IL VIAGGIO DI TRENT
Durante A Tutto Reality: Azione, Trent e Gwen si erano lasciati.
Trent non si era ancora rassegnato, ma non potendo partecipare ad A Tutto Reality: Giro del Mondo, decise di vedere come se la cavava Gwen.
Ma fu la scelta più sbagliata che avesse potuto fare, infatti vide Gwen che baciava Duncan nel confessionale e la ferita nel cuore di Trent si riaprì.
Qualche giorno più tardi andò a fare visita a sua nonna, e la trovò che riordinava la soffitta, così Trent si offrì di aiutarla.
Mentre riordinava, trovò un baule appartenuto al suo adorato nonno, corse allora a parlarne con sua nonna e lei gli disse che quel baule lo aveva lasciato per lui.
Ma come fare per aprirlo? Era chiuso da un grosso lucchetto e la chiave sembrava sparita nel nulla.
In quel momento gli tornò in mente che il trenino con cui giocava da bambino lo aveva costruito lui, quindi la chiave poteva essere nel trenino.
Corse a cercarlo e quando lo trovò lo aprì con molta cautela.
Aveva ragione, nel trenino c’ era veramente una chiave, la prese e aprì il baule.
All’ interno trovò una vecchia chitarra, una fotografia, un cappello e un misterioso cofanetto.
Sul coperchio del baule era attaccata una lettera, Trent la prese e riconobbe la scrittura del nonno, la lesse: "Caro Trent, se stai leggendo questa lettera vuol dire che io non sono più li con te, ma vorrei che tu riportassi quella chitarra al mio amico Diego, che vive lontano nella foresta del Brasile. Me la donò quando nascesti tu, per fare di te un grande musicista.
Lo so che è un viaggio rischioso per un giovane ragazzo come te, ma io sono sicuro che saprai superare qualsiasi difficoltà; ti regalo anche il mio vecchio cappello, mi ha sempre portato fortuna e spero che aiuti anche te.
Ti starai chiedendo cosa contiene il cofanetto che ho messo nel baule, ti dico che solo Diego può aprirlo, ma il suo contenuto è molto prezioso per me e per la tua nonna. Questo è l’ ultimo saluto che ti do, ragazzo mio, ma voglio rivelarti il segreto che ha fatto di me e tua nonna una coppia felice, Lasciati guidare dal cuore.
Un abbraccio, tuo Nonno".
Quando finì di leggere la lettera, Trent cercò di trattenere le lacrime, suo nonno lo aveva sempre aiutato ed era sempre stato orgoglioso di lui, ed ora era arrivato il momento di mostrare al nonno che non era un piagnucolone.
Prese lo zaino che aveva usato sull’ isola e mise dentro il cofanetto, la fotografia e gli altri oggetti che potevano essergli utili, poi prese la chitarra che il nonno gli aveva affidato e si mise il cappello del nonno.
Salutò sua nonna e partì per il suo grande viaggio.
Fine parte 1
Quando Trent era ormai distante dalla casa della sua nonna, gli venne in mente un dettaglio importante, come ci sarebbe arrivato in Brasile?
Non aveva abbastanza soldi per fare un andata e ritorno.
Però andare a piedi dal Canada al Brasile era un impresa impossibile per lui, ma non avendo altra scelta decise di tentare.
Camminò per molti kilometri, finché il sole non tramontò.
Continuò lo stesso il suo cammino, suonando la chitarra per darsi coraggio.
In quel momento si trovò davanti un bambino, Trent lo salutò: Ciao, bambino, ma cosa ci fai in giro a quest’ ora?
Il bambino rispose: Ma tu non sei Trent di A Tutto Reality, come mai stai camminando di notte?
Trent rispose: Sto facendo un viaggio per riportare al amico del mio nonno la sua chitarra.
Il bambino chiese: E dove vive questo amico?
Trent rispose: In Brasile.
Il bambino disse: Ma è molto lontano, dovresti rinunciare e tornare a casa.
Trent fu sorpreso da quelle parole, forse era meglio desistere e tornare indietro?
Trent scosse la testa, dicendo: Devo farlo per il mio adorato Nonno, non importa quanto sia lontano, io riporterò questa chitarra a qualsiasi costo!
Il bambino sorrise, poi disse: Sei un ragazzo coraggioso, Trent, non arrenderti mai alle difficoltà.
