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IL RAGAZZO CHE TERRORIZZAVA LA SCUOLA BY GEOFF95L'incubo by Geoff95 Occhi Della Notte by Geoff95 Ritorno Al Presente Parte 1 by Geoff95 Ritorno Al Presente Parte 2 by Geoff95 Il Ragazzo Che Terrorizzava La Scuola by Geoff95 Il Futuro Del Sito by Geoff95 ft. il Fanclub A Tutto Reality All Star A Tutto Reality Origini: JustinIL RAGAZZO CHE TERRORIZZAVA LA SCUOLA
PROLOGO Diario di Duncan, Lunedì 26 Ottobre 2006: che pizza, è Lunedì! Odio il lunedì! Perché? È ovvio, tutti lo odiano! Per questo lo devo odiare anch’io! Comunque oggi quel secchione di Harold si è fatto mettere le mutande in testa da Josh, che cretino! Harold è il secchione della classe, preso di mira da tutti i bulli della scuola. Specialmente da me e Josh. Josh è un ragazzone, e chi si mette contro di lui passa guai! Per fortuna siamo amici e non si permetterebbe mai di mollarmi un destro. Ora starete pensando: è pomeriggio, tu non li fai i compiti? Bwahahah! Chi se ne importa dei compiti! Quelli come me è già tanto che sanno cosa sono! E poi ho 16 anni, chi è che fa ancora i compiti a 16 anni? Comunque ora devo andare: sta arrivando mia madre. E se mia madre scopre che ho scritto queste cose sulla scuola va subito dalla preside a predicare. Che pizza! Ci vediamo domani, my diary! (cavolo, so l’inglese! Mi sta prendendo la sindrome Haroldiana!) Mamma di Duncan “Duncan! Allora? Non hai compiti?” Duncan “no mamma, oggi ci sono stati i tizi della protezione civile per 5 ore su 5, quindi non abbiamo fatto lezione.” Mamma di Duncan “fammi vedere il diario!” Duncan “no!” Mamma di Duncan “ho detto fammi vedere il diario!” Duncan “ma perché, mamma! Lo sai che sono uno studente modello, anche vestito da punk! È che mi piace questa cultura!” Mamma di Duncan “brutto insolente! Dammi quel diario!” Duncan “prova a prenderlo!” le fece lo sgambetto. Mamma di Duncan “ah! Come ti sei permesso! A momenti sbattevo la testa contro lo spigolo del letto! Ti rendi conto?” Pensiero di Duncan “no! l’angolazione doveva essere più giusta! Mannaggia a Harold! Domani lo piglio a botte!” Duncan “si, mamma, scusa!” Mamma di Duncan “scusa un corno! Ora mi prendo quel diario!” Duncan “no, mamma!” lo prese, e Duncan abbassò la testa. Mamma di Duncan “eh-ehm… delinquente, qui c’è scritto che hai 3 riassunti di grammatica, 8 espressioni di algebra, 20 pagine di latino da studiare e riassumere… ti sembra niente?” Duncan “eheh… glom!” Mamma di Duncan “domattina vieni con me dal preside!” Duncan “NO! TI PREGO! LI FACCIO SUBITO!” Mamma di Duncan “è l’ora di cena, deficiente! Non posso certo farteli fare dopo cena! Ti sovrappensieresti! Inoltre non hai più un padre che ti potrebbe aiutare!” Pensiero di Duncan “che parolone…” Duncan “hai ragione, non li voglio fare. Ci vediamo domattina, gallina!” Mamma di Duncan *gli diede uno schiaffo* “ADESSO HAI SUPERATO IL LIMITE, DUNCAN! NON RIVEDRAI MAI PIU’ UNO SCHERMO DIGITALE, NE’ POTRAI PIU’ USCIRE CON LA BICI!” Duncan “scusa, mamma, mi è scappato!” Mamma di Duncan “non le devi neanche pensare, queste cose!” Duncan abbassò lo sguardo. L’aveva combinata grossa. Diario di Duncan, Lunedì 26 Ottobre (notte) 2006: caro diario, con mia madre ho fatto un casino. Sei rimasto solo tu come mio amico. E domani vado dal preside… oh, che guaio! Quello è un tiranno a dir poco! Glom... MARTEDI’ 27 OTTOBRE, SCUOLA DI DUNCAN. Mamma di Duncan “eccoci qui. E ora vediamo che ne pensa il preside sul tuo conto!” Duncan “io intanto mi faccio un giro!” Mamma di Duncan “resta dentro la scuola!” Duncan “ma certo!” stavolta non aveva intenzione di mentirle “e ora, qualche piccolo guaio per farmi perdonare…” sgattaiolò fuori dalla presidenza, e si diresse al bagno. La bidella stava pulendo il bagno delle ragazze, così lui le si avvicinò furtivamente. Ma per sua sfortuna urtò un secchio e la bidella lo sentì. Bidella “so che c’è qualcuno… fatti avanti, villano! Lo sai che a quest’ora non si può entrare!” cominciò a perlustrare il bagno, finchè non trovò Duncan dentro all’armadio dei detersivi. Bidella “perfetto, ora sono guai… dal preside immediatamente!” Duncan “seee… io scappo!” Bidella “dove credi di andare, mascalzone! Torna qui subito!” Duncan “ ’sta cippa!” Bidella “ma che toni! Ora ti faccio vedere io!” cominciò ad inseguirlo con una scopa. Tentava di dargli una scopata in testa “prendi questo, piccolo delinquente!” Duncan “no, mi dispiace!” continuò a scappare, finché non urtò un muro. Era in un vicolo cieco. Bidella “ok, e ora sei mio…” Duncan “magari fossi in un film, di sicuro un mattone farebbe comparire qualcosa per farmi fuggire!” ironia della sorte, toccò un mattone e si aprì una voragine sotto di lui. Duncan gridando “allora siamo davvero in un fiiiiiiiiiiiiiilm!” Bidella “oh! Cacchio!” IN FONDO ALLA VORAGINE. Duncan “ahi, che botta! Sono disorientato… ma dove sono? Aaaah!” vide lo scheletro di un tirannosauro che lo guardava minacciosamente, così lui fece un passo indietro. Urtò un armadio, e da lì in cima cadde una brocca contenente uno strano liquido verde fosforescente, proprio su di lui. PRESIDENZA. Preside “quindi l’unica soluzione è mandarlo in riformatorio, eh?” Mamma di Duncan “si, ma in fondo… mi mancherebbe il mio Dunkino! È pur sempre mio figlio!” Preside “è comprensibile, signora, ma se non capisce con le cattive, dovremmo ricorrere alle crudeli!” Mamma di Duncan “sniff… ho capito. Ora vado a riprenderlo. Grazie mille per il suo aiuto!” Preside “prego, è stato un piacere!” la mamma di Duncan alzò la cornetta del telefono e chiamò Duncan “ehi, Duncan! Vieni qui, ho finito! Noi due dobbiamo fare una chiacchierata!” Duncan, dall’altra parte “arrivo, mamma…” Dopo un po’, Duncan arrivò. Mamma di Duncan “ma… quand’è che arriva? Aaah!” qualcuno la prese al collo e le tagliò la gola con un machete. Non si vide chi era. Anzi, forse era solo il machete. Preside “ma che… signora, non è possibile! Quel machete si è mosso da solo!” Machete “e ora tocca a te, sfigatello!” Preside “eh? Aaah!” il machete gli bucò il petto. Machete “bene, e ora comincerò una nuova vita…” 2011. Era il primo giorno di scuola di terzo liceo. Gwen era in macchina assieme ai suoi amici Geoff, Bridgette, Trent e Leshawna. Gwen “secondo voi chi saranno i nuovi professori?” Leshawna “superare il biennio non è stato facile, con quelle razza di professori che ci stavano alle costole… quest’anno sarà ancora peggio!” Bridgette “dici? Secondo me qualcosa migliorerà!” Geoff “a me non importa se la scuola è bella o no, tanto io e la mia ciccipicci Bridgy stiamo tutto il tempo in bagno a sbaciucchiarci!” Bridgette “oh, amoruccio mio…” Gwen “Non ricominciate, o andiamo alla deriva così! Già la scuola è lontana, poi se Geoff si mette anche a sbaciucchiarsi con la sua ciccipicci alla guida è finita!” Trent “a proposito, mi chiedo come abbiate fatto a seguire, visto che tre ore su sei le passavate al bagno!” Bridgette “ovvio, copiamo dal fratello minore di Harold, un altro sfigato come lui. Mi pare che si chiami Noah. È arrivato alla fine dell’anno scorso. È stato lui a farci recuperare tutti i 4 e i 3 che avevamo!” Leshawna “bah… secondo me sprecate tempo sbaciucchiandovi. Avete ancora una vita davanti! Godetevela sul serio!” Geoff “tu hai fatto la tua scelta, noi la nostra!” Gwen “ok, calmiamo le acque!” Trent “Gwen ha ragione. Dobbiamo calmarci, è il primo giorno di scuola!” Leshawna “ehi, ecco la scuola!” Geoff “eccoci, finalmente!” Bridgette “mi sembra rinnovata!” Gwen “già! Ma non perdiamo tempo, entriamo!” DENTRO LA SCUOLA. Geoff “e… è tutto come prima -.- ” Gwen “perché, che ti aspettavi di diverso?” Geoff “non so, una sala per feste!” Bridgette “Geoff, quella c’è, ma noi non ci siamo mai andati. Colpa dei professori!” Geoff “già, noi ragazzi siamo nati per festeggiare!” Leshawna “yo, così si parla! Bravo!” DRIN! Trent “forza ragazzi, entriamo in classe!” La giornata di scuola scorse normalmente. Passarono dei mesi, e i legami tra i ragazzi cominciarono a rafforzarsi sempre di più, finché un giorno… VENERDI’ 13 FEBBRAIO 2012. DRIN! Geoff “evvai! Anche quest’oggi è finito! Si! Che bello ragazzi! Andiamo a casa a far festa!” Leshawna “si, perché a te la verifica è andata bene!” Bridgette “ragazzi, come mai laggiù c’è del fumo?” Gwen lì ci dovrebbero essere le nostre case!” Trent “ta-da! Ho il mio personale binocolo! Ora, se Geoff mi prende in braccio, forse riesco a vedere il motivo di tutto quel fumo!” Geoff “salta su, amico!” Bridgette “allora? Che si vede?” Trent “b-brr…” Gwen “che c’è, hai freddo? Non mi pare che faccia così freddo oggi!” Trent “n-non è per quello, è che vi devo dare una brutta notizia!” Leshawna “cioè?” Trent “le nostre case sono a pezzi!” Geoff “forza, non siamo in clima di scherzi!” Trent “no, vi giuro ragazzi, è la verità!” Geoff “voglio controllare di persona!” Gwen “allora vai, noi ti aspettiamo qui.” Geoff “come volete!” partì. Il preside li raggiunse. Preside “ragazzi, come mai siete ancora qui? Avete perso