Cammino sulla strada a testa bassa. Non riesco a capire perché il mio umore è nero. Ho tutto quello che un uomo possa desiderare. Attraverso la strada ma non ti vedo e vengo a sbattere contro di te. Tu urli un paio di insulti e poi ti zittisci. Mi guardi piena d’odio e di rancore.
-Ciao Courtney-
Non rispondi. Si capisce che non ti è ancora passata. Stiamo un attimo in silenzio, in mezzo alla strada, sulle strisce pedonali. Mi colpisce l’idea cretina di rigirare il coltello nella piaga.
-allora, come va la tua vita da single? Sai, io e Gwen stiamo alla grande, ma questo non è paragonabile alla tua situazione… e…-
Non mi fai finire la frase che mi molli uno schiaffo. Mi massaggio la gota dolorante, ma riesco comunque a notare quell’espressione che per pochi secondi si era impossessata del tuo viso. Dolore. Ma non dolore fisico. Inizia ad urlare in mezzo alla strada parole senza senso che esprimono tanto rancore.
-NON TI BASTAVA AVERMI TRADITO? EH? MI HAI ILLUSO, MI HAI LASCIATO, HAI FATTO SI CHE LO VENISSI A SAPERE DA UN QUASI PERFETTO SCONOSCIUTO… E ANCORA NON TI BASTAVA? SEI UN CRETINO!-
La gente ci guarda male. Tento di calmarti, ma l’unica cosa che ottengo è un altro schiaffo. Sei furente. E hai ragione. Sono un cretino. Non perché ti ho tradito. Ma perché mi sono innamorato di te.
Ad un certo punto ti zittisci sul colpo. La tua espressione è di terrore.
Mi spingi a lato della strada con quella forza che ho sempre ammirato. Sento un grande boato, una donna che urla e poi il buio.
Sono passati due anni da quel giorno. E ora sono qui. In questo freddo cimitero con delle calendule in mano. Mi ricordo che il tuo fiore preferito era giglio. Ma erano finiti. Mi spiace. Mi spiace di aver pensato quelle cose. Non doveva finire così. Avevi ragione. Ero e resto un cretino. Cretino per averti fatto scivolare via come sabbia fra le mani. Sto lì, ad osservare quella fredda lastra di pietra. Ripercorro le lettere incise del tuo nome. Osservo la foto. In quella foto eri imbronciata. Non dovevano mettere quella. Quella non è la Courtney che ho conosciuto. La mia Court era un po’ isterica, pazza ma molto dolce. Come ho potuto lasciare che accadesse. Come ho potuto lasciare che il mio raggio di sole è stato oscurato dalle nuvole. E io, invece di scacciarle, non ho fatto altro che addensarle, fino a creare il nero. Ma ora è troppo tardi per scacciarle. Tiro fuori un oggettino di legno dalla tasca. Quel teschietto era rimasto illeso. Nessuno se lo spiegava. Lo metto accanto alla tua foto. Ho quasi l’impressione che la tua espressione dure venga addolcita da un piccolo sorriso. Mi alzo. Devo andare. Tornerò domani. Stessa ora. Stesso luogo. Prima però ti devo dire grazie. Non grazie per avermi salvato la vita. Ma per esserci entrata. Grazie.
Commentiho le lacrime che scendono come l'acqua in una fontana ma ti dico che sei bravissima e giuro che mai ho pianto così tanto come oggi!
21/05/12 14:49 - DUNKIALE con le lacrime agli okki
*si asciuga una lacrima comparsa a tradimento*
è bellissima! Mi ha fatto dimenticare tutte quelle cavolate sulla DxC o DxG, mi hai commosso! Per la prima volta una storia mi commuove!! Sei grandiosa
10/03/12 22:25 - darkettonapunk
mi hai toccato il cuore, ma aspetta una lacrima, la mia prima lacrima in 16 anni. wao , grazie flora
17/01/12 14:55 - sisca3000 forse QWERTY3000
le tue storie sn sempre le più belle! Te l'ho dtt talmente tante volte che nn tengo più il conto!!!!
11/01/12 15:54 - Duncan&CourtneyForEver
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