Io e te, capisco che è per sempre (HEATHER 4EVERR)
Ecco che comincia un nuovo anno.
Un nuovo anno di sofferenze, bugie, lacrime.
NO! Quest’anno basta! Basta piangere la notte e alzarsi al mattino con un sorriso come se niente fosse. Basta bugie agli altri, soprattutto basta bugie a me stessa. Basta soffrire. Basta soffrire per un ragazzo che non mi vuole più, a cui non sta bene come sono.
Il mondo è pieno di ragazzi come Duncan, anche meglio di Duncan.
Quel mattino mi alzai felice. Non ero mai stata cosi contenta di uscire di casa con un sorriso, un sorriso vero.
Presi il cappotto e uscii di casa.
Non avevo mai notato quanto era bello passeggiare sul lungo mare d’inverno.
In questi ultimi due anni avevo pensato solo a Duncan senza pensare a me stessa.
Mentre camminavo vidi una bellissimo sasso a forma di cuore, mi abbassai e lo raccolsi. Ricominciai a camminare mentre ammiravo la bellezza di quel sasso. Era perfetto.
Ad un tratto andai a sbattere contro qualcuno.
C (Courtney): Oh mi scusi signore, non l’avevo vis…
? : Di niente splendore.
E se ne andò.
Non lo avevo mai visto da queste parti. Era così affascinante.
Capelli neri e dei profondi occhi azzurri.
Quando mi ripresi da quel sogno mi girai per chiedergli come si chiamasse ma era troppo tardi era già scomparso.
Tornai a casa, felice.
Arrivò presto la sera e così andai a dormire, ma non riuscii a dormire.
Pensai tutta la notte a quel ragazzo sconosciuto.
Il mattino dopo mi alzai di corsa, mi pettinai e truccai bene volevo essere perfetta nel caso avessi rincontrato quel misterioso ragazzo.
Alla stessa ora andai sulla spiaggia e aspettai. A un certo punto qualcuno mi toccò la spalla: era lui.
? : ehi principessa!
Quando Courtney sentì quella parola scoppiò a piangere e corse via.
Il ragazzo la rincorse e riuscì a prenderle il braccio e a fermarla.
?: ho detto qualcosa di male? Se è così scusami non era mia intenzione ferirti.
Io mi chiamo D…. David!
C: No! Scusami tu. Non volevo scappare via. Comunque io sono Courtney, piacere!
D: allora mi puoi dire che cosa ti ha fatto piangere prima?
C: Beh vedi…
Courtney non voleva raccontare la sua storia ad uno sconosciuto ma quando i suoi occhi incrociarono quelli di David cambiò idea. Erano degli occhi sinceri e rassicuranti.
C: allora il mio ex ragazzo, un punk di nome Duncan, mi chiamava sempre principessa. Io lo amavo tanto, anzi lo amo tutt’ora ma lui si è messo con la mia migliore amica e da quel giorno non gli ho più parlato, non perché sono arrabbiata con lui ma perché sono arrabbiata con me stessa. Lui mi ha lasciato perche volevo cambiarlo, volevo farlo diventare il ragazzo perfetto ma non mi sono accorta che il ragazzo perfetto era già li. Così mi ha lasciata.
D: oh mi dispiace molto. Sono sicuro che quel ragazzo ti ama ancora.
C: e tu come fai a dirlo?
D: beh lasciare andare una ragazza come te è da stupidi!
Courtney arrossì.
C: S-sei molto gentile!
D: senti stasera ti va di andare a mangiare qualcosa insieme?
C: ok va bene! A che ora?
D: non so! Verso le 8, che ne dici? Passo a prenderti io!
C: oh, ok! Ti aspetto. Ora vado però. Ciao David!
D: ciao splendore!
Courtney arrossì di nuovo.
Mi incamminai verso casa! Erano già le 14.
C: quanto tempo! Certo che parlare con lui è davvero bello. Anche se mi ricorda vagamente Duncan.. che cavolo sto dicendo David è mille volte meglio di quel punk senza cervello!
Mi misi sul divano e.. mi addormentai.
Mi svegliai che erano già quasi le sette e io dovevo ancora lavarmi, vestirmi e truccarmi.
C: oh cavolo! Mi sono addormentata non ce la farò mai in tempo!
Mi feci la doccia in fretta, mi asciugai i capelli e mi feci un’acconciatura favolosa.
C: bene ora pensiamo al vestito!
Presi i miei tre vestiti preferiti e li misi sul letto.
C: allora metto quello nero, quello bianco o quello rosso? Oddio sono tutti e tre molto belli.
Il vestito nero era lungo, molto scollato, con le spalline sottili.
Quello bianco era più corto, arrivava appena sotto al ginocchio, aveva una spallina sola con su dei fiorellini ed era molto sexy devo dire.
