Gwen contro tutti
Ero sola. Sola contro tutti, quei 'tutti, erano miei amici. Sì , li chiamavo così, o meglio, li definivo così .
Tutti quelli che credevo miei amici, non erano nient'altro che un sogno.
Davanti facevano i buoni amici, cordiali e insospettabili. E di dietro svelavano il loro velo, quel velo sporco che puzzava di marcio.
<< Che odore ha la falsità? >>
Per più di un anno, mi erano stati amici per gioco, per finzione. Erano amici di Duncan, non i miei. Non erano mai stati i miei amici. E da lì capì tutto.
Una serie di immagini , mi passavano nella mente come un treno in velocità .
Capì il loro piccolo piano, se così si poteva chiamare.
Si erano avvicinati a me, solo per vedere o scoprire cosa ne pensassi di Duncan, o cosa provassi ancora per lui. In poco tempo tutte queste notizie, venivano recapitate al diretto destinatario e cioè Duncan.
E io come una stupida, pur sapendo che loro erano amici di Duncan, mi ero fidata.
Perchè ero la solita ragazzina che pensava "Non tutti sono uguali ".
Perchè non giudicavo, se una persona non la conoscevo. Avevo un'idea ben chiara di tutto: di Duncan, di Courtney e degli altri.
Ma pensavo che almeno uno su mille, era diverso, pensavo che in mezzo a quei "ometti bianchi ", tutti uguali, tutti programmati, c'era anche quello rosso, quello blu, insomma quello diverso che facesse la differenza.
Invece no.
Andai da Duncan o meglio lo contattai su messenger.
- Duncan mi sono rotta ok? Lasciami in pace!!!
- Ma cosa stai dicendo? Guarda che ci sono andato io sul suo profilo e non c'era niente di quello che dici tu.
- C'erano ti dico .Quei messaggi erano per me ! Nè sono sicura, c'era il mio nome, parlavano di me , mi sta sputtanando, te ne rendi conto? Lei e tutti gli altri.
- Bhè , io non vedo niente .
- Tu dovresti credere a me!! :@
- Ma non c'è niente!
- Li ha cancellati.
- Sì , vabbè.
Quel 'sì vabbè' mi fece capire che credeva a tutto quello che dicevano Courtney e gli altri .
A quel punto decisi di fare una cosa.
- Duncan, devo andare ciao.
- Dove vai?
- Ho da fare, devo studiare, non dovrei nemmeno essere qui .
In quell'istante sentì i passi di mio padre che si avvicinavano sempre di più, così chiusi del tutto il pc, e di fretta e furia presi un libro a caso e lo aprì a una pagina casuale, giusto per far vedere che stavo facendo qualcosa .
Quando mio padre si allontanò, mandai un messaggio a Duncan:
"Ho bisogno di tempo, voglio stare da sola, perciò non mi connetterò per un bel periodo di tempo, ora mi devo concentrare sulla scuola ".
Mi rispose subito:
"Ma non ha senso "
Forse non aveva senso, ma avevo il bisogno di staccare la spina.
Dovevo staccarmi da quella macchina che mi inchiodava a lui. Era una stupida macchina ma per me era simbolo di ricordi, forse anche troppi .
Per due mesi, Duncan continuava a cercarmi con squilli e messaggi, dicendo sempre le stesse identiche cose, alla fine ero arrivata a pensare che era diventato un attore e stava recitando un copione.
"Mi manchi ", già .
Quante volte l'avevo sentita dalla sua bocca.
Ma io ci credevo ancora, che idiota .
Innamorata? NO.
Affezionata? sì, forse troppo .
Non riuscivo a volergli male, nemmeno se mi avessero pagato o se lui fosse diventato un ladro di gioielli.
Sarebbe stato per me, il ladro più bello del mondo.
"Il giochetto di Courtney ", continuò per mesi e mesi, scrivendo messaggi, fotografando tutto quello che mi riguardava, mettendolo nella sua paginetta, violando la mia privacy, nonostante io non volessi tutto ciò .
Sputtanata da tutti, insomma. Oltretutto negò che quei messaggi non erano per me dopo tutto che l'avevo colta sul fatto. Sui messaggi era ben specificato il mio nome, per cui non potevo dire cavolate, nè potevo sognarmi quelle cose.
Bastava un semplice e banale scusa.
Ma nonostante ciò, venivo giudicata una depressa con manie di protagonismo. Fu difesa da tutti anche dal suo ragazzo. Nonostante questa volta avessi tutte le prove possibili .Forse perchè Courtney era ancora una ragazzina di 17 anni.
E io? L'unica che alzò il sedere per difendermi, fu mia sorella, che per prima vedendo quelle cose, non riuscì a stare zitta .
Si dice che l'amor è cieco , e bhè Duncan oltre che a cieco era diventato anche sordo.
Non mi ascoltava, ma sentiva .
Quel giorno ci fu una terribile discussione , forse la più brutta della mia vita:
- Oltretutto che ho le prove non mi credi?
- Senti.. non lo so, io ci credo a lei, non so il perchè .. sarà perchè nè sono innamorato.
- Aahahahh, innamorato? Te ci stai solo perchè non vuoi stare solo.
- No, non è vero .
- Mi hai fatto passare le pene amare, e tutte quelle volte che mi dicevi ti amo! Mi manchi?
- Io? Ma non te l'ho mai dette, queste cose .
- Che cosa?
Negò tutto. Negò quei attimi dove fingeva un brivido. Quei finti Ti amo, che per me, erano un segno che c'era ancora qualcosa che mi legasse a lui . Negò quei stupidi 'mi manchi' .
Mi sentì come se il mondo mi stesse crollando addosso. A quel punto ebbi il coraggio di fare una cosa che non ebbi MAI il coraggio a fare:
- No, basta finiamola qui .
- No, aspetta, non puoi uscire dalla mia vita così ….
- Basta, vattene a quel paese.
Riuscì a dire quelle parole, con il magone in bocca. Quel sapore amaro che non riuscivo a mandare giù. Capì che mi prese in giro per tutto quel tempo e questo non lo potevo più sopportare.
Così chiusi la conversazione, eliminai Duncan e gli altri dai contatti . Mi misi sul letto e cominciai a piangere per più di un'ora .
Ebbe anche il coraggio di dirmi "Non puoi uscire dalla mia vita così".
Non puoi? Bhè, per quel non puoi, avevo rinunciato a un sacco di cose: alla felicità , all'amore, alla mia pace.
Chiuso tutto i contatti con Duncan, riuscì a diplomarmi.
Disse’: Ehi tu, che sei lì, a leggere questa storia , non ti spaventare . Ho capito una cosa: che non bisogna mai e dico MAI, buttarsi giù per qualcuno che non ti merita affatto.
Non rinunciare a qualcuno solo perchè te lo dice lui o lei, NO.
Vivi, la tua vita , perchè poi non potrai più tornare indietro.
E gli altri?
Gli altri; ognuno per la sua strada!!!!