Errori
Gli avevo detto che era meglio che io tornassi con Trent e lui con Courtney, per non farli soffrire: errore.
Avevo sofferto io ed aveva sofferto anche Duncan.
Adesso il mio rapporto con Trent era traballante, perché ero arrivata quasi ad odiarlo. Non era colpa sua, poverino. Io lo trascuravo e lo allontanavo: errore.
Lui, così, era diventato appiccicoso: errore. Io ero seccata da quel comportamento e non potevo farci niente. Questa mattina ho chiamato Bridgette, svegliandola alle sei: errore.
Le avevo chiesto se sapeva dove abitava Duncan e lei mi aveva risposto: - La capitale! – ed aveva riattaccato. Trent dormiva ancora ed io ero già partita, con la mia auto, verso Ottawa, senza neanche lasciargli un biglietto: errore. Ero partita ed ormai sono arrivata. Sono davanti a casa sua: sono passati tre anni, chi sa se si ricorda ancora di me? Non ci eravamo più sentiti: errore.
Ora sono qui nella mia auto, che fisso il volante e non so se scendere e suonare il campanello o se scappare via. Scendo dall’auto: errore. Ma ho fatto chissà quante miglia, non posso tirarmi indietro proprio ora. Una donna esce da condominio di Duncan ed entro: così non devo suonare il campanello. Un attimo! E se lui, ora, è felice con Courtney? Non ci avevo pensato: errore. Ma ormai è troppo tardi e salgo al suo piano. Arrivo ansimante: proprio l’ultimo doveva scegliere quel babbeo? Mi rassereno un po’. Busso alla porta: niente. Busso di nuovo: niente. Busso ancora: errore. Ho picchiato la mano troppo forte e ora mi pulsa. Mi volto e sto scendendo le scale, ma lui apre la porta: - Gwen? Gwen!
Non ho il coraggio di girarmi, ma lui mi ferma. Ha la mano bagnata. Mi volto: è cambiato. Ha ancora i suoi piercing, ma la cresta verde è sparita: ora i capelli sono più lunghi e sono tutti neri. Ha un asciugamano intorno alla vita ed è fradicio e dai capelli gli cadono gocce d’acqua.
Io: - Non dovevo venire, scusa.
Faccio per andarmene, ma lui mi trattiene: - Ero sotto la doccia, scusa se non ho aperto subito
Si accorge che piango e mi ferma una lacrima, prima che cada dal mento: - non faccio già troppo bagnato io? Dai entra.
Io: - No, io devo …
Lui: - Non era una domanda.
Mi fa entrare e mi fa sedere su un comodo divano. Mi lascio scappare una domanda: - Ma tu stai ancora con Courtney? – che stupida: errore.
Lui: - No, non ce la facevo a rimanere con lei.
Mi sento sollevata: non sono l’unica. Torna da me dopo qualche minuto: a parte i capelli, ora è asciutto e vestito: - Quindi?
Io scoppio a piangere: non ce la faccio più a tenermi tutto dentro: - Sto con Trent e non sono felice. Mi sembra che il mio lavoro faccia schifo, che i miei rapporti d’amicizia facciano schifo, che la mia vita faccia schifo. E tutto questo l’ho causato io con uno stupido piano!
Alzo la testa, ma non ho il coraggio di guardarlo negli occhi, così guardo a sinistra: - Mi dispiace, ma mi serviva qualcuno con cui potessi parlare liberamente, senza che mi giudicasse.
Mi prende per le braccia: lo guardo, mi guarda, mi bacia. Si stacca un attimo: - Mi sei mancata – e continua a baciarmi. Tutti i miei problemi scivolano via. Lo sto baciano, non mi ero resa conto di quanto mi mancasse, ma lo sto baciano: errore. Si, questo è un errore ed anche il più grosso della mia vita. Sto tradendo Trent e la nostra storia. Sto tradendo la sua fiducia e quello in cui credo. Sto facendo una cosa orribile … e ne sono felice … finalmente … per sempre.