La visione di Duncan
by Andrea Micky
Duncan lanciò una sordida imprecazione in quanto il suo paracadute si era impigliato nei rami di un salice africano. Grazie al suo coltellino tagliò le funi, scese a terra e si mise in marcia per raggiungere l'aereo-porto più vicino per prendere un aereo e tornare a casa.
Non gli importava di aver lasciato il reality ma qualcosa lo rendeva irrequieto; non faceva che pensare a perché se ne era andato e la risposta era semplicemente che non ne poteva più dei battibecchi fra Courtney e Gwen.
Cortney e Gwen...le due ragazze più importanti della sua vita ; la prima era la sua fidanzata e la seconda era...solo un'amica. Ma perché quest'ultima definizione lo metteva a disagio?
Perso nei suoi pensieri Duncan non si rese conto di essere arrivato all'aereo-porto ma lui notò subito che davanti all'entrata c'erano 2 uomini che scrutavano attentamente la folla e sembravano in attesa di qualcuno. Ma chi? Duncan aveva abbastanza esperienza per capire che tirava aria cattiva e decise di rimediare un passaggio in modo “alternativo” : si diresse verso la recinzione dell'aereo-porto , col suo coltellino tagliò la rete e con circospezione furtiva si diresse verso un aereo in fase di carico. In quella l'occhio gli cadde sui viaggiatori che erano in attesa nell'edificio lì vicino e si ricordò della sua partenza...
“Le mie estension sono fatte con capelli umani” aveva detto Heather
“Tu non finisci mai di stupirmi” aveva detto lui
Gwen si era messa a ridere a quella battuta e gli aveva regalato un sorriso a cui lui aveva risposto.
Ed ora quel sorriso non se ne andava più dalla sua mente. Improvvisamente Duncan si ricordò di dove fosse e con molta attenzione s'infiltrò nella zona cargo dell'aereo e si nascose dietro una pila di valige. Pochi minuti dopo l'aereo decollò.
Duncan si era addormentato (probabilmente a causa del fuso orario)
e venne svegliato dalla voce dell'altoparlante che annunciava l'atterraggio in una città della Svezia.
Il ragazzo elaborò una strategia: sarebbe sceso, avrebbe controllato gli orari dei voli e infine si sarebbe imbarcato su un aereo per il Canada.
Fu facile per lui sgattaiolare fuori durante lo scarico dei bagagli e fu altrettanto facile per lui nascondersi fra la folla ma quando una voce gli intimò “Fermo Duncan!” lui se la diede a gambe.
Il giovinastro si voltò e vide i 2 uomini dell'Africa che lo inseguivano; non sapeva cosa volevano ma avrebbe venduto cara la pelle.
A quel punto si diede alla fuga ancor più velocemente mentre i 2 gli urlavano dietro “Vogliamo solo parlarti! Lavoriamo per Chris McLean”
A quelle parole Duncan si voltò e urlò “Cosa?”
“Esatto -gli spiegò uno dei due- Chris ti rivuole nello show! Hai firmato un contratto”
La sua risposta non si fece attendere “Me ne infischio del contratto! Io non torno indietro” e fuggì via sparendo nelle strade della città mentre calava la sera.
Allora uno dei 2 prese un cellulare e disse “L'abbiamo trovato. Usate la macchina”
Dopo quella corsa Duncan aveva il fiatone e si sedette su un sasso per riposare un po' quando qualcosa attirò la sua attenzione: era un rumore ritmico che faceva TUMP-TUMP-TUMP
Incuriosito, Duncan volle vedere la fonte del rumore...e quando la vide rimase senza fiato; in strada c'era un robot gigantesco come quelli dei film anni '50 che diceva “Duncan?Duncan?”
Il robot aveva una forza spaventosa in quanto scardinò con facilità il tetto di una casa e vi infilò il braccio ignaro che la sua preda fosse proprio dietro di lui.
“##### miseria -disse Duncan a bassa voce- Chris ha fatto le cose in grande stavolta”.
In punta di piedi Duncan si allontanò per poi dirigersi verso la foresta vicina (ignaro di essere filmato da un fan) ma ad un certo punto inciampò e cadde in un dirupo; cadendo cominciò a rimbalzare come una pallina (ed a ogni rimbalzo corrispondeva un'imprecazione) fino a che la sua caduta non terminò con un tuffo nel fiume sottostante.
Duncan si aggrappò ad un tronco che galleggiava e si lasciò trasportare dalla corrente per un po' finché non vide una piccola grotta sulla sponda opposta; mollò il tronco e nuotò fino alla riva. Esausto a causa della rocambolesca fuga, Duncan entrò nella caverna, si sdraiò per terra e si addormentò di sasso.
“Duncan...Duncan” lo chiamava una voce femminile
“Chi é?” chiese lui aprendo gli occhi
Duncan vide solo una sagoma scura all'entrata della grotta che si avvicinava a lui.
“Chi sei?” ripeté Duncan in tono ancor più deciso mentre estraeva il suo coltellino.
In quella la misteriosa ragazza si avvicinò a Duncan che riconoscendola esclamò “Gwen! Ma che ci fai qui?”
“Volevo rivederti -ammise lei- mi sei mancato tanto”
I 2 ragazzi allora si unirono in un abbraccio e si guardarono negli occhi per un istante che parve loro lunghissimo...e poi finalmente si baciarono.
A quel punto Duncan si svegliò e si rese conto che era stato un sogno...un bellissimo sogno che gli era sembrato vero.
Era ancora notte e mentre le stelle brillavano nel cielo , lui ripensò ad una notte di tanto tempo prima.
...”é una mia impressione o quella costellazione sembra il sedere a frittella di Harold con le gambe a spaghetto?” aveva detto Gwen
e loro 2 si erano messi a scherzare finché non si erano ritrovati l'uno sull'altra come se fossero in procinto di baciarsi.
...a quando Gwen stava per cadere e Duncan l'aveva presa al volo suscitando la gelosia di Trent.
… a quando avevano terrorizzato DJ parlandogli dei loro film preferiti.
...a quando avevano sabotato il motore del bus per rimanere sulla spiaggia.
...al loro congedo finale sull'isola di Wawanakwa e sul set cinematografico.
Tutte le volte che pensava a Gwen, il ragazzo si ricordava di una ragazza gentile, una ragazza coraggiosa, una ragazza che aveva molto in comune con lui.
E Courtney? della ragazza dolce e perfettina che aveva incontrato a Wawanakwa oramai non restava più nulla: dal suo ritorno in gioco nella seconda stagione non era più la stessa.
Duncan rifletté che erano state le loro differenze che li avevano fatti innamorare ma se ora lei non le accettava più non c'era motivo di continuare la loro relazione, costituita solo da litigi continui e regole assurde da seguire.
In quella i primi raggi del sole cominciarono a rischiarire il cielo e con quella nuova giornata iniziava una nuova fase della vita di Duncan.
“Cosa devo fare? -si chiese mentre incamminava verso la città- devo tornare allo show? cercare di tornare per rincontrare Gwen?”
Duncan non sapeva ancora la risposta ma avrebbe affrontato il suo destino a testa alta.
FINE