Kung Fu Owen
by Andrea Micky
Il sole splendeva mentre Owen il guerriero ,un possente uomo esperto di Kung Fu, marciava con passo solenne. Improvvisamente un nutrito gruppo di banditi (erano almeno in 50) gli bloccò la strada ma lui li sbaragliò in pochi secondi grazie alle sue tecniche devastanti. Owen fece per andarsene ma una voce alle sue spalle gli disse “Owen, dobbiamo aprire il ristorante”.
“Owen! Vieni” gli diceva Geoff dal piano di sotto.
“Arrivo subito” rispose lui.
Prima di scendere però si guardò intorno, rendendosi conto di aver sognato di nuovo: spesso Owen immaginava di essere un grande guerriero ma sapeva di non essere tagliato per il Kung Fu in quanto i praticanti di tale disciplina erano muscolosi e possenti mentre lui era grasso e flaccido.
Owen lavorava nel ristorante di spaghetti del fratello (adottivo ma su questo torneremo in un eventuale seguito NDA) Geoff e della sua fidanzata Bridgette; Owen pensava che Geoff aveva tutte le carte in regola per essere un campione ma a lui interessava solo cucinare e sbaciucchiarsi con Bridgette.
Quel giorno, Owen gli chiese “Geoff, non hai mai desiderato fare altro nella vita oltre agli spaghetti?”
“Direi di no! La nostra famiglia si occupa di spaghetti da generazioni” gli rispose Geoff preparando la pasta.
“E allora perché a me piace seguire il kung Fu?” domandò Owen tristemente.
“Deve essere solo una mania passeggera” ipotizzò Geoff.
“Ragazzi, i clienti hanno fame quindi diamoci una mossa” li esortò allora Bridgette riportandoli alla realtà.
Ai limiti della città vi era una grande montagna sulla cui cima stava il tempio del kung fu gestito dal grande maestro Chefu.
Quel giorno l'omaccione nero si sedette sotto un albero a meditare quando 5 figure schizzarono veloci come fulmini contro di lui; Chefu sembrava non esserne reso conto ma all'ultimo istante si risvegliò dalla sua meditazione e parò tutti i loro attacchi.
Quegli aggressori erano i 5 tifoni , i migliori guerrieri di kung fu di tutta la Cina ed ognuno di loro era esperto in uno stile: erano Gwen(tigre),Duncan(mantide),Dj(scimmia),Izzy(vipera) e Harold (Gru).
Quel giorno Chefu li apostrofò duramente dicendo “Male, molto male! Dovete metterci più impegno. Se fossi stato un nemico vi avrei già eliminato”.
“Ci scusi maestro” disse Gwen che era l'allieva più diligente e severa di tutte.
Chef sbottò qualcosa e se ne andò contrariato. I 5 tifoni erano rimasti in silenzio ma non appena il loro maestro se ne era andato iniziarono a parlottare fra loro.
“Pensa sempre a lui” bisbigliò Harold.
“Il maestro non si sentirà in pace con se stesso fino a che non troverà un allievo altrettanto bravo” concluse Duncan.
E quelle parole erano vere perché il maestro Chefu pensava sempre a colui che era stato il suo migliore allievo ma anche il suo più grande fallimento: Tajandro.
Chefu lo aveva trovato davanti alla porta del tempio e lo aveva allevato come se fosse figlio suo finendo con lo scoprire che il bambino aveva talento per il Kung Fu e decise di allenarlo. In poco tempo, Tajandro era diventato il suo allievo più forte ma quando gli venne negata la pergamena della conoscenza la sua ira esplose furibonda e quasi rase al suolo l'intero villaggio; Chefu tentò di fermarlo ma ci pensò il maestro supremo a farlo. Da allora Tajandro rimase chiuso in una prigione speciale.
In quella, Chefu si destò dai suoi pensieri perché un messaggero gli disse che il supremo maestro voleva vederlo.
Il supremo maestro (NDA interpretato da uno degli hawaiani visto in TDWT EP.26) accolse Chefu nella sala in cui vi era la statua di un dragone che teneva in bocca la pergamena della conoscenza, un documento che si diceva contenesse il segreto per diventare il guerriero più potente di tutti.
“Ho avuto una visione di Tajandro che fuggiva dalla sua prigione e solo il guerriero dragone riuscirà a fermarlo stavolta. Chiama a raccolta i tuoi allievi perché sceglierò uno di loro” disse l'anziano maestro.
Chefu ubbidì e in poche ore tutto era pronto per la cerimonia.