Quello rosso invece era un pochino più corto di quello bianco, ma non molto e aveva la gonna a pieghe.
Alla fine optai per quello bianco.
Mancavano cinque minuti alle 8 e dovevo ancora truccarmi.
Mi truccai velocemente ma comunque bene. Ero pronta, erano le 8 ed ecco che il campanello suonò.
C: puntuale!
C: arrivo!
Andai ad aprire la porta e lo vidi. Era vestito molto bene!
D: Buona sera splendore!
C: buona sera anche a te!
Salimmo in macchina.
C: dove andiamo a mangiare?
D: in un posto molto bello!
C: oh e.. è lontano?
D: no, siamo quasi arrivati!
C: ok!
Arrivammo al ristorante. Era veramente bello era uno dei migliori ristoranti della città.
Entrammo.
Capo sala: Buona sera. I signori desiderano un tavolo?
D: ho prenotato stamattina.
Capo sala: mi vuole dire il nome?
D: oh si, Stevenson.
Capo sala: oh si. Se i signori vogliono seguirmi.
Arrivammo al tavolo. Era il posto migliore del ristorante: una saletta privata e dalla finestra si vedeva il mare.
Cameriere: i signori vogliono dello champagne?
D: si grazie.
Cameriere: arriva subito.
Dopo qualche istante il cameriere tornò con dello champagne buonissimo e ce lo versò nei bicchieri, dopodiché se ne andò lasciandoci soli e….
D: Piccola ti ho fatto una sorpresa spero ti piaccia!
FINE PRIMA PARTE
Ecco la seconda parte!!!
D: piccola ti ho fatto una sorpresa spero ti piaccia!
Inizia una base e lui comincia a cantare:
Eccoti sai ti stavo proprio aspettando
Ero qui ti aspettavo da tanto tempo
Tanto che stavo per andarmene
E invece ho fatto bene
Sei il primo mio pensiero che
Al mattino mi sveglia
L'ultimo desiderio che
La notte mi culla
Sei la ragione più profonda
Di ogni mio gesto
La storia più incredibile
Che conosco
Conosco
Eccoti come un uragano di vita
E sei qui non so come tu sia riuscita
Prendermi dal mio sogno scuotermi
E riattivarmi il cuore
Sei il primo mio pensiero che
Al mattino mi sveglia
L'ultimo desiderio che
La notte mi culla
Sei la ragione più profonda
Di ogni mio gesto
La storia più incredibile
Che conosco
Eccoti anche ora che non sei in casa
Tu sei qui mi parlavi per ogni cosa
Gli oggetti sembrano trasmettermi
L'amore nello scegliermi
Eccoti finalmente sei arrivata
E sei qui non sai quanto mi sei mancata
Speravo tu esistessi però non immaginavo tanto
Sei il primo mio pensiero che
Al mattino mi sveglia
L'ultimo desiderio che
La notte mi culla
Sei la ragione più profonda
Di ogni mio gesto
La storia più incredibile
Che conosco
Conosco
Conosco
Conosco
Conosco
Conosco
Finita la canzone mi scesero alcune lacrime.
“La tipa orgogliosa piange” direte voi.
Sì, piango. Ma finalmente quelle non sono lacrime di dolore ma di gioia!
Mi alzai dal tavolo corsi da lui e lo baciai.
C: oh scusami, non so che mi è preso non volev..
D: ehi, non ti preoccupare! Era quello che aspettavo, Piccola!
Mi mise le mani sulle guance, erano mani calde.
Mi guardò negli occhi e mi baciò.
È stato bellissimo. Avrei voluto che quel momento non finisse mai, ma purtroppo il cameriere ci interruppe dicendo che la cena era pronta.
Fu una cena bellissima, romantica!
Finimmo la cena e andammo a pagare. Uscimmo a braccetto e guardandoci negli occhi stavamo per attraversare la strada, quando ecco all’improvviso vidi una forte luce, sentii un urlo e poi il buio.
Mi risvegliai in un letto d’ospedale.
La prima cosa che dissi fu: dov’è David?
Mamma: Tesoro, oh tesoro come stai?
C: bene mamma! Ma io voglio sapere dov’è David e come sta? Sta bene?
Mamma: chi è questo David?
C: il ragazzo con cui uscivo e di cui ti ho parlato l’altro giorno, era con me nel momento dell’incidente, come sta?
Mamma: adesso andrò a chiederlo al medico tesoro.
C: grazie mamma!
Pochi minuti dopo mia mamma tornò con il medico
Mamma: tesoro questo è il medico, chiedigli quello che vuoi. Adesso io vado un attimo a casa da tuo padre a dirgli che stai bene.
Medico: Signorina che cosa vuole sapere?
