La bella addormentata nel bosco versione TD
Tanti anni fa, in una terra lontana vivevano un re e una regina. A lungo essi avevano desiderato la nascita di un erede, finchè un giorno finalmente nacque loro una figlia, a cui dettero il nome Courtney. Il re proclamò in tutto il suo regno una grande festività, perché tutti potessero rendere omaggio alla piccola principessa. Così in questo giorno di festa tutto il regno celebrava la tanto attesa nascita reale. Il buon re Stefano e la sua bella regina diedero il benvenuto ai loro più cari amici.
“Le loro altezze reali il re Umberto e il principe Duncan.”
Duncan, il piccolo principe, si inchinò al re e alla regina. Re Stefano diede il benvenuto a re Umberto. I due monarchi avevano sognato di potere, un giorno, riunire i loro regni. Perciò oggi, la figlia di re Stefano sarebbe stata promessa a Duncan, figlio ed erede di re Umberto. Portandole il suo dono, Duncan non sapeva ancora di rimirare la sua futura sposa.
In quel momento arrivarono tre fatine, una rossa, una verde e una blu: Flora, Fauna e Serena, le fate del bosco. Si diressero volando verso la culla della piccola principessa, per poterle donare una virtù ciascuna.
Flora: principessina…il mio dono è quello della beltà.
Fauna: il mio dono è il dono del canto.
Serena stava per dare il suo dono alla principessa quando una folata di vento entrò nella stanza, seguita da un fulmine. Subito dopo davanti agli occhi di tutti comparve una strega vestita di nero e con i capelli verdi. La malefica strega Gwen. Sulla sua spalla stava un inquietante corvaccio nero.
Gwen: ma che splendida adunanza, re Stefano. Reali, nobili, signori...persino la plebe. Mi ha addolorato moltissimo di non ricevere un invito.
Serena: non eri gradita!
Gwen: beh, se è così forse è meglio che me ne vada.
Regina: ....non vi siete offesa, eccellenza?
Gwen: ma no, maestà. E per mostrarvi che non serbo rancore anch'io voglio porgere un dono alla bimba.
Fate: no!
Gwen: ascoltate tutti quanti! La principessa crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti coloro che la circondano. Ma...prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio...e morrà!!
La strega scoppiò in una sonora risata.
Stefano: arrestate quella strega!
Ma prima che le guardie eseguissero l'ordine la strega scomparve, ridendo, seguita dal suo corvo.
Flora: non disperatevi, maestà. Serena deve ancora offrire il suo dono.
Stefano: allora può annullare questa orribile maledizione?
Serena: oh, no, sire.
Fauna: ma qualcosa può fare!
Serena: principessina...se la profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai. Ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni: che la speranza mai ti abbandoni.
Ma re Stefano, preoccupato per la vita di sua figlia, ordinò seduta stante che ogni arcolaio del suo regno venisse immediatamente bruciato. E così fu fatto.
Le tre fate decisero di nascondere la principessa dalla strega, e per farlo decisero di prendersi cura della bimba. Così il re e la regina, con il cuore pieno di emozione, videro il loro più prezioso tesoro, la loro unica figlia sparire nella notte.
Trascorsero molti anni tristi e solitari, per re Stefano e per il suo popolo. Ma con l'avvicinarsi del sedicesimo compleanno della principessa l'intero regno cominciò a rallegrarsi, poiché tutti sapevano che finchè dal castello delle tenebre sulla montagna incantata, dominio della malefica Gwen, fossero echeggiati la sua rabbia e il suo disappunto la triste profezia non si sarebbe avverata.
La strega era circondata da mostri e creature del male di ogni genere.
Gwen: è incredibile! Sedici anni e nessun segno di vita. Non può essere svanita come una nuvola di fumo. Sei sicuro di aver cercato dappertutto?
Mostro: sì, dappertutto, io e gli altri!
Gwen: hai cercato bene nella città? Nei boschi? Sulle montagne?
Mostro: sì, abbiamo cercato sulle montagne, nei boschi, nelle case...e in tutte le culle.
Gwen: le culle? Tutti questi anni a cercare una bimba in fasce?? Idioti!
La strega cacciò via tutti i mostri che erano intorno a lei. Si sedette sul suo trono e disse al suo corvo:
Gwen: sei la mia ultima speranza. Sorvola tutta la regione. Cerca una fanciulla di sedici anni, con i capelli color nocciola, gli occhi neri come la notte e le labbra rosse come una rosa. Và. E non deludermi.
