Il Bacio della Morte
Alzo gli occhi al libro. Credevo di riuscire a distrarmi immergendomi nella lettura ma a quanto pare non funziona. Come può essere scomparso?
Abbasso gli occhi e cerco di capire qualcosa del libro, ma sentendo il calore delle fiammelle che danzavano vicino a me non posso fare a meno di pensare a lui. Ricordo come se fossero passati pochi minuti da quando Bridgette mi aveva informato della notizia, le sue parole mi rimbombano ancora nella testa.
***
- Gwen?-
- Ciao Bee, che c’è?-
- Gwen…lui è s-scomparso.-
- Lui chi? Di chi parli?-
- D- Duncan..-
- Duncan?!-
Lei incominciò a piangere dall’altro capo del telefono e non io riuscivo a fare a meno di trattenermi. Incominciai a tremare e non controllavo più le lacrime.
Restammo così a lungo.
***
Il giorno dopo sentii la notizia al telegiornale, diceva che un certo ragazzo sui diciassette anni di nome Duncan Nelson era scomparso, avevano ripreso la madre mentre tra un singhiozzo e l’altro diceva che suo figlio era uscito di casa la sera prima, come molte altre volte, ma questa volta non aveva fatto ritorno.
Il fuoco ondeggia in una danza selvaggia, con gemiti, fischi e urla sommesse.
È passato tanto tempo, all’inizio non volevo crederci, ma quando passarono le ore, i giorni, le settimane e infine i mesi non potei che accettare questo fatto. La speranza di rivederlo è sempre accesa, come il fuoco davanti a me, ma come il fuoco si sta spegnendo.
Poso il libro sul divano chiudendo gli occhi, ma il calore che sento è troppo forte, il mio sguardo viene attratto a lui come se fosse una calamita. Le fiamme si sono tinte di diverse sfumature,il verde lascia posto al viola,al giallo,al verde…
Penso a come si sente Courtney in questo momento. Anche lei sicuramente sarà rimasta scioccata dalla scomparsa di Duncan. È andata a vivere lontano ormai, e non ho più sue notizie. Ho sentito dire dalle ragazze del reality che è tornata con lui…
Il telefono inizia a squillare,così mi alzo dalla sedia e vado a rispondere.
- Pronto?-
-…-
- C’è qualcuno?-
-…-
- Se è uno scherzo non è affatto divertente!-
-…-
Attaccai la cornetta.
- Ma va al…- non feci in tempo a completare la frase che il telefono squillò un’altra volta.
- Ora basta, mi hai stufato, chiunque tu…-
- Gwen, ti senti bene?- arrossì.
- Mamma,sei tu,c-cosa c’è?-
- Volevo solo sapere se era tutto a posto.-
Buttai una rapida occhiata all’orologio.
-Sei uscita da casa dieci minuti fa. -
-Lo so tesoro, ma vedi, con le persone che ci sono in giro…-
- Sì lo so mamma. Sto bene.-
- Ok, torno tra un’ora al massimo, se c’è qualcosa che non va chiamami.-
- Certo, a dopo.-
- Ciao. -
Ri-attaccai la cornetta.
Se solo avessi chiesto a Duncan il suo numero prima di non avere più sue notizie…
Tornai vicino al fuoco sedendomi sul divano,mi addormentai senza neanche accorgermene.
Dopo poco riaprii gli occhi,il fuoco si stava lentamente spegnendo. Mi alzai per farlo ravvivare,quando sentì una voce dentro di me.
- Gwen…- mi girai sussultando e sbarrando gli occhi.
Mi trovai davanti una persona che conoscevo molto bene.
- Duncan! - stranamente non mi stupì più di tanto di quell’apparizione,come se fosse una cosa ovvia,come quando succede nei sogni.
Corsi incontro a lui e quando cercai di abbracciarlo il suo corpo mi sfuggì dalle mani,come se non fosse realmente lì.
- Gwen…- ripeté lui con gli stessi occhi tristi e disperati.
- Gwen,aiutami.- continuò.
- Duncan,sono qui,cosa…- la sua immagine si stava sbiadendo, fino a scomparire quasi del tutto.
- Duncan…non andartene!-
- Aiuto…-
- Duncan!-
Mi svegliai gridando il suo nome. Che razza di sogno…
Il fuoco si stava realmente spegnendo. Lo guardai mentre le fiamme lasciavano il posto alla cenere.
Dovevo andare a respirare un po’ di aria fredda,mi vestii per uscire e chiusi la porta alle mie spalle. Per poco non andai addosso a mia madre.
- Gwen…dove vai?- mi chiese curiosa.
- Faccio un giro..torno subito.
