LA RAGAZZA E IL LUPO
(DxG)
1o CAPITOLO: l'incontro
Amo andare nel bosco vicino a casa mia, lì posso dimenticare tutti i problemi; ci sono alberi di tutti i tipo, diverse radure e un grosso lago. E' abitato da scoiattoli, uccellini e tanti altri piccoli animali, è un vero paradiso! In realtà si dice che ci siano anche dei lupi, ma vado lì da quando ero piccola e non ne ho mai visti.
Anche oggi, come tutti i pomeriggi, mi sono recata al bosco, ma ho deciso di inoltrarmi più all'interno visto che non c'ero mai stata.
Ad un tratto ho sentito dei rumori, come di animali che combattevano; mi sono girata verso dei cespugli e da lì ho visto sbucare un ragazzo ferito ad un braccio, che subito dopo è svenuto. Sono corsa da quella parte per assicurarmi che stesse bene e quando gli ero abbastanza vicina ho potuto vedere il suo aspetto. Non credevo ai miei occhi: aveva capelli neri\argentei, dai quali sbucavano due orecchie da lupo; indossava una giacca lunga blu che gli lasciava scoperto il petto, segnato da una cicatrice. Aveva i pantaloni dello stesso colore, da cui fuoriusciva una folta coda; ai polsi portava dei bracciali neri borchiati e al collo un collare uguale a questi. Dopo un attimo di stupore, ho notato che continuava a sanguinare, quindi mi sono tolta il foulard che portavo al collo e gli ho fasciato il braccio. Sono rimasta lì accanto a lui aspettando che si svegliasse; dopo poco ha aperto gli occhi, che erano di un bellissimo azzurro; ho sorriso, sollevata:
-Ti sei ripreso finalmente!-
Ci siamo alzati entrambi in piedi. Mi ha squadrata velocemente con aria fredda, poi si è guardato il braccio che gli avevo fasciato. Ho detto:
-Siccome era una ferita piuttosto profonda, ho bloccato il sangue con il mio foulard-
Non ha proferito parola così, rassegnata, mi sono voltata per prendere il mio zainetto che era appoggiato lì vicino e andarmene.
Ho sentito che si stava avvicinando alle mie spalle, mi sono voltata e ho visto che teneva un braccio alzato, nella mano aveva un grosso pugnale; stava per colpirmi, ho chiuso gli occhi, spaventata.
Poco dopo li ho riaperti, sorpresa di non aver sentito una pugnalata; lui era furioso, ha ringhiata, a voce bassa:
-Maledizione, non ci riesco!-
Se n'è andato prima che potessi dire qualunque cosa.
Sono tornata a casa, ancora confusa per quello che mi era accaduto.
Quando la sera mi sono coricata nel mio letto, ho deciso che il giorno dopo sarei tornata nel bosco con tutto il necessario per medicare bene la ferita di quello strano ragazzo. Ma perchè mi preoccupavo così tanto per lui? Non lo sapevo nemmeno io.
2o CAPITOLO:la verità svelata
La mattina dopo ho messo il disinfettante, uno spray cicatrizzante, del cotone idrofilo e una garza nel mio zainetto e mi sono avviata verso il bosco. Mentre camminavo mi sono chiesta il perchè della mia ostinazione a voler aiutare qualcuno che aveva cercato di uccidermi. Non avevo nemmeno un po' di paura all'idea di incontrarlo ancora.
Quando sono arrivata ho dovuto cercarlo per un po', ma poi l'ho visto.
Ha detto, con tono piuttosto freddo:
-Sapevo che eri tu-
Ero stupita:
-Davvero? E come facevi a saperlo?-
Ha risposto:
-Sono un essere a metà tra un umano e un lupo, ho riconosciuto il tuo odore-
-Capisco.. Comunque sono venuta per curarti la ferita al braccio. Ti puoi sedere, per favore?-
Sembrava leggermente stupito, ma non ha detto nulla e ha fatto come gli ho chiesto. Mentre lo medicavo ho detto:
-Io sono Gwen, tu come ti chiami?-
-Duncan-
E' seguito un po' di silenzio, poi ha cominciato:
-Come mai sei tornata? Dopotutto ho tentato di ucciderti e potrei farlo di nuovo-
In quel momento ho finito di fasciargli il braccio:
-A dir la verità sono tornata perchè ero preoccupata per questa ferita-
-E non hai paura?-
-No-
E' rimasto sorpreso da quella risposta, ma era vero: non avevo paura anzi, sentivo quasi il bisogno di stargli vicino, ma non mi spiegavo il motivo.