C: insieme a me è stato ricoverato anche un ragazzo? Piuttosto alto, con i capelli neri e di nome David Stevenson.
Medico: si è stato ricoverato un ragazzo, anche lui è stato investito. È piuttosto alto e con i capelli neri ma non si chiama David Stevenson.
C: e allora come si chiama?
Medico: beh lui si chiama…
Infermiera: dottore la vogliono nella stanza 114.
Medico: arrivo subito! Torno tra un attimo Signorina Tomilson.
C: ook!
Quando il medico uscì mi assalirono i pensieri: non si chiama David, mi ha mentito.
Tutti io me li prendo, uno peggio dell’altro.
Mi girai su un lato e vidi per terra il sasso a forma di cuore che trovai qualche settimana fa in spiaggia.
Non era più perfetto, si era rotto. Si era diviso a metà. È strano come una cosa così perfetta diventi, nel giro di un attimo, imperfetta.
Solo in quel momento capii. Presi i due pezzi del cuore e
C: devo andare da David.
Staccai la flebo e tutti i fili che avevo attaccati alle braccia e andai a cercare David.
Finalmente lo trovai. Era li sul letto. Occhi chiusi.
C: tranquilla court sta solo dormendo.
Presi una metà del cuore e gliela misi sotto il cuscino.
In quel momento mi scesero delle lacrime. Lacrime di dolore. Ancora.
Nella stanza entra un’infermiera
Infermiera: è il tuo ragazzo?
C: no. Ma lo vorrei tanto.
Infermiera: vedrai, si riprenderà. Non è grave.
C: meno male. David svegliati ti prego!
Infermiera: come mai lo chiami David, è un soprannome?
C: no è il suo nome, almeno credo.
Infermiera: lui non si chiama David. Sicura che sia lui il tuo amico?
C: CERTO CHE SONO SICURA! NON SONO MICA UNA STUPIDA, AVRò AVUTO UN INCIDENTE MA LE PERSONE LE RICONOSCO ANCORA!
Infermiera: Scusami non volevo farti arrabbiare.
C: oh no, non si preoccupi.
…
C: infermiera, posso chiederle una cosa?
Infermiera: si dimmi pure.
C: come si chiama questo ragazzo?
*l’infermiera apre un cassetto e inizia a cercare tra le cartelle cliniche*
Infermiera: allora stanza 104, oh ecco qui! Allora lui si chiama….
(Mwahahahahah! Ci vorrà ancora un po’ prima che ve lo dica!

)
C: allora? Come si chiama?
Infermiera: lui si chiama Duncan, Duncan Nelson.
C: Duncan? DUNCAN? È sicura infermiera?
Infermiera: si!
C: DUNCAN? Non può essere! Non può essere lui! Dov’è finita la cresta, la maglia con il teschi e il collare?!
Me ne andai un po’ arrabbiate, spaventata, pensierosa.
*court pensa* : “Se lui è Duncan perché non me lo ha detto subito? Ah già, io non gli avrei parlato, orgoglio. Ma perché ha fatto tutto questo? Non stava con Gwen? Ooh accidentaccio che confusione! Maglio dormire un po’.”
Provai a dormire, ma non ci riuscivo. Avevo quel pensiero che mi frullava in mente: LUI NON PUò ESSERE DUNCAN!
Dopo un po’ riuscii ad addormentarmi.
Mi svegliai e trovai David o Duncan di fianco a me che mi stringeva la mano.
Appena lo vidi mi misi a piangere e lo abbracciai. Ero così felice che fosse vivo!
C: David!!! Non sei morto!
D: no piccola!
C: meno male!
D: io intendo No, non mi chiamo David.
C: si lo so, Duncan!
D: sai che sono io? E non sei furiosa?
C: no! Tu sei cambiato per me, sei diventato il ragazzo perfetto solo per me! Ma ho capito che io ti amo perché sei tu Duncan! Non importa se sei un punk, un delinquente, un bugiardo o un bravo ragazzo. IO TI AMO!
D: Courtney, mi hai reso il ragazzo più felice di questo mondo! Non avrei mai pensato che tu potessi cambiare così tanto.. anch’io ti amo e non ho mai smesso di farlo! Anche quando stavo con Gwen, l’unica ragazza che riempiva i miei pensieri eri tu, sei sempre stata tu e sarai sempre tu.
Dopo aver detto questo prese dalla tasca la metà del cuore che gli avevo messo sotto al cuscino, io tirai fuori la mia… io e Duncan siamo come questo sasso, divisi non siamo nessuno ma insieme siamo più forti di tutto e tutti e nessuno potrà più dividerci ora che ci siamo ritrovati!
Io e te, ora capisco che è per sempre.
FINEEE! SPERO VI SIA PIACIUTA!