Due cuori perfetti
CAPITOLO PRIMO
Un arrivo inaspettato
“ a me è piaciuto tanto il film che siamo andate a vedere, veramente carino, soprattutto perché finisce bene!” affermò Susanne con convinzione.
“ lo sappiamo che non ti piacciono gli horror, ti conosciamo da tanto ormai” le fece notare Leslie
“ eh già” confermai sorridendo
“ e poi, il protagonista era TROPPO carino!! Dai avete visto che splendidi occhi aveva ??” commentò come una pazza Amy “ è in assoluto il mio attore preferito e i suoi occhi sono i più belli del mondo”
“ ho visto di meglio” commentai a bassa voce, senza potermi trattenere.
“ cosa?” chiese Amy scandalizzata “ tu hai forse visto un paio di occhi più belli di quelli di Jason Drake?”
“ Sì.... cioè no.... scusa ero assorta nei miei pensieri.... hai ragione” mi affrettai a correggere. Non possono sapere niente.
“ Anche la ragazza era carina, ma aveva dei terribili denti!!” fece notare Felicia
“ sì, è vero” confermò Audrey “ però cantava bene...”
“ ma mai quanto la nostra cara amica qui presente” ridacchiò Susanne guardandomi di sottecchi.
“ un’altra parola e ti strozzo!!” intervenni minacciandola con un dito.
“ Dai Court, non essere così vergognosa!! In fondo sono tue amiche...” fece Felicia con fare supplichevole, sbattendo le palpebre ripetutamente.
“ Di cosa parlate?” intervenne Amy curiosa
“ Dicevamo che la nostra amica Courtney è un vero talento in fatto di canto!” rispose orgogliosa Susanne.
“ Davvero??” esclamò sorpresa Audrey “ in effetti non ti ho mai sentito cantare......”
“ E poi, c’è una canzone che le viene particolarmente bene...” continuò furbetta Felicia.
“ e qual è? Di chi è? la conosco?” chiese Amy, che da grande appassionata di musica credeva di conoscere anche questa canzone, ma si sbagliava di grosso....
“ Non andare oltre Felicia!!” trillai spazientita.
“ l’ha scritta un ragazzo per lei, ma non ci vuole dire chi è stato!” ridacchiò Susanne “ dai canta, così sentiranno quant’è stato carino questo ragazzo”
“ NO!! NON CI PENSO NEMMENO!!!!!” urlai alzandomi in piedi. Non ci pensavo nemmeno. “ è una causa persa, non continuare.”
“ Dai, guarda, il caffè è vuoto, mia mamma è andata via a casa e al bancone non c’è neanche lei.”
“ TI PREGHIAMO!!” mi supplicarono tutte in coro. Non riuscivo a dire di no, anche se il mio cervello mi diceva di non accettare.
“ Ok, ma solo per questa volta, poi, mai più.”
“ okay “ rispose Amy “ ma muoviti, voglio conoscere la nuova stella del rock!”
“ Non fare così perchè altrimenti mi emoziono e non canto più!”
“ dai, non fare tante storie. Noi saremo mute. “ mi rassicurò Audrey.
Allora cominciai, con grande riluttanza. Mi faceva male dentro, dovevo trattenere le lacrime,come l’altra volta. Non deve essere così difficile....okay è terribile, ma ce la dovevo fare. Prima o poi avrei dovuto superare la mia paura!!
Come l’uccello che cerca il sole, io sto cercando te.
Come l’ape con il miele, io ti sto chiamando
E’ dicembre e il gelsomino sta sbocciando, e profuma.
Ma proprio mentre cantavo la terza strofa, mi sono accorta che qualcun altro cantava con me. Cantava la stessa canzone. Il mio cuore ha fatto un balzo nel petto e mi sono girata, vedendolo là bello come lo ricordave e come lo vedevo tutti i giorni, senza che lui vedesse me. Eravamo solo io e lui. All’improvviso. Di nuovo insieme.
Questo amore che provavo quando ti vidi mi ha quasi ucciso.