l’autobus?” Gwen “no, è che Trent afferma che le nostre case sono andate in fumo…” Preside “Oh, santo cielo! Com’è possibile?” Trent “Geoff è andato a controllare di persona. Presto riceveremo anche la sua conferma.” DAVANTI ALLE CASE DEI RAGAZZI (ERANO VICINI DI CASA). Geoff “oh mio dio… Trent aveva ragione! Che disastro! Mi scusi, lei sa che è successo?” Izzy “si, che ho bruciato queste case grazie al bum bum di explosivo! Muahahahahah!” Geoff “cosa? Sei stata tu? ma questa era la mia casa!” Izzy “oh, davvero? Allora scusa, non l’ho fatto apposta… è stato il mio amico explosivo!” Geoff “ah… POLIZIA! QUI C’E’ LA RESPONSABILE!” Poliziotto “davvero?” Geoff “si, lo ha affermato lei stessa!” Poliziotto “bene, arresto immediato!” Izzy “riuscirò a evadere! Muahahahahah! Bum bum!” disse mentre la portavano via. Geoff ritornò triste verso la scuola. SCUOLA. Gwen “allora?” Geoff “Trent ha ragione…” Trent “visto? Che vi avevo detto?” Leshawna “guarda che non ti devi vantare per questa cosa, è successa una cosa terribile! E ora come faremo?” Bridgette “di certo non vivremo per strada!” Preside “se volete possiamo ospitarvi noi! Abbiamo proprio 5 sacchi a pelo nella nostra scuola! Inoltre potrete cibarvi della mensa! Tutto gratuito, a dei poveri malcapitati!” Gwen “lei, signor preside… è la persona più fantastica che io conosca!” Tutti e 5 “grazie mille!” Preside “prego, non c’è bisogno di ringraziare! Ora accomodatevi pure, alloggerete qui questi primi giorni!” DENTRO LA SCUOLA. Leshawna “buonanotte!” Bridgette “io non dormo! Io e Geoff andiamo a sbaciucchiarci in bagno!” Geoff “andiamo, piccola!” Leshawna ronfava di già. Gwen “andiamo a prendere i sacchi a pelo!” Trent “ok!” Gwen aprì l’armadio contenente i sacchi a pelo, ma vi trovò anche un vecchio diario. Gwen “e questo cos’è?” Trent “sembrerebbe un diario! Leggilo!” Gwen “ora no! lo facciamo domattina!” Trent “va bene.” Tornarono vicino a Leshawna, ma Gwen non riusciva ad addormentarsi. Trent, vedendo Gwen sovrappensiero “non riesci a dormire?” Gwen “no, è che sono curiosa… voglio leggere quel diario. Sembra qualcosa di interessante!” Trent “ora no. come hai detto tu, dobbiamo addormentarci. Sai, quando dormiamo, la notte passa molto in fretta. Quindi stare svegli non migliorerà certo le cose.” Gwen “giusto. Mi serve qualcosa per tirarmi un po’ su di morale.” Trent la baciò “questo può funzionare?” Gwen sorrise, poi disse “si. Grazie.” Trent “ora dormiamo.” Finalmente i due riuscirono ad addormentarsi. Nel cuore della notte, però, Gwen si svegliò: era troppo curiosa, così prese il diario e una torcia, e per non svegliare Trent e Leshawna, se ne andò in bagno. Notò, in bagno, che Geoff e Bridgette si erano addormentati con le labbra attaccate, nella vasca da bagno. Gwen, sapendo che non li avrebbe disturbati, accese lì la torcia e cominciò a leggere il diario. Diario di Duncan, Mercoledì 28 Ottobre 2006: Caro diario, oggi sono solo in casa. Oggi e per sempre. Nessuno, oltre a me, abita più in questa casa. Inoltre, possiamo dire che non ci abito più neanche io, visto che, se avessi gli occhi, ora non riusciresti a vedermi. La pagina era finita. Gwen, incuriosita sempre di più, girò la pagina, ma la successiva era strappata. Passò tutta la notte a leggere il resto del diario, ma non parlava più di questo fatto. Non riuscì più a collegare gli eventi della vita di Duncan, anche perché alcune pagine erano sbiadite in parte o del tutto. La mattina dopo… BAGNI. Geoff “yawn! Che bella dormita! Con la mia ciccipicci addosso non c’è niente di meglio!” Bridgette “oh, sei davvero… AAAAH! Gwen! Che ci fai qui?” Gwen si svegliò di soprassalto “eh? C…osa ci faccio qui? Non lo so! Ah, già, stavo leggendo il diario…” Bridgette “quale diario?” Gwen “niente! mi sono confusa col sogno che ho fatto, eheh! Scusa!” Geoff “e allora che ci facevi in bagno?” Gwen “uhm… già, che ci facevo? Non ricordo…” Geoff “Beh, poco importa. La cosa bella è che io e Bridgy abbiamo passato la nottata migliore della nostra vita!” Gwen “avete fatto l’amore?” Bridgette “starai scherzando, spero! Abbiamo 16 anni! Dei sedicenni potrebbero fare l’amore? In una scuola, per giunta!?” Gwen “scusa, è che vedendovi sempre appiccicati qualcuno potrebbe anche pensare di si…” STANZA DOVE DORMIVANO I RAGAZZI. Leshawna “yawn… non c’è niente di meglio di una bella dormita!” si stiracchiò. Trent “buongiorno… buongiorno Gwen! …Gwen? Gwen? Dove sei finita! Gwen?” Gwen “eccomi, non ti preoccupare! Mi sono alzata un po’ prima, e sono andata in bagno! Non immagini la vescica! È diventata un decimo di com’era prima!” Geoff “ma che stai dicendo? Sei stata lì tutta la notte!” Bridgette “già, perché dovresti mentirgli?” Gwen “oh, questo è vero, ma in realtà ora mi sta tornando in mente: avevo talmente tanto sonno, che quando mi sono alzata per fare pipì, mi sono addormentata sulla strada per il ritorno!” Leshawna “e che c’entrano quella torcia e quel libro?” Trent “eh? Libro?” Gwen “eheh… boh… forse ce li avevo in tasca e non me ne sono accorta!” MENSA. Leshawna, Geoff e Bridgette stavano prendendo la colazione. Trent “mi avevi detto che dovevamo leggere insieme quel diario, ricordi?” Gwen “scusa, non ho saputo trattenermi…” Trent “non fa niente, vorrà dire che oggi lo leggeremo noialtri.” Gwen “ok, ma io starò li con voi.” Leshawna “ehi, che avete da bisbigliare voi due fidanzatini?” Gwen “fidanzatini?” Leshawna “guardate che l’ho visto che vi siete baciati!” Gwen “oh, giusto…” Geoff ululò. Trent “sta’ zitto Geoff. Piuttosto, oggi andiamo tutti insieme sul luogo dell’incidente?” Bridgette “mi sembra un’ottima idea!” CASA DEI RAGAZZI. Bridgette “oh! Allora è vero ciò che avevano detto Geoff e Trent!” Gwen “perché, tu non ci credevi ancora?” Bridgette “certo che si, ma non ne ero completamente sicura…” Geoff “beh, eccone la prova!” Leshawna “Geoff, la ragazza che hai detto che ha fatto esplodere le case come hai detto che era?” Geoff “era una ragazza coi capelli ricci e arancioni, indossava un vestito dall’aspetto selvaggio… perché?” Leshawna “Perché la tua descrizione sta appena passando davanti ai nostri occhi!” Izzy passò trotterellando “fufufufu!” Trent “ma che…” Geoff “come diamine ha fatto a evadere?” Izzy “con gli esplosivi! In fondo te l’avevo detto che evadevo, giusto? Ma siccome sono una persona molto vendicativa, ho deciso di vendicarmi… ahahahahaah!” Geoff “ragazzi, può sembrare una cosa stupida ma… dovete scappare! Questa ha in mente qualcosa di strano!” Bridgette “no! io non ti lascerò da solo tra le grinfie di quella pazzoide!” Izzy “Explosivo è tornato per il secondo round! Bum bum!” stava per accendere una dinamite, quando da dietro Leshawna la colpì col manganello di una guardia che passava di là. Leshawna “e questa è sistemata!” Gwen “portiamola in un posto nascosto, la leghiamo e la lasciamo morire lì, ok?” Geoff “Gwen! Non ti facevo così crudele!” Gwen “ha distrutto le nostre case! Se lo merita!” Bridgette “io sono d’accordo con te, Gwen. Però sarebbe più giusto portarla nuovamente in caserma… sai, per evitare guai.” Guardia “salve. Avete catturato per caso la fuggitiva?” Trent “si.” Guardia “perfetto, grazie mille. Ora la metteremo in una cella di isolamento. E le toglieremo tutti gli esplosivi che ha. Potete stare tranquilli, cose del genere non succederanno mai più!” Trent “grazie mille. Ragazzi, torniamo alla scuola ok?” SCUOLA. Bridgette “e ora che si fa?” Trent “io ho in mente un bel passatempo…” Leshawna “dai, racconta. Che aspetti?” Trent “okay, ma potreste rimanerne scioccati. Ieri notte, Gwen ha trovato questo diario nell’armadio dei sacchi a pelo, così la notte è andata in bagno a leggerlo.” Bridgette “così non eri andata a fare pipì!” Gwen “vedete, è che non volevo far sapere a Trent che non avevo dormito, tutto qua.” Geoff “oh, allora si spiega tutto!” Trent cominciò a leggere il diario, quando arrivarono alla pagina strappata. Trent “perché questa pagina non c’è?” Gwen “non lo so, ma ho letto il seguito. Questa sembra essere proprio la pagina chiave del diario, visto che dopo non ci ho capito più niente.” Bridgette “che peccato… mi stavo appassionando alla storia del delinquentello.” Geoff “ehi!” Bridgette “mai bello quanto te!” Geoff “va già molto meglio!” Leshawna “e allora? C’era qualcosa di particolare?” Gwen “si, questa nota è di qualche giorno fa.” Diario di Duncan, Venerdì 13 Febbraio 2011: ho ordinato a Izzy di distruggere qualche casa qua e la, così, per divertimento: la mia rabbia non conosce limiti. E siccome quella ragazza è l’unica dell’Associazione che mi conosce, so che posso fidarmi di lei. Ma.. puff! È brutta da morire… la mia tipa sarebbe una specie di gotica, ma per ora non voglio pensarci. Dopotutto non potrò più avere ragazze. Questa vita è uno schifo… tutti e 5 “eeh?” Geoff “quindi è stato questo Duncan a ordinare a Izzy di distruggere le nostre case!” Bridgette “farabutto!” Gwen “si può comprendere, visto che abbiamo notato che durante il diario sono sparsi vari episodi di assassinio…” Leshawna “doveva essere un serial killer!” Trent “in realtà c’è la possibilità che sia ancora vivo. Insomma, dopotutto questa nota riporta la data di ieri. Inoltre sappiamo che questo killer all’inizio del diario aveva 16 anni, quindi ora ne dovrebbe avere 21. è molto probabile che sia ancora vivo.” Ma c’erano ancora troppe domande senza risposta: chi era questo serial killer di nome Duncan? Perché uccideva la gente e rovinava la città? Che cos’era questa associazione di cui si occupava Izzy? I ragazzi si erano posti queste domande. Leshawna “allora, come ci muoviamo?” Bridgette “Non so voi ragazzi, ma questa storia mi sta intrigando! Voglio proprio far luce su questo mistero!” Leshawna “guarda che in mezzo a questo mistero ci sono finite in mezzo le nostre abitazioni!” Gwen “io propongo di fare un primo passo: rimettiamo il diario lì dov’era, così se questo Duncan è ancora vivo verrà a scrivere di nuovo, in fondo deve mettere un commento post-distruzione.” Geoff “ipotesi sensata… brava la nostra Gwen!” Così, durante il giorno fecero un’attenta analisi del diario, e la sera lo rimisero nell’armadio dei sacchi a pelo. Poi si misero a dormire. Quella notte… L’armadio si aprì da solo col suo tipico scricchiolio. Il diario si sollevò e uscì dall’armadio. Successivamente l’anta dell’armadio si richiuse con la stessa lentezza di prima. Il diario se ne andò via. Quella stessa notte, Gwen si alzò. Ma esitò un attimo, così fece rumore. Poco. Ma abbastanza da svegliare Trent. Quest’ultimo decise di seguirla con lo sguardo. Gwen si avviò verso l’armadio, e vide con sorpresa che non c’era. Trent allora le si avvicinò chiedendole sottovoce “che stai facendo? Non dovresti dormire?” Gwen “scusa, è che questa storia mi turba. Non riesco a dormire.” Una voce misteriosa, all’improvviso, disse “andate via!” Trent, impaurito, chiese “chi sei? E dove sei?” Voce misteriosa “andate via, ho detto!” Gwen “senti, per ora è meglio fare come dice. Andiamo a letto.” Trent “va bene Gwen.” I ragazzi si infilarono velocemente nei sacchi a pelo e chiusero gli occhi, per timore di essere visti. Ma Gwen aveva un udito fine. E sentì che qualcosa si stava muovendo. O meglio, qualcuno. Si stava allontanando da loro. La mattina dopo i due ragazzi raccontarono a Leshawna, Bridgette e Geoff l’accaduto. Leshawna “no, non ci credo! Come fa una voce a parlare da sola? Insomma, un corpo ci doveva essere!” Gwen “è questo che mi preoccupa! La voce era vicina a noi!” Trent “già, ma non c’era proprio nessuno! Né tantomeno banchi, tende o sedie. Non c’era niente per nascondersi.” Bridgette “in ogni caso, la nostra indagine deve continuare.” Gwen “Bridgette ha ragione! E visto che nell’armadio il diario non c’è più, io propongo di dividerci per cercarlo! Anche se le ricerche non dovessero dare frutti, dopo un’ora esatta ci ritroveremo qui. Ok?” Geoff “e che altro potremmo fare? Ci sto!” Leshawna “questo è un mistero che va risolto!” Trent “sotto con le ricerche!” BAGNI. Bridgette “eppure ho controllato tutto… non c’è niente…” CLASSE. Geoff “sotto i banchi non c’è, dentro la cattedra non c’è… io mi arrendo! Qui non c’è!” PRESIDENZA. Trent “qui non c’è ombra di niente… cavolo!” AULA MAGNA. Leshawna “non mi sembra che ci sia qualcosa… meglio andare via, la grandezza di quest’aula mi fa paura!” Voce Misteriosa “no, Leshawna. Tu non vai da nessuna parte.” Leshawna “dici? Guarda che non mi fai paura, buffone! Io adesso me ne vado da qui!” Un machete le arrivò alla gola. Voce Misteriosa “allora, non ti faccio paura?” Leshawna “ehm… potrei anche cambiare idea…” Voce Misteriosa “ma bene… allora vediamo di finire questa cosa tagliandoti in due.” Leshawna “no, ti prego!” Voce Misteriosa “ok, se non vuoi che ti uccida io, lo farà Izzy… non mi ci vuole molto…” Izzy accorse “mi dica, capitano!” Voce Misteriosa “fai fuori questa qui!” Izzy “subito!” Tutte le porte e le finestre si serrarono. C’erano solo Leshawna ed Izzy. Izzy “ed ora… ti farai un bel viaggetto nell’aldilà!” Leshawna “un attimo! Prima di uccidermi, attenta a te! La stanza è serrata, perciò se fai esplodere la dinamite salteremo entrambe in aria!” Ma Izzy non la ascoltò, e disse, prima di attivare il TNT “BUM BUM!!!!!!!!!” un esplosione coinvolse lei e Leshawna. Non ne rimasero neanche i vestiti. CLASSE II. Gwen “no, qui non c’è, qui neanche… ehi, eccolo! Si! Ecco il diario! L’ho recuperato!” BOOM! Gwen “che è stato? Veniva dall’aula magna!” AULA MAGNA. Erano accorsi tutti. Bridgette “L-Leshawna?” Geoff “guardate, l’elastico di Leshawna!” Trent “le dev’essere successo qualcosa…” Gwen “e questo?” era un capello di Izzy. Geoff “le sarà caduto!” Bridgette “non penso. Izzy avrà su per giù la nostra età… che perda i capelli è improbabile…” Trent “può voler dire solo che… Izzy si è fatta saltare in aria assieme a Leshawna.” Gwen in lacrime “questo vuol dire che Leshawna… buuuuuuuuuahah!” si mise a piangere, abbracciando Trent. Trent non fece niente. solo… la cinse con le sue braccia. Stava ricambiando l’abbraccio. Bridgette “L-Leshawna… sniff… buhuhuhuhuh!” lei invece pianse tra le braccia di Geoff. Geoff “su, su…” Gwen “non è giusto!” Bridgette “giuro che se prima o poi troviamo Duncan io… io… buaaaaaaaahahah!” Perfino a Trent uscì una lacrima. Dopo un po’ i ragazzi si calmarono. Geoff “ragazzi, ormai dobbiamo accettare questo fatto.” Bridgette “già… aveva già sofferto abbastanza.” Trent abbassò lo sguardo. Gwen “in ogni caso, ora la cosa fondamentale è trovare Duncan e fargliela pagare. Innanzitutto leggiamo l’ultima nota del diario, è datata ieri, quindi diamoci da fare.” Diario di Duncan, Sabato 14 Febbraio 2011: Caro diario, scusa se per tutta oggi non ci sono stato, ma degli insolenti ragazzini volevano farci dividere. Ti ho perso, ma poi hanno capito il loro errore. Sono dovuto intervenire di persona e ti ho nascosto nella classe II. Giuro che da ora in poi non ti perderò più. Comunque ho intenzione di fargliela pagare a quei bambini, quindi farò saltare in aria uno di loro. Però devo sacrificare Izzy per farlo, altrimenti non funzionerà. Pazienza, è stata una fedele compagna. Devo ammetterlo, scrivendo queste righe mi sono emozionato, inf tti in q sto momen o sto p angendo. Non credevo che il dolore fosse un’emozione. Pensavo esistesse solo il dolore fisico. Trent “come sospettavo. Izzy si è fatta saltare in aria con Leshawna. Però non c’è rimasta traccia di loro, a parte il capello e l’elastico.” Bridgette “Non credevo che quel verme potesse avere dei sentimenti! Ma dobbiamo trovarlo a tutti i costi! Non gliela farò passare liscia per ciò che ha fatto!” Gwen “bene Bridgette, e allora tu, accompagnata dalla tua grinta, andrai a rimettere il diario al suo posto. Non ho voglia di fare altre ricerche, perciò restituiamogli il diario dandogli l’illusione che non l’abbiamo trovato.” Geoff “non se ne parla! La mia Bridgy potrebbe finire spappolata come Leshawna!” Trent “si, ma conoscendola, ha del fegato da vendere. Inoltre, scommetto che prenderà a calci Duncan se verrà beccata. Giusto, Bridgette?” Bridgette “certamente! Geoffy, non ti preoccupare, faccio quel che devo e torno subito, ok? Non temete!” Geoff fece uno sguardo triste come a dire “già mi manchi, Bridgette!” Trent “beh, che aspetti? Confidiamo in te!” Bridgette “vado!” CLASSE II. Bridgette “ecco, dovrebbe essere qui…” Izzy “eh, no! mi dispiace, ma non potevi trovare il diario. Quindi ora la pagherai. Non ti farò uscire viva da qui.” Bridgette “ma… un momento, se tu sei viva, anche Leshawna dev’esserlo!” Izzy “no, io mi sono reincarnata in me stessa. I granelli della precedente Izzy si sono fusi tra di loro, ma che te lo dico a fare, tanto sei spacciata! Che ne dici di un colpo di bazooka?” Bridgette “no, aspetta! Ti supplico, ferma! Non dirò niente a nessuno!” Izzy “eh?” Voce Misteriosa, da fuori la stanza “forza, spara Izzy!” Bridgette “ma che…” Izzy “FUOCO!” sparò a Bridgette tranciandole di netto tutto il tronco. DORMITORIO DEI RAGAZZI. Geoff “che è stato questo rumore?” Trent “dobbiamo controllare!” CLASSE II. I ragazzi accorsero, e videro la testa di Bridgette separata dalle sue gambe. Dalla testa sgorgava ancora un po’ di sangue. Geoff con le lacrime agli occhi “eeh? Bridgette! Ma che ti è successo? No… sigh… sniff… sob… è impos-impossibile! Buaaaaaaaaaaaah! Non poteva toccare a qualcun altro, prima di lei? PERCHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE’…” cadde a terra in lacrime. Gwen “buaaaaahahah!” pianse tra le braccia di Trent “non doveva succedere!” Trent si limitò ad abbassare la testa triste. Cercava di essere forte. Geoff “Bridgette… sniff… spero che questo bacio possa dare in te un pizzico di sollievo nell’aldilà…” baciò la testa di Bridgette sulla fronte, visto che la bocca era tutta insanguinata. Gwen “riprenditi, Geoff. Pensiamo ad altro. Il diario!” Trent “no. ho già controllato, e non c’è…” Gwen “non ci credo!!” Geoff, stavolta con gli occhi colmi di rabbia “allora dev’essere stato Duncan!! Come può aver ucciso due