E così per sedici lunghi anni nessuno aveva scoperto il nascondiglio della principessa Courtney. Mentre nel folto del bosco, nella capanna di uno spaccalegna le buone fate avevano messo in opera il loro astuto progetto, e vivendo come mortali avevano cresciuto la bimba come una figlia. Oggi per il suo sedicesimo compleanno le buone fate avevano preparato una festa e qualcosa di molto speciale per farle una sorpresa.
Serena: allora le facciamo questo qui?
Fauna: sarà davvero meraviglioso.
Serena: e lo faremo blu.
Flora: no, no, rosa!
Serena: ma come la convinceremo ad uscire di casa?
Flora: troveremo il modo.
Courtney: che cosa state tramando voi tre?
Flora: tramando? Beh, noi veramente...
Serena: vorremmo che tu cogliessi delle bacche!
Courtney: bacche? Ma ne ho colte tante ieri!
Flora: ne servono di più, cara!
Serena: non allontanarti troppo!
Flora: e non parlare agli estranei!
Courtney: arrivederci!
Appena Courtney uscì di casa le fate si misero al lavoro. Fauna si diede da fare a preparare la torta di compleanno, Flora iniziò a prendere le misure del vestito, e la povera Serena dovette fare da manichino. Non potevano usare la magia, con il rischio che venissero scoperte.
Intanto Courtney camminava per il bosco cantando, insieme agli uccelli e ai suoi amici animali.
Aveva una voce dolce come quella di un angelo.
In quel mentre passò di lì il figlio di re Umberto, il principe Duncan. Ascoltando quella melodia partì al galoppo nel bosco alla ricerca della fanciulla che stava cantando.
Courtney: ma perchè mi trattano ancora come una bambina? Non vogliono che conosca nessuno. Ma sapete una cosa? *disse ai suoi animaletti* Le ho ingannate. Ho conosciuto qualcuno! Nei miei sogni...
So chi sei
vicino al mio cuor ogni or sei tu
so chi sei
di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu
anche se nei sogni è tutta illusione e nulla più
il mio cuore sa che nella realtà
da me tu verrai....
Duncan: ...e che mi amerai ancor di più...
Courtney: ???
Duncan: mi dispiace tanto. Non volevo spaventarti.
Courtney: non è questo. È solo che voi siete un...
Duncan: un estraneo?
Courtney: .....
Duncan: ma non ti ricordi? Ci siamo già conosciuti!
Courtney: davvero?
Duncan: ma sicuro. Lo hai detto tu stessa. Nei tuoi sogni.
...So chi sei
vicino al mio cuor ogni or sei tu
so chi sei
di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu
anche se nei sogni è tutta illusione e nulla più
il mio cuore sa che nella realtà
da me tu verrai e che mi amerai
ancor di più...
Cominciarono a ballare nel bosco, tenendosi per mano e guardandosi negli occhi. Avevano trovato la loro anima gemella. Si appoggiarono ad un albero e si abbracciarono.
Duncan: chi sei? Come ti chiami?
Courtney: il mio nome?....oh, no, non posso! Addio!
Duncan: ma quando potrò rivederti?
Courtney: mai!
Duncan: mai??
Courtney: un giorno, forse!
Duncan: quando? Domani?
Courtney: oh, no. Stasera!
Duncan: dove?
Courtney: alla capanna! Nel bosco!
Detto questo la principessa si allontanò.
A casa intanto le fate decisero di ricorrere una volta per tutte alle loro bacchette magiche, e dopo aver chiuso le finestre e le tende si misero al lavoro.
In quella entrò la principessa, che vide il vestito e rimase a bocca aperta.
Fate: sorpresa!!
Courtney: oh, questo è il giorno più felice della mia vita! Vedrete quando lo conoscerete!
Fauna: chi?
Flora: hai conosciuto un estraneo?
Courtney: ma non è un estraneo. Lo conoscevo già.
Flora: lo conoscevi?
Serena: dove?
Courtney: nei miei sogni...
Flora: ma è terribile...
Courtney: perchè? Dopotutto ho sedici anni.
Flora: non è questo.
Fauna: tu sei già fidanzata.
Courtney: fidanzata?
Serena: fin dal giorno che sei nata.
Fauna: con il principe Duncan.
Courtney: ma è impossibile. Come potrei sposare un principe? Dovrei essere una...
Serena: principessa.
Fauna: ma lo sei, cara.