Dopo aver detto ciò, il bambino corse via, Trent lo inseguì, ma lui era come sparito.
Trent continuò a marciare per il resto della nottata, finché all’ alba non scorse un piccolo paesino.
Trent entro in paese e notò subito che, benché fosse l’ alba, non c’ era nessuno che lavorasse.
Cominciò a girare per il paese, quando vide qualcosa di strano, su un muro era disegnato un treno con 9 ruote, ma cosa significava?
Trent si avvicinò ed vide che dove avrebbe dovuto esserci la decima ruota, il mattone sporgeva un po’ di fuori, Trent lo spinse e la nona ruota si aprì di scatto, dentro c’ era una lettera, la aprii e lesse: Trent, durante il tuo viaggio troverai prove che ti faranno desistere dal continuare, ma io avrò fiducia in te fino alla fine, il Nonno.
Trent era stupito, come faceva il nonno a sapere che sarebbe arrivato in questo paesino?
Nella busta c’ era anche una piccola chiave di legno, ma cosa significava?
Poco dopo arrivò una persona distinta, che si fermò davanti a Trent dicendo: E stato lei ad aprire la ruota?
Trent rispose di sì.
Il tipo gli fece cenno di seguirlo, Trent lo segui, ma appena svoltato l’ angolo si trovò davanti una banda di malviventi.
Tre gli furono addosso e lo bloccarono, poi si avvicinò il tipo di prima, Trent gli chiese: Perché mi avete preso??
Il tipo gli rispose: Perché tu hai qualcosa che mi appartiene, o che sgarbato, non mi sono presentato, sono Enrique Monastario.
Trent chiese: Cosa volete?
Monastario continuò: La chiave che hai trovato.
Trent rispose: Non ho trovato nessuna chiave.
Monastario disse: Uhm, pensi di imbrogliarmi?
Trent disse: No!
Uno degli sgherri disse: Capo, io questo ragazzo l’ ho già visto..
Monastario disse: Stupido, è Trent di A Tutto Reality!
Lo sgherro disse: Oh, e vero, lei e proprio intelligente, capo.
Monastario disse: Lo so, ma ora torniamo alla chiave, dov’è?
Trent disse: Non ho trovato nessuna chiave!
Monastario disse: Non importa, ragazzi, pensateci voi.
In quel momento, quando gli sgherri si distrarono, Trent ne approfittò per scappare.
Dopo un po’ di tempo si accorse che nessuno lo stava inseguendo, Trent si fermò un attimo.
Cosa voleva fare quel tipo con la chiave che aveva trovato?
Cosa gli aveva nascosto suo Nonno?
In quel momento arrivò un furgoncino, l’ autista disse: Ehi tu, cosa fai in giro?
Trent rispose: Sto andando in Brasile per riportare la chitarra all’ amico di mio Nonno.
L’ autista rispose: In Brasile? Che combinazione, io sono diretto in Messico, se vuoi posso darti un passaggio?
Trent rispose: Oh, grazie, così arriverò prima.
Fine parte 3
Dopo due giorni di viaggio no stop, il furgone si fermò in Messico, Trent ringraziò l’ autista e continuò il suo viaggio.
Dopo mezza giornata di camminata, Trent si accorse che oramai non c’erano più abitazioni davanti a lui, era solo adesso.
Continuò comunque a camminare sotto il sole cocente, finché vide in lontananza una casa abbandonata, con un'insegna sulla porta, una locomotiva a nove ruote con sopra una chitarra.
Trent entrò nell’ abitazione e la trovò in pessime condizioni, però sul muro era stata scolpita una scritta: La chiave che ti porterà al giaguaro è qui, ma per riceverla dovrai avere il permesso del suo custode..
Cosa voleva dire quella frase? Di quale giaguaro si trattava? E chi era questo custode?
Trent si avvicinò per vedere meglio, ma inciampò in un'asse sporgente e per non cadere si aggrappò al camino lì vicino, ma appena Trent appoggiò la mano, il camino ruotò su se stesso, portando Trent in un passaggio segreto.
All’ interno del passaggio era completamente buio. Per fortuna Trent aveva con sé la torcia che usava per proseguire di notte; l’ accese e seguì lo stretto corridoio.
Appena Trent uscì dal corridoio si trovò davanti una chiave, ma questa volta non era di legno, bensì d’ oro massiccio. Si avvicinò per prenderla, quando sentì qualcosa di viscido che stava passando sul suo piede.