ragazze innocenti, senza motivo per di più!” Gwen “Duncan dev’essere una persona che, col tempo, è stata consumata dalla rabbia… vorrei sapere il perché.” Trent “ragazzi, ho un’idea: forse Duncan non si è accorto che siamo qui, perché non ci limitiamo a tornare nel dormitorio?” Geoff “bella idea… anche se passerò la mia prima notte senza il bacio della buonanotte di Bridgy…” DORMITORIO DEI RAGAZZI. Gwen “non è per questo. Dobbiamo sperare che Duncan non sappia che siamo venuti qui, così stanotte uno di noi andrà nella classe II a recuperare nuovamente il diario, con le nuove informazioni.” Trent “bene. Chi si propone?” Geoff “io. Se è stato davvero Duncan a uccidere Bridgette, stanotte, se lo incontrerò, mi vendicherò con la sua stessa arma!” Trent “non vorrai…” Geoff “esatto, voglio ucciderlo! Mi ha stancato!” Gwen “Geoff, dobbiamo capire perché ha distrutto le nostre case! Altrimenti non faremo mai luce su questo! Dobbiamo raccogliere altri indizi!” Geoff “e va bene. Cercherò di contenermi.” Trent “allora, buonanotte!” Geoff “certo, se la si può definire ancora una buona notte…” Gwen “Geoff, concentrati sul tuo compito. Vai li e prendi quel diario. E poi torni. Non mi sembra difficile!” Geoff “oh, certo che no! peccato che Bridgette sia morta facendo una missione più facile della mia!” Trent “amico, non ti scaldare. Sei stato tu a chiedere di farlo.” Geoff “infatti! Sgrunt!” Gwen “allora io e Trent dormiamo…” Trent “notte!” Gwen “notte!” Geoff “e io me ne vado a prendere il diario…” CLASSE II. Geoff “bene, fin qui tutto tranquillo… ecco il diario! Si! È ancora qui!” prese il diario. Voce Misteriosa “dove pensi di andare, moccioso?” Geoff “ehm… senti, parliamone… intanto fai in modo che possa vederti… magari facciamo amicizia e… senti, non voglio fare la fine di Bridgette e Leshawna, quindi lasciami andare in pace per una volta!” Voce Misteriosa “e perché dovrei?” Geoff “uhm… perché…” Voce Misteriosa “torna a scuola domani, magari avrai qualcosa da imparare…” Geoff “prendi questo!” gettò la prima cosa che gli capitò a tiro (in questo caso un sacco di farina) contro il machete volante che stava venendo verso di lui. Il machete bucò il sacco di farina, facendo finire tutta la farina addosso a un corpo finora invisibile. Comparve, coperto di farina, un ragazzo sulla ventina, vestito tutto da punk e con una cresta. Non si capì di che colore era, visto che era completamente ricoperta di farina. Alcune parti del suo corpo, non a contatto con la farina, erano invisibili. Geoff “e così tu saresti quello che mi vuole uccidere, eh? Ora ti faccio vedere io chi muore!” Gwen irruppe nella stanza “Geoff! Ti avevo detto ciò che dovevi fare!” Geoff “si, hai ragione, scusa.” Ragazzo Misterioso “grazie di avermi salvato, fessacchiotta! Ci vediamo! Anzi, forse non mi rivedrete mai più! Izzy, pensaci tu a questi!” scappò. Izzy “subito, capo!” Geoff “ma… come cappero fa ad essere ancora viva?” Gwen “tu ti eri fatta saltare in aria con Leshawna! Non puoi essere ancora viva!” Izzy “ancora con questa storia? Ve l’ho detto che mi sono reincarnata!” Geoff “e come avresti fatto scusa?” Izzy “piccolo segreto di famiglia!” Gwen “beh, in ogni caso, hai distrutto le nostre case, e ti meriti un po’ di sana punizione!” Geoff “sono pronto!” saltò addosso a Izzy, e i due cominciarono a malmenarsi. Trent arrivò “che succede qui?” Gwen “ti racconterò tutto più tardi. Ora separiamo questi due.” Trent “subito!” Li separarono. Gwen “e ora tu vieni con noi!” Izzy “come no! ahahahah!” prese una polvere violacea, la buttò a terra e questa esplose creando una nube di fumo viola. Izzy sparì dietro essa. Trent “accidenti, è riuscita a sfuggirci!” Gwen “non abbattiamoci ragazzi. Almeno abbiamo raccolto tanti indizi in più e Geoff non è morto, no?” Geoff “a proposito di indizi… il diario!” Trent “Non era sotto a quel banco?” Gwen “era… non c’è più.” Geoff “quello se l’è portato via!” Gwen “significa che… quel ragazzo misterioso dev’essere per forza Duncan!” Geoff “già, chi altro si interesserebbe di un diario vecchio di cinque anni?” Trent “ragazzi, penso che ci manchino pochi elementi per risolvere questo mistero!” DORMITORI DEI RAGAZZI. Gwen “analizziamo bene. Se Duncan è quel ragazzo, vuol dire che la voce misteriosa che sentivamo era lui. E che in qualche modo riesce a rendersi invisibile.” Geoff “già, parecchie parti del suo corpo erano invisibili.” Gwen “e lui scrive questo diario. L’unica cosa che ci rimane da chiarire è: perché fa il serial killer? E cos’è questa Associazione di cui parla tanto nel diario?” Trent “dobbiamo scoprirlo a tutti i costi!” Gwen “si, ma per ora limitiamoci a ritrovare il diario. Voglio leggere il seguito.” Geoff “perché?” Gwen “scusa, tu come hai intenzione di ottenere quelle informazioni?” Geoff “e va bene. Allora domani ci dividiamo per cercare nuovamente il diario, no?” Gwen “frena, domani c’è scuola! E siccome noi al momento viviamo qui, dobbiamo frequentarla per forza!” Trent “hai ragione… uff!” Il Giorno Dopo… DRIN! Geoff “bene. questa è la campanella della ricreazione!” Gwen “ok, < Professoressa “ragazzi? Dove pensate di andare?” Trent “stiamo cercando il diario di un suo amico partito per l’Alabama, frequentava questa scuola, ma si è dimenticato il diario qui. Vorremmo riportarglielo, visto che vi è molto affezionato e…” Professoressa “per caso si tratta di questo diario?” aveva in mano il diario di Duncan. Gwen “si, è proprio quello! Grazie mille professoressa! Lei è la migliore!” DRIN! L’ora successiva fu l’ora di religione. Ma siccome Gwen era atea e non frequentava tale materia, fu costretta ad andare nell’aula di sostegno. Per passare il tempo, lesse i nuovi appunti del diario: Diario di Duncan, Domenica 14 Febbraio 2011: Oggi ho fatto saltare in aria due ragazze tra quegli impiccioni. Mi stanno proprio sulle scatole. Tranne la ragazzina gotica. Quella è proprio caruccia! Comunque, ritornando a discorsi seri: Izzy si è sacrificata, ma l’ho rimessa a nuovo e ha fatto fuori quell’altra. Ora la classe II non è più il posto adatto. Non dirò il prossimo posto affinché quegli impiccioni, se dovessero leggerti, non lo sappiano. In ogni caso, ora farò fuori anche gli altri tre. O forse solo due… Diario di Duncan, Lunedì 15 Febbraio 2011: Caro Diario, stanotte ho avuto un incontro troppo ravvicinato coi mocciosi: hanno scoperto che sono invisibile e che mi chiamo Duncan. Per fortuna sono riuscito a salvarti dalle loro grinfie, poi li ho lasciati in balia di Izzy. Ho deciso che la mia prossima vittima sarà il biondino col cappello da cowboy. CLASSE DEI RAGAZZI. Trent “professoressa, posso andare in bagno?” Professoressa “va bene Trent, ma fa’ presto!” Trent “sicuro!” BAGNI. Trent, mentre stava facendo pipì, notò una pagina di diario appesa al muro, sporco e lurido “e questo?” si mise a posto i pantaloni, poi si fermò un attimo a leggere: Diario di Duncan, Giovedì 30 Ottobre 2006: Caro Diario, oggi sono entrato in contatto con una ragazza di nome Izzy. Un bel tipetto esplosivo, non c’è che dire, ma è brutta. Non è il mio tipo di ragazza, ma il mio tipo di amica! Dice di lavorare in una specie di Associazione, dove lavorano a nuovi esperimenti per il futuro. Afferma anche che l’Associazione è gestita dalla scuola. Allora perché fare proprio una scuola? Non ho potuto chiederglielo, è andata a giocare con gli esplosivi… un momento, potrebbe tornarmi utile! Trent se ne andò via squadrando la pagina con aria interrogativa. Mentre passava, di lato a lui c’era un machete. Probabilmente quello di Duncan. CLASSE DEI RAGAZZI. Geoff “posso andare in bagno?” Professoressa “certo, ma solo quando torna Trent!” Trent rientrò con aria perplessa. Professoressa “qualcosa non va, Trent?” Trent “no, niente…” Geoff “allora vado, prof.!” BAGNI. Geoff “ah… che bello trattenerla e poi svuotarla tutta insieme! Un sensazione di leggerezza mi avvolge!” Duncan “forse ti avvolge anche questo!” gli avvolse il braccio attorno al collo, strangolandolo. Geoff “lasciami andare!” Duncan “no, hai sbagliato nemico, carino…” Geoff “prendi questo!” diede un calcio all’indietro, e gli prese proprio il punto X. Duncan “ahia… me la pagherai, cowboy! Grrah!” prese a fatica il suo machete, ma riuscì comunque a infilarlo nel petto di Geoff. Duncan “e con questo… fanno 3!” CLASSE DEI RAGAZZI. Trent “Uhm… è un po’ che Geoff non si fa vedere, forse dovrei andare a controllare…” DRIN! Trent si recò nuovamente in bagno, e, con orrore, vide il cadavere dell’amico steso sulle piastrelle del bagno, a cui sgorgava ancora sangue dal petto. CLASSE DEI RAGAZZI. Trent rientrò scandalizzato. Rientrò anche Gwen. Gwen “che è successo, Trent?” Trent “G-Geoff…” Gwen “anche lui? No, non può essere!” scoppiò a piangere. Professoressa “qualcosa non va, Trent?” Trent “ho trovato… nei bagni… il cadavere di Geoff.” Professoressa “signorino Trent, questi scherzi sono di pessimo gusto!” Trent “le posso assicurare che è tutto vero!” Professoressa “andrò a controllare di persona, ma se è una