Procedo per un lungo corridoio buio.
Accanto a me solo il nulla.
Il silenzio invadeva la stanza creando una calma inquietante.
Nessuna finestra per far entrare il sole.
Il mio lieve respiro risuonava in quel lungo corridoio provocando l’eco.
Inizio a guardarmi intorno.
Lungo la schiena sento dei brividi.
I miei tacchi risuonano mentre vedo una porta alla fine di quel corridoio infinito.
Mi avvicino lentamente e apro la porta con un sonoro cigolio.
Il mio abito nero viene spostato dalla poca aria smossa, e qualche capello verde mi cade sugli occhi.
Una musica allegra di impossessa del mio corpo.
Risuona nella mia mente, come un’eco lontana.
I miei occhi vedono tante persone felici.
Sorrisi di tanto tempo fa.
Sono sicura di esserci già stata in quel posto.
Procedo tra la folla.
Nessuno si gira per guardarmi.
Sembro come invisibile.
Cerco qualcosa.
Qualcosa che mi manca…Un oceano blu… un mare profondo… o qualcosa di simile.
Sento una voce lontana.
Sembra lamentarsi.
Scanso le persone che stanno fra me e quel pianto silenzioso, ma nessuno sembra accorgersene, ancora. Raggiungo una lontana stanza, buia e solitaria.
Un lontano ricordo di quel posto silenzioso invade la mia mente.
Il rumore di un bicchiere caduto e fratturato in mille pezzi.
Il fiato che manca.
La paura che mi percorre il corpo.
L’amore che si impossessa del mio cuore.
Tutti ricordi di tanti anni fa.
Eppure… nell’angolo.
Alzi leggermente la testa, quel tanto che mi basta per vedere i tuoi occhi.
È lì quello che cerco.
Quell’oceano.
Quel mare profondo.
È tutto lì.
Mi avvicino lentamente, sperando in qualche tua reazione.
Ma continui a singhiozzare senza sosta.
Non capisco per cosa piangi.
Io sono lì...sono accanto a te...
-Duncan…-
Questo è un sussurro lieve.
Un sussurrò che è salito dal profondo del mio cuore.
Ma nessuno lo sente.
continui a disperarti e io a non capire.
Mi avvicino di più in quell’angolo buio.
Inizio a distinguere quei capelli blu oltreoceano di cui mi sono innamorata.
Un sorriso colora la mia espressione, ormai spenta da tempo.
Continuo a fare piccoli passi verso di te.
I tacchi risuonano ancora nel silenzio più profondo.
Ti sono ormai arrivata alle spalle, senza che te ne sia accorto.
Mi avvicino lentamente alla tua guancia, ma resto bloccata.
Dopo quell’oceano c’è qualcos’altro… una rosa.
Una rosa ormai appassita.
Ma comunque una rosa.
Il mio corpo è lì, con le guance ancora bagnate dalle lacrime.
Mentre altre lacrime continuano a bagnarlo.
Ma è lì.
Inerte.
Come fosse morto.
Avvicino lentamente la mano ai miei capelli .
Voglio vedere se sono veramente i miei, morbidi e lisci, come mi dicevi che erano, ogni volta che ti capitava di sfiorarli.
Tento di sfiorarli ma… non sento niente.
La mia mano gli ha oltrepassati.
La paura si impossessa di me.
Gli occhi si riempiono di terrore.
Qualche lacrima mi bagna le guance, cadendo leggiadra accanto al corpo.
Ti guardo ma tu non mi vedi.
Non riesco a scuoterti.
Non riesco a parlarti.
Riesco solo a piangere.
Io ora sono solo un corpo morto.
Un prato senza fiori.
I cocci di vetro di quel bicchiere sono ancora sparsi.
Così come i cocci del mio cuore.
Tutto riaffiora nella mia testa… un liquido avvelenato. Sembrava un normale spumante.
Invece era veleno.
E io ignara lo bevvi.
Mi avevi avvisato.
“Stai attenta”.
Ma io mi fidavo.
E lo bevvi.
Il bicchiere mi cadde di mano.
Tremavo e avevo paura ma nonostante ciò, con le ultime forze mi trascinai in quell’angolo buio.
Caddi in ginocchio e ripercorsi tutti i miei errori.
Ma il primo fosti tu.
Mi ero innamorata.
E ora ero solo un anima in fuga.
Ignara della propria morte.
Avevo amato anche lui.
Un servo.
Non eri degno di me.
Ero solamente una servitrice.
Ma l’amore che provavo per te era più forte di qualsiasi barriera.
Ma me ne accorsi solo in quel momento, prima di morire… Lì, dove stavo piangendo le mie ultime lacrime. Mi guardavi negli occhi.
Non era l’espressione di un assassino.
Ma quella di un uomo innamorato.
Batto i miei piccoli pugni per terra.
Tu non mi puoi sentire.
Sei lì, che piangi la mia morte.
Avrei voluto dirti che ti amo.
Avrei voluto dirti tante cose.
Ma adesso è troppo tardi.
Me ne sto per andare… dove non lo so.
Non ho meta.
Però…se si può… vorrei che si potesse esprimere un desiderio.
Solo uno.
Rinascere una volta ancora.
Solo una.
Per poterti dire tutto quello che non ho avuto la possibilità di dirti… Un sospiro risuona nella stanza.
Sto per muovere il mio primo passo.
Ma qualcosa mi ferma.
Il mio corpo inerte si muove un poco.
-Courtney…-
Questo è un sussurro lieve.
Un sussurrò che è salito dal profondo del tuo cuore. Sgrani gli occhi e io sorrido.
Ritorno sui miei passi.
Tocco ancora i miei capelli castani.
Quella chioma folta che tutti ammiravano era molto diversa qualche anno fa.
Sposto la mano sul mio petto.
Piano piano la immergo e mi trascino dentro quel solitario e triste luogo chiamato cuore.
Piano piano lo sento.
“Tum tum… tum tum…”.
Sento l’aria.
Vedo il sole.
Ma prima di tutto vedo l’oceano.
Quegli occhi blu oltremare.
Sorrido.
Ho poco tempo.
Tra poco morirò ancora.
Ma voglio dirtelo.
Devo dirtelo… è l’unica mia possibilità.
-Fammi tua.-
I tuoi occhi impauriti si addolciscono.
Ti amo.
Ho fatto un errore, ma non credo che io voglia correggermi.
Avviciniamo le nostre labbra e tra le lacrime ci baciamo. Un bacio fatto solo dall’amore che provo per te.
Ti amo.
Piano piano sento le forze andarsene.
Il respiro si fa pesante.
I tuoi occhi si rifanno impauriti.
Mi spiace.
Ti prego perdonami.
Ma lascia che ti faccia una promessa.
Ci rincontreremo.
E quando verrà quel giorno il mio cuore ricomincerà a battere.
Le emozioni a vorticarmi per la mente.
Un fremito mi scuoterà da capo a piedi.
Per il momento resterò lì a guardare il tuo oceano, così vicina, ma così lontana.
Ormai si sta facendo più buio.
Il “tum tum” si sta facendo solamente un’eco lontana.
Addio amore mio. A presto.