JAK LO SQUARTATORE TDD BY CRESTA VERDE
Non era possibile… prima Alejandro, poi Cody e Sierra, ed adesso Jak lo Squartatore aveva fatto a pezzi anche Heather… ero in pensiero per Owen, Noah e Tyler… ma questo è un maledettissimo incubo!!!! Oh mio Dio… no, non è possibile ci deve essere qualche sbaglio… qualcosa… qualcosa che ci è sfuggito… NON è POSSIBILE CHE IN QUESTO PROGRAMMA LA GENTE MUOIA PER DAVVERO, NON CI POSSO CREDEREEEEEE!!!! Ormai c’ eravamo solo io e Courtney… eravamo l’ ultima possibilità, l’ ultimo bagliore di speranza, per la squadra delle Amazzoni. Guardai Courtney. Lei fissava il vuoto, probabilmente le era venuto un attacco di panico. L’ attacco, se mai c’ era stato, era durato pochi secondi. Con una faccia inespressiva e quasi schifata chiuse gli occhi e mi disse:
-ok, Gwen, ora leggo l’ indizio:
“Lo Squartatore è in un luogo naturale
2 livelli dello spazio infernale
Usa la tua sacca per riportare indietro il pervertito
Alla linea rossa della gara da cui sei partito”
Pensa, pensa, pensa- terminò battendosi leggermente la mano in faccia. avevo ascoltato tutto attentamente. “Ma… posto naturale per lo Squartatore… lo Squartatore è un delinquente… delinquente… il luogo naturale di un delinquente… delinquente… Duncan… ma cosa c’ entra Duncan !?!? Perché comincio a pensare a lui in una situazione del genere… forse sotto sotto ho davvero paura di morire, che lo Squartatore mi rapisca… se muoio resterò con l’ amaro di non avergli confessato la mia sbandata per lui… ok, è più di una sbandata, me ne sono innamorata… ma anche se sopravvivessi? Duncan sta con Courtney… la ama… non credo che la lascerebbe per me, e anche se lo facesse… non oso pensare a quale tipo di reazione potrebbe avere Courtney… ma cosa c’entra… possibile che il mio subconscio mi stia dicendo che è proprio Duncan, la via giusta!? Duncan è un punk… quindi il suo luogo naturale… quello che frequenta di più, oltre il carcere… ma quello lo frequentava solo perché costretto dagli sbirri per aver picchiato una vecchietta, è un punk club! … ma non posso parlarne a Courtney così… comincerebbe ad insospettirsi per nulla…
-ok- dissi -o Squartatore è in un luogo naturale, quindi un luogo malfamato… non dimenticarti che lui uccideva prostitute… quindi dobbiamo andare alla periferia di Londra e cercare un posto che sia adatto per stanare il caro Jak-
-potresti aver ragione, Gwen… tentar non nuoce… o meglio nuocerà eccome, perché no credo avremo il tempo per avere un’ altra possibilità, quindi o si vince o si muore… e mi sa che se non troveremo il tipo… non so se potrò fare a meno di farti eliminare- ci pensai per un po’. “Possibile che stavo pensando alle cose che vorrei fare prima di essere squartata e mi sia venuto in mente Duncan? In fondo lui è anche stato eliminato, in questo momento si trova allo studio del dopo show… cosa diamine spero di ottenere, andando ad un punk club qui a Londra in un quartiere malfamato…”
-ti dico che è la giusta via-
Così prendemmo un paio di autobus, che ci portarono ad Oxford Street.
-dici che il caro Jaky è qui?- mi chiese Courtney alla fine.
-questa è una via abbastanza squallida, di notte si possono trovare anche delle prostitute… è il posto ideale, per uno come lo Squartatore, lo studiai a lezione di Darkologia… lo Squartatore dilaniò molte delle sue vittime proprio qui, in Oxford Street.-
-se lo dici tu che sei esperta, allora mi fido- affermò lei. Mi dette il cinque. Ci separammo e cercammo ovunque. Avevo il cuore in gola… e non sapevo nemmeno se ve ne fosse la ragione… mi addentrai in un vicolo stretto e mi vennero i brividi, ripensando a quello che aveva detto Chris:
“Londra! La capitale dell’ Inghilterra! Sede di spasso, cultura, e crimini. Conoscete tutti ovviamente il Big Bang, la Torre di Londra, il Tower Bridge, la London High… Londra è anche la sede di Scotland Yard, la famosa efficientissima polizia al servizio della regina… c’ è solo un caso, che questo speciale corpo di polizia non è mai riuscito a risolvere… quello di Jak lo Squartatore! C’ è chi dice che sia ancora vivo… avendo assunto poteri dal demonio… potrebbe starci spiando… potrebbe essere proprio… ALLE VOSTRE SPALLEEEEE!!!”
