IL MIO SOGNO
Questa storia è stata tratta dai Dolci Criminali DXC, ma da un altro punto di vista, inventata un po’ da me.
Ero una bambina, mi chiamavo Channa, che sono fuggita di casa e mi sono imbarcata di nascosto in un aereo. I miei genitori erano morti quanto avevo due anni, ma adesso ne avevo dieci. Comunque ero salita su questo aereo e mi sedetti vicino a un signore in giacca e cravatta. Più tardi passò una ragazza che io non conoscevo, era bella.
Mentre stavo guardando le stelle fuori dal finestrino, sentì un urlo; mi ero alzata di colpo e subito andai a vedere, ma a metà corridoio lo stesso signore che stavo vicino mi bloccò prendendomi il braccio facendomi male e mi puntò una pistola nella testa:
- Senti! Se non fiati non ti faccio del male, ok?
Mi mise in angolo non so dove, poi cominciò il macello. Avevo paura, mi nascosi la testa tra le gambe e aspettò che finisse tutto.
Finito tutto alzai la testa, vedi un uomo steso per terra che sanguinava.
Comincia a piangere, non troppo forte perché se qualcuno mi avesse notata mi avesse fatta fuori. Mi ero di nuovo nascosta la testa tra le gambe; poi sentì un voce delicata:
- come va piccola?
Io alzo lo sguardo e vedo davanti a me una ragazza, quella di prima. Quella ragazza mi vede con le lacrime negl’occhi e pensavo che fosse la mia mamma morta (nel sogno).
In quel momento, lei si alzò e cominciò a chiamare, credo il suo ragazzo:
- Amore, vieni qui!
Appena lui è arrivato, ho visto la sua faccia meravigliata perché c’ero io.
Lui:
- Courtney! Spostati!
E lei si spostò. Lui prese un pistola che trovò per terra e la punta verso di me.
Avevo paura, sapevo che era la mia fine. Lui mentre caricava la pistola, chiusi gl’occhi, ma non senti lo sparo.
Aprì gl’occhi lentamente e ero rimasta scioccata perché davanti a me c’era la ragazza:
- Duncan! Non sparare!
- E Perché?
- Perché lei è una povera bambina innocente.
Così lui buttò la pistola per terra, io tirò un sospiro di sollievo, lui si avvicinò di colpo.
Aveva quei occhi azzurri chiaro, come il mare, ma…..:
- Come ti chiami?
- Mi..Mi chiamo Channa.
Ad un certo punto lui rimase un po’ dubbioso come se non mi ascoltava e:
- scusa, come hai detto che ti chiamavi?
- Mi chiamo Channa!
- Channa, sei proprio tu? Fammi vedere il braccio.
Infatti nel mio braccio avevo il disegno di un teschio con scritto il mio nome. Lui prese il mio braccio con delicatezza, tirò su la manica della mia maglietta e vide; io prima guardò il mio braccio e subito dopo la faccia del ragazzo, aveva gl’occhi pieni di lacrime e subito mi abbracciò forte. Non avevo capito che cosa succedesse.
11Channa, sei proprio tu! Avevo paura che eri morta nell’incidente ( la morte dei miei genitori).
Ma lui come faceva sapere della morte dei miei genitori? Forse era stato lui?
Io non sapevo niente chi era lui e…:
- Chi sei? E come fai a sapere che i miei genitori sono morti?
- Senti piccola, forse tua zia non te la detto.. io sono tuo fratello!
Da quello che avevo sentito, ero rimasta di stucco. Perché mia zia non me la aveva detto?
E lui continuò:
- I nostri genitori sono morti quando avevo 8 anni e te ne avevi 2, dopo l’omicidio sono fuggito e di me non c’erano tracce. E vuoi sapere che significano i segni sui nostri bracci?
- Si
- Quei segni, li ho fatti io per raffigurare la nostra amicizia in eterno. Cambiando discorso, quei bastardi ti hanno fatto del male?
- No, quando ho sentito quel urlo sono andata a vedere ma un certo punto mi blocco un signore e mi puntava in testa una pistola e mise in un angolo e io avevo paura quando cominciò il macello.
- È tutto apposto. Puoi stare vicino a Courtney.
*Ma allora quella ragazza aveva un nome, Courtney, bel nome.*
Lui andò e io presi per mano lei e cominciamo a parlare. Ad un certo punto si sentì un botto e Courtney si voltò. Qualcuno mi tappò la bocca con una mano e mi trascinò via. Lei si voltò come prima e non mi vide, si alzò e cominciò a chiamarmi.
Dietro di lei c’era un signore la prese come me. Tutte due lottavamo finché diedi un morso nella mano che mi taceva e subito gridò:
- Duncan, aiuto!
Mio fratello si voltò:
- Channa! Courtney!
Era arrivato nel punto che eravamo i due si lanciarono, avevo una paura che subito gridò:
- Duncan!!!
- NOO!!