Quando ti ho incontrata la notte stava finendo
Mi dicesti “ e tu chi sei?” io ti sorrisi. Già ti amavo.
In quel secondo sentii il mio cuore pulsare
Pareva sfuggirmi via, e quello che lui trovò fu l’amore
È la vita
È la vita che si arrestò quando ti ho visto.
E i tuoi occhi
I tuoi occhi che mi lasciarono ipnotizzato come uno stupido
E a poco a poco
E a poco a poco cercammo un posticino per amarci
Che bella che è le vita!
Mi sto innamorando!!
Eravamo lì abbracciati, come in paradiso, cantando la canzone più bella del mondo. La nostra canzone.
Come la luna è unita al mare io sono così
Come la spuma e il sale, io sono salata.
Non mi importa se non sai vedere chi ti sta amando
Non mi importa perché io so già molto bene quello che sta succedendo.
E quando ritornerò la luce del sole conoscerà i nostri baci
La mia pelle avrà l’odore dei ciliegi
E i fiori si apriranno, ponendo fine al tuo inverno.
Che bella che è la vita!
Il nostro amore sta crescendo!!!
Cominciammo a ballare, come solo noi due sapevamo fare, e ormai il fatto che le mie amiche fossero lì non mi importava più le avevo dimenticate perché questo momento, con lui niente lo avrebbe fermato.
É la vita
È la vita che si arrestò quando ti ho visto.
E i tuoi occhi
I tuoi occhi che mi lasciarono ipnotizzato come uno stupido
E a poco a poco
E a poco a poco cercammo un posticino per amarci
Che bella che è le vita!
Mi sto innamorando!!! (X2)
L’atmosfera era quella di un sogno, l’unica differenza era che quella era la realtà. Lui era lì davanti a me, che mi cingeva la vita, mentre io respiravo il suo dolce profumo.
“ sei tornato” sussurrai
“ solo per te “ sorrise lui.
“ Non sai quanto mi sei mancato!!” mi strinsi a lui mentre le lacrime cominciarono a scendere dai miei occhi. Lui mi sollevò il viso e mi asciugò le lacrime “ non piangere. Ora sono qua.”
“ e Cristina?” domandai preoccupata.
“ non sarei qua se fra di noi non fosse finita “ rispose lui sorridendo felice
“ oh mio dio!!! E quindi adesso.... oh io ti..”
Ma lui mi interruppe mettendomi un dito sulla bocca. “ Non spingerti oltre. Comunque, anch’io. Ora ci sono le tue amiche e secondo me è già difficile perchè sei abbracciata a.... me”
“ Oh no!! cavolo è vero! “ imprecai continuando a dar loro le spalle. “ mi stanno guardando vero? E che facce hanno??” chiesi preoccupata.
“ Direi scandalizzata, sorpresa, contenta e... c’è anche una furiosa”
“ Amy! Hehe” ridacchiai “ ma io voglio stare con te. Ti prego portami via!”
“ spiega loro come hai fatto a conoscermi e poi chiamami”
“ ma non posso! Non avevamo detto che era un segreto?” domandai interdetta.
“ ti fidi di loro?” sorrise
“ certo. Sono i miei diari segreti viventi!” risi
“ Bene, allora puoi parlare loro di...noi. ci vediamo dopo.” Poi si avvicinò al mio orecchio e mi disse “ ti amo” le sue labbra si spostarono dal mio orecchio alla mia bocca, schioccandomi un fugace bacio, regalandomi quella sensazione che non provavo più da ben cinque anni.
Lo vidi sparire dalla porta. Che vigliacco! Mi lascia da sola ad affrontare un gruppo di fameliche tigri assetate di notizie.
“ Aspetta, quello era Duncan Dekker? Quello che tutti noi conosciamo?” chiese Amy cercando di mantenere il controllo.
“ sì “ risposi
“ l’attore?”
“ sì “
“ e stava cantando con te?”
“ sì “
“ la canzone che qualcuno ha scritto per te che solo chi l’ha scritta e te conoscete?”