La notizia della scelta fece il giro del villaggio e in pochi minuti una gran folla si diresse verso lo stadio di Giada.
“Andiamo anche noi così potremo vendere qualcosa” propose Geoff e in men che non si dica lui,Bridgette e Owen trascinarono il carrettino del ristorante lungo il percorso dello stadio.
Owen però era distrutto dalla scarpinata e si fermò a riposare alcuni minuti quando si accorse che le porte dello stadio venivano chiuse
“Aspettate -supplicò Owen- ci sono anch'io”.
Ma le sue parole caddero nel vuoto perché gli chiusero le porte dello stadio in faccia.
Anche le porte della prigione speciale di Tajandro erano chiuse: il ragazzo era bloccato con delle manette e rimaneva sempre in silenzio perché a parlare ci pensava il suo sguardo carico d'odio.
I suoi occhi notarono subito il capo-carceriere avvicinarsi alla sua cella insieme a Cody il messaggero.
Il capo-carceriere diceva “Come vedi Tajandro é completamente bloccato. La visione del maestro sulla sua fuga doveva essere errata”.
Il messaggero brontolò “Hai ragione e mi sto pure perdendo la cerimonia della scelta del guerriero dragone”
E detto questo i 2 se ne andarono lasciando Tajandro a ribollire nella rabbia quando il guerriero notò la scheggia di una lama vicino a lui; Tajandro chinò la testa e riuscì a prenderla coi denti e a lanciarla con precisione millimetrica nella serratura delle sue manette facendole aprire.
Cody il messaggero se ne stava andando quando diverse grida ,provenienti dall'interno della prigione, lo fecero fermare e improvvisamente la porta dell'edificio saltò via e una mano l'afferrò alla gola.
Cody si ritrovò faccia a faccia con Tajandro che sibilò “Riferisci al maestro Chefu che sto tornando a prendere ciò che é mio di diritto”.
Cody non se lo fece ripetere 2 volte e corse via terrorizzato.
Dall'esterno dello stadio Owen sentiva le grida di entusiasmo e ammirazione rivolte ai 5 tifoni e decise di entrare.
In quella il suo sguardo cadde su una cassa di fuochi d'artificio e un'idea si fece strada nella sua mente: prese una vecchia sedia lì vicino e lego (grazie a degli stracci)alcuni dei razzi alle gambe dell'oggetto per poi accendere le micce...ma non successe nulla.
“Ecco, lo sapevo” brontolò Owen ma proprio in quel momento i razzi si accesero e la sedia volò verso il cielo.
In quella il sommo maestro fece un gesto solenne e annunciò “il guerriero dragone é fra noi ma non é uno dei 5 tifoni come pensavo ma...lui” e puntò un dito verso il cielo.
“Guardate lassù” gridò uno degli spettatori
La sedia di Owen ,completamente in fiamme, solcava il cielo tra lo stupore generale ma cominciò a precipitare e il sommo maestro si distrasse per un instante ad ammirarla...e quello fu un grosso errore perché il punto in cui cadde la sedia era lo stesso in cui si trovava lui.
Owen ancora confuso per l'impatto col terreno si ritrovò al centro del palco e subito si rese contò che con la sua mole aveva schiacciato il sommo maestro come se fosse una frittella.
“Ops, mi scusi. Io volevo solo vedere lo spettacolo” balbettò imbarazzato il ragazzone.
“Non devi scusarti, guerriero dragone” lo giustificò l'anziano.
“Cosa?” esclamarono in coro Owen,Chefu e molti spettatori.
“Si -confermò il maestro- tu sei il guerriero dragone e sei qui per volere del cielo” e a quelle parole la platea esplose in un coro esultante (tranne Geoff e Bridgette rimasti a bocca aperta).
Il sommo maestro venne portato via in barella ma l'anziano era soddisfatto e prima di andarsene disse a Chefu “Credi in lui perché é il prescelto”.
Chefu chinò il capo e disse umilmente “Si, maestro” ma quando il suo sguardo cadde sul ragazzo grasso si sentiva come se avesse tutte le ossa rotte .
I 5 tifoni stavano salendo le scale che portavano alla loro palestra.
“Non posso credere che abbia scelto quel ciccione” brontolò Harold.
“Già, come può quel budino gigante diventare un guerriero?” concordò Duncan.
“Piantatela voi 2. Se il sommo maestro ha deciso così dobbiamo solo ubbidire”li interruppe Gwen.
Owen da lontano si preoccupò non poco per quei discorsi, ma preferì tacere; il gruppo si recò poi nella palestra riservata agli allenamenti.