frottola, ti beccherai una nota sul registro!” BAGNI. Professoressa “eeh? Com’è possibile? Aaaah!” Duncan la accoltellò da dietro col machete. Accorse Trent, per vedere cos’era successo. Trent “professoressa!! …Duncan! Sei stato tu!” Duncan, anche essendo invisibile parlò “esatto. E tu stai per fare la stessa fine dei tuoi amici!” gli puntò contro il machete. DRIN! Arrivò Gwen, e vide con orrore i cadaveri di Geoff e della prof. Così si gettò in aiuto di Trent “noooooooo!” buttò via il machete dalle mani di Duncan. Gwen “basta Duncan! Perché fai così?” Noah irruppe “posso sapere che sta succedendo… eeh? Cos’è questa? Una sfilata di cadaveri?” Duncan gli tirò un coltellino che aveva nella tasca proprio in testa, uccidendo anche lui. Duncan “prova a scoprirlo!” scappò, anche se a insaputa dei due ragazzi. Gwen “no, adesso tu me lo dici!” Trent “penso che se ne sia andato. Grazie infinite per il tuo intervento. Stavo per finire accoltellato. Ma Geoff…” Gwen “pensa a questo, piuttosto. Ormai dovremmo esserci abiutati agli omicidi. Ho letto i nuovi appunti del diario.” Trent “anch’io ho fatto qualcosa di utile!” le mostrò la pagina mancante. Gwen, dopo averla letta “ma certo! Abbiamo più chiare alcune cose, adesso! La scuola non è quello che sembra! È l’Associazione! E Izzy ne fa parte. Ora dobbiamo scoprire di cosa si occupa questa associazione.” Accorse il preside “noooo, Noah! È stato ucciso il mio genio! Ma com’è possibile?” Gwen “guardi, è una storia complicata, e…” Preside “e ora come faremo…” Trent “fare cosa?” Preside “uh? Eh? Ah, no, niente! pensavo tra me e me! Ora porto via questi tre cadaveri…” se ne andò. Gwen “penso di aver capito un’altra cosa.” Trent “dimmelo!” Gwen “il Preside è il capo dell’Associazione. Dalla sua titubanza vuol dire che aveva in mente qualche piano che, a causa della morte di Noah, è andato in fumo. Dobbiamo scoprire che piano.” Trent “e quindi? Qual è la prossima mossa?” Gwen “innanzitutto…” corse all’ingresso, e suonò la campanella, facendo uscire tutti gli alunni “…dobbiamo rimanere da soli. Ora dobbiamo solo attendere che Duncan faccia la sua comparsa per riprendersi il diario, noi lo cattureremo e ci faremo spiegare tutto.” Trent “come facciamo a catturarlo?” Gwen “non lo so… avrei in mente un piano, ma potrebbe costare la vita a uno di noi due.” Trent “sarò disposto a sacrificarmi, se ciò ti rende felice.” Gwen “mmm…” Trent “ascolta. La tua vita non dipende da me, dipende da te. Quindi cerca di stare calma, non morirò.” Le sorrise. Gwen ricambiò. Gwen “ok, allora ascolta. Per prima cosa, mi servono un paio di pacchi di farina belli grossi. Poi mi occorre una rete che scatta quando si romperà una corda. Il classico.” Trent “sarà fatto!” Quella Notte, Duncan accorse per riprendersi il diario. Gwen era davanti a lui, decisa ad affrontarlo in caso di necessità. Trent invece era nascosto dietro a un armadio, coi sacchi di farina pronti per essere lanciati. Gwen, quando sentì i passi di Duncan, disse fingendo “oh, dove sarà mai la pagina mancante del diario! Ne ho proprio bisogno!” Duncan “se vuoi te la potrei pure dare, ma in cambio voglio il diarioooooooh!” cadde nella trappola. Trent “ah! Beccato!” gli tirò addosso i sacchi di farina, rendendolo visibile. Duncan “dannazione! Mi avete imbrogliato!” Gwen “e P.S. la pagina del diario smarrita l’abbiamo rimessa a posto!” Trent “ora dobbiamo fare due chiacchiere con te…” Duncan “grr!” Gwen “cominciamo. Domanda 1: come ha fatto Izzy a tornare in vita, se era esplosa assieme a Leshawna?” Duncan “questo… beh, ho usato una miscela revitalizzante.” Gwen “miscela revitalizzante? Ma che razza di cretinate stai dicendo?” Duncan “ti giuro che è la verità!” Trent “d’accordo, ti crediamo. Allora, come avrebbe fatto Izzy a resuscitare con questa miscela revitalizzante?” Duncan “l’ho usata sul capello che le era rimasto! Basta una goccia e puff! Compare come nuova!” Gwen “e puff! Ti facciamo fuori! A chi credi di farla bere?” Duncan “e va bene. se non volete credermi, tenete pure conto della cosa che Izzy non è morta in un’esplosione del genere. Che altra ipotesi potreste formulare?” Trent “secondo me dice la verità, Gwen.” Gwen “beh, ti credo. Domanda 2: come mai sei invisibile?” Duncan “con una miscela invisibile che mi è caduta addosso accidentalmente quando avevo 16 anni.” Gwen “Domanda 3: cos’è questa Associazione di cui tanto abbiamo sentito parlare nel tuo diario?” Duncan “è la scuola. Una società segreta che svolge esperimenti per il futuro. Il preside, anche se fa finta di essere tanto una brava persona in realtà nasconde un lato oscuro che non ha mai mostrato. Vuole dominare il mondo!” Trent “mi sembra un po’ esagerato…” Gwen “stiamo al gioco, Trent. Perché uccidevi tutta questa gente?” Duncan “perché la rabbia mi ha consumato: volevo che qualcuno mi aiutasse nella mia guerra contro l’Associazione, ma nessuno mi ascoltava. Anzi, la gente aveva paura di me. Appena sentiva la voce senza un corpo si spaventavano e correvano via. andò avanti così per 3 anni, finchè la mia pazienza non è finita, e allora ho cominciato a uccidere la gente.” Gwen “bene. come fai a sapere tutte queste cose sull’Associazione, visto che è la tua acerrima nemica?” Duncan “Izzy ne fa parte, e mi ha spifferato tutto quanto.” Gwen “perché lo ha fatto?” Duncan “perché ha imparato a fidarsi di me, è pazza, è una spia perfetta, ha molti esplosivi e gli piacevano tanto le persone invisibili.” Gwen “bene. l’interrogatorio è finito. Vuoi aggiungere qualcosa, ora?” Duncan “si: 1, mi lasciate andare? 2, se mi lasciate andare, non vi ucciderò, ma vi chiederò di unirvi a me per distruggere l’Associazione una volta per tutte. Ok?” Trent “NO! perché dovremmo aiutarti, dopo che tu hai ucciso i nostri amici?” Gwen “calma, Trent, possiamo farli resuscitare con la miscela revitalizzante!” Trent “e come fai a dire che dice la verità?” Gwen “quello che ha detto ha dato un filo logico al diario! Senza di lui non potevamo capirlo!” Trent “beh, in questo caso…” tagliò la rete col machete di Duncan. Gwen “almeno puoi trovare un modo migliore per renderti visibile?” Duncan “in teoria c’è una miscela visibile che si trova nel covo dell’Associazione. Solo che sarà difficile arrivarci senza che il Preside ci scopra.” Trent “come mai?” Duncan “è sia uno dei suoi esperimenti meglio riusciti sia perché è a conoscenza del fatto che io sia invisibile.” Gwen “allora… come ci muoviamo?” Duncan “seguitemi…” scelse con accuratezza un libro dall’armadio, e dietro ad esso c’era un pulsante. Lo premette e il pavimento sotto all’armadio sparì, mentre l’armadio si trasformò in una scala di legno. Gwen “wow!” Trent “andiamo, forza!” COVO DELL’ASSOCIAZIONE. Gwen “promettimi che quando questa storia sarà finita, non ci ucciderai.” Duncan “promesso! Puoi fidarti!” Trent “io non ne sono ancora troppo sicuro…” Gwen “ascolta Trent, vuoi far tornare in vita i nostri amici? Pure se non fosse vero, almeno ci abbiamo provato!” Trent “si, ma lui è pur sempre un killer!” Duncan “vi avrei uccisi se non mi aveste dato retta. Ma visto che è successo il contrario, vi risparmierò la vita.” Gwen “bene. allora, vogliamo muoverci?” Trent “prima di tutto… Duncan, sei mai entrato qui dentro?” Duncan “la parte di muro che avevo toccato 5 anni fa in realtà era il pulsante che ho premuto prima. Quindi si, in pratica ci sono entrato.” Gwen “racconta, poi come hai fatto ad uscirne?” Duncan “non importa questo adesso, dobbiamo pensare a un modo per prenderci quella miscela e far fuori il Preside.” Trent “abbiamo il machete, no? che dovremmo temere?” Duncan “certo, ma loro possiedono armi che tu neanche immagini.” Gwen “un bel dilemma…” Duncan “ho trovato: dividiamoci. Gwen, tu penserai a recuperare la miscela, mentre io farò fuori il preside. Trent, tu assicurati che non sparino Gwen.” Trent “e tu?” Duncan “io me la caverò! Sono ancora invisibile, ce la posso fare!” Gwen “io sono d’accordo.” Duncan “bene. ti faccio strada io.” Gwen “andiamo!” I ragazzi stavano camminando. Trent “fammi capire meglio: tutti i professori di questa scuola sono criminali?” Duncan “fermi! Qui è presente un laser che attiverà tutte le trappole. Comunque si, in poche parole…” Gwen “come facciamo a disattivarlo?” Duncan “mmm… mi dispiace Trent, ma temo che tu debba sacrificarti…” Gwen con le lacrime agli occhi “eh? No! perché?” Duncan “perché abbiamo bisogno di un’esca!” Trent “ma scusa, non potremmo usare un topo o qualche animaletto?” Duncan “e dove li trovi?” Trent “ah… e va bene. tanto credo di poter resuscitare con la miscela.” Duncan “mmm… bene. allora siamo d’accordo. Gwen, andiamo?” Gwen “Trent, io…” lo baciò “buona fortuna!” Trent “mi servirà. Grazie, Gwen. Duncan, prenditi cura di lei.” Duncan “puoi contarci. Gwen, dobbiamo uscire da qui.” Gwen “perché? Non possiamo rimanere qui?” Duncan “no. dopo aver interrotto il raggio del laser scoppierà qui dentro un esplosione peggiore di quella che ha fatto fuori Leshawna.” Gwen “che cosa terribile! Allora, questo