Flora: la principessa Courtney. Stasera ti riporteremo da tuo padre, re Stefano.
Courtney: ma...ma non posso. Vieni qui, lui, stasera. Ho promesso di vederlo.
Flora: mi dispiace, bambina. Ma non dovrai mai più vedere quel giovane.
Courtney: oh, no! No, non posso crederci. No!
La principessa scoppiò a piangere.
Nel frattempo il corvo nero seguace della strega aveva trovato colei che andava cercando.
Intanto il principe Duncan aveva fatto ritorno al castello di re Umberto.
Umberto: Duncan, figlio mio, mettiti egli abiti più adatti, non puoi incontrare la tua futura sposa conciato così.
Duncan: ma l'ho già incontrata, padre.
Umberto: davvero? E dove?
Duncan: in un sogno..
Umberto: Duncan! Cos'è quest'idiozia del sogno?
Duncan: non è stato un sogno, padre, l'ho incontrata davvero.
Umberto: la principessa Courtney? Santo cielo, dobbiamo dirlo a Stefano.
Duncan: non ho detto che era Courtney.
Umberto: certo che lo hai detto, hai detto che...
Duncan: ho detto che ho conosciuto la fanciulla che sposerò. Non so chi sia. Una contadinella, suppongo.
Umberto: una contadinella? E tu vorresti sposare una......stai scherzando, vero?
Il principe fece di no con la testa.
Umberto: no, non puoi farmi questo. Rinunciare al trono, al regno, per un essere insignificante! Per giove, non lo permetterò. Tu sei un principe, e devi sposare soltanto una principessa.
Duncan: ma padre, tu sei troppo all'antica. Oggigiorno...
Umberto: oggigiorno io sono ancora il re! E ti ordino di tornare in te stesso!
Duncan: e di sposare la fanciulla che amo. Addio, padre.
Umberto: no, Duncan, fermati! Duncan!
Suo padre lo chiamò, ma il principe era troppo lontano per poterlo sentire.
Umberto: santo cielo...come farò a dirlo a Stefano?
Nello stesso tempo la principessa Courtney, accompagnata dalle tre fate, si recava nelle stanze del suo castello.
Flora: quest'ultimo dono, bambina, è per te. Il simbolo della regalità.
La fata con la sua bacchetta magica fece apparire una corona d'oro tempestata di diamanti, e la pose sul capo della principessa.
Flora: la corona che porterai in grazia e beltà, e che per diritto ti spetterà.
La principessa si guardandosi allo specchio ricominciò a piangere, ripensando che non avrebbe mai più rivisto il giovane di cui si era innamorata.
Flora: venite. Lasciamola sola per un po'...
Le tre fate uscirono dalla stanza.
Serena: è per il giovane che ha conosciuto.
Fauna: che cosa possiamo fare?
Improvvisamente il caminetto della camera della principessa si spense, e al suo interno si materializzò una fiammella verde luminosa. Sembrava un piccolo fantasma. La principessa alzò gli occhi e guardò quella strana luce.
Serena: non vedo perchè debba sposare un vecchio principe!
Fauna: beh, non spetta a noi decidere, cara.
La fanciulla si alzò in piedi e seguì quella strana fiammella, che la condusse in un passaggio segreto del caminetto.
Fauna: forse dovremmo dire a re Stefano di questo giovane.
Serena: andiamo a dirglielo, allora.
Flora: ascoltate! La strega!!......Courtney!!
Serena: oh, no! Perchè l'abbiamo lasciata sola?!
Le fate tentarono di raggiungere la ragazza, ma il passaggio nel caminetto si chiuse. Fortunatamente riuscirono a riaprirlo con un tocco di bacchetta magica.
La fiammella condusse la principessa in cima a una scala. La fanciulla salì i gradini lentamente, continuando a guardare la fiammella. Le fate continuavano a chiamarla, ma lei non poteva udire nulla. Quando la ragazza arrivò in cima alla scala, davanti a lei comparve un arcolaio. La giovane si avvicinò sempre di più fino a che non si sentì la voce minacciosa della strega:
Gwen: tocca il fuso!
Courtney esitò per un attimo.
Gwen: toccalo, ho detto!
La principessa si punse il dito con il fuso appuntito.
Quando le fate arrivarono era troppo tardi.
Gwen: povere sciocche...pensavate di sconfiggere me, la signora di ogni male! Ecco la vostra adorata principessa!
La fanciulla giaceva a terra, priva di sensi.
Gwen: hahahahahahahaha!!