Lui si lanciò dall’aereo e noi eravamo troppo lontani. Intanto per liberarmi, diedi un calcio ma non fece nulla. Avevamo toccato il suolo, Courtney si liberò e diedi un pugno a quello che mi teneva. Mi aveva lasciata, ero cascata per terra, lei mi prese per mano e correvamo più veloci che potevamo. Dopo qualche metro ci avevano raggiunto, per prenderci ci venissero addosso; ci teneva più forte che poteva e siamo entrati in macchina. La macchina partì di colpo, di fianco a noi c’erano due giganti, ci legarono e io non stavo ferma, sentì di colpo un dolore nella spalla come mi avessero pugnalato e poi si fece tutto buio.
Mi risvegliai, in un posto poco illuminato, lontano da mio fratello e lontano da Courtney. Avevo un dolore nella spalla, ancora legata non troppo forte. Mi mossi malapena e sentì un suono sottile. Mi voltai e vedi una pistola in una fessura del muro.
Avevo sempre con me un taglierino personale regalato da una mia amica, nella tasca dei pantaloni. Lo tirò fuori e tagliai la corda che mi legava. Poi mi abbassai pian pianino per non far scattare la pistola,poi tagliò di colpo il filo e la pistola sparò.
Ho aspettato qualche secondo, mi alzai più veloce che potevo e mi nascosi dietro la porta. Sentivo fuori dei passi, ad un certo punto la porta i aprì di colpo, la porta mi sbatte nel naso. C'era qualcuno davanti la porta e poi sentì urlare, mi ero stufata di sentirlo urlare, presi la pistola dietro la sua tasca e diedi un forte colpo nella testa. Lui cadde per terra, io uscì e andai versò dritto in un corridoio ( come quei dei carceri). Pochi chilometri, sulla mia destra c'era una porta da dentro si sentiva dei botti. Io da curiosa aprì pian piano la porta e vidi... pochi secondi feci qualche passo indietro, ero rimasta scioccata...ritornai a vedere quel episodio... era tutto vero! C'era Courtney stesa per terra, mentre un uomo gli dava i calci o pugni. Sentì in quel momento una voce:
- dove vai, mocciosa?
Mi voltai e vidi un signore, lo stesso di prima un po’ ridotto male. presi la pistola dietro la tasca dei pantaloni e sparò contro di lui, era cascato per terra e io per sicurezza mi appoggiai al muro. Mi guardai a destra e poi a sinistra. Uscì un signore dalla porta, mi vede e prova ad avvicinarsi. Mentre si avvicinava sparò anche lui. Era finito tutto. buttai per terra la pistola e di corsa entrai nella stanza. Vedi Courtney stesa per terra svenuta piena di graffi. Mi avvicinai a lei, cercavo di svegliarla, ma fu tutto inutile. Entrarono due signori e mi vederono in ginocchio mentre svegliavo la ragazza. Un signore pian piano mi si avvinò e mi prese di colpo. Io cominciai a calcare e l'altro mi tentava di fare son so cosa. A lui prese un calcio nel petto, si era stufato, per farmi stare buona mi diede un pungo forte nello stomaco. Io sputai sangue, mi ero fermata e il signore teneva per mano una siringa di sedativo e sentì di nuovo quel dolore nella spalla.
Mi risvegliai di colpo, ero di nuovo legata sotto a un tavolo, il luogo era diverso da prima, sembrava come l'interrogatorio nella stazione della polizia. Sentivo parlare, c'era una voce che non mi era familiare e una si. Provai a raggiungere a prendere il mio taglierino nella mia tasca dei pantaloni, ci riuscì. Non c'era più, forse l'avevo perso nella stanza di prima per fare quel lavoretto, ma adesso che mi serviva non l'avevo. Così provai ad arrivare con lei mani al nodo per slegarmi. In quel punto sentì la voce di Duncan:
- Duncan! Duncan!
- Stai zitta maledetta, mocciosa!
Io ricevetti un calcio dietro la schiena.
Riprovai a slegare il nodo che mi teneva legava, dopo un pò di minuti entrò la ragazza. Era peggio di prima, prima era con i graffi, ma adesso con i lividi e gli sanguinava la testa, cercavo di non guardarla, ma non ci riuscivo, io non ero ben pulita.
Poi sentì uno sparo, ero a assistere quel momento, vedevi quel petto con un buco in mezzo, mi scendevo dalle guance delle lacrime e io e Duncan:
- NOOOO!!!!!!!!!!
Mi ero arrabbiata, perché avevo perso un amica speciale, aveva superato il mio limite; mi slegai e poi diedi un bel morso nella gamba del signore:
- Hai! Maledetta ragazzina, prendetela!
Io uscì da sotto il tavolo e andavo contro a Duncan per liberarlo. Dietro di me c'era un signore, mi fermai di colpo:
- Channa! Che cavolo fai?
In quel momento c'era si avvicino, mi voltai e di colpo diedi un calcio che fece steso il signore e feci così con gli altri mettendoli a K.O.
Liberai Duncan, lui si alzò:
- non sapevo che facevi karate.