-Gwen- mi voltai di scatto con un grido aspirato. Era solo Courtney. -Gwen, sono io… cos’ è quella faccia…-
-no, mi sono spaventata… sai, data la situazione…-
-Senti… data la situazione… credo proprio che non abbiamo altra scelta, di dare un’ occhiata all’ interno di quel locale- disse Courtney indicando il punk club -qui perdiamo solo tempo…-
-Dici che finiremo di nuovo ultime...?- chiesi con tono di rammarico.
-Spero di no… mi eri simpatica…- ero fregata… “mannaggia alla mia fissazione per Duncan” -comunque in quel disgustoso locale ci deve pur essere un delinquente… e sappi che io non me ne vado via a mani vuote- concluse la brunetta lentigginosa con rabbia. In quel momento una figura losca si addentrò nel locale. “possibile che…”
“Haha, finalmente un po’ di civiltà, dopo tutto quel tempo passato ad attraversare foreste” pensai mentre mi immergevo in quello che era il mio ambiente “qui non ho bisogno di nascondermi o di fuggire, qui devo solo… fare del mio meglio. Tra poco verrò annunciato e potrò cosi’ riunirmi ai miei fratelli figli di un’ altra madre. Adoro i quartieri degradati come questo. Sono abituato, al degrado. In fondo da bambino abitavo in quello squallore di casa con due stanzette e bagno nel corridoio. Ed ho trovato un centro del mio vero essere, proprio qui, nel quartiere più squallido di Londra. o appena parlato al direttore del posto. Tra poco mi avrebbero preso tra poco… no, ma cosa sto facendo, sono a Londra, l’ aereo di Chris deve essere atterrato poco fa… perché sono qui? È la mia ultima possibilità di entrare clandestinamente a bordo, e...”
Il “Raven Master” chiamato così perché era lui ad annunciare l’ avvento dei nuovi fratelli, e a prendersi cura di loro, proprio come il capo dei Beef-eaters della Torre si prendeva cura dei corvi reali.
-Fratelli, oggi è con noi un nuovo fratello. … ecco a voi il grande… ma cosa…?-
Due loschi figuri mi chiusero in un sacco: mi dibattei per liberarmi, ma ottenni solo una sonora pedata nei paesi bassi. Poco prima di perdere i sensi sentii una voce che diceva:
-Ma è un vizio, il tuo!? La smetti di calciarlo nel servizio???? … scusate, ragazzi, ma questo tipo è la nostra unica speranza di vittoria-
Io e Courtney uscimmo dal punk club con lo “Squartatore” nella sacca. Ce l’ avevamo fatta. Ora dovevamo solo fare il percorso a ritroso. Abbozzai un sorriso… l’ ultima volta è stata quando in Giamaica Alejandro gettò un anguilla elettrica in faccia a Heather, per zittirla. Ma stavolta non era un sorriso divertito. Era molto di più. Finalmente tornammo all’ aereo. Eravamo arrivate tardi. Owen e Noah erano già arrivati, ed avevano anche loro il sacco pieno. Fui molto felice nel vedere che tutti gli altri concorrenti erano solo stati rapiti e portati all’ interno dell’ aereo. Alejandro era molto arrabbiato con Noah:
-Sì, amico… ho sentito perfettamente tutto quello che hai detto su di me… non te la farò passare liscia!-probabilmente era successo qualcosa che avrebbe “disturbato” la presenza di Alejandro nello show.