Abbiamo passato il pomeriggio passeggiando; parlavamo normalmente, ero contenta che si fosse aperto un po'. Mi ha raccontato che fa parte di un branco di quella zona ma che in genere stava da solo, ha spiegato che era stato il suo capo a ordinargli di uccidermi.
Gli ho domandato:
-Ma come hai fatto a ferirti?-
-stavo lottando contro un mio compagno, voleva sfidarmi, ma l'ho sconfitto anche questa volta. E' per questo che mi odia-
Ho abbassato lo sguardo.
-Dev'essere brutto non andare d'accordo con un membro del proprio gruppo-
-Ci sono abituato-
Abbiamo continuato a parlare finchè siamo giunti al lago; mi sono affacciata sull'acqua, che era limpida e cristallina. Vedevo riflessa la mia immagine con occhi e capelli neri corti fino a inizio spalle, era come uno specchio! Riuscivo anche a vedere pesci coloratissimi che nuotavano sul fondo. Ho esclamato:
-Wow! Sono bellissimi!-
Ero stupita come una bambina. In quel momento mi sono girata verso Duncan e ho visto che stava sorridendo. Non potevo crederci, era sempre stato così freddo!
Poco dopo sono dovuta tornare a casa perchè si stava facendo tardi, quindi l'ho salutato e sono andata via. Continuavo a pensare a lui, avevo voglia di vederlo ancora. Quella sera ho capito la verità: mi ero innamorata di quel lupo.
3o CAPITOLO:sboccia l'amore
Sono tornata nel bosco, erano passati due giorni che mi erano sembrati eterni durante i quali non sono riuscita a vederlo.
L'ho trovato seduto su un tronco, sembrava nello stesso tempo triste e arrabbiato. Mi sono avvicinata, sedendomi accanto a lui.
-Cos'hai? Perchè sei così giù?-
Ha risposto:
-E' successa la cosa peggiore che potesse capitarmi-
-Cioè?-
-..In questi due giorni che non ti ho vista mi sei mancata moltissimo, credo.. di essermi innamorato di te-
Ho sbarrato gli occhi, non riuscivo a credere alle mie orecchie.
Ha stretto i pugni:
-Ti amo, maledizione!-
Ha continuato, senza guardarmi in viso:
-Però non può funzionare, io sono un lupo e per di più dovrei eliminarti, io...-
L'ho interrotto:
-Anch'io ti amo, Duncan-
Si è voltato verso di me, sorpreso.
-Anche se sei un lupo, io ti amo così come sei!-
Mi ha abbracciata teneramente.
-Ma come puoi riuscirci? Ho tentato di ucciderti!-
-Non importa-
-Nel mio branco ti vogliono morta, potrebbero attaccarti!-
-Correrò il rischio, mi basta poter stare con te!-
Mi ha stretta più forte, fra le sue braccia mi sentivo protetta, era come stare in paradiso!
4o CAPITOLO: alex, il lupo bruno
Dopo pochi giorni, stavamo passeggiando mano nella mano, quando è apparso un ragazzo come Duncan, aveva occhi e capelli castani, da cui sbucavano delle orecchie da lupo dello stesso colore ed era vestito di rosso. Ha detto, sarcastico:
-Ehi, Duncan, non vorrai tenerti quella preda tutta per te spero!-
Lui mi si è parato davanti.
-Stai indietro Alex, la ragazza non si tocca, è con me!-
-E' un'umana, raconterà in giro di noi!-
-Non lo farà!-
-Lo sai che il capo ci ha ordinato di ucciderla, e se non lo farai tu vorrà dire che lo farò io!-
All'improvviso si è trasformato in un enorme lupo dal manto castano e zanne affilatissime.