- be si, lo cominciato da poco. Non è ora di chiacchierare; è ora di mettere un po’ di peperoncino.
Così cominciamo a combattere, finché Villen mi prese bloccandomi il torace con il braccio e mi puntò la pistola nella spalla:
- Hai, no nella spalla che mi fa male.
- Tu stai zitta, Duncan....
Mio fratello si volse e...:
-Se muovi un muscolo, lei è fuori come lei.
Mentre diceva indicava con la testa Courtney stesa per terra.
- Lascia Channa!
- No!
Avevo di nuovo la paura, ma mi feci coraggio. Feci un cenno con la testa a Duncan per dirgli di ingannarlo e fuggire, lui capì e..cominciò:
- Guarda, dietro di te c'è tua madre!
Lui si voltò con il viso e lui si avvicina e diede un pugno forte, che fece cadere per terra.
Io e Duncan correvamo e un punto dovevamo dividerci perché:
- Channa, mettiti in salvo, entra in questa buca nel muro e fuggi fuori.
- E tu?
- Non pensare a me, mettiti in salvo!
Lui si allontanò e di corsa entrò in questa buca. Non era un buco nel muro era una stanza, ero in una trappola, infatti mi ero ritrovata davanti Villen, poi entrò Duncan:
- Siete cascati nella trappola, come topi. Siccome mi avete ingannato, tu Duncan dovrai pagare le conseguenze.
Ci aveva scoperto l'inganno, cosa voleva dire "pagare le conseguenze" non gli bastava Courtney?
Io prima guardai Villen e poi Duncan. Mentre guardavo Duncan sentì da lui:
- Channa attenta!
Mi voltai e arrivò lo sparò nella spalla, come tutti mi avesse passato un dolore acuto nella spalla. Caddì per terra , fu tutto buio, solo sentì:
- NOOOO!!!!! CHANNA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il mio cuore non si fermò, continuava a battere molto lentamente, i miei polmoni si muovevano lentamente con molta fatica e il dolore della spalla e della testa che aveva sbattuta per terra.
Ero in quel momento, forse era un sogno, ero in quel momento dell'omicidio dei miei genitori, avevo visto l'assassino era stato Villen. Peccato che non gli ho dato una lezione.
Qualcosa da fuori mi aveva toccato il petto, aprì lentamente gl'occhi e vidi un signore appoggiato sul mio petto e diceva:
- Respira, venite qui,! Presto!
Il signore si alzò, mi prese in braccio, mi ero svegliata:
- Ehi piccola.
Io vedi quel signore e persi i sensi.
Erano passati 3 giorni dopo il nostro ritrovamento in quel orribile posto. Con me c'era un infermiera che mi sosteneva al posto di mio fratello che stava in prigione. Non mi ricordavo niente,ma il miocaro fratello si, quel episodio della morte della mia amica mi era stato impresso. Mi sono risvegliata in ospedale con una grossa cicatrice nella spalla e un grosso mal di testa. Mi girai e vedi un infermiera:
- Ben tornata tra noi, tu saresti Channa, vero?
- E tu come fai a sapere il mio nome?
- Lo letto nel tuo braccio, durante il tempo che trascorrevo con te ripetevi un nome come "Courtney",ma chi è'
- Courtney era una mia amica speciale, ma è morta per colpa di qualcuno.
- di chi?
- di Villen, lui mi ha ucciso i miei genitori. Dove sta mio fratello? Ti prego dimmilo!
- Se so bene sta in prigione, ma so che ti viene a trovare spesso.Devi solo aspettare.
-ok.
Passano delle ore, io giocavo con l'infermiera a carte finché...:
- Hai un tre di coppe?
- No, tu hai un re di bastoni?
Dal citofono si sentì:
-L'infermiera Cletina alla sala di accoglienza.
- Devo andare, tu non spiare, ok?
-Si, a dopo.
Lei uscì. io guardai fuori dalla finestra, pensando quello che è successo, forse aveva ragione Anna Maria che non dovevo fuggire,ma mi ero stufata di stare con la mia zia; pensava solo al lavoro.
Mentre pensando si aprì la porta, entrò solo l'infermiera lasciò la porta aperta. Strano, non l'aveva fatto mai:
- Channa, ho una sorpresa per te. Vieni dentro.
Io ero ancora a guardare fuori dalla finestra:
- Channa!!
Mi girai,era proprio Duncan!Avevo gl'occhi pieni di lacrime di gioia ,lui mi viene contro e abbracciandomi forte:
- Avevo di nuovo paura che eri morta, come stai?
- Tutto bene, che cosa è successo a te?
- Meglio che non te lo racconto.
- Courtney, sta bene?
- No, è morta
- Nooo! é tutta colpa mia!
- Invece no, sono stato io a portamela con me.
-Mi dispiace.
- no di niente.
Duncan?
- Si?
- quando esci dal carcere?
- Fra un paio di anni, adesso devo andare. Ciao!
Da quel episodio non incontrai più mio fratello, era morto per le cause di nostro padre.
FINE