Lo strano ingaggio dei Fratelli Reality
by Andrea Micky
Fratelli Reality
Trent
Justin
Harold
Anche se erano privi del quarto membro, impegnato nelle sfide di TDWT, l'agenda dei fratelli reality era comunque piena d'impegni.
Ad un certo punto, vennero ingaggiati per una strana prova: avrebbero dovuto passare la notte in una vecchia casa abbandonata nella sperduta cittadina di Nocturnia.
Trent,Justin e Harold accettarono la strana offerta ma visto che l'incarico richiedeva i 4 membri al completo ripiegarono su Sasquatchanakwa che accettò.
Il viaggio in aereo fu tranquillo ma arrivati a terra i 4 si ritrovarono in un villaggio che sembrava uscito dal secolo scorso.
“Ma che bel posticino” sbottò Justin
Non c'era nessuno ad attenderli al loro arrivo e Trent allora disse “Andiamo a chiedere informazioni in quel bar”.
Nel bar molta gente stava bevendo birra e cantando a tutto volume; i 4 entrarono ma nessuno li notò.
“Scusi...” chiedeva Trent rivolgendosi agli avventori del posto ma a causa del rumore nessuno lo sentiva.
Harold allora si rivolse al barista e gli disse “Senta signore” ma quello fece cenno di non sentirlo. Allora Harold disse con tono deciso “Mi scusi, sa dov'é Villa Hamilton?”
E a quelle parole tutte le persone del bar cacciarono un urlo e corsero fuori urlando terrorizzate come se avessero visto il diavolo in persona.
Trent notò allora che era rimasto un uomo addormentato e chinandosi su di lui sussurrò “Scusi signore, sa dov'é Villa Hamilton?”; per tutta risposta l'uomo si svegliò e si fiondò a tutta velocità facendosi il segno della croce verso la porta chiusa che era sul retro sfondandola.
“Ma che sta succedendo?” chiese Justin
Per avere informazioni il quartetto si recò al catasto e chiesero ad un impiegato del luogo.
“Villa Hamilton?” rispose lui alle loro domande
“Oh, finalmente qualcuno che parla -disse Justin- ci dica dov'é per favore”
“Non vorrete mica andarci?” chiese l'impiegato sudando freddo
“Ci hanno ingaggiati. Cosa c'é di male?” si volle informare Trent
“Gli Orpidi” sussurrò misteriosamente l'impiegato.
“Gli or...che cosa?” chiese Harold
L'impiegato narrò “Un secolo fa, un gruppo di coloni si insediò in questa zona e costruì il villaggio. Poco dopo arrivò anche il ricco Mr. Hamilton che volle costruire la sua villa su una collina lì vicino. La villa fu presto finita ma presto cominciarono ad avvenire cose strane: voci provenienti dal nulla,oggetti che si muovevano da soli e altre stranezze. Dopo poco tempo Mr. Hamilton era terrorizzato e finì con l'abbandonare la villa dicendo di aver visto degli esseri mostruosi metà umani e metà topi che chiamò orpidi e da allora nessuno mise più piede in quella casa”.
Trent commentò “Storie di vecchie comari! Ci sarà sicuramente una spiegazione logica”.
“E dove si trova la villa?” chiese Justin
“Poco fuori dal villaggio...ma se fossi in voi ci starei alla larga” li consigliò l'impiegato consegnando loro una vecchia mappa della casa.
Il gruppo allora fu caricato su un calesse che li portò fuori dal villaggio; dopo una mezz'ora buona il cocchiere si fermò e disse “Siete arrivati”
I fratelli reality scesero e videro la collina con una notevole distanza che la separava da loro da loro; sulla cima si stagliava la villa maledetta.
“Ma c'é ancora della strada da fare” protestò Harold ma a quel punto il cocchiere si era già dileguato.
In quella Sasquatchanakwa abbracciò tremante Justin che commentò “Non ti facevo così affettuoso”.
Il gruppo raggiunse presto il cancello della tetra villa che si aprì con un sinistro cigolio; il gruppo raggiunse la porta della costruzione che aveva la serratura rotta e quindi non impedì loro di entrare.