Abbassò con molta calma la torcia e si trovò davanti un serpente a sonagli, con la sola differenza che questo era il più lungo serpente a sonagli che avesse mai visto!
Trent allora si ricordò la frase scritta sul muro “ ..dovrai avere il permesso del suo custode..”, già, ma come poteva ottenere il permesso da un serpente?
Sul pavimento c’erano alcuni pezzi di legno, ma a cosa potevano servirgli?
Trent ebbe allora un lampo di genio, afferrò uno dei pezzi di legno e tentò di colpire il serpente, ma non ottenne l’ effetto sperato. Il serpente cominciò a raggomitolarsi e a sibilare sempre più forte, segno che stava per attaccare.
Trent cercò nel suo zaino qualcosa che potesse difenderlo dal serpente, quando trovò una scatola di fiammiferi, la aprì ma dentro c’era solo un fiammifero. Lo accese comunque e diede fuoco ad un bastone, il serpente si ritirò, terrorizzato dalla fiamma. Trent ne approfittò e prese la chiave e corse più veloce che poteva fuori dal passaggio segreto.
Una volta uscito, il nostro protagonista udì delle voci fuori dalla casa, si affacciò ad una finestra e vide Monastario e i suoi uomini all’ entrata.
Trent sapeva che se fosse uscito, Monastario lo avrebbe fatto catturare e avrebbe preso le due chiavi, ma da dove poteva fuggire, ora?
Fine parte 4
Monastario cominciò ad osservare la casa e disse: Senza dubbio, il nostro fuggiasco deve essere li dentro, su, andate e prendetelo.
Alcuni degli sgherri di Monastario entrarono in casa, Trent era in trappola ormai.
All’ improvviso, una voce disse: Ehi, vieni da questa parte se vuoi scappare.
Trent si voltò e vide un ragazzo, gli chiese: E tu chi sei? E come hai fatto ad entrare?
Il ragazzo rispose: Le domande a dopo, ora dobbiamo fuggire, seguimi!
Trent seguì il ragazzo nell’ altra stanza, poi il ragazzo sollevò alcune assi del pavimento e Trent vide una scalinata.
Trent cominciò a scendere, quando vide il ragazzo che rimetteva a posto le assi, gli gridò: Perché non vieni? Quei tipi sono pericolosi, devi fuggire anche tu!
Il ragazzo rispose: Io me la caverò, ma tu sei troppo importante, proteggi quelle chiavi, non devono finire nelle mani sbagliate.
Trent voleva chiedere spiegazioni, ma sentii in lontananza gli uomini di Monastario che si avvicinavano e decise di proseguire.
Quella scala sembrava non finire mai, quando in lontananza la luce del sole mostrava l’ uscita della galleria.
Trent uscì, ma ora non sapeva dove fosse, quanta strada aveva percorso nella galleria?
Trent proseguì comunque, sperando di trovare un modo per capire dove fosse.
Dopo tre ore di estenuante marcia, il nostro protagonista vide un anziano che stava camminando verso di lui, Trent si avvicinò e lo vide molto stanco e assetato, così gli offrì un po’ d’ acqua.
Il vecchio ringraziò, ma appena vide le due chiavi si stupì molto e disse a Trent: Ragazzo, dove hai trovato quelle due chiavi?
Trent rispose: Le ho trovate durante il mio viaggio.
Il vecchio disse: Quelle chiavi sono molto preziose, sai per quale motivo?
Trent fece cenno di no.
Il vecchio continuò: E una storia molto antica, nella foresta del Brasile è nascosto un tempio molto importante, e che si possa accedere al suo tesoro solo con due chiavi, una di legno e l’ altra d’ oro.
Trent chiese: Chi gli ha raccontato questa storia?
Il vecchio rispose: Io vengo proprio dalla foresta, sono ormai 10 giorni che cammino, ma la storia che ti ho narrato me l’ha raccontata un uomo molto gentile, se non ricordo male doveva chiamarsi Diego..
Trent disse: Diego?! Ma e la persona che devo incontrare, allora devo solo proseguire per altri 10 giorni, esatto?
Il vecchio lo avvertì: La foresta è molto pericolosa, dovrai fare molta attenzione.
Dopo aver detto ciò, il vecchio proseguì per la sua strada.
Mancava poco oramai, ma chissà se Trent avrebbe mai capito perché il ritrovamento delle due chiavi fosse toccato proprio a lui?