E' saltato in avanti per colpire Duncan, ma lui l'ha spinto lontano con le sole mani, possedeva una forza incredibile.
Subito dopo ha esclamato:
-Stai indietro!-
Si è trasformato in un lupo argenteo e gli si è scagliato contro. Stavano lottando furiosamente, li guardavo incredula: solo su quattro zampe erano più alti di me.
Ad un tratto ha sbattuto a terra il lupo bruno e gli ha morsicato il collo, provocandogli una ferita molto profonda. Quando non si muoveva più, Duncan è venuto verso di me, si vedeva che era stanco; mi ha guardata negli occhi, ho allungato un braccio e gli ho accarezzato il muso con delicatezza. Subito dopo ha ripreso le sembianze di un ragazzo.
Gli ho domandato:
-E' morto?-
Ha risposto, tranquillo:
-Così non rivelerà a nessuno di noi-
Lo diceva con naturalezza, come se non fosse successo nulla, poco dopo ho capito: è un lupo, è nella sua natura uccidere.
Ho ricominciato:
-Non sapevo che potessi trasformarti -
-Tutti quelli come me possono farlo, usiamo questa caratteristica per combattere-
-Il giorno che ci siamo incontrati stavi lottando contro di lui?-
-Sì, è sempre stato un gradasso, ha avuto quello che si meritava. Andiamo, ti porto in un bel posto!-
Ero molto incuriosita, quindi l'ho seguito subito, senza più pensare a cos'era accaduto.
Dopo circa mezz'ora di cammino, siamo arrivati in una radura dove c'erano fiori dappertutto; erano così tanti che non si vedeva nemmeno l'erba sottostante.
Ho esclamato:
-E' bellissimo!-
Sono andata avanti cercando di non danneggiarli e mi sono chinata per annusare il loro dolce profumo.
Quando mi sono voltata, Duncan si è avvicinato e mi ha porto un mazzo di fiori bellissimi, dai colori tenui. Li ho guardati meglio: non avevano il più piccolo difetto!
Ha detto dolcemente:
-Sono perfetti, proprio come te!-
Mi sono commossa; mi ha stretta forte e ha sussurrato:
-Ti amo, piccola-
-Anche io!-
Siamo rimasti abbracciati a osservare il tramonto più bello che abbia mai visto.
5o CAPITOLO:l'arcobaleno
Il giorno dopo sono tornata da lui. Mi ha accolta con un sorriso dicendo:
-Le ore che passo senza di te mi sembrano lunghe un secolo, sai?-
Ho sorriso, intenerita: riusciva a essere così dolce!
Si è chinato e, dopo avermi spostato la frangetta, mi ha dato un bacio sulla fronte.
Era cambiato incredibilmente dalla prima volta che l'ho incontrato, non era più freddo come prima.
Poco dopo il cielo ha cominciato a oscurarsi in fretta e sono scese le prime gocce di pioggia, per poi diventare sempre più frequenti, fino a dar vita a un acquazzone. Duncan mi ha presa per mano e ha iniziato a correre.
-Qui vicino c'è una grotta, andiamo a ripararci lì!-
L'ho seguito, ma quando siamo arrivati all'ingresso della caverna ho esitato, vedendo decine di occhi gialli di lupi risplendere nella penombra. Accorgendosi della mia preoccupazione mi ha rassicurata:
-Tranquilla, non ti faranno nulla finchè sei con me!-
Non ero del tutto convinta, ma l'ho seguito all'interno; al nostro passaggio i lupi si facevano da parte in segno di rispetto.
Ci siamo seduti vicino all'entrata, mentre fuori la pioggia non accennava a smettere.
Un cucciolo mi si è avvicinato incuriosito; era una tenera palletta di pelo. Ho allungato la mano per accarezzarlo e lui ha accettato le coccole di buon grado. Duncan ha sorriso.