potrebbe essere un addio, Trent…” Trent “per me invece è solo un ciao, Gwen.” Duncan e Gwen uscirono. Trent “bene. ora sono rimasto solo io qui. Non so se dopo il mio sacrificio Duncan ammazzerà Gwen, ma devo farlo. È l’unica speranza che abbiamo, altrimenti né Geoff, né Bridgette, né Leshawna rivivranno. ADDIOOOO!” si gettò in mezzo al laser, e vi seguì un’esplosione terribile. FUORI DAL COVO. BOOM! Gwen scoppiò a piangere tra le braccia di Duncan. Duncan “mi dispiace… ma è l’unica possibilità che abbiamo…” Gwen “sigh… ok! Andiamo!” Pensiero di Duncan “non capisco… mi sento sempre più legato a questa donna… e sento che anche lei prova un forte sentimento per me… forse…” COVO. Gwen “voglio vedere che c’è rimasto di Trent, per farlo resuscitare.” I due cercarono e cercarono, ma non trovarono niente. rassegnata, Gwen si gettò sul pavimento a bagnare le mattonelle fredde e ammuffite. Duncan “mi dispiace…” Gwen si rivolse arrabbiata verso Duncan “mi avevi detto che l’avremmo fatto resuscitare di sicuro! Mi hai mentito!” Duncan “come facevo a saperlo?” Gwen “sigh… sniff… sob… e va bene. Tanto ormai non ho più niente da perdere. Oramai mi basta recuperare gli altri tre.” Si gettò fra le braccia di Duncan e gli diede un lungo bacio. Quando le loro labbra si staccarono, Duncan le chiese “p-perché? Pensavo fossi fidanzata con Trent!” Gwen “ero fidanzata con Trent… e poi avevo bisogno di qualcuno che lo sostituisse. Ho bisogno di qualcuno che mi stia accanto. Non mi importa che tu sia invisibile, mi basta che tu sia con me.” Duncan le ridiede un lungo bacio. Duncan “ok, ora dobbiamo andare. È meglio che mi renda nuovamente invisibile.” Si buttò l’acqua della sua borraccia addosso facendo scivolare via tutta la farina. Gwen “dove sei?” Duncan “ecco, prendi la mia mano. Ora ti accompagno fino alla stanza del preside. A quel punto, io penserò a farlo fuori, tu prendi la miscela per i tuoi amici e per me, se necessario.” Gwen “potresti…” Duncan “non so cosa aspettarmi da quello.” Gwen “ok, e la miscela visibile?” Duncan “a quella penseremo più tardi: quel tiranno non deve assolutamente vedermi. Ora andiamo.” Poco più in la… Preside “COME SAREBBE A DIRE CHE NON RIUSCITE A TROVARE UN SOSTITUTO? NOAH E’ IMPORTANTE! IMPORTANTE!” Bidello “sissignore, setaccerò ancora meglio ogni classe.” Preside “NO! tu hai chiuso, incapace!” premette un pulsante senza neanche scomodarsi, e un raggio laser polverizzò il povero bidello. Gwen era nascosta dietro una colonna, e quando vide la scena non riuscì a trattenere la frase “oh, no! è terribile!” così il Preside la sentì. Preside “chi è stato? …insomma, chi ha parlato!? Fatti vedere, codardo!” Gwen sottovoce a Duncan “che facciamo?” Duncan “esci allo scoperto, così lo distrai e io penserò a farlo fuori alle spalle.” Gwen “va bene!” poi alzò la voce uscendo fuori dal nascondiglio “eccomi, sono stata io.” Preside “c-cosa? Gwen Thompson?” Gwen “si, Gwen Thompson. Ricorda che io e i miei amici abbiamo pernottato qui per qualche giorno? Beh, loro sono tutti morti.” Preside “è stata colpa di Duncan!” Gwen “esattamente. Ho ritrovato il suo diario. Ma non ho mai avuto il coraggio di incontrarlo di persona. Come posso fare?” Preside “ecco, prendi. Mi pare che tu sia più informata di me.” Le porse degli occhiali a raggi X “con questi potrai vedere l’invisibile.” Gwen li indossò “bella roba, peccato che non mi servano.” Aveva visto, grazie agli occhiali, Duncan alle spalle del Preside. Preside “cosa?” Gwen “già. Mi dispiace, non ne ho proprio bisogno.” Li prese e ruppe le lenti. Preside “tu… studentessa incosciente, perché l’hai fatto? Era l’unica speranza di riuscire a vederlo!” Gwen “beh, ma per lei non è un problema, visto che non potrà mai più rivederlo.” Preside “cosa?” Duncan gli saltò alle spalle “prendi questo!” Il preside, come se avesse previsto tutto, premette un pulsante che creò una barriera d’energia attorno a sé. Poi ne premette un altro e sparò contro Duncan la miscela visibile. Finalmente, oltre alla forma di Duncan, comparirono anche i suoi colori. Indossava una maglietta nera con teschio al centro, jeans calati e un collare borchiato sul collo. Aveva numerosi piercing sulla faccia e una cresta verde da urlo. Gwen “Duncan… No!” Preside “pensate che non abbia visto Duncan dietro la colonna? Ho previsto tutto. Siete degli stolti, perché avete contro di voi il grande Alejandro, il genio del futuro!” Gwen “il genio del futuro?” Alejandro “avanti Gwendolyne, dovresti sapere che io miro a dominare il mondo attraverso nuove invenzioni, no?” Duncan “ma certo! Come ho fatto a non pensarci prima! La scuola ti serviva solo per crescere nuovi geni! E Noah era uno di quelli! Per questo ti è dispiaciuto, e in quell’occasione hai ignorato il cadavere di Geoff!” Alejandro “bravo Duncan, sei cresciuto, hai fatto progressi. E visto che ti sei messo ad ostacolare il mio piano, la pagherai cara!” Duncan “bello, guarda che mi sono allenato in cinque anni con il mio fidato machete!” Alejandro “bello, guarda che io ho reclutato un sacco di gente in cinque anni!” battè le mani e uscirono fuori cinque ragazzi: Ezekiel, Tyler, Cody, DJ, e Owen. Cody “noi siamo la squadra speciale del Preside Alejandro!” DJ “non ci tireremo mai indietro!” Owen “il potere a noi!” Tyler “si! Siamo i più forti!” Prima che Ezekiel potesse mettere parola, Duncan gli tirò un coltellino in fronte, uccidendolo sul colpo. Duncan “ah, ma per favore! Chissà quante volte vi ho incontrato! State qui solo a rompermi -.- fatevi da parte, rammolliti!” DJ “in effetti Ezekiel è l’unico che è stato 5 anni a gongolare! Ma noi ci siamo dati da fare! Vero ragazzi?” Cody, Owen e Tyler “certamente!” Gwen “Duncan, sono preoccupata! Che faccio?” Duncan “sono degli ossi duri. Dammi una mano.” Gwen “e come?” Duncan “tieni!” le porse il suo machete “questo machete è la mia arma più forte. Sapendo che non sei molto abile con le armi, ho deciso di darla a te, così avrai meno possiblità di farti ammazzare.” Gwen “e tu?” Duncan “io mi proteggerò con questi.” Aveva un set di coltellini e coltelloni tutto da sfoderare “ok, io mi prendo i due più grossi. Tu occupati dei due scrocchiazeppi.” Gwen convinta “sono pronta!” Cody “beh, non sono molto favorevole…” Tyler “già, dobbiamo far fuori una donna?” Cody “sexy, per giunta…” Alejandro “non voglio sentire prediche! Muovetevi!” Cody “g-gulp! O-ok!” tirò fuori un pugnale e si avventò su Gwen. Gwen, terrorizzata, tirò semplicemente in alto il suo machete infilzando Cody. Alejandro “oh, che razza di incapace!” Gwen “c-ce l’ho fatta?” DJ “quell’idiota si è fatto ammazzare in un colpo solo da una femmina! Tyler, non farci fare altre brutte figure!” Tyler “sarà fatto!” anche lui aveva un machete. Gridò, avventandosì su Gwen. Gwen “fatti sotto, palestriaco!” Owen “paleche?” DJ “meglio che non hai capito! Uuh!” il suo fu un grido secco, perché aveva appena udito il rumore delle due lame che si scontravano. Tyler “non te la cavi male per essere una femmina!” Gwen “si, ma tu per essere un maschio sei una frana!” spostò il suo machete in modo da far perdere l’equilibrio a Tyler, poi gli piantò il machete direttamente nella spina dorsale “fuori due!” Tyler “K-K…” Owen “ehi, DJ?” DJ “s-s-si, Owen?” Owen “che ne dici, eh? Tocca a te!” DJ “g-gulp… hai ragione. Duncan, non sarà una passeggiata!” Alejandro premette un pulsante e un braccio meccanico da dietro sfilò furtivamente i coltellini dal fodero di Duncan, portandoglielo via. DJ “combattiamo ad armi pari!” Duncan “non ci giurerei!” non se n’era accorto. DJ gli si avventò contro, e Duncan, ad un passo dall’impatto, volle sfoderare i coltellini, ma non li trovò, così DJ lo atterrò. DJ, prendendolo a pugni in faccia “cos’è Duncan? Non sai reagire? A questo punto avrei preferito far fuori Gwen, per prima!” Duncan gli morse la mano, facendolo gridare dal terrore. Duncan approfittò di quel momento di vulnerabilità per scagliarlo via con la forza combinata di bacino e braccia, e si alzò. Poi, senza perdere altro tempo, sfoderò un destro in faccia piena a DJ, e per poco non gli rompeva il setto nasale. DJ “a-ahia… Duncan, me la pagherai!” si stava avventando ancora su Duncan. Duncan scappava verso il muro, ma quando ormai ne era ad un millimetro, si fece di lato facendo sbattere il povero DJ. Questi però non si arrese, e quando si scostò dal muro, aveva lasciato una scritta rossa di sangue “KILL YOU”. Era davvero infuriato. DJ “ora… basta…” si asciugò il sangue dal naso, poi, deciso, sferrò un pugno a Duncan sulla guancia, facendogli sputare sangue. Gwen “no, Duncan!” Duncan tossì. Era in posizione cavallina. DJ approfittò del momento di debolezza avversario per colpirlo con un grosso calcio sulle costole: gliene ruppe una. Duncan gridò dal dolore. Gwen “NO, BASTA DUNCAN!” Duncan “n-non preoccuparti Gwen” tossì “s-sto bene! almeno credo…” tossì di nuovo. DJ “ti pare il momento di scherzare?” lo prese e lo sbattè al muro, cominciando a dargli dei pugni in faccia, aspettando che il suo