Corsi fino ai primi negozi. Le luci natalizie illuminavano la strada e le persone camminavano felici ridendo tra di loro. Davanti a una vetrina si era radunata una folla di persone,così curiosa mi avvicinai. Era un negozio di televisori e uno schermo grande era messo in vetrina. Era sintetizzato su una pubblicità di…
- Ehy,guarda quello non è a tutto reality?- chiese un ragazzo a un suo amico vicino a lui.
- Hai ragione! Solo che questa è la nuova stagione,non ci saranno più i soliti concorrenti…-
- Noooo,davvero? Peccato! Volevo proprio sapere se Duncan e Gwen sarebbero rimasti insieme…-
- Ma che dici?! Duncan sta meglio con Courtney,insomma,non trovi che la coppia perfettina + delinquente sia stupenda?-
- No, per niente. E poi non ricordi che lei lo voleva cambiare con quella lista? Duncan merita di stare con Gwen. -
Mi coprii di più il viso con la sciarpa nera per paura di essere vista. Per colpa mia quei due ragazzi litigavano su di noi. Corsi via per evitare di sentire altro. Non avrei mai dovuto baciare Duncan. Non avrei mai dovuto innamorarmi di lui. Non avrei mai dovuto tradire l’amicizia di Courtney. Non avrei mai dovuto venire in quello stupido reality…
Tornai a casa.
Entrai sbattendo la porta evitando mio fratello correre per le scale,mi chiusi in camera mia. Aprii il cassetto della scrivania e dopo aver prese una foto lo chiusi. Eravamo io e Duncan quando era finito TDA. Ci eravamo ritrovati in un parco e dopo aver parlato,riso ecc ci siamo fatti una foto. Siamo tutti e due sorridenti. Quanto amo il suo sorriso. Una lacrima bagnò la foto. Mi coricai nel letto e me la strinsi al petto. Altre lacrime mi bagnavano il viso. Mi addormentai così.
Ero in una stanza nera. Non ero nemmeno sicura che fosse un luogo chiuso. Vedevo solo ombra,nero,tenebre. Avevo paura.
All’improvviso una figura scura si avvicinò a me.
-Chi,chi sei?- domandai con il cuore a mille.
- Vieni con me. - Un ragazzo con piercing e una cresta verde brillante porse la sua mano verso di me.
- Duncan!- urlai felice correndo da lui. Ma qualcosa mi bloccava.
Non sapevo cosa. Era una strana sensazione. Non feci in tempo a chiedermelo che subito mi svegliai. Quella sensazione la sentivo ancora. Appoggia la foto sulla scrivania,perché ho sognato quello? Perché penso continuamente a Duncan? Però, forse..è questo il motivo? Guardo fuori dalla finestra..ma come? È notte? Ma..quanto ho dormito? Guardai meglio,non c’erano le stelle…era tutto buio. Come..come nel sogno.
- Che cosa sta succedendo?- non capivo niente,la stanza stava lentamente svanendo lasciando posto al buoi più totale.
- C’è qualcuno? - sussurrai spaventata,deve essere un sogno. Chiusi gli occhi. “Ok,ora apro gli occhi e tutto tornerà alla normalità”. Respirai profondamente e aprii gli occhi. Tutto buio.
Poi vidi qualcosa muoversi nell’ombra. Un ragazzo.
- Duncan?- sperai di vedere lui… ma non era lui.
- Cosa? Geoff sei tu?-
Un ragazzo dai capelli biondi con un cappello e una camicia rosa veniva verso di me.
- Gwen..- aveva un sorriso folle stampato in volto.
- Geoff,ma che succede? Perché siamo qui? E dove siamo? È un sogno, vero? -
- Quante domande…- disse facendo una risata,oserei dire,una risata malvagia…Geoff,una risata malvagia? Questo è decisamente troppo strano.
- Che ti succede?- chiesi preoccupata.
Rise di nuovo.
- Oggi sai dire solo domande?-
- Ora basta. Dimmi dove siamo!- urlai furente.
- Te lo dirò solo se mi sconfiggerai.-
- Che?-
Lo guardai incredula. Stava scherzando,vero?
Dalle tasche tirò fuori due coltellini affilati.
Ok,non stava scherzando.
Urlando corse verso di me,mi spostai per non farmi prendere e corsi lontano,ma lui mi inseguiva. Cosa posso fare? Dovrei combattere? Come devo combattere? Non ho niente con cui combattere!
Mi buttai di lato per evitarlo e sentì qualcosa di metallico nella mia tasca. Mi alzai e correndo la apro. Dentro c’è un coltellino nero.
- Wow..- sussurrai. Ecco l’arma. Corsi verso di Geoff puntandogli il coltellino contro. Lui cercò di disarmarmi ma con un calcio da arti marziali (un antica passione) riuscii a fargli volere via uno dei suoi coltelli. Iniziammo un specie di battaglia e riuscii a vincere. Gli puntai il mio coltellino contro il suo mento.