“Allora questa é la vostra palestra -disse il ragazzone estasiato- é grandissima...certo che ci sono un sacco di cose con cui cominciare e non so proprio cosa scegliere”
“Qual'é il tuo livello di preparazione sul kung fu?” gli chiese Harold.
“Al di sotto del principiante” rispose timidamente Owen
Chefu rifletté e disse “Allora ti allenerai con quel fantoccio: va e colpiscilo”.
Owen allora si diresse verso un fantoccio da allenamento e diede un debole pugno all'oggetto, facendolo ondeggiare.
“Più forte” urlò Chefu e Owen diede un vigoroso pugno che fece inclinare il pupazzo all'indietro ma poi esso scattò in avanti colpendo Owen e facendolo cadere all'indietro contro una parete a cui erano appoggiati diversi attrezzi da allenamento che gli caddero addosso mettendolo KO.
I 5 tifoni osservarono la scena allibiti e Chefu pensò “Sarà dura mantenere la mia promessa”.
Quella sera Owen si svegliò in un letto coi 5 tifoni intorno a lui.
“Come sono andato?” chiese Owen.
“Non certo benissimo...ma migliorerai” lo incoraggiò Izzy (che lo trovava carino).
“Sicuro” concordò DJ.
“Non addolcitegli troppo la pillola -intervenne Gwen- Ha fatto schifo e se non s'impegna finirà molto male”.
“Non essere troppo dura” s'intromise Duncan che sapeva che Gwen diceva quelle cose per il bene del nuovo allievo.
“Il nostro non é un gioco e ci sono sempre gravi conseguenze per chi non ce la fa” ribatté Gwen , memore di quanto le avevano fatto male quelle parole quando Chefu in persona gliele aveva dette.
“Bhe...per fortuna non dobbiamo affrontare nessuna emergenza” disse tristemente Owen quando le urla di Cody il messaggero risuonarono nel cortile.
I 5 tifoni seguiti da Owen raggiunsero il maestro Chefu che venne subito messo al corrente della fuga di Tajandro.
“E Tajandro ha detto che verrà a riprendere ciò che é suo: considerando che deve attraversare le montagne sarà qui domani sera” disse Cody concludendo il suo racconto.
“Vorrà sicuramente la pergamena della conoscenza” rifletté DJ.
“Ma solo il guerriero dragone può fermarlo” ricordò Duncan.
“Io? E come faccio?” domandò Owen terrorizzato.
“Io non lo so” ammise Chefu che congedò i suoi allievi per trovare una soluzione.
Pochi minuti dopo ,sotto la luce di una pallida luna, Gwen si diresse verso le montagne quando si rese conto che Duncan la seguiva.
“Non cercare di fermarmi” lo avvertì lei.
“Io vengo con te...non ti lascio sola” disse Duncan in tono risoluto e mentre pronunciava quelle parole nella sua mente ricomparvero tutti le immagini di Gwen che si allenava duramente fino a spellarsi le mani pur di soddisfare il maestro Chefu che però non la lodava mai nonostante l'impegno profuso e gli eccellenti risultati; Duncan sapeva che dietro a quella scorza dura c'era un cuore sensibile ed era per questo che si era innamorato di lei.
Anche Gwen era innamorata di Duncan che possedeva un cuore gentile sebbene avesse la fama di duro.
I 2 allora si guardarono negli occhi pronti a confessarsi i loro sentimenti reciproci quando la voce di Izzy li interruppe dicendo “Scusate se vi disturbiamo piccioncini, ma veniamo anche noi”
E i 5 tifoni si misero in marcia per fermare Tajandro.
Chefu aveva meditato tutta la notte alla ricerca di una soluzione e si era addormentato quando un CRACK lo fece svegliare.
Temendo un'intrusione Chefu corse in cucina e vide Owen sfondare un cassetto con un pugno per prenderne il contenuto.
“Incredibile” esclamò Chefu davanti a quella prova di forza.
Owen si accorse di lui e mugolò con la bocca piena “Mi scusi maestro, ma avevo fame e non ho resistito. Il cassetto non si apriva e...”
Ma Chefu non lo lasciò finire e ,preso un biscotto da un vaso lì vicino, lo lanciò in aria e Owen spiccò un balzo notevole per afferrarlo.
“Ci siamo” disse Chefu sorridendo per la prima volta dopo tanti anni.
Poco dopo lui e Owen si stavano dirigendo al lago lì vicino: quel punto era molto importante perché lì vi si era allenato il sommo maestro.