-In genere non si fidano degli esseri umani, si vede che sei speciale-
Mi sono girata verso di lui e gli ho accarezzato la testa, dopo tutto è un lupacchiotto anche lui, infatti sembrava apprezzare.
Dopo poco c'è stato un lampo e poi un tuono molto forte è rimbombato nella grotta; senza neanche pensarci mi sono stretta tra le sue braccia. Lui mi ha abbracciata a sua volta, domandando:
-Hai paura dei tuoni?-
Ho risposto:
-No, ma mi ha colto di sorpresa e mi sono spaventata-
-Comunque sta tranquilla, ci sono io con te-
Circa una mezz'ora dopo il temporale è passato e, quando siamo usciti, abbiamo visto uno spettacolo mozzafiato: un arcobaleno dai colori tenui ma ben definiti che spuntava da qualche soffice nuvola bianca.
6o CAPITOLO: il branco nemico
Erano passati alcuni mesi; Ryan aveva preso l'abitudine di venirmi a trovare a casa entrando dalla finestra della mia stanza e, ovviamente, andavamo al bosco. Un giorno, prima di salutarci si è raccomandato:
-Fai attenzione quando esci la sera, pare che stia arrivando un branco nemico. Quelli non si fanno scrupoli a uccidere gli umani-
Era preoccupato, si vedeva chiaramente, così l'ho rassicurato.
-Tranquillo, sarò prudente!-
Poco tempo dopo avrei scoperto di aver parlato troppo presto.
Una sera, quando si era appena fatto buio, stavo tornando a casa dopo aver sbrigato un paio di commissioni per mia madre. La strada era deserta e si sentiva solo il rumore del vento. Ho accelerato il passo perchè, lo confesso, avevo i brividi. Ad un tratto mi sono saltati davanti dei lupi neri enormi, con le fauci spalancate che facevano risaltare i canini sporchi di sangue. Appartenevano sicuramente al branco di cui mi aveva parlato Duncan. Ero terrorizzata, ma non riuscivo a scappare, la paura mi teneva bloccate le gambe; hanno spiccato un salto e mi stavano venendo addosso. E' successo tutto in una manciata di secondi: ho chiuso gli occhi, gridando dentro di me: "Duncan! Aiutami!" Ho sentito il rumore di zampe che correvano affannosamente, ho riaperto gli occhi e ho visto un lupo argenteo che si scagliava contro gli altri poco prima che mi colpissero. Continuando a combattere si sono allontanati finchè non li ho più visti.
Sono tornata a casa, ma ero ancora preoccupata; quella notte non sono riuscita a dormire. E se Duncan fosse stato ucciso da quei lupi? Dopotutto era solo contro un intero branco. No, non dovevo pensarci.
Cercavo di convincermi che non mi avrebbe lasciata sola, continuavo a vedere nella mia mente il suo viso sorridente, risentivo la frase che mi diceva sempre: "Ti amo, piccola mia. Senza di te non riuscirei a vivere nemmeno un secondo". Quella notte ho pianto così tanto che avevo l'impressione di aver smesso solo perchè avevo esaurito le lacrime.
7o CAPITOLO: fine
Il giorno dopo mia madre mi ha informata:
-Pare che della gente abbia visto dei lupi enormi vicino alla città. Sembra che siano più grandi di una persona. Le autorità li stanno cercando per farli uccidere. E' un sollievo, vero?-
Non ho risposto, ero troppo presa nei miei pensieri. Duncan si era fatto vedere perchè stava proteggendo me; rischiava di essere ucciso e la colpa era solamente mia. Non potevo starmene lì a guardare, dovevo avvertirlo. Sono uscita e ho corso a perdifiato fino al bosco, speravo che, come al solito, sbucasse da dietro degli alberi e mi accogliesse con uno dei suoi sorrisi, ma non è successo.
L'ho cercato per ore, guardando dappertutto, andando nei posti in cui di solito ci recavamo insieme ma niente. Lui non c'era.
Sono tornata a casa, cercando di scacciare gli orrendi pensieri che mi balenavano nella mente. Non poteva essere morto, non gliel'avrei mai perdonato.