“ esatto “
“ e ti ha abbracciata?”
“ si”
“ e ti ha BACIATA?”
“ ehm...si...” risposi con un certo imbarazzo
“ allora è lui che ha scritto quella canzone per te?”
“ si...”
“ ah. Bene”
Wow, sembrava calma. Ho sottovalutato la sua abilità di controllo. Meglio così!
“ALLORA MI VUOI SPIEGARE PERCHE’ NON CE NE HAI MAI PARLATO PRIMA??? SEI SOLO UNA BUGIARDA PERCHE’ NON CI HAI PRESENTATO IL TUO FIDANZATO CHE TRA L’ALTRO E’ UNO DEGLI ATTORI PIU’ GETTONATI D’AMERICA!!!!!!!! TI OOOOOOODDDDDDDIIIIIIIIIIIOOOOOOOOOO!!!!! “ Urlò furibonda, alzandosi in piedi. poi si risedette, riconquistando la calma, e continuò “ puoi per favore spiegarci quando lo hai conosciuto, altrimenti: a) non torni più a casa b) rischi un altro urlo nelle orecchie. Cosa decidi?”
“ lo racconto, ma sapevo già di non avere scelta. Ma prima di questo volevo puntualizzare quando dicevo che avevo visto degli occhi azzurri più belli, dicevo sul serio. Quelli di Duncan sono 100 volte più belli.” sorrisi e Amy lo fece con me “non ne sono del tutto certa” ribatté.
“ Allora. La storia è lunga. Siete sicure di volerla sentire tutta?”
“ Per una storia del genere, salterei anche l’uscita con il mio ragazzo. È in assoluto fondamentale.” rispose Audrey. “ avanti, siamo tutte orecchi “
“ Bene. Allora ricordate l’estate di cinque anni fa? “
“ Come potremmo scordarla?” commentò Felicia.
“ Perfetto, beh, quella è stata l’esperienza più terribile e più meravigliosa di tutta la mia vita. “
CAPITOLO 2
L’inizio di tutto: addio vacanze.
DRRRRRIIIIIIIIIINNNNNNNNNN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
“IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
EEHHHHHHHHHHHHHH!!!!!”.
Un potente urlo di festa fece esplodere la scuola, che ormai non riusciva a trattenere più gli studenti, presi dalla felicità e dalla voglia di vacanze.
Sorrisi ,e cominciai a urlare anche io con tutti gli abitanti di quell’edificio, finalmente liberi dalle catene della scuola, dei compiti, dando libero accesso all’estate. Una sensazione stupenda! A mai più rivederci! Per due mesi, niente più professori, né quaderni (o quasi) né stressanti verifiche, solo divertimento assieme alle mie amiche. Uscii da scuola assieme a voi ragazze e ricordo perfettamente quale fu la nostra conversazione.
“ Aahh, non vedevo l’ora, meravigliosa estate, arrivo!!” esclamò Felicia
“ si, addio scuola, buongiorno mare!” continuò Audrey.
“ io non vedo l’ora che sia sabato 22, non ci posso credere, andremo in vacanza tutte assieme!” ricordò Amy sorridendo “ evviva la libertà”
“ Voi cosa metterete in valigia?” chiesi.
“ I miei quattro bikini, i miei tre vestiti nuovi, due minigonne, un paio di pantaloni, un paio di jeans, quattro t-shirt, tre canottiere, due pareo, collane, anelli, orecchini, trucchi, sandali con le pietre, infradito, scarpe da ginnastica, una felpa, una giacca nel caso facesse freddo, un cardigan, una bandana, elastici per capelli, una gonna pantalone, una camicetta, una maglia nera a maniche lunghe, due borse, una tracolla, il computer, ipod, cellulare, i miei profumi, creme per il viso, un libro che non credo toccherò mai, tre salviettoni, un accappatoio, due salviette grosse e una piccola, uno shampoo, un bagnoschiuma,la crema solare e il doposole, va beh, la roba intima è sottintesa, un po’ di patatine, caramelle, spazzolino e dentifricio” concluse Amy “ ma sono sicura di essermi dimenticata qualcosa!”