L'interno della villa era tutto polveroso e buio in quanto le vecchie tende consunte impedivano al sole di filtrare i suoi raggi.
“C'é nessuno?” chiese Harold ma gli rispose solo l'eco.
“Ti pare che ci sia qualcuno? É disabitata da quasi 100 anni” gli ricordò Justin che era voltato dall'altra parte.
“é vero” ammise Harold che non si accorse che da una testa impagliata di cinghiale fissata al muro un cappio stava calando verso di lui; ma se ne accorse Sasquatchanakwa che lo spinse via.
“Ma che ti prende?” gli chiese Harold , arrabbiato.
L'animale indicò freneticamente il cappio, ma l'oggetto era già sparito dal punto stesso in cui era venuto.
“Secondo me sei un po' troppo suggestionabile” commentò Trent.
I 4 salirono poi al piano superiore dove trovarono un camera per gli ospiti con 4 letti.
“Secondo voi, chi ci ha ingaggiato per passare la notte qui?” domandò Trent esaminando la stanza.
“Non si sa -rispose Harold- il cliente ha voluto conservare l'anonimato”
In quella Sasquatchanakwa sentì delle voci uscire da un piccolo buco nel muro e quando si avvicinò per vedere meglio un occhio rosso come il sangue apparve nell'oscurità facendolo sobbalzare.
“Ma si può sapere che hai oggi?” gli chiese Justin
L'animale gli indicò il buco ma l'occhio era già sparito e Justin gli disse “é solo un buco! Uno grande e grosso come te...”
“Mi ricordi tanto quel cartone in cui un gatto e il suo padrone finiscono in una casa infestata e solo il gatto se ne rende conto” ammise Trent.
Poco dopo il gruppo si ritirò in sala da pranzo per gustare i panini presi al bar; la stanza dava sul retro della casa in cui si vedeva un orto deserto dove torreggiava uno spaventapasseri dall'aspetto inquietante.
Sasquatchanakwa stava per mangiare quando vide che il feticcio si stava contorcendo in una danza indiavolata; l'animale lanciò un urlo e indicò lo spettacolo terrificante ai suoi compagni ma quando si voltarono lo spaventapasseri si afflosciò.
“é solo un sacco di stracci. Non c'é nulla da temere” lo rimproverò Trent.
“Si può sapere che hai oggi” domandò Harold mentre lo spaventapasseri gli faceva ZACK col dito.
Giunse la notte e le tenebre resero il posto ancora più spaventoso. I fratelli reality salirono in camera e si coricarono presto.
“Forza ragazzi! La nostra prova inizia adesso” li esortò Trent.
Sasquatchanakwa si sdraiò ma subito vide qualcosa di orribile: sul soffitto, in corrispondenza del letto di Harold, si era aperta una finestrella da cui dei coltelli pendevano minacciosi sul ragazzo che non si accorse di niente. Immediatamente ,lo scimmione si lanciò al salvataggio e spinse Harold giù dal letto ma ancora una volta venne frainteso.
“Ora basta -urlò Harold, infagottato nella coperta- esci”
“Non essere troppo duro con lui” intervenne Justin mentre dietro di lui una lama usciva dal muro pronta a tagliargli la testa; immediatamente lo scimmione afferrò il belloccio e lo buttò a terra, facendogli sbattere il mento.
“Fuori” urlò Justin indicando la porta.
Sasquatchanakwa si ritrovò in corridoio e si sedette tremante quando vide alla finestra qualcosa che sembrava un grosso topo con gli occhi rossi ma con zampe simili ad arti umani: era un orpide.
Immediatamente Sasquatchanakwa sfondò la porta e si rintanò sotto le coperte del suo letto battendo i denti.
“Ma che hai?” gli chiese Trent mezzo addormentato
“Evidentemente la leggenda di questo posto lo ha suggestionato” ipotizzò Harold
“Qui non c'é nulla di strano -disse Trent alzandosi- e ora te lo dimostro”.
E detto questo fece per prendere il candelabro ma qualcuno glielo allungò.