Fine parte 5
Trent proseguì nella direzione che l’ anziano gli aveva indicato, dopo aver camminato per dieci giorni senza sosta, riuscì finalmente ad entrare nella foresta amazzonica.
Gli alberi erano molto fitti, e chissà quali animali si celavano dietro gli alberi e cespugli, però a Trent era rimasto un dubbio, ora che era nella foresta, come avrebbe fatto a trovare Diego?
Mentre il nostro amico stava proseguendo all’ interno della foresta, aveva una strana sensazione, come se qualcuno lo stesse spiando da lontano.
Trent cominciava a capire come mai Monastario volesse a tutti i costi le due chiavi, voleva avere il tesoro tutto per sè.
All’ improvviso qualcosa punse il collo di Trent, pensando che si trattasse di una zanzara, il nostro protagonista si toccò il collo. Ma quello che lo aveva punto non era una zanzara..
Trent cominciò a perdere i sensi, riuscì solo a vedere in mano il dardo che lo aveva punto, prima di svenire.
Quando Trent si riprese, si accorse che non era nella foresta, ma dentro ad una capanna!
Quando si alzò in piedi, il nostro amico si rese conto che non aveva più le due chiavi.
All’ improvviso entrarono nella capanna due indigeni che afferrarono Trent e lo trascinarono nella foresta.
Dopo pochi passi, Trent vide un enorme tempio nascosto dagli alberi.
I due indigeni lo portarono fino alle gradinate e solo allora il nostro amico si rese conto che attorno a lui c’erano molti altri indigeni; i due lo lasciarono e Trent vide che dal tempio stava scendendo un uomo col volto coperto da una maschera antica, senza dubbio doveva essere il capo di quella gente.
L’ uomo disse: Chi sei straniero?
Trent rispose: Mi chiamo Trent!
L’ uomo continuò: Come mai avevi con te le chiavi sacre?
Trent disse: Le ho trovate durante il mio viaggio.
Tutti i presenti si agitarono alla riposta di Trent, ma l’ uomo con la maschera li fece tacere, poi chiese: Sei venuto per rubare il tesoro del tempio del Giaguaro?
Il nostro amico rispose: NO, non sono venuto a rubare nel vostro tempio, sono qui per riportare la chitarra a Diego, l’ amico di mio Nonno!
A quelle parole, gli indigeni cominciarono a bisbigliare tra di loro, l’ uomo disse: Bene, Trent, il tuo viaggio è giunto al termine.
Trent era confuso, cosa stava succedendo?
L’ uomo si tolse la maschera e disse: Trent, sono io Diego.
Fine parte 6
Trent era stupefatto, l’uomo che stava cercando era lì, davanti a lui!
Diego disse agli indigeni: Trent non è un pericolo per noi e per il tempio, che possa viaggiare per il villaggio in libertà.
Gli indigeni saltarono di gioia a quelle parole, poi Diego si rivolse a Trent: Vieni nella mia capanna, abbiamo molto da dirci.
Trent seguì Diego nella capanna, appena si sedettero Diego cominciò a raccontare: Molto tempo fa, io e tuo nonno eravamo alla ricerca del tempio del Giaguaro, ma appena lo trovammo ci rendemmo conto che se avessimo diffuso la notizia del ritrovamento, questa gente avrebbe dovuto lasciare le proprie case.
Così mi fermai nel villaggio e divenni il loro capo, mentre il tuo adorato Nonno decise di tornare da sua moglie.
Quando torno tempo dopo, mi raccontò che stava per avere un nipote, così gli donai la mia speciale chitarra, fatta con il legno di un albero sacro.
Trent ascoltò la storia, poi gli disse: Sono venuto per restituirti la chitarra, come ha chiesto mio Nonno dopo che mi ha lasciato per sempre.
Trent stava per ridare la chitarra a Diego, quando si udirono delle grida di terrore, i due uscirono e videro degli uomini armati raggruppare gli indigeni.
Anche Trent e Diego furono presi e portati al tempio, li ad aspettarli c’era Monastario!
Monastario disse: Oh, Trent e da un po’ che non ti vedo.
Trent rispose: Cosa vuoi Monastario?
Lui disse: Semplice, il tesoro del tempio del Giaguaro.
Diego disse: Nessuno può prendere il tesoro, e protetto da trappole molto pericolose e ingannevoli.