Dopo qualche minuto per chiudere la bocca e smettere di ridere, mentre Amy chiedeva “ che c’è? ho solo risposto alla domanda!” , le dissi “ ok, forse non era la domanda più opportuna!”
“ chi pensa alla musica?” chiese Susanne
“ faccio io!!” trillò Amy “ la porto io!!”
“ va bene” rispose Felicia “ ma non credo che nella tua valigia ci stia ancora dello spazio!!” mentre noi altre ridacchiammo.
“ ah ah. Molto spiritosa” rispose seria Amy “ io cerco solo di essere previdente! Allora i CD li porto a te, così li metti tu in valigia!”
“ va bene, ma allora chi porta i DVD?” chiese Felicia.
“ Ci penso io” rispose Susanne “ cosa porto però?”
“ Romantici” dissi sorridente.
“ no horror!” mi contraddisse Audrey.
“ ma cosa dite, meglio di avventura o di avventura!!” intervenne Felicia
“ non ci pensate neanche, ci vuole un drammatico o un musical!!” saltò su Amy.
“ Ok, ok.> rise Susanne “ porterò un po’ di tutti i generi, tanto, mica li guarderemo tutti!”
“ già, staremo in spiaggia. Sarà una favola di vacanza!!”
“ abbiamo due settimane per prepararci io comincio da adesso appena vado a casa!” esclamò Audrey “ cercherò di far stare lo stereo nella valigia, o altrimenti lo metterò in un’altra borsa.”
“ Brava” disse Amy “ ora io devo andare. Buona fine della scuola a tutte!!”
“ ciao”
“ ciaooo”
“ a dopo, ciao”
Salutando, mi incamminai verso casa, passando per le vie del centro, dando uno sguardo alle vetrine. Avevo voglia di entrare, provare quegli splendidi vestiti, comprarli e portarli via con me per andare in vacanza. Mi piacevano tutti, e i manichini mi chiamavano, come la protagonista del fim “ i love shopping”. “E pensare che io odio fare shopping, di solito. Ma oggi mi sento come nuova, una persona migliore, più bella, diversa, pronta ad un’estate all’insegna del divertimento.” mi dissi. Mi veniva da ballare in mezzo alla strada con sotto la musica di i’m single ladies di beyonçe.
Bzzzzz-bzzzzzz-bzzzzzz
Il telefono cominciò a vibrare nella tasca. Accidenti, era ancora in silenzioso. Mi faceva il solletico.
Lo tolsi dalla tasca e lessi il nome “ mamma”. Che cosa voleva?
“ pronto?”
“ pronto tesoro, ciao!”
“ ciao mamma, dimmi”
“ tutto bene la fine della scuola?”
“ perfetto. Tranquilla, sto tornando a casa.”
“ ah bene, perché dovresti passare dal supermercato a prendere il pane, perché stamattina ho dimenticato di comprarlo.”
“ la solita é??”
“ guarda che non ti faccio andare in vacanza eh?!?!”
“ ok, ok, scherzavo. Ci vediamo dopo”
“ muoviti dai”
“ ciao”
“ ciao”
“ uffa che rottura!!” pensai
Raggiunsi il piccolo supermercato vicino a casa nostra ed entrai.
“ ciao Mike” salutai il cassiere
“ oh, ciao Courtney, come va?”
“ tutto bene grazie” sorrisi.
“ hai finito la scuola oggi vero?” chiese “ anche mia nipote, non vedeva l’ora”
“ si si. Ora vado a prendere il pane. “
“ ok” rispose lui, rimettendosi a leggere la rivista che aveva sulle gambe.
“Mmhh. Vediamo, ah, si” mi diressi verso l’ultimo scaffale nell’angolo,dove c’era il pane.
All’improvviso, sentii un uomo che urlava “ MANI IN ALTO!!!! QUESTA E’ UNA RAPINA!!!”