cuore smettesse di battere. Ma all’improvviso, a DJ venne mozzata la testa, senza dargli neanche il tempo di dire una parola. Owen “D-DJ? Ma cos’è stato?” Izzy “ehi, non toccate il mio capitano!” Duncan, tossendo “I-Izzy… grazie…” Alejandro “Izzy!? Ecco dov’eri finita! Eri in combutta con quel farabutto!” Izzy “qui l’unico farabutto sei tu!” gli si diresse contro. Owen “ehi, guarda che se vuoi uccidere lui, devi prima uccidere me!” Izzy “Non c’è problema omaccione, ti faccio fuori io!” tirò fuori un bazooka, e gli bucò l’enorme pancione che aveva, uccidendolo lì per lì. Gwen era rimasta allibita, come Alejandro, del resto. Alejandro “i-io… sapevo che quel giorno sarebbe arrivato… il giorno in cui Duncan si sarebbe ribellato… mettendomi davvero alle strette, ma… ahahahahah!” Duncan “mi spieghi che hai da ridere?” Alejandro “ma non potrai MAI battere Alejandro Burromuerto! Prendi questo!” premette un pulsante e un raggio laser si diresse verso Duncan. Gwen “non lo permetterò! È il mio ragazzo!” prese il pugnale di Cody e lo lanciò, ponendosi proprio tra Duncan e il raggio, riflettendolo verso il muro. Alejandro “ma bene… vedo che anche labbra blu è intervenuta per salvarti, Duncan…” Duncan tossì ancora dal dolore. Gwen “stai bene!?” Izzy “ma ti sembra che possa star bene? muoviti, dagli questa, io mi occupo del cicciobello!” porse a Gwen una pillola. Gwen “cos’è?” Alejandro “quella è una pillola di mia invenzione, inventata per guarire le ferite profonde della gente in pochi minuti.” Gwen “mangia, Duncan!” Duncan “o-ok… grazie…” la mangiò, ma era amarissima e fece una smorfia di disgusto. Alejandro “come vedete, qui l’unico farabutto è Duncan: io invento queste cose per la gente comune!” Gwen “per renderli poi schiavi per conquistare il mondo. Ormai lo sappiamo!” Alejandro “ma brava la mia genietta… ma ormai non mi interessa. Solo voi tre lo sapete. È tempo di eliminarvi, per il bene dell’Associazione!” Izzy “prima però dovrai vedertela con me!” Duncan “con me!” Gwen “e con me.” Alejandro “ahahahah! Sapete, mi fate pena. Potete essere determinati quanto vi pare, ma non vi basterà per farmi fuori. Io conosco alla perfezione Izzy, conosco ormai il carattere di Duncan. L’unica cosa che non so è come sei fatta tu, Darkettona.” Gwen “e ti conviene non saperlo!” Izzy “ragazzi, ho un piano. Uscite da qui. Io mi farò saltare in aria con questo pazzoide.” Duncan “no! così distruggeresti anche la miscela revitalizzante!” Alejandro “oh, è quella che cercate? E perché mai?” Gwen “per riportare in vita i miei amici che sono morti a causa di Duncan.” Alejandro “e come pensi di fare?” Gwen “come come? Con la miscela!” Alejandro “Ma se li ho completamente disintegrati i tuoi amici!” Gwen con le lacrime agli occhi “che?” Duncan “non importa. Bastano anche le impronte digitali. Se a terra, nel punto in cui sono morti, c’erano delle impronte, allora siamo a posto.” Alejandro “cavolo, non ci avevo pensato!” Izzy “beh, ora basta chiacchiere.” Tirò fuori il bazooka “apriamo le danze!” Alejandro “benissimo!” si alzò e mostrò la sua imponenza. Era un uomo sulla trentina, con una camicia rossa e dei jeans lunghi, con delle sarpe che avevano un rialzo accentuato nella parte centrale. Sembrava un sexy spagnolo qualunque, invece… “sapete, non l’ho mai detto a nessuno, ma ho dei poteri assopiti da tempo.” Duncan “ma che siamo, in un cartone animato? Per favore!” Alejandro “a 14 anni ero pieno di fantasie. E dato il mio innato QI, sono riuscito ad inventare la mia prima miscela, che, quando la bevvi, mi fece ottenere una super forza pazzesca.” Duncan “bene, sono proprio curioso di conoscerla!” Alejandro “con molto piacere!” Izzy “se permettete, vorrei cominciare io.” Alejandro “alla carica!” corse velocemente verso Izzy e cominciò a tirarle dei pugni, ma lei li schivò tutti. Izzy “cos’è, questa, la tua super forza?” Alejandro “non mi sottovalutare!” le fece lo sgambetto, allora la colpì sulla spalla. Izzy rotolò per terra e si rialzò subito in piedi “credi di avermi fatto qualcosa?” Alejandro “ora ti faccio vedere io!” stava per darle un calcio in faccia, ma questa gli bloccò la gamba prendendola per la caviglia, poi la stritolò facendo urlare di dolore Alejandro, quindi lo fece roteare, per poi scagliarlo contro il muro. Izzy “sono davvero delusa. E pensare che tu eri il capo dell’associazione… pff… semmai il capo dei bidelli…” Alejandro si scostò dal muro. Aveva dei graffi in faccia e sulle braccia, inoltre aveva la caviglia malridotta, i capelli scombinati e la parte superiore della camicia strappata e rovinata. Alejandro “beh, questo è quello che so fare avendo seguito un normalissimo corso di palestra. Ma ora vedrai cosa sono capace di fare veramente! La mia invenzione è servita a qualcosa!” cominciò a… caricarsi. All’improvviso la sua massa muscolare aumentò. Perse del tutto i capelli, la sua camicia si strappò completamente, i pantaloni diventarono un po’ stretti e strappati alle ginocchia, divenne scuro di pelle, e il suo volto cambiò. Alejandro “allora, siete stupiti ora?” anche la sua voce era cambiata. Dalla sua normale voce soave e tranquilla, era passato ad una voce rozza e maleducata. Izzy “e allora vediamo che sai fare.” Alejandro, provocato, corse verso Izzy, cominciando lo scontro contro di lei. Si scambiavano pugni, ma nessuno colpiva l’altro. A un certo punto però, Izzy riuscì ad assestare un piccolo pugno in faccia ad Alejandro, ma non lo scalfì. Duncan e Gwen assistevano impotenti. Alejandro provocò Izzy, che quando arrivò venne presa per il braccio, e Alejandro cominciò a girare su se stesso facendo roteare anche Izzy. Anche se c’erano delle colonne sulla traiettoria di Izzy, lui continuò a roteare, facendogliele sfondare. Poi la sbattè deciso contro il muro. Ma non era finita: caricò contro una Izzy indifesa, con la testa piantata fra i mattone e il resto del corpo di fuori parallelo al terreno. Prese i piedi, che si piegarono a piegare successivamente le gambe, ma poi la gabbia toracica cedette e si spezzò, e l’urto di Alejandro le fece esplodere il cuore e le ruppe il cranio. Duncan era spaventatissimo. Una scena d’orrore incombeva davanti a lui: Izzy era ridotta ad una specie di corpo senza ossa che dal muro penzolava senza vita verso terra, come se ci fossero solo i vestiti e la pelle. Uno spettacolo disgustoso. Alejandro “allora, vi basta come prova della mia scoperta da adolescente? E ora Duncan, tocca a te, e poi alla Darkettona…” Gwen invece era in lacrime di paura. Temeva che il suo ragazzo potesse fare la sua stessa fine. “che facciamo?” chiese con la voce rotta dal terrore. Duncan “n-non lo so. Intanto cerco di intrattenerlo. Tu scappa.” Gwen “cosa?” Duncan “si. Scappa. Io so di non avere possibilità, ma voglio che tu almeno ti salvi, perché in fin dei conti non c’entri niente tra me e l’Associazione. So di non poterlo uccidere, ma almeno lo tratterrò per il tempo necessario affinchè tu ti salvi.” Gwen aveva le lacrime agli occhi “io… non permetterò che tu muoia! Ho già perso un fidanzato, ma di perderne un altro non se ne parla! Io ti assisterò, se dovessi averne bisogno!” Duncan “bene. io ti avevo avvisato. Più di tanto dolore non proverò, visto che mi farà fuori prima di te. Fa’ come vuoi.” Alejandro “Duncan, non è da te! Mollare così presto! Ahahahah! Beh, almeno hai ammesso la sconfitta. Non sei in grado di battermi e lo sai benissimo, ora puoi anche metterti a braccia aperte.” Duncan “Per fare cosa?” Alejandro “per abbracciare la morte! AAAAAAAAAAAH!” corse furiosamente verso Duncan. Quest’ultimo era spaventatissimo. Duncan “aah!” l’impatto fra i due fu molto violento, e la spalla di Alejandro per poco non ruppe lo sterno di Duncan, ma lo scagliò al muro. Più precisamente, all’angolo delle punizioni. Alejandro “questo è l’angolo destinato ai ragazzini più pestiferi della scuola. Evidentemente non c’è da stupirsi se, dopo cinque anni, ci sei finito anche tu.” Gwen “perché vuoi ucciderlo?” Alejandro “non so cosa c’entra ma, vorrei rendere lo scontro più interessante, quindi lascerò un po’ di tempo a Duncan per riprendersi. Allora, risponderò alla tua domanda: lo voglio uccidere perché sta intralciando i miei piani, inoltre ha ucciso il mio genio più brillante, ovvero Noah. E questo alimenta la mia rabbia verso di lui.” Gwen “lui ha ucciso un’altra persona, tra l’altro a te non cara, non vedo un valido perchè!” Alejandro “e chi l’ha detto che non è caro per me?” Gwen “Perché in realtà, dopo averlo sfruttato, lo avresti ucciso!” Alejandro “beh, probabile. Hai ragione. Brava. Ma che hai concluso? Tanto lo sai che dopo Duncan tocca a te, vero?” Duncan “no, questo mai!” gli saltò addosso, ma Alejandro se lo scostò via facilmente. Alejandro “incapace.” Duncan “grr…” Alejandro “basta. Ho aspettato fin troppo tempo. Ora è il momento di farla finita, Duncan. Dopo 5 anni, finalmente quel giorno è arrivato! Il giorno in cui ti farò finalmente fuori per sempre! Grraaah!” gli corse incontro e lo prese per le braccia, lo