“Grazie” disse Trent
“Prego” gli rispose una voce rantolante
A sentire quella voce i 3 ragazzi si voltarono verso il muro nel punto in cui c'era un buco dove una zampa mostruosa (un braccio umano con artigli da topo) stava rientrando.
Immediatamente Justin prese la vecchia lampada sul comodino vicino al suo letto e si avvicinò al buco ordinando “Vieni fuori chiunque tu sia” ma non giunse alcuna risposta.
Harold allora propose “Abbiamo 2 opzioni...combattere o fuggire”.
In quella dalla grata vicino al suo letto giunsero dei ringhi sinistri e commentò “Personalmente opterei per la seconda”
“Avremmo un ingaggio ma penso che sia effettivamente la scelta più saggia” concordò Trent.
E detto questo il gruppo fuggì nel corridoio dove un sinistro rumore -un misto fra uno squittio e un ruggito- cominciò a risuonare sinistramente mentre i quadri appesi al muro ed altri oggetti cominciarono a vibrare.
Justin allora disse “ Sasquatchanakwa...avevi ragione. Scusaci”.
Il gruppo cercò di correre verso l'uscita ma improvvisamente il tappeto si tese (come se qualcuno ne avesse tirato l'estremità) facendoli cadere. Trent si rialzò per primo ma dovette subito rigettarsi a terra perché un set completo di coltelli da cucina si lanciò verso di lui.
“Ora basta -disse deciso il ragazzo” e fece gesto allo scimmione di prendere un tavolino lì vicino a loro e di usarlo come scudo; prontamente Sasquatchanakwa ubbidì e raccolto un vaso vicino a lui Trent urlò “Alla riscossa”.
Facendosi scudo con il tavolo i 3 ragazzi scesero nel salone e improvvisamente il rumore finì.
“Sono già scappati” sbottò Harold.
In quella il pavimento cominciò a scricchiolare e da alcuni spunti numerose zampe simili a quella vista in camera cominciarono a sbucare insieme e degli strani tubi rosa simili a code.
Harold ne esaminò uno e disse “Ma certo...”
Ma non poté fare il suo resoconto perché Trent urlò “Fuggiamo via...sono in troppi”.
Justin allora si lanciò verso la porta di casa ma non riuscì ad aprirla e realizzò “Siamo chiusi dentro”.
“Nessun problema! -disse Harold- Guardate” e detto questo afferrò la coda che aveva esaminato prima e la sfilò rivelando una coda robotica e lanciò il rivestimento a Trent che esclamò “Ma é finta”.
“La recita é finita” disse Harold
E in quella la porta si aprì e i fratelli reality si ritrovarono davanti l'intera cittadinanza; 2 assessori comunali reggevano uno striscione con scritto BUON CENTENARIO, OSCURIA.
“Allora ci avete ingaggiato voi” capì Trent
E il sindaco disse “Proprio così! Grazie per aver partecipato alla rievocazione storica di Villa Hamilton in occasione del centenario di Nocturnia. Abbiamo scelto voi che non sapevate nulla e avreste reso tutto più spontaneo”.
“Vuol dire che avete inventato voi la leggenda degli orpidi?” chiese Harold
“No! -rispose il sindaco- furono i nostri avi. Vedete, il signor Hamilton era uno speculatore senza scrupoli e voleva acquistare la città appena fondata e non essendoci cavilli legali per fermarlo i nostri antenati misero in piedi una sceneggiata per metterlo in fuga. I costruttori della casa la dotarono di passaggi segreti e ingaggiarono un famoso illusionista affinché facesse il resto”
E un assessore spiegò “Noi invece abbiamo fatto affidamento alle più moderne tecnologie nel campo degli effetti speciali: abbiamo ingaggiato un professionista esperto in animatroni e un esperto in effetti speciali visivi”.
E in quella vicino alla sua gamba comparve il mostro visto da Sasquatchanakwa che si levo la faccia rivelandosi un robot.
“Bhé...siamo onorati di aver partecipato alla celebrazione” ammise Trent facendo un inchino insieme al resto del gruppo.
E tutti applaudirono per la sportività dimostrata.
FINE