Il mio cuore cominciò a battere forte forte, a mille, quasi mi usciva dal petto. Mi gettai a terra, sporgendoci un po’ verso di lato, nascondendomi dietro lo scaffale, ma riuscendo a vedere ugualmente cosa succedeva all’entrata. Un paio di uomini stavano prendendo i soldi dalla cassa, mentre un terzo trascinava il povero Mike a terra senza sensi, puntando la pistola contro un altro impiegato spaventato. I miei occhi puntavano il mio amico a terra, con il volto pallido, sembrava....morto...ma non c’era sangue, doveva solo averlo colpito e lui doveva essere svenuto...
“ non devo urlare” mi dissi “ Courtney, non urlare”
allora cercai di nascondermi ancora di più, ma urtai, uno scaffale e feci cadere un barattolo.
“ adesso sono morta.”
Mi ritirai ancora di più, facendomi piccola piccola, e all’improvviso, un uomo con un passamontagna spuntò fuori da dietro lo scaffale. “ AAAAAHHHH!!!” urlai e questo mi si lanciò addosso tappandomi la bocca,, io gliela morsi e gli tirai un pugno e un calcio nelle parti basse. Mi alzai, cercando di scappare, fino a quando mi sentii un click vicino alla mia tempia sinistra. “ti conviene stare ferma.” mi disse una voce alla mia sinistra. Con o sguardo lo vidi, ma lui era senza passamontagna: era giovane, con i capelli marroni e gli occhi verdi, ma con un aria così arrabbiata che rovinava la sua bellezza.
“ VENITE FUORI CON LE MANI IN ALTO!!” urlò qualcuno da fuori, mentre le sirene della polizia cominciarono ad aumentare, sempre più forti.
“ e adesso cosa facciamo Stan?” chiese il ragazzo che mi puntava la pistola.
“ prendila ed esci. Abbiamo fatto.” rispose lui “Colin ci passa a prendere al volo. Mettiti il passamontagna ed esci minacciando di ucciderla. Poi andiamo. “
Io sbarrai gli occhi! Come minaccia di ucciderla! Oh mio dio, mi volevano usare come un ostaggio, uno scudo per la polizia! E se mi avessero sparato ugualmente alla fine? Avrei voluto urlare, ma la mia voce era bloccata, si fermava in gola, senza raggiungere l’aria. Il ragazzo si ricoprì il volto e mi prese le braccia, tenendomele dietro la schiena. Mi trascinò fuori puntandomi la pistola alla testa ululando: “ GETTATE LE PISTOLE O LE SPACCO LA TESTA!!!!!!!”, mentre gli altri due ì, schiena contro schiena, puntavano la pistola verso altri agenti. In quel momento una macchina arrivò sgommando con la portiera aperta. I tre corsero trascinandomi con loro e gettandomi dentro la macchina con brutalità.
“ VAIVAIVAIVAI!!!!!” urlò Stan al guidatore che partì a tutta birra, mentre gli agenti ci sparavano addosso.
“ AAAAAHHH !!” urlai, ma un fazzoletto di stoffa mi fu subito ficcato in bocca.
“ stai zitta o ti strangolo!” mi disse il ragazzo rabbioso.
“ ma perché l’abbiamo portata con noi? È solo un peso in più!” si lamentò il terzo uomo che era salito davanti.
“ perché lei ti ha visto in faccia, cretino e poi potremmo ricavare qualcosa dal riscatto, mi sembra una ragazza ricca. Si vedrai che Amelia sarà contenta.” rispose il ragazzo dagli occhi verdi.
Ma chi era Amelia?? E dove mi stavano portando?? Ero terrorizzata, con il cuore a mille, mentre sudavo dalla testa ai piedi. I miei occhi erano spalancati e quasi non sbattevo le palpebre, cercando di orientarmi. Avevamo seminato la polizia, e continuavamo a girare, ma io non riconobbi le strade.
“ e ora, buonanotte bellezza!” disse Stan.
Io mi girai, ma non feci in tempo a ribellarmi, che qualcosa di duro mi colpì la testa. Mi sentii male, fino a quando non caddi svenuta addosso a lui.