Le fate si disperarono, e piansero. Il sole tramontò. Giunse la notte. Le fate portarono la principessa nella torre più alta del castello. Non era morta. Dormiva, in un sonno profondo.
Fauna: povero re Stefano...povera regina!
Serena: gli si spezzerà il cuore, quando lo sapranno.
Flora: .....non lo sapranno.
Fauna: e come?
Flora: li addormenteremo tutti.....finchè Courtney non si sveglierà.
Le fate fecero un incantesimo a tutti gli abitanti del regno, e tutti quanti si addormentarono. Quando Flora entrò nella sala del trono di re Stefano trovò assieme a lui re Umberto, che nel dormiveglia diceva qualcosa.
Umberto: ho parlato poco fa con Duncan....pare sia innamorato di una contadinella....
Flora: una contadinella??.....la contadinella! Chi è? Dove l'ha conosciuta?
Umberto: .....in uno dei suoi.....sogni....
Flora: un uno dei suoi sogni.....Courtney...il principe Duncan.....
Flora corse a chiamare Fauna e Serena.
Flora: venite. Dobbiamo tornare alla capanna.
Intanto il principe Duncan, ignaro di tutto, si dirigeva verso la capanna del bosco. Ma ad attenderlo trovò una brutta sorpresa. I mostri lo avvinghiarono, lo legarono e lo imbavagliarono, mentre Gwen, la malefica strega, si godeva la scena.
Gwen: bene! Ma che bella sorpresa. Avevo messo una trappola per un contadino e invece...prendo un principe! Portatelo via! Ho dei progetti per il mio reale ospite.
Le fate giunsero finalmente alla capanna, dove trovarono il cappello del principe Duncan.
Fauna: la strega è stata qui!
Serena: ha preso il principe Duncan!
Flora: ....alla montagna proibita!
Fauna: ma noi non possiamo andarci!
Flora: dobbiamo!!
Il castello della strega era tetro, enorme e sinistro. Le fate entrarono nella cella dove era prigioniero il principe Duncan e lo liberarono.
Flora: non c'è tempo per spiegarti...
Quando il giovane fu finalmente libero le fate lo condussero fuori dal castello della strega. Egli salì sul suo destriero e partì al galoppo verso il castello di re Stefano. Le sentinelle cercarono di attaccarlo, ma lui riuscì a fuggire.
La strega però fece crescere un'infinita foresta di rovi attorno al castello di re Stefano. Così il principe non avrebbe potuto passare. Ma con l'aiuto della sua spada il giovane riuscì a oltrepassare la foresta di rovi. Allora la strega si trasformò in un orribile drago alato sputafuoco. Il principe Duncan volle affrontarlo, ma quella bestia spaventosa lo bloccò con le fiamme. Il drago inseguì il principe fin sulla montagna, e lottarono, finchè il principe lo uccise infilzandolo con la spada. Il drago cadde nel precipizio.
Quando il giovane varcò la soglia del castello della principessa, trovò tutto addormentato e silenzioso. Le fate lo guidarono fino alla torre più alta, dove il principe vide la bella fanciulla addormentata, più bella che mai.
Egli si avvicinò a lei, si inginocchiò e la baciò dolcemente.
Subito la principessa aprì gli occhi e sorrise al giovane. Le tre fate si abbracciarono felici.
Fu allora che tutti gli abitanti del regno si svegliarono, e tutto riprese vita.
Stefano: perdonami, Umberto. Cosa stavi dicendo?
Umberto: beh, per venire al dunque...mio figlio Duncan dice che lui sposerà....
Improvvisamente il principe Duncan e la principessa Courtney scesero dalle scale del salone. Tutti si stupirono nel vederli. La principessa corse ad abbracciare il re e la regina.
Umberto: che significa, figliolo? Io non capisco...
Ma quando i due si misero a ballare anche re Umberto si lasciò trasportare dalla musica.
Flora: Fauna! Che ti succede, cara?
Fauna: è che mi piacciono i lieti fini...
Flora: anche a me.....blu????......rosa!
Serena: .......????....blu!
Flora: rosa!
Serena: blu!
Flora: rosa!
Serena: blu...
Flora: rosa...
E VISSERO X SEMPRE FELICI E CONTENTI xD
Lo so, probabilmente in questo modo ho rovinato la favola, ma mi è venuta quest'idea de La bella addormenta nel bosco e ho pensato di scriverla
spero ke vi sia piaciuta
ciaooo!