Monastario rispose: Bene, vorrà dire che sarà il nostro giovane Trent a superare le trappole per noi.
Trent disse: E se non volessi?
Monastario disse: In quel caso sarai responsabile del dolore che i miei uomini faranno a questa gente.
Trent era preoccupato, disse: Hai vinto, Monastario, lascia stare questa gente.
Monastario disse: Appena tornerai con il tesoro, lascerò andare questi selvaggi, ora vai!
Diego disse: Attento Trent, le trappole del tempio non cercheranno di farti male solo fisicamente, dovrai essere forte per superarle.
Trent salì le gradinate, una volta arrivato in cima si avvicinò alla porta, inserì le chiavi nella bocca del giaguaro e le girò, la porta si aprì.
Chissà quali trappole aspettano Trent all’ interno del tempio?
Trent entrò dentro al tempio, ma dietro di lui la porta si chiuse di scatto, era bloccato dentro ora.
All’ improvviso l’ intera sala prese fuoco, il nostro amico si ritrovò circondato dalle fiamme, quando udì una voce: Questa è la prima trappola, le fiamme sono un' illusione, non ti bruceranno solo se avrai il coraggio di attraversarle.
Trent disse: Chi sei?
Ma nessuno rispose.
Il nostro amico doveva superare la trappola, ma come passare tra le fiamme?
Se avesse rinunciato, Monastario si sarebbe vendicato contro Diego e gli altri indigeni.
Trent fece un respiro profondo, poi corse dentro le fiamme, continuò a correre finché una folata di vento non le fece sparire.
C’era riuscito, aveva superato una trappola!
La voce di prima disse: Bene, hai superato la trappola, ma la prossima che ti attende sarà più dura, dovrai batterti per la vita contro i sacri giaguari.
Trent era spaventato, davanti a lui si stavano avvicinando un gruppo di giaguari che sembravano molto affamati.
Quelle belve continuavano ad avvicinarsi sempre di più, come fare per superare la trappola?
Il nostro protagonista notò delle lance appoggiate alle pareti e ne prese una per difendersi.
Ma quei giaguari erano troppi per lui....In quel momento si ricordò quello che gli aveva detto una volta il nonno: Ricorda Trent, anche se davanti a te dovessi trovare l’ animale più spaventoso che esista, tutti gli animali temono la voce umana..
Ecco cosa doveva fare, prese un'altra lancia e cominciò a batterle tra loro e ad urlare più che poteva, i giaguari si spaventarono nel sentire quei rumori terribili e si allontanarono da Trent.
Ancora una volta la voce misteriosa disse: Hai superato anche la seconda trappola, ora ascolta, nelle pareti di questa stanza sono nascoste molte frecce quante sono le stelle nel cielo, se non vuoi farle scoccare, dovrai rispondere ad una domanda.
Trent era stupito: ma come prima delle fiamme, poi dei giaguari e ora una domanda???
La voce disse: Quanti servitori del tempio hai incontrato durante il tuo viaggio?
Il nostro amico cominciò a pensare, il bambino che aveva incontrato durante la prima notte, il ragazzo che lo aveva fatto scappare da Monastario nella casa in Messico e l’ anziano che aveva aiutato ai margini della foresta.
Trent disse: Sono 3!
La voce disse: Sei sicuro della risposta che hai dato?
Il nostro amico stava per rispondere, quando gli venne in mente che la voce aveva chiesto dei servitori del tempio, non di quante persone aveva incontrato.
Trent rispose: 3 persone più il serpente che custodiva la chiave d’oro!
La voce disse: Bravo, ti attende l’ ultima trappola, ma questa sarà la più pericolosa di tutte.
Fine parte 8
All’improvviso , davanti a Trent, un muro cominciò ad aprirsi, dall’altra parte c’era il tesoro.
Trent si avvicinò, ma prima che potesse afferrare il tesoro, la voce gli disse: Sappi che se il tesoro uscirà dal tempio, quest’ultimo crollerà, devastando il villaggio.
Trent disse: E ora che faccio, se esco senza il tesoro, Monastario si vendicherà, ma se porto via il tesoro, ci sarà comunque una catastrofe.
Il nostro amico cominciò a girare per la stanza, cercando di trovare una soluzione, quando notò un dipinto sulla parete, raffigurava un uomo che suonava una chitarra e dietro di lui moltissimi giaguari.