Ho continuato ad andare nel bosco ogni giorno, ma di lui non c'era traccia; avevo cominciato a credere davvero che non l'avrei più rivisto. Era ormai una settimana che lo cercavo, non si erano più visti nemmeno gli altri lupi, tanto che la polizia aveva rinunciato a dar loro la caccia. Almeno sapevo che non era stato trovato e ucciso a causa mia.
La sera del settimo giorno stavo andando via dal bosco, quando l'ho visto sbucare da dietro un albero; era pieno di ferite e insanguinato, con la mano sinistra si reggeva a una quercia, con la destra si teneva il fianco opposto. Gli sono corsa icontro e l'ho abbracciato forte, in lacrime.
-Duncan, finalmente sei tornato! Credevo che fossi morto, ho avuto tanta paura!-
Mi ha stretta a sè, sentiva il mio cuore che batteva veloce sia per l'emozione che per la stanchezza.
Mi ha rassicurata:
-Ora sono qui con te, e non me ne andrò mai più, te lo prometto-
Lo stringevo come se avessi paura che mi fosse di nuovo portato via, ma in effetti era così. Anche se desideravo stare ancora tra le sue forti braccia, mi sono allontanata e l'ho condotto a casa mia per curarlo.
Pochi giorni dopo era completamente guarito e ha trovato il coraggio di confessare ai suoi compagni e al suo capobranco la verità su di noi. L'hanno presa bene, dicendo che un eroe che aveva eliminato il branco nemico da solo si meritava tutta la loro fiducia nella sua decisione.
Quel giorno, mentre tutti i lupi festeggiavano il suo trionfo, Duncan mi ha abbracciata e mi ha sussurrato:
-Sei la mia vita, piccola. Ti amo più di ogni cosa al mondo!-
Quindi mi ha baciata dolcemente, mentre una lacrima di gioia mi rigava il viso. Era il giorno più bello della mia vita..
FINE (forse farò anke una piccola continuazione ;3 mah vabbè poi si vede! grazie di tutto ^3^)
la ragazza e il lupo 2
Ormai i lupi mi consideravano un membro del branco, e spesso andavo anche a caccia con Duncan, che mi proteggeva sempre. Una sera, mentre ero con lui, si è scatenato un forte temporale; la pioggia cadeva così violentemente da impedire perfino di avanzare. Ci siamo riparati in una grotta; siccome era molto tardi, Duncan mi ha detto:
-Tu appoggiati pure a me e dormi, ci penso io a controllare che tutto vada bene-
-Sei sicuro? Posso stare sveglia anch'io...-
-No, tu devi riposare-
Detto questo si è trasformato in un enorme lupo argenteo e dopo essersi accucciato, mi ha invitata a sdraiarmi, usando il suo corpo come cuscino. Il suo pelo era così morbido e caldo che mi sono addormentata subito. A notte fonda mi sono svegliata dopo aver sentito un guaito, quando mi sono girata ho notato che Duncan non era più accanto a me; sono uscita dalla grotta per controllare che stesse bene. Nell'oscurità l'ho visto, con il muso chinato verso una sagoma nera che non sono riuscita a identificare; questa figura ha gridato:
-Ora vai, uccidila!!-
Duncan si è girato verso di me, i suoi occhi non erano più del solito color azzurro ghiaccio, ma rossi, come iniettati di sangue e aveva i denti digrignati. Un attimo dopo si è scagliato contro di me, ho scansato il colpo, ma mi ha ferita a un braccio con i suoi artigli; il mio sangue ha sporcato il terreno, mentre lui stava sferrando un altro colpo che questa volta non sono riuscita a evitare: mi ha sbattuta a terra e si è messo sopra di me. Avevo seriamente paura, perchè si comportava così? Non era più il ragazzo che amavo, era diventato una belva assetata di sangue... Non riuscivo più a pensare, delle lacrime mi rigavano il volto. Aveva aperto le fauci, mi stava per azzannare il collo; ho gridato, piangendo:
-Duncan, fermati!-
Improvvisamente si è fermato, come se si fosse risvegliato da un incubo, si è allontanato e ha cominciato a guaire di dolore. E' tornato normale, è caduto in ginocchio tenendosi la testa tra le mani e digrignando i denti. Mi sono avvicinata a lui, ero preoccupatissima.