lanciò in aria sfondando il soffitto e lo fece riatterrare sul suo appuntito ginocchio. A Duncan venne una fitta allo stomaco, provocata dal ginocchio del colossale Alejandro. Alejandro “non mi basta, devo vedere la morte nei tuoi occhi!” Duncan era troppo debole per parlare. Alejandro prese la sua testa e cominciò a prenderlo a testate. Poi lo lanciò poco più in la, verso la parete. E ripetè la scena di DJ, dandogli pugni sullo stomaco. Duncan subiva in silenzio, perché ormai non aveva più neanche la forza di gridare dal dolore. Apriva la bocca a fatica, ma non ne uscivano suoni. Era vicino alla morte. Gwen “no… NO, DUNCAAAAAAAAAAAAAN! GRAAAAAH!” Gwen si infuriò, e subì una trasformazione anch’essa: le crebbero degli artigli di ferro sulle mani. Infuriata, si lanciò verso l’armadio distruttivo che stava facendo fuori il suo fidanzato, puntandogli contro gli artigli. Alejandro, incuriosito, le prese il braccio evitando di farsi graffiare, e glielo stritolò “e così sai fare qualcosa anche tu, eh?” Gwen “aah! Duncan, adesso!” Duncan prese a fatica un coltellino dalla tasca di Gwen e cominciò a conficcarlo nella pancia di Alejandro. Però sembrava che questi non se ne accorgesse. Gwen lo graffiò in faccia con l’altro braccio artigliato. Alejandro “ahia! Non pensavo fossero così affilati! Comprati un limaunghie, cavolo!” Gwen “ma perché non ti fa male!?” Alejandro “perché mi hai preso di striscio!” Gwen “non i miei artigli, il coltello che Duncan ti sta conficcando in pancia!” Alejandro “oh, e vuoi che mi faccia male? Ahahahah, non farebbe male neanche a una normale persona come voi!” Gwen “grr… prendi questo!” gli diede un calcio lì dove non batte il sole e il colosso lasciò la presa del braccio di Gwen, piegandosi in due dal dolore. Duncan si rialzò in piedi, non più in forma che mai, ma aveva abbastanza energie da continuare. Corse verso il reparto “miscele” e recuperò la miscela revitalizzante, dopodichè tornò da Gwen. Duncan “non mi interessa come ti sono sbucati quegli artigli, ora tu prendi ‘sta roba e riporta in vita i tuoi amici!” Gwen “ma… Duncan…” Duncan “non ti preoccupare per me, ora che è vulnerabile posso avere qualche speranza di ammazzarlo. Ma anche se non dovessi farcela, l’importante è che Trent, Bridgette, Geoff e Leshawna tornino in vita, giusto?” Gwen “v-va bene.” Duncan “e poi, so che con loro puoi farcela a vendicarmi. Ucciderai Alejandro coi tuoi amici, e riporterai in vita anche me. È un piano perfetto.” Gwen “o-ok…” lo baciò “buona fortuna.” Duncan “Ne avrò bisogno. Ora vai, muoviti!” Gwen uscì dal covo. Alejandro si riprese “avete fatto la scena eroica, ma bene. meno male che ti ha dato l’ultimo bacio, perché non la rivedrai di nuovo.” Duncan “che intendi dire?” Alejandro “che tu pagherai per lei! Farai una brutta fine-erk! Ek-ahia-ahia-ahia… plop!” cadde a terra col machete di Duncan conficcato nel torace. Alejandro, ancora in fin di vita “m-ma come hai f-f-f-fatto…” Duncan “nel reparto miscele mi sono fatto un drink: miscela velocizzante. E siccome sei stato tu a inventarla, dovresti saperne gli effetti…” Alejandro tornò alla sua forma Duncan “è finita…” crollò a terra esausto. FUORI DAL COVO. Gwen aveva già resuscitato i suoi quattro amici e raccontò loro tutto. Bridgette “quindi, se ho capito bene, il nemico è il preside!” Leshawna “non vedo l’ora di dire un paio di cosette al nostro amico!” Geoff “che stiamo aspettando? Muoviamoci!!” Bridgette, Leshawna e Geoff erano più determinati che mai. Trent “come mai sei così turbata? Tutti l’abbiamo detto che tanto, se muore Duncan, non è poi una grande perdita!” Gwen “mmm…” Trent “mi nascondi qualcosa?” Gwen “no, cioè, si…” si tappò la bocca. La sua bocca aveva fatto tutto da sola. Gwen non sarebbe riuscita a mantenere un tale segreto per sempre, così volle scaricarselo subito. Però trovò una scusa. Gwen “ecco” tirò fuori gli artigli “questi sono i miei artigli. Questo perché io sono un demone di Satan, il popolo del diavolo. Rappresento la freddezza. Ma su questo mondo, ho lasciato quell’orribile popolo, tuttavia alcune radici sono rimaste. Non volevo che lo sapessi, ma…” Trent “non è esattamente una buona notizia ma… l’importante è che stai con me.” Gwen tirò fuori un altro ghigno triste. Trent “mi nascondi ancora qualcos’altro?” Gwen “No. solo la tristezza post-rivelazione. Tutto qui.” Trent “bene. siamo arrivati al covo di Alejandro.” COVO. I cinque si trovarono davanti lo spettacolo orribile: Ezekiel impalato al muro con il pugnale conficcato in testa, Cody e Tyler a terra, ciascuno col proprio coltello in pancia. DJ senza testa, Owen col buco in pancia, Izzy con la testa conficcata nel muro e il corpo penzolante, Alejandro col coltello ficcato nella pancia e Duncan steso a terra. Leshawna “qui dentro si è scatenato il finimondo…” Gwen “Duncan! Duncan, rispondi: stai bene?” Duncan rispose con una voce flebile “sono riuscito a far fuori Alejandro, ma…” tossì “non penso di riuscire a sopravvivere.” Gwen “non c’è una miscela che ti aiuta a recuperare le forze, come quella che ti ha dato Izzy?” Duncan “no” tossì “Izzy l’ha usata tutta su di me. Temo che ormai la mia ora sia arrivata… hai fatto quello che ti ho chiesto?” Gwen “si, stanno bene. ma tu…” Duncan “io ho finito la mia esistenza. Bella, si. Il ragazzo che terrorizzava la scuola.” Bridgette “scusa, ma qual è il problema? Se muore non possiamo farlo resuscitare con la miscela?” Gwen “no, l’ho usata tutta su di voi.” Duncan “beh, non fa niente. goditi la vita coi tuoi amici, ti aspetterò anche all’infinito, ma ti aspetterò. E quando mi raggiungerai, riempirò il vuoto.” Gwen lo baciò, davanti agli occhi di Trent “allora addio, Duncan.” Duncan “a-addio, Gwen. Mi mancherai…” se ne andò. Gwen scoppiò in lacrime sul corpo, che si stava facendo freddo, di Duncan. Trent “scusa ma… perché? Pensavo fossi fidanzata con me!” Gwen “no, Trent, no! ho commesso un errore, sono stata stupida, mi sono illusa che tu non resuscitassi e allora l’ho baciato! Lo so, ho fatto male!!” Bridgette si strinse tra le braccia di Geoff. Trent “sigh… sniff… non fa niente. ti perdono. Già sei a pezzi dopo questa vicenda. Ora, se rompo con te, finiresti per il suicidio. Va bene Gwen. Fa’ quello che vuoi.” Gwen “grazie, Trent.” Leshawna “sei un ragazzo con un grande cuore!” Geoff “beh, lasciamoci alle spalle questa brutta vicenda: il Sole è fuori dalla scuola che splende, usciamo e mostriamo al mondo che ce l’abbiamo fatta!” Tutti “si!” FUORI SCUOLA. Bridgette “ah, l’aria pura! Da un po’ di tempo non la respiravo!” Trent “Non sei contenta, Gwen?” Gwen “no, sono contentissima. Solo, ripenso alle nostre case… dici che sono pronte?” Guardia che passava di là “beh, posso dirti che quelle di Leshawna e Geoff sono a posto! Le altre mancano solo gli interni!” Leshawna “che gioia!” Geoff “che bella notizia! E stasera, tutti a casa mia, che voglio fare festa!” Tutti “yuhuu!” SERA, FESTA DI GEOFF. Geoff “e ora, brindiamo a Gwen! Che senza di lei non avremmo potuto continuare a vivere questa nostra gioia di essere amici!” Tutti “a Gwen!” la serata andò avanti galoppando. Diario di Duncan, data ignota: caro diario, ho concluso la mia esistenza molto felicemente, con quella ragazza dalle labbra blu e gli occhi di luna che non scorderò mai, neanche qui in paradiso. Sai, credevo di finire all’inferno, chissà cos’avrò fatto per meritare il paradiso! Comunque, mi mancherai, perché questa è l’ultima volta che ti scrivo. Oltre a tanta gente che conoscevo, ora devo dare l’addio anche a te, diario. Non scorderò mai né te, né quella ragazza dagli occhi di luna di nome Gwen. CAST Duncan Gwen Leshawna Geoff Bridgette Trent Izzy Alejandro Chef (forma alternativa di Alejandro) DJ Owen Tyler Cody Ezekiel Professoressa Courtney Mamma di Duncan Harold Josh Noah Poliziotto Guardia FINE BY GEOFF95
Commenti
x geoff95
avresti potuto fare una storia con txg e dxc e un altra con dxg e txc 25/04/12 13:11 - CAPITAN ZOEY stra belllllllaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!ci ho messo due ore emmezza però è bellissimaaaaaaa!!!! 24/02/12 15:18 - giulia bona è bellissima! 22/02/12 12:43 - katiecourtneylindsayheather Cavolo....Bella storia! 12/02/12 22:19 - GWEN.e.TRENT Stra bella!!! Avevi ragione quando dicevo che era uno dei tuoi lavori migliori! Sei un grande! 09/02/12 15:33 - darkettonapunk BELLISSIMA! Non ci sono parole,
un bellissimo lavoro, il migliore che io abbia mai letto! Hai fatto un racconto stupendo! VOTO: 10 e lode 06/02/12 15:49 - xxx:)TDFOREVER:)xxx x geoff: ok,e scommetti bn xP 07/01/12 21:07 - fan del bacio proibito aaaaaaaa, è troppo lungaaaaaaaaaaaaa
ed è stupendaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaa 07/01/12 16:18 - cresta verde x fan: beh, ho fatto un pò DxG e un pò TxG, così, per fare un pò di parità. ho deciso di fare DxG e TxG perchè se avessi fatto DxG e DxC sarebbe scoppiato il caos più totale, ci scommetto. Archivio '11 02/01/12 15:36 - geoff95 |
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