Trent cominciò a ragionare: Secondo il dipinto quella chitarra riesce ad attirare i giaguari, devo trovarla.
Il nostro amico cercò in tutta la stanza, alla fine trovò la chitarra d’oro, il problema e che la chitarra pesava parecchio e le corde erano molto dure, ma Trent doveva suonarla lo stesso.
Si diresse verso l’entrata del tempio, inserì le due chiavi e uscì.
Monastario lo vide e urlò: Allora, hai portato il tesoro?
Trent gli rispose: Lascia andare questa gente, il tesoro del tempio può appartenere solo a loro.
A quelle parole, Monastario fece un cenno ai suoi uomini, poi si rivolse a Trent: Peccato, ragazzo, vorrà dire che prima mi vendicherò su di loro e poi prenderò il tesoro lo stesso.
Gli sgherri di Monastario stavano per mettere mano alle loro armi, quando Trent cominciò a suonare la chitarra.
Le corde erano molto dure, ma il nostro amico ci mise tutta la sua volontà nel suonare quello strumento.
Monastario rise, dicendo: Credi di salvare questi indigeni mettendoti a suonare?!
In quel momento, dalla foresta, una miriade di giaguari si avvicinò al villaggio, ringhiando e ruggendo.
Gli sgherri, terrorizzati, fuggirono via inseguiti dai giaguari.
Trent smise di suonare, quando si accorse che Monastario stava salendo le gradinate per raggiungerlo.
Una volta arrivato in cima, Monastario tentò di sottrarre le chiavi a Trent, il nostro amico cercò di resistere, ma aveva le mani ferite dallo suonare la chitarra.
Monastario alla fine gliele prese ed entrò nel tempio, urlando: Il tesoro sarà comunque mio!!!!!!
Trent gli disse: Fermo, Monastario, farai crollare tutto.
Ma la porta si richiuse, poi si udirono delle urla provenire dall’ interno del tempio, poi silenzio.
Diego, intanto, aveva raggiunto Trent e lo portò nella sua capanna per curarlo.
Mentre Diego gli medicava le mani, Trent gli disse: Diego, mio nonno mi ha lasciato un cofanetto, dicendo che solo tu potevi aprirlo.
Diego gli rispose: Non temere, Trent, quando ti sarai ripreso, io aprirò il cofanetto.
Fine parte 9
Dopo alcuni giorni di permanenza, le mani di Trent guarirono del tutto.
Diego prese il cofanetto e cominciò a girarlo più volte, finché il coperchio non schizzò via.
Trent guardò dentro il cofanetto e vide un medaglione che raffigurava un giaguaro, Diego lo prese e disse: Vedi, Trent, tuo nonno e tua nonna si sono innamorati qui, così donai al tuo Nonno il medaglione, affinché il giaguaro proteggesse la sua famiglia, ma ora e tempo che sia tu a tenere il medaglione.
Trent guardò incredulo il medaglione, poi se lo mise.
Diego accompagnò fuori dalla capanna Trent, e gli disse: Trent, è tempo che torni da tua nonna, ma ti chiedo di promettere sul tuo onore, che non rivelerai a nessuno l’esistenza del tempio.
Trent disse: Lo prometto, Diego.
Gli abitanti del villaggio organizzarono una grande festa in onore di Trent, che li aveva salvati da Monastario.
Durante i festeggiamenti, Trent chiese: Diego, come mai hai deciso di restare qui?
Diego gli rispose: Quando io, tuo nonno e tua nonna scoprimmo il tempio 40 anni fa, decidemmo subito di mantenere il segreto, così restai qui come sacerdote e capo del villaggio.
L’indomani, alle prime luci dell’alba, Trent si rimise lo zaino in spalla e consegnò la chitarra a Diego.
Diego gli disse: Ascolta, Trent, durante il tuo viaggio hai vissuto strane avventure, ma sono sicuro che hai imparato la lezione che questo viaggio ti doveva insegnare, perché l’importante non è l’inizio e neanche la fine, ma il viaggio stesso.
Trent cominciò a marciare per tornare in Canada, ma sapeva che niente sarebbe stato come prima.
Aveva imparato una grande lezione, una lezione che avrebbe conservato per tutta la vita, che anche una sola persona può fare cose strabilianti.
Il nostro amico camminava per tornare la, dove tutto era iniziato, verso il sole che sorge.
FINE