- Dove siamo?-
Si mise a ridere.
- In un sogno. Prossima domanda?
- Quindi posso svegliarmi?-
- Non è così facile…-
- Che vuoi dire?-
- Tu sei qui per un motivo preciso-
- E quale?-.
Geoff sparì lentamente
- Geoff?? Geoff!-
- Salvalo,ha bisogno del tuo aiuto.- disse prima di svanire completamente.
Nel buio una porta argentea comparve,così la aprii.
Mi trovavo in un'altra stanza nera,identica alla precedente. Sentii qualcosa dietro di me,mi voltai di scatto.
- Gwen… che ci fai tu qui?-
- Heather…che magnifica sorpresa…- risposi sarcastica,poi ripresi.
- E’ quello che vorrei sapere anche io..-
Rise in modo sprezzante.
- Geoff non te l’ha detto?-
Ripensai alle parole del mio amico,beh,di quello che una volta era mio amico.
- Salvare Duncan…ma come?-
- Potrei anche dirtelo…-
La guardai speranzosa.
- Ho detto potrei..-
Rise di nuovo,e ti pareva.
- Se riesci a sconfiggermi,magari…-
Tirò fuori due coltellini rosso fuoco. Perché loro ne hanno due e io uno? Non rimasi molto a pensare,visto che la ragazza veniva contro di me con gli occhi che lampeggiavano dalla crudeltà e due coltelli affilati in mano.
Tirai fuori il mio e mi preparai. Lei era molto più potente di Geoff,le arti marziali non funzionavano,però all’ultimo riuscii a ferirla nel braccio e con un bel colpo la disarmai. Lei era caduta per terra. Le puntai il coltellino alla fronte.
- Come salvo Duncan? E dove è lui ora?-
- Lui è al fondo del Buio..riguardo a come salvarlo è facile.-
- Che vuoi dire?-
Si mise a ridere. Poi sparì nel nulla come fece prima Geoff.
- Fantastico..- commentai andando verso la porta comparsa da poco.
Dopo averla aperta mi trovai in un’altra stanza nera.
- Ok…chi devo sconfiggere per sapere come salvare Duncan?-
- Eccomi…- mi rispose una voce lontana. Un ragazzo si stava avvicinando.
- Trent…?- sussurrai sorpresa.
- Ciao piccola,mi sei mancata.-disse avvicinandosi sempre di più.
- Che vuoi dire?- feci un passo all’indietro.
- Ho aspettato tanto questo giorno…-
- C- cosa?-
- Il giorno della mia vendetta.-
Tirò fuori dalle tasche due coltellini verdi.
- Della tua vendetta?-
I suoi occhi lampeggiavano di ira. Non potevo crederci che era proprio lui.
- Ora ripagherai tutte le mie sofferenze per colpa tua e di Duncan, non ti lascerò guarirlo, è solo un infame traditore…come te!-
Fece un salto verso di me con un coltello in avanti,io mi spostai velocemente tirando fuori il mio coltello. Incominciammo una lotta. Lui era guidato dalla pazzia,io dalla paura mentre i pensieri invadevano la mia mente.
Come farò a salvare Duncan?
Con un colpo secco Trent mi ferì al braccio facendomi perdere il coltellino. Era un taglio leggero,però per lo spavento avevo lanciato per sbaglio il coltellino. Ormai irrecuperabile.
Trent avanzava verso di me. Era così vicino che allungando appena il suo coltello arrivava alla mia fronte.
- Perché?- mi chiese quasi piangendo.
Non capivo.
- Perché mi hai lasciato per Duncan?-
- Trent…scusami,mi dispiace ma…-
Silenzio.
- Dimmi il perché.-
- Perché io lo amo. -
- Più di come amavi me?- sussurrò.
- Sì. -
Chiusi gli occhi. Aspettai che lentamente la lama del suo coltello avrebbe penetrato la mia carne,ma non succedeva nulla,così li riaprii.
Era in ginocchio per terra. Piangeva.
- Trent..-
- Lasciami stare.-
- Ma..-
- Vai dal tuo Duncan.-
Gli misi una mano sulla spalla e mi inginocchiai vicino a lui
- Non volevo lasciarti,davvero,ma tu eri troppo…pazzo? Io volevo vincere solo se lo meritavo,non grazie a te. Ti volevo chiedere se volevi tornare con me…- come mi aveva suggerito Duncan per non creare problemi,beh,questo è meglio se non lo dico - …ma tu avevi le tue fans,così ho lasciato stare. Credevo che tu fossi felice, però io..-
Lui mi interruppe baciandomi. Mi allontanai da lui.
- …però io ora amo Duncan. - completai la frase alzandomi.