-oh, andiamo… era un complimento… ma, ehy… ABBIAMO LO SQUARTATORE!!!- rispose Noah so tutto io. Noah scoprì il “detenuto” nella sacca e… venne fuori un vecchio con i capelli bianchi… era quel marinaio con l’ uncino che ogni tanto faceva la sua apparizione per rompere a noi concorrenti. Tutti chiesero sbalorditi:
-Il vecchio Jekins!?- “siamo fregate”
-quello?- chiese Chris deluso -no, non lo è… avete sbagliato!-
-Ma vorrai scherzare- gridò Noah. Chris si avvicinò all’ uomo e… gli tolse una maschera. Si trattava infatti di un ragazzino di sedici anni, con i capelli bruni, la pelle verde e gli occhi rossi. C’ era davvero poco, di umano, in lui, ma tutti lo riconobbero: era
-Ezekiel!?- chiesero tutti in coro. La bestia Ezekiel emise un ruggito.
-Ora si spiega tutto- disse Chef -ecco perché non sono riuscito a tirare fuori il carrello per atterrare, c’ era questo verme schifoso ad impedirne la fuoriuscita-
-Quindi è anche colpa sua se Owen mi è atterrato addosso…- dedusse Noah nervoso.
-Pensavamo di essercene sbarazzati- ammise Chris -ma evidentemente era più difficile del previsto. Devo comunque ringraziarvi per averlo catturato. …Chef!!!- schioccò le dita. Chef raccolse il mostro e lo lanciò dall’ aereo.
-Ma allora- cominciò Heather -chi hanno preso Courtney e Gwen?-
-beh- risposi -Chris voleva un criminale, quindi… ok, non abbiamo preso quello originale ma…- scoprii la preda vuotando il sacco che la teneva prigioniera.
-Duncan!?!?- rinvenni all’ improvviso, sentendo tutte quelle voci stupefatte che avevano gridato il mio nome.
-ma… che cosa…- mi chiesi. Mi guardai intorno. Alla mia sinistra c’ era una Courtney sorridente, mentre alla mia destra c’ era una Gwen titubante. Di fronte c’ erano Owen, Alejandro, Noah, Tyler, Sierra, Cody e Heather. Ovviamente ero sotto gli occhi del duo ultra tortura, Chris e Chef. -mi avete riportato qui!? Dov’ è quella stupida uscita… di nuovo!?- grugnii rialzandomi.
-Non così veloce, signor “io mollo”- mi fermò Chris -volevi filartela dal gioco… ma ti abbiamo trovato…-
-Non l’ hai fatto tu, ma noi- disse Gwen poi si rivolse a me -…scusa-
-e per questo il team Amazzoni vince la sfida di oggi!
E voi della squadra io sono veramente, veramente, veramente, veramente affascinante… preparatevi a mandare a casa un vostro componente: la prima classe va alle ragazze!- disse includendo dunque anche Cody -oh, e… Duncan entrerà a far parte della squadra dal mio affascinante nome.-
-Ehi, Duncan- mi chiamò il fighetto messicano.
-Che vuoi!?-
-Ho bisogno del tuo aiuto-
-Ovvero?-
-Aiutami a cacciare Noah-
-Perché? Cosa mi dai in cambio?-
-Sarò in debito con te.-
-Se la metti così… va bene. Ho visto di cosa sei capace. Uno come te dalla mia parte potrà solo agevolarmi.-
A quel punto me ne andai in seconda classe. Mi stesi su di una panca per fare un pisolino.
-Dunkino mio…- mi chiamò Courtney. Aprii gli occhi e la guardai
-Ciao, principessa.- lei mi sorrise e mi disse:
-Ho bisogno di parlarti… puoi venire con me?-
Ma certo!- affermai.