-Duncan, cos'hai? Calmati, ti prego!-
Ha cominciato:-Che cosa stavo facendo? Non so cosa mi sia preso... Ho di nuovo cercato di ucciderti, perdonami ti prego, io...-
L'ho abbracciato -Tranquillo, va tutto bene. Ma cosa è successo?-
-Non lo so, ricordo che avevo sentito un rumore, sono uscito dalla grotta per controllare e lì ho visto una figura nera, ricordo che ha detto "Ora finalmente compirai il tuo dovere!" Subito dopo ho sentito un dolore lancinante alla testa e poi... poi c'è solo il vuoto-
-Ma come sei riuscito a riprenderti?-
-Non lo so, so solo che ho sentito che mi chiamavi piangendo, poi mi sono risvegliato e ho visto che stavo per ucciderti mordendoti il collo...-
-Tranquillo, ora riposati e non pensarci più-
Erano passati alcuni giorni, durante i queli non era successo nulla ma un pomeriggio, mentre camminavamo insieme, Duncan si è fermato all'improvviso tenendosi la testa tra le mani, mi sono avvicinata a lui per sorreggerlo, chiedendogli spaventata:
-Cos'hai? Ti fa male?-
I suoi occhi si sono tinti tinti di rosso -Di nuovo quel dolore alla testa... No, non posso... Vattene! Presto, prima che ti faccia del male!-
-Ma...-
-Vattene, ho detto!-
In quel momento si è trasformato in lupo, esattamente come l'altra volta. E' rimasto fermo per un po', mi sono avvicinata cautamente a lui, dicendogli:
-Duncan, sono io... Mi riconosci? Sono la tua Gwen!-
Ho allungato una mano nel tentativo di accarezzargli il muso, sperando che si calmasse, ma lui ha ringhiato facendo uno scatto in avanti, facendomi indietreggiare. Poi ha spiccato un salto nella mia direzione, mi sono spostata di lato per evitare il colpo, quindi lui si è nascosto tra gli alberi. Mi stavo guardando attorno cercando di capire dove fosse; poco dopo ho sentito un rumore alle mie spalle, mi sono voltata e ho visto che mi stava saltando addosso; ho chiuso gli occhi. Gridando: -Duncan!!- In quel momento è sembrato che si fosse ripreso, è atterrato vicino a me evitandomi di proposito; ha cominciato a scuotere il muso, guaendo in preda al dolore.
-Duncan, come stai?- Ha alzato il capo, con ancora quello sguardo minaccioso; è saltato in avanti per attaccarmi, senza pensare sono andata verso di lui, abbracciandolo forte come non avevo mai fatto, cingendogli il collo con le braccia e appoggiando la testa contro il suo muso. Ho cominciato a piangere, singhiozzando:
-Duncan, ti prego... torna in te... ti scongiuro...-
Subito i suoi occhi sono tornati normali e lui si è ritrasformato in un ragazzo. Mi sono allontanata solo un attimo per poi riabbracciarlo ancora più forte di prima.
-Ti sei ripreso... Sono così felice!-
Lui mi ha stretta a sua volta: -Perdonami... è successo ancora... ho fatto di tutto per risvegliarmi, ma più lottavo più il dolore aumentava... Sentivo una voce che mi ordinava di ucciderti... Ho la testa che mi scoppia...-
-Va tutto bene... Ora devi riposare...-
Mi sono seduta sull'erba e gli ho fatto appoggiare la testa sulle mie gambe; gli ho accarezzato i capelli sussurrando: -E' tutto a posto... Dormi ora...-
Si è assopito stringendomi una mano contro il suo petto: mi sono chiesta se tutto questo sarebbe successo ancora, e purtroppo è stato così, inoltre continuava a peggiorare e presto sarebbe arrivato a non riconoscermi più.
