La patente di Lindsay
by Andrea Micky
PROTAGONISTE
Lindsay
Beth
Fra i vari elementi per valutare il grado sociale fra i ragazzi c'é anche il mezzo di trasporto; gli sfigati vanno in bus e le persone “trendy” girano in macchinoni lussuosi.
Lindsay ne era ben consapevole e visto che lei era una delle ragazze più popolari volle comprarsi una macchina ma per guidarla le serviva la patente e decise di prenderla; Lindsay confidò il suo progetto alla sua amica del cuore Beth.
“Spero che non costi troppo” disse Lindsay
“Beh, le macchine non te le regalano di certo” disse Beth.
“Ma io parlavo della patente” le fece presente Lindsay.
Beth l'avvertì “Guarda che per avere la patente devi superare un apposito esame”.
“Oh -fece lei- allora studierò duramente e lo supererò come ho già fatto in passato con l'esame dell'udito; e si che quella volta non mi avevano chiesto niente di quello che avevo studiato”.
“Questo é lo spirito giusto...più o meno” la incoraggiò Beth.
Nelle settimane successive Lindsay s'immerse nello studio del codice della strada e al 12° tentativo superò l'esame scritto: rimaneva solo la parte pratica.
Per simulare l'esperienza Beth posizionò 2 sedie vicine e fece tenere a Lindsay un portacenere rotondo in mano come se fosse un volante; le 2 ragazze si sedettero e la simulazione cominciò.
“Allora, cosa devi fare prima di partire?” chiese Beth alla sua amica.
“Metto la prima e via a tutto gas” rispose lei.
“No -la corresse Beth- devi allacciarti la cintura di sicurezza e regolare lo specchietto retrovisore”
Lindsay simulò il gesto della cintura ma quando fu il turno dello specchietto, la ragazza cominciò a fingere di pettinarsi e aggiustarsi il trucco.
Beth le domandò sorpresa “Che stai facendo?”
Lindsay le spiegò “Mi sono riflessa e ho visto che sono tutta in disordine. Me l'hai detto tu di immedesimarmi nel ruolo”.
“Si ma così esageri” sbottò Beth.
Per il resto la simulazione procedette bene a parte un paio di eccessi da parte di Lindsay (che si fermò ad “ammirare le vetrine” e a “chiacchierare” con dei pedoni che conosceva) e in breve tempo la ragazza si sentì pronta per l'esame pratico.
Nonostante la fiducia acquisita però, Lindsay era comunque un po' nervosa e chiese a Beth di stare con lei durante l'esame e lei ,consapevole delle capacità dell'amica, accettò: la sera prima dell'esame Beth consegnò ai genitori una copia del suo testamento redatta di suo pugno.
E venne il temuto giorno.
Beth poté assistere all'esame e si accomodò sui sedili posteriori della vettura mentre Lindsay e l'istruttore di guida occuparono i posti anteriori.
“Bene signorina, cominciamo” disse l'istruttore.
Lindsay allacciò la cintura, regolò lo specchietto e partì: la macchina si mise a viaggiare ai 20 km orari (venne superata da: un ragazzino in triciclo,un vecchio col bastone e da un cane zoppo).
“Finora tutto bene -pensò Beth- devo essermi preoccupata troppo” ma proprio in quel momento...
“Potrebbe accelerare un pochino” suggerì l'istruttore a Lindsay che però, non avendo regolato bene il sedile, ebbe qualche difficoltà ad applicare il suggerimento.
“Un attimo che accelero” avvertì Lindsay che ,spazientita, premette troppo violentemente il pedale del gas ma così facendo la macchina ricevette una forte accelerata che fece volare il contachilometri a 110 km/h.
La macchina sfrecciò a tutta velocità e ,presa dal panico, Lindsay cercò di frenare ma non ci riuscì in quanto il suo piede era saldamente incollato al pedale del gas da una gomma da masticare sputata lì dall'allievo precedente: era la terribile gomma APPICCICUM che frequentemente veniva usata dai muratori in alternativa al cemento armato. A causa di questo imprevisto, la macchina raggiunse i 130 km orari e cominciò una folle corsa per le strade cittadine, fino a che non sfrecciò davanti ad una volante della polizia che subito si lanciò all'inseguimento e visto che l'ordine di accostare dell'agente venne ignorato varie volte, questi chiamò i rinforzi e in breve tempo ben 15 autovetture della polizia inseguivano la macchina di Lindsay.
“Freni, pazza che non é altro. Freni” urlò l'istruttore
“Non posso” protestò Lindsay, sempre col piede incollato sul gas.
Il singolare inseguimento non passò inosservato e un giornalista riprese le immagini con una telecamera e riuscì a mandare in onda un'edizione straordinaria dal titolo PANICO NELLE STRADE.
“Oggi un grave fatto minaccia la sicurezza della nostra città -diceva l'uomo- in quanto una vettura lanciata a folle velocità sta imperversando nelle strade. Non siamo a conoscenza dell'identità del conducente ma si ipotizza che si tratti di un terrorista. A breve altri aggiornamenti”.
Nel frattempo ,per limitare i danni, Lindsay aveva portato la macchina fuori città e stava scorrazzando per una strada secondaria quasi deserta.
“Accostate e arrendetevi” intimò uno degli agenti.
“Li ascolti -urlò l'istruttore- li ascolti”
“Ma quando finisce questa corsa?” chiese Beth terrorizzata.
“Direi...adesso” esclamò Lindsay che aveva imboccato una strada senza uscita; Beth inorridì quando vide che sulla traiettoria della vettura c'era una casa e terrorizzata, urlò “Lindsay...FRENAAA!”.
Disperata, Lindsay tentò un'ultima volta di liberare lo stivale con uno strattone ma riuscì solo a sfilare il piede dalla calzatura.
“é stato bello conoscerti Beth” disse Lindsay, mestamente.
L'inseguimento veniva filmato da un elicottero che inquadrò la vettura mentre stava per schiantarsi.
Osservando la scena una telespettatrice chiese “Caro, ma quella casa non ti sembra familiare?”
E prima che il consorte potesse risponderle si udì un forte stridore e la parete del soggiorno venne sfondata dalla macchina che finalmente si fermò.
“Siamo vivi” esultò Beth.
“Sarò bocciata, vero?” chiese Lindsay all'istruttore che la fulminò con lo sguardo mentre gli agenti di polizia al loro inseguimento li circondavano con le pistole puntate in mano.
Le indagini appurarono che Lindsay non era una criminale e le venne concesso di ripetere l'esame... 10 anni dopo.
L'esperienza persuase l'istruttore a cercare un lavoro più tranquillo: attualmente fa l'operaio in una fabbrica di esplosivi.
FINE