Chefu si mise davanti ad Owen e gli disse “Ascolta, so come posso allenarti ma dobbiamo fare in fretta. Un guerriero si concentra sulla lotta solitamente, ma tu devi concentrarti su questo” e detto questo tirò fuori dal suo zaino una ciotola di ravioli profumati.
“Nessun problema” rispose Owen leccandosi i baffi.
Per tutte le ore successive Owen si allenò con impegno...perché durante i vari esercizi Chefu gli metteva la ciotola sotto il naso e lui cercava di prenderla usando ciò che gli veniva insegnato in quel momento e usando questo insolito sistema Owen imparò molto in fretta.
Alla fine quando Owen era pronto per la lotta Chefu gli disse “Ora che ti ho allenato sei pronto per affrontare Tajandro. Ma prima devi consultare la sacra pergamena della conoscenza”.
I 5 tifoni avevano raggiunto il ponte sospeso della montagna quando videro Tajandro dall'altra parte.
“Bene! É arrivato il comitato d'accoglienza” ghignò il perfido guerriero.
“Non riderai ancora per molto” gli assicurò Gwen, lanciandosi all'attacco.
I 2 presto furono vicini e si scambiarono poderosi colpi ma presto parve chiaro che la guerriera fosse in difficoltà.
Duncan corse subito in suo soccorso assieme a DJ ma anche in 3 contro 1 la situazione era a favore di Tajandro.
“Harold, le corde” disse allora Izzy e insieme al suo compagno sferrò un colpo che trinciò i sostegni del ponte che crollò: Gwen,Duncan e DJ balzarono all'indietro e raggiunsero gli altri 2 tifoni mentre Tajandro precipitava di sotto.
“Ce l'avete fatta. Lo avete fermato” esultò Harold.
Ma il suo trionfo non durò a lungo perché Tajandro balzò fuori dal burrone e atterrò proprio dietro di loro.
“Chefu mi ha addestrato bene -ghignò Tajandro- peccato che voi non possiate dire lo stesso”.
Chefu e Owen stavano rientrando nel palazzo quando videro un carro trainato da un cavallo venire verso di loro: su di esso c'erano i 5 tifoni gravemente feriti.
“Cosa avete fatto?” domandò Chefu chinandosi su Gwen
“Abbiamo cercato di fermare Tajandro...ma abbiamo fallito” gli rispose la guerriera con un filo di voce.
“Avete corso un bel rischio ma ora le nostre speranze sono riposte in Owen” riconobbe il maestro.
E così i 7 guerrieri andarono nella sala della pergamena e Chefu ,con fare solenne, la prese dalle fauci della statua-dragone in cui si trovava e la consegnò nelle mani di Owen.
“Ecco , ora leggi la pergamena e usa le sacre parole che contiene per diventare il guerriero più forte di tutti”.
La pergamena era contenuta in un tubo che Owen aprì, stese la pergamena fatta con una fine carta dorata davanti ai suoi occhi e lanciò un urlo.
“Non c'é scritto nulla” esclamò sorpreso.
“Cosa? Non é possibile” lo contradisse il maestro.
Owen allora gli porse la pergamena e Chefu si rese conto che non vi era scritto nulla per davvero.
“Ma che significa?” chiese Duncan, furente
“Significa che non c'é nulla da fare. Evacuate il villaggio mentre io tratterrò Tajandro” ordinò Chefu.
“Ma non potete...” incominciò Gwen.
“Andate -ordinò allora Chefu- é il mio ultimo ordine come vostro maestro”.
Allora i 5 tifoni abbassarono il capo e se ne andarono; Owen invece resto per tentare di dissuadere il suo maestro ma non seppe che dire e se andò tristemente.
La gente del villaggio stava freneticamente radunando le sue cose in vista dell'evacuazione; Owen entrò tristemente nel ristorante del fratello.
“Bentornato -lo salutò Geoff- ti preparerei qualcosa ma dobbiamo fuggire subito”
Owen aiutò lui e Bridgette a caricare quanto più possibile sul carretto ambulante e s'incamminò in mezzo alla folla; non disse una parola per tutto il tragitto.
Bridgette allora lo confortò dicendogli” Owen , non é colpa tua. Tu hai fatto del tuo meglio”
“Non é vero -rispose lui- io ero un falso guerriero dragone come lo era la pergamena”.
“Ma come é possibile che la pergamena fosse falsa?” chiese Geoff
“Sulla pergamena non c'é scritto niente. Come può il niente essere la soluzione di un problema?” domandò Owen
“Sai, a volte per rendere una cosa speciale non serve niente -rifletté Geoff ad alta voce- ad esempio la nostra zuppa speciale di spaghetti non ha nessun ingrediente particolare. É una normale zuppa ma se credi che sia speciale...allora lo é per davvero”
E a quelle parole Owen ebbe un'illuminazione: prese la pergamena dai suoi pantaloni e la riosservò rendendosi conto che la carta dorata rifletteva la sua immagine.