La seguii fino all’ entrata del confessionale. Era un luogo abbastanza appartato. Alla fine mi disse:
-caro Duncan… volevo dirti…- cambiò subito espressione -MA COME HAI POTUTO PENSARE CHE FOSSE OK QUANDO TE NE SEI ANDATO IN QUEL MODO!!!! Perché NON LO ERA AFFATTO!!!!!... abbandonami di nuovo e non sarà bello- quelle poche parole mi infastidirono a tal punto che mi resi conto di quanto mi “e no! ora mi sono davvero stancato, di questa ragazza! Ho provato a farmela piacere, ci ho provato in tutti i modi, ma la verità è che mi sono messo con un egoista cattiva che pensa solo al suo interesse. E pensare che io ho inseguito quest’ aereo ovunque, pur di raggiungerlo e darle un’ altra possibilità… con queste poche parole l’ ha bruciata… è ora di pensare alla ragazza che amo davvero… tu non mi meriti, ed io non mi merito di essere trattato così!!!” Courtney mi abbracciò per la prima volta non sentii nulla, dopo quel gesto. E pensare che su Wawanakua mi sentivo protetto, eccitato, al settimo cielo, quando Courtney compiva quel gesto… ma forse era stata colpa mia. Forse sono stato io, ad aver sbagliato a scatenare il suo lato oscuro. Fui io a convincerla a infrangere le regole. L’ ho trasformata in un mostro, un mostro senza eguali… facendomi capire che in realtà con lei ho solo giocato, non ero serio. Ho tentato molte volte, di farla ragionare, anche al set, dopo il suo ritorno, ma per tutta risposta fui obbligato a diventare un suo servetto, ed io la seguivo… primo perché credevo che l’ avrei fatta felice, secondo… forse avrei dimenticato una volta e per tutte Gwen, di cui data la distanza di Courtney nella prima parte della seconda stagione di questo stupido reality… mi stavo di nuovo innamorando, lentamente. Ero riuscito a soffocare il mio amore per Gwen sull’ isola con quello di Courtney… ma la verità è che si ama solo una volta… e che il mio cuore era stato rubato da una sola persona… Gwen.
Ironia della sorte, in quel momento la porta del confessionale si aprì, mostrando che in quel momento la mia dark preferita ne aveva fatto uso. Courtney le stava di spalle, quindi non si accorse di nulla.
-Adesso… vieni qui, birichino- disse Courtney alla fine -io non sono veramente matta, è che mi sei mancato…- io quasi la ignorai. Ricambiai l’ abraccio, ma i miei occhi verdi erano puntati su quelli neri di Gwen. Vedevo il loro riflesso, sui suoi occhi lucidi di lacrime… “chissà perché ha pianto… forse piangeva per me… allora forse ho qualche possibilità con lei!!! O le manca solo Trent e piangeva perché vedeva me e l’ arpia insieme e si sentiva sola?”
Mi feci comunque coraggio e le dissi, fingendo di rispondere a Courtney:
-Tutte le volte che sono fuggito dal carcere… ho pensato a te, piccola-
Gwen pareva confusa… si limitò ad abbassare lo sguardo, per poi darmi le spalle e andarsene. Courtney , invece mi stritolò con la sua morsa d’ acciaio. A staccarmela di dosso fu la voce di Chris:
-Forza, team “io sono di una bellezza esagerata”, venite al salto della vergogna, immediatamente.>>
-em… Courtney…- cominciai -ti dispiacerebbe lasciarmi andare?... dovrei andare a far buttare fuori Noah…-
Lei si staccò ma si imbronciò di nuovo:
-Come ti permetti di chiamarmi per nome? Secondo te un povero perdente come te può permettersi il lusso di chiamare una come me per nome? Devi chiamarmi PRINCIPESSA! Uffa! Ti avevo scritto una piccola lista delle cose da cambiare in te, ed ora sbagli anche quelle che hai messo in mezzo tu? Sei un fallimento totale! Dovrò riscriverti la lista, e punirti a suon di pugni ben assestati per ogni errore.- mi dette le spalle. Ero esasperato. Non ce la facevo più. Stavo per esplodere. “forse una bella confessione mi farà bene, stasera.” Intanto entrai nel confessionale “UN BAGNO? DI NUOVO!?... sempre meglio della latrina di Wawanakua…” entrai e votai per Noah, come avevo promesso ad Alejandro. In effetti fu proprio Noah, ad essere lanciato dall’ aereo quella sera:
-è tempo di dire CIALI HO, BIP BIP, Jurio TURURURU!!!- sfottè Chris.
-Bene, se mi butto la smetterai?- si lamentò Noah.
-Addio, amico… io vincerò per te!!- promise Owen in lacrime.
