?
Gwen: non sono stupida! Il sogno della storia del serial killer l’hai manipolato con un potere a me sconosciuto dell’occhio della notte, perché era solo un espediente. Tu non vuoi uccidermi! Vuoi solo mandarmi in prigione, ma solo dopo che avrai scaricato le colpe su di me! Dimmi perché?
Mike: ok, ricordi questi momenti Gwen?
Fece apparire un flashback con l’occhio della notte.
FLASHBACK.
Mike, piccolo, all’asilo: yee! Che bella l’altalena!
Gwen: spostati, poppante! Ahahah!
Mike si mise a piangere.
FLASHBACK 2.
Mike: questa merenda sembra buona! Gnam! Ah! La ling’a!
Gwen: ahahah! Questa merenda era tua, ma ora è mia! S’iga’o! aahahaha!
Mike: grr! Ah!
FLASHBACK 3.
Mike: tanto la vinco io questa gara!
Gwen: ti sbagli!
Lo spinse e lui cadde, così Gwen vinse.
FINE FLASHBACK.
Mike: questi erano momenti terribili per me. Solo una differenza di statura, e tu facevi la prepotente.
Gwen: eravamo bambini, cerca di capire!
Mike: ho cercato di capire, ma il mio desiderio di vendetta fu talmente grande che non resistetti ed elaborai questo piano.
Gwen: c’è una cosa che ancora non mi torna: perché ti sei nascosto dietro Trent?
Mike: perché credevo che il mio piano avesse senso unico: se fosse andato tutto per il verso giusto, tanto meglio, e se tu avessi scoperto il mio piano io sarei stato Trent.
Gwen: quindi le persone che contano erano persone che contano per Trent, vero?
Mike: giusto.
Gwen: beh, il tuo piano non ha fatto una grinza. Ma quando hai ucciso Luke, sei immediatamente passato dalla parte del torto.
Mike: questo perché temevo che il mio piano non avrebbe funzionato, quindi avevo deciso di ucciderti dall’inizio.
Gwen: e un'altra cosa: perché le prime volte in cui mi spedivi qualcuno svenivo?
Mike: perché non riuscivi a controllare bene il tuo potere.
Gwen: esiste un modo per tirarli tutti fuori da qui?
Mike: in teoria si, ma non ho intenzione di dirtelo.
Gwen: perché?
Mike: perché non avrei solo una persona contro di me, ma 9!
Gwen: guarda bello che ora hai tutta la polizia contro di te! Appena usciamo da qui per te sarà una pista a senso unico verso la stanza con la porta a sbarre!
Mike: ah… ok, ammetto la sconfitta… per tirare fuori tutti i tuoi amici dei solo svuotare la mente da tutti i pensieri. In questo momento la gente nella tua testa è solo un pensiero, quindi se svuoti la mente loro usciranno fuori.
Feci come mi disse senza esitare, e in effetti il piano funzionò.
Leshawna: finalmente libera! Mamma? Che ci fai qui?
Bridgette: Gwen! Ci hai salvati! Papà! Anche tu eri stato rapito?
Papà di Bridgette: rapito, io? Ma quando?
Gwen: signore, è stato tutto il tempo qui dentro. Un’ ultima cosa: Mike, gli urli che sentivo, chi erano?
Mike: le urla delle persone rapite del futuro.
Gwen: mmm…
Mamma di Gwen: Gwen! Mi sei mancata così tanto!
Gwen: mamma!
Duncan: quanta gente sdolcinata!
Dj: mamma! Allora non mi hai abbandonato fuori casa!
Mamma di Dj: no! mai!
Trent: Gwen!
Gwen: Trent?
Trent: tutto ok con il tuo piano?
Gwen: si. Scusa se ho dubitato di te. Non avrei mai dovuto farlo…
Mi avvicinai per baciarlo, ma in quel momento stava arrivando una nuova metropolitana.
Duncan: tutti fuori dai binari!
Tutti: aah!
Dopo varie peripezie uscimmo fuori dal tunnel.
Gwen: ok, ragazzi, ciao!
Tutti: ciao!
Gwen: Mike, comprendo la tua rabbia, ma spero riuscirai a capire davvero qualcosa su che cosa sia il perdono. In prigione, si intende!
i poliziotti lo portarono via.
Mike: Gwen! Non mi dimenticherò di te! Stanne certa!
Quella frase aveva un che d’affetto. Ma è meglio non approfondire. Io e Trent eravamo tornati insieme, Duncan era tornato al riformatorio, i genitori di Leshawna e Bridgette ricominciarono a lavorare assieme, ecc. ma la cosa più importante fu vedere Bridgette, Leshawna, Duncan, Trent e Dj alla mia festa. Loro avevano reso la mia vita la più felice al mondo. E io non mi separerò mai da loro. Potete starne certi.

FINE.


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Commenti
TI AMOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!
27/04/12 21:38 - GWEN E TRENT
Cavolo!!!!SIIIII GWEN E TRENT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!YUH- Uh!!
Scrivi bnssmo ti stimo
14/02/12 20:12 - GWEN.e.TRENT
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