Finalmente ne aveva capito l'insegnamento.
Chefu era in silenziosa attesa sulle scale del tempio mentre un vento freddo soffiava: il maestro chiuse gli occhi per un momento e quando li riaprì il suo ex-allievo era davanti a lui.
“Sono tornato, maestro” si limitò a dire Tajandro.
“Qui non c'é nulla per te” replicò secco Chefu.
“Sono qui per avere la MIA pergamena e per affrontare l'impostore che la possiede senza alcun merito” disse Tajandro incupendosi.
E detto questo sferrò un violento e rapido colpo che Chefu parò ma così facendo si espose ad un secondo attacco che lo spedì all'interno del tempio.
“La pergamena doveva essere mai e tu lo sapevi -l'accusò infuriato Tajandro- ma non hai fatto niente quando me l'hanno negata”.
“Non fu mia la colpa; non eri tu il prescelto” rispose Chefu sferrando un attacco che Tajandro evitò.
I 2 lottarono furiosamente ed a un certo punto Tajandro sferrò uno dei suoi colpi migliori capace di paralizzare i nervi del nemico che bloccò Chefu per poi ,senza alcun rispetto per colui che lo aveva considerato come un figlio, colpirlo con un violento calcio che spedì il suo ex-maestro ai piedi della statua del dragone.
“Quale sublime ironia” ghignò Tajandro che in quella vide che la pergamena era sparita e chiese “Dov'é la pergamena?”
“Ce l'ho qui io” rispose una voce alle sue spalle.
Tajandro si voltò e vide Owen sull'uscio della porta con in mano la pergamena.
“E tu chi sei, ciccione?” gli chiese
“Sono Owen il guerriero dragone” rispose fieramente il suo opponente.
Tajandro si lanciò su Owen e sferrò il colpo paralizzante di poco prima ma il grasso corporeo dell'avversario rese inefficace l'attacco.
Tajadro allora si lanciò verso Owen e lo spinse giù dalla scalinata ma all'ultimo istante il ragazzone l'afferrò e lo trascinò con lui.
I 2 precipitarono giù dalle scale ma Owen non ebbe problemi grazie alle sue imbottiture naturali e uscì in perfetta salute a differenza dell'avversario.
“Maledetto” ruggì Tajandro passando nuovamente all'attacco; i 2 si scambiarono dei feroci colpi ma Owen ,memore degli insegnamenti di Chefu, riusciva a neutralizzare tutti gli attacchi del suo avversario.
Ad un certo punto però, Tajandro riuscì a sbilanciare l'avversario con uno sgambetto e a sottrargli la pergamena; avidamente l'aprì e con grande stupore si rese conto che non c'era scritto niente.
“Ma che significa?” chiese sorpreso.
“Significa che é tutto dentro di te” gli rispose Owen sferrandogli una spanciata tremenda che fece volare Tajandro in cielo.
In quella Owen sentì uno strano gorgoglio nei visceri e prese in parola la frase “La forza é dentro di te”: Tajandro precipitò a terra davanti ad Owen che gli diede le spalle, si sedette su di lui e....
PROOOOTTTTT!!!
Da lontano la gente aveva udito i rumori dello scontro e corse al villaggio per vederne l'esito finale.
Appena raggiunto il confine della città la gente vide Owen ,trionfante, venir loro incontro.
“Ce l'ha fatta! Il guerriero dragone ce l'ha fatta” esultò la folla.
“Si! Quello é il mio fratellone” disse Geoff.
In quella vide che anche i 5 tifoni erano arrivati ma anziché festeggiare fecero un inchino in segno d'approvazione.
“Maestro Owen” disse Gwen, rispettosamente.
“Mi sono dimenticato di Chefu” disse Owen, dandosi una pacca sulla testa ma in quella, magicamente evocato da quelle parole, arrivò proprio il maestro Chefu.
“Maestro. Avete visto? Ce l'ho fatta” esultò Owen.
“Si! Ce l'hai fatta” ammise Chefu sorridendo serenamente perché aveva finalmente ritrovato la pace interiore.
Owen allora gli corse incontro, ma inciampò e si schiantò contro il suo maestro.
“Mi scusi, maestro” disse Owen mentre il maestro veniva portato via in barella.
“Non é nulla” rispose Chefu ancora stordito.
FINE