Eravamo insieme nel bosco, quando ad un tratto è arrivato un ragazzo dello stesso branco di Duncan.
-E' giunto il momento per te di compiere il tuo dovere, Duncan!-
Lui mi si è parato davanti ribattendo minaccioso:
-Max! Che vuoi dire? Ti consiglio di non farmi arrabbiare se non vuoi fare la fine di tuo fratello Alex!-
-Già, Alex... L'hai ucciso, un membro del tuo stesso branco... E il capo non ti ha detto nulla anzi... ti ha anche fatto tenere quell'inutile giocattolo umano. Che ingiustizia, non trovi? Credo che ormai mi dovrò vendicare da solo. E lo farò su di lei!!-
-Non lascerò che tu le faccia del male!-
-Ma davero? Non ne sembravi così convinto quando ti ordinavo di ucciderla... Se non sbaglio hai rischiato più di una volta di farlo-
Ryan era furioso -Maledetto! Allora eri tu! C'eri tu dietro tutto questo!!-
-Già! E ora mio caro Duncan... uccidila, avanti!!-
Gli occhi di Max si sono tinti di rosso e Duncan ha cominciato a ringhiare di dolore, tenendosi la testa tra le mani. Mi sono avvicinata a lui -Duncan!-
-Vattene, presto!-
-No, non posso lasciarti così!-
-Scappa, allontanati da me!- Con l'ultimo barlume di lucidità che gli era rimasto mi ha spinta lontano, subito dopo si è trasformato. Max gli ha ordinato: -Avanti, prendila!-
Lui è corso nella mia direzione, stavo cercando di evitare i suoi colpi, chiamandolo nella speranza che tornasse in sè, quando Max ha cominciato:
-E' inutile, ormai non può riconoscerti! Vuoi davvero che continui a soffrire così? Tu non hai idea del dolore che sta provando in questo momento... Se lo ami veramente dovresti arrenderti e lasciarti prendere!-
Aveva ragione. Duncan stava soffrendo a causa mia, e se per farlo star meglio sarei dovuta morire... beh, l'avrei fatto. Mi sono fermata mentre Duncan mi si stava scagliando addosso, delle lacrime mi scendevano sulle guance. Mi ha morso violentemente una spalla, avrei gridato, ma la voce mi si era blocata in gola. Stavo perdendo troppo sangue, la vista mi si stava pian piano offuscando. Max ha riso, crudele -Finalmente! Allora Duncan, come ci si sente a uccidere la persona che ami di più?-
L'ultima cosa che ho visto era Ryan che tornava normale; mi ha presa tra le braccia gridando:
-No!! Non mi lasciare! Perdonami, ti prego!! Non morire!!!-
Ormai non capivo cosa stesse dicendo, so solo che ho chiuso gli occhi e non ho sentito più nulla.
C'era solo l'oscurità, il buoio più totale; non so per quanto tempo sono rimasta così.
All'improvviso ho sentito delle voci, come se fossero lontane.
-Ti prego piccola, svegliati! Apri gli occhi, amore mio!-
-Duncan, calmati... Vedrai che si riprenderà-
Duncan? Non capivo più nulla. Quando ho aperto gli occhi ho visto che attorno a me c'era tutto il branco; lui dopo un attimo di stupore mi ha stretta forte -Gwen! Ti sei svegliata, finalmente! Quando prima hai perso i sensi mi sono così spaventato! Credevo fossi morta! Sono così felice!-
Ero ancora confusa: -Ma dov'è Max?-
Un membro del branco ha risposto:
-E' morto. Dovevi vedere Duncan: era una furia, l'ha ucciso senza pietà.. per vendicarti!-
Mi hanno spiegato che subito dopo che sono svenuta sono arrivati loro, attirati dai rumori che avevano sentito, quindi mi hanno subito curato la ferita e portata al sicuro.
Mi ha baciata piano e poi mia abbracciata nuovamente.
-Non permetterò più che tu venga ferita, anche a costo della mia vita. Ti amo, piccola...-
Ho sorriso. -Anche io ti amo...-