Poco prima di lanciarsi col paracadute, Noah si voltò verso Alejandro dicendo: -sei l’ incarnazione del Diavolo!- Alejandro si limitò a lanciargli un ghigno malizioso. Cominciai a chiedermi se avessi fatto la scelta sbagliata, a non votare per Alejandro. “ci sarà un opportunità anche per quello… non mi fido di lui… proprio per nulla… scusa, Noah”. Owen mi si avvicinò triste:
-Ciao, Duncan… mi sei mancato. Questo show non è lo stesso, senza di te… scusa se non sono allegro come la solito, ma ho perso prima Izzy e adesso anche Noah.-
-oh… mi dispiace molto, amico!- ammisi -cosa è successo tra te e Izzy? Ti ha mollato, quella pazzoide?-
-Sì, ma non è come pensi… vedi, stavamo volando sulla Giamaica, ma l’ aereo aveva dei problemi, così io e Izzy ci siamo lanciati con il paracadute. Alla fine siamo riusciti ad atterrare, ma l’ aereo ci cadde letteralmente in testa. io ho la testa dura, e non mi sono fatto quasi nulla… solo qualche graffio, ma lei… lei… non so come è successo… ma è doventata super intelligente, ed è stata reclutata dall’ esercito. Le ultime cose che mi ha detto sono state: “mi dispiace ma secondo i miei calcoli siamo incompatibili, quindi… ciaociao!” … sigh… se ci ripenso mi viene da piangere.- In quel momento sentimmo la campanella.
-Forza!- incoraggiò Chris -cantate, o vi accoderete a Noah!- il povero Owen si asciugò le lacrime e cantò:
(Oh Izzy povero Noah)
“ho perso la strada… Izzy ha detto ciao
E mi ha preso a calci… nei kiwi…”
Cantai io:
“hai perso la contezza del giorno, quando Noah si muoveva così piano”
Si aggregò muovendo le braccia a destra e a sinistra a tempo:
Ooh ooh
Riprese Owen
“No, quello è perché mi sa che… l’ ho schiacciato io…
Oh Izzy! Oh Noah! Mi mancate tanto!
Oh mia Izzy… piccolo Noah… perché vi ho lasciati andar”
Ripresi io:
“il sorriso di Izzy, la gioia con cui mordeva
il tuo braccio, con voracità”
“e in effetti lo faceva sempre” ammise Tyler
Owen riprese:
“ho perso la strada, Izzy mi diceva buonanote
E doppo calcio nei kiwi doppio… OUCH!
Oh Izzy! Oh Noah! Mi mancate tanto!
O amici, amici miei perché vi o lasciati andar?
Conclusi io:
“Perché ti ho lasciata andar?”
-Perché, chi hai lasciato andare?- mi chiese Owen insospettito.
-Cosa?- chiesi colto in castagna -no, era solo per concludere la canzone…-
-beh, ragazzi- liquidò l’ atleta imbranato -io vado a dormire-
-Notte, amico!- salutai.
Owen mi sorrise e avvicinò la sua bocca al mio orecchio:
-Me lo ha confessato, sai?-
-Chi?... cosa?- chiesi sbalordito.
-Gwen… non riesce a smettere di pensare a te.- dopo aver detto ciò, Big O si allontanò. Ero sbalordito. Rimasi a bocca aperta. Andai a ruota dietro Owen ai posti di seconda classe. Mi sdraiai sul duro legno della panca. Restai sveglio nonostante fosse l’ una di notte passata. Rimasi a fissare il soffitto per una mezzoretta, credo. “basta… ho bisogno di confessarmi” mi alzai e andai al confessionale. Aprii la porta del bagno ove il confessionale era stato realizzato. La porta era aperta… ma non era normale: era stata palesemente forzata. Sentii il suono di una voce che conoscevo benissimo… ma come era possibile?
-Non riesco a capire come facciano gli altri a dormire… soprattutto Courtney. Io… non so, mi sento confusa… coma quando si beve troppo caffè… cosa significa tutto questo? Il mio subconscio mi diceva che sarei dovuta andare a quel punk club, ed infatti vi ho trovato proprio la persona che speravo di ritrovare. Duncan… come vorrei che tutta questa situazione non si fosse creata… a volte sogno di stare con lui, senza ostacoli, né limiti… in questo sogno Courtney e Trent appoggiavano il nostro fidanzamento. Eravamo solo io e Duncan... credo di amarlo… lui è mancato ad entrambe… il punto è che non starà mai con me… lui ama Courtney… o almeno credo… sono quasi certa che si parlasse con me, prima… lo spero… mi basterebbe sapere solo questo…-
La porta del confessionale si aprì. Duncan era appena entrato.
Era incredibile: nel confessionale c’ era proprio Gwen!!!!