Andai verso la porta. Mi dispiaceva lasciare Trent così,ma dovevo salvare Duncan.
Oltrepassai la porta. Mi girai un attimo a guardare il ragazzo che piangeva in silenzio.
- Scusami..- sussurrai prima di chiudermi la porta alle spalle.
Ero nuovamente in una stanza buia.
-C’è qualcuno?-
- Finalmente sei arrivata…credevo non venissi più.-
Una ragazza coi capelli bruni e corti uscì dall’ombra ridendo.
- Courtney…-
Lei mi guardava con odio. Sembrava volesse uccidermi con gli occhi..oppure con i coltellini viola che stava tirando fuori da una tasca.
- Come faccio a salvare Duncan?-
- Ogni cosa a suo tempo..-
Corse verso di me impugnando i coltelli. Io le andai contro. Iniziammo una lotta così. Riuscivo a parare a fatica i suoi colpi,era brava…
- Perché mi hai portato via Duncan??- urlò lei facendo un affondo.
- Non te l’ho portato via! È stato lui a decidere con chi stare.- risposi parando.
- Bugiarda! Strega! Io mi fidavo di te! Perché lo hai fatto??-
Agitava i suoi coltelli contro di me guidata dall’odio, io paravo al mio meglio ma non sarei riuscita a resistere ancora a lungo.
- Perché me l’hai portato via? Io lo amavo! Stavamo bene insieme! Ti odio! Perché?? Duncan mi ama! Non ama te! Non può amare una strega! Perché me l’hai portato via?? Perché…?-
- Courtney!- la interruppi fermandomi - Vuoi sapere perché l’ho fatto?? Per lo stesso motivo per cui combatto contro di voi! Per cui cerco di vincere contro di voi! Per cui voglio salvarlo,per cui non voglio che muoia,per cui mi sono messa contro il mondo intero pur di stare accanto a lui! Perché io lo amo. E l’amerò per sempre!-
Non so dove trovai quella forza,ma mi ribellai a Courtney che indietreggiava,io la seguivo e con dei colpi secchi le feci volare in aria i coltellini.
- Come posso salvarlo?-
Chiesi stanca.
- Il Bacio della Morte..-
Disse lei.
- Dove è lui?-
Sussurrai.
Lei mi indicò una porta argentea che era appena apparsa.
Le diedi le spalle ed entrai.
Ecco un'altra stanza nera. Però non era vuota,in mezzo alla stanza c’era una sedia e sopra un ragazzo che mi dava le spalle.
- Duncan!- se quello che aveva detto Courtney era vero,doveva essere lui.
Lui si girò. Era davvero lui! Però era cambiato. Era molto più pallido dell’ultima volta,la cresta non era più di un verde brillante e aveva gli occhi arrossati.
- Duncan…-
- Gwen?? Che ci fai qui?- si alzò di scatto dalla sedia facendola cadere.
- Mi hai chiamato tu..-
- Io?-
Lui non capiva,veramente nemmeno io. Sembrava così debole.. infatti stava per cadere sul pavimento ma lo presi al volo e lo posai a terra.
- Gwen..sto morendo.. ma voglio che tu sappia che io ti amo,non doveva finire così, non dove..-
Fu interrotto da un colpo di tosse.
- Duncan,non ti lascerò morire,sono giunta fin qui per questo. Io ti salverò.-
Avevo gli occhi lucidi. E se non dovesse farcela? Scacciai via quel pensiero.
- Non c’è niente che puoi fare…-
- C- che cosa?-
Sbarrai gli occhi. Non poteva essere vero. Mi tornarono in mente le parole di Courtney.
- Non è vero. C’è un modo. Il Bacio della Morte.-
- Gwen,chi ti ha detto questo?-
-Ora non è importante,dimmi cosa devo fare.-
- Ma…se tu farai questo..io sì,mi salverò,ma tu morirai.-
- Morirò…?- sussurrai spaventata. Scossi la testa.
- Non importa..farò di tutto per salvarti..-
- Gwen…-
-No,dimmi cosa devo fare!-
Stavo piangendo. Stavamo piangendo.
- Il Bacio della Morte…mi devi baciare…- sorrise tristemente - così la mia “malattia” sarà trasmessa a te,io sarò salvo ma tu.. Ti prego Gwen,lasciami morire. Vai via..-
- Non posso Duncan,io ti amo. -
Gli sorrisi e mi chinai su di lui. Lo baciai. Quello che una volta era una cosa meravigliosa si stava trasformando in un incubo. Sentivo dei dolori atroci,mi sentivo svuotata.
Staccandomi da lui caddi a terra.
Vedevo Duncan che si riprendeva chinandosi su di me.
- Addio…- sussurrai sorridendo.
- Gwen…No…Gwen..Gwen! - urlava lui.
E poi divenne tutto nero.