Duncan fece una faccia sorpresa… io mi coprii la bocca e mi alzai in piedi:
-Oh mio Dio, ho dimenticato di chiudere la porta?-
Non credevo ancora ai miei occhi…
-No, la serratura è rotta- non sapevo cosa dire… “no, è il momento: non mi capiterà più un occasione del genere. Santo cielo, ha la mano ustionata!!!”
-Cosa è successo, alla tua mano?- chiesi sorridendo. Lei titubò, poi si guardò la mano:
-Questa è una sciocchezza, ma… non ne ho idea- poi mi guardò sorridendo… amavo quel sorriso -… ma sono molto felice che tu sia qui a chiedermelo-
Non seppi resistere… forse no, dovevo resistere: risposi:
-anch’ io…- e la presi per mano. Lei inizialmente dette un gridolino di dolore… infatti avevo per sbaglio preso proprio quella ustionata. Poi mi guardò.
-Gwen… da quanto tempo aspettavo questo momento…- le dissi, guardandola negli occhi -…ti amo-
-no, aspetta…- mi fermò -ma… Courtney?- la ignorai.
-… Ti amo dalla prima volta che ti ho vista. Te lo avrei detto prima, ma era impossibile: tu eri cotta di Trent… così ce l’ ho messa tutta, per farvi mettere insieme… ho riflettuto tanto, sai? Una volta atterrato all’ eliporto dei perdenti mi sono reso conto della scempiaggine che avevo commesso, e ho deciso di inseguire l’ aereo ovunque, on qualunque mezzo. Mi sono comportato come un latitante. Quando ho saputo al Dopo show che la prossima tappa sarebbe stata Londra… mi sono fiondato qui… vedi, ero andato al punk club solo per avere uno strappo fino in centro. Ma tu mi hai preceduto… ho attraversato mari e monti, e sono venuto fin qui… solo per dirti che ti amo… non mi interessa del gioco e di tutto il resto, non mi importa del milione… io voglio solo stare con te… per sempre-
-Ma… sei sicuro?… io…-
La zittii dolcemente. Poi posai le mie labbra sulle sue. Quello era il momento più bello e romantico della mia vita… finalmente avevo confessato il mio amore a Gwen. Finalmente l’ avevo baciata.
Non so se quello che stavo facendo era giusto o no, ma di una cosa sono certa: io amo Duncan, e se ciò implica che devo essere considerata da tutti una schifosa traditrice… che sia! Sono disposta a tutto, pur di stare con lui, che con il suo bacio, mi aveva tolto ogni dubbio. Lasciai colare una lacrima di gioia dal mio occhio destro. Quello era il giorno più bello della mia vita.
Finalmente tutti i miei sogni si erano avverati… ma come tutti i sogni… quel sogno non durò allungo. Pochi secondi dopo, infatti sentii un tonfo alle mie spalle. Gwen si staccò.
-Cosa è stato?- chiese preoccupata. Mi voltai: Tyler era inciampato in un secchio che qualcuno aveva usato come vaso da notte, e nella caduta era andato a sbattere contro la mensola degli attrezzi da lavoro, che gli erano piombati addosso. Mi avvicinai a lui. Lo afferrai per la tuta. Lo strattonai.
-Tyler- cominciai -racconta a qualcuno quello che hai visto stasera… e sei MORTO!!! Nessuno deve sapere quello che è successo, chiaro? Sarebbe un disastro… metteresti in pericolo l’ andamento della gara.
-sei uno sporco traditore!- mi ammonì -io non tradirei mai, MAI la mia Lindsay!!-
-Ti prego, Tyler!- supplicò Gwen -sii comprensivo… credo tu abbia sentito quello che ci siamo detti… noi ci amiamo davvero- era incredibile la calma con la quale Gwen affrontava la questione… non come me, che agivo sempre di impulso, ed usavo anche la violenza per ottenere i miei scopi.
Tyler ci guardò con un misto di terrore, biasimo e compassione.
-D’ accordo, non dirò nulla- disse alla fine Tyler -ma questa situazione non mi piace-. Si rialzò, ci dette le spalle e se ne andò. Io e Gwen ci guardammo. I nostri volti esprimevano allo stesso tempo gioia e dolore. Ci scambiammo un ultimo, lungo bacio. Poi ci salutammo e andammo a dormire, lei nella prima, ed io nella seconda classe. Mi sdraiai sulla dura panca, e lentamente, sorridendo… caddi nel sonno.