Bridgette e la bestia
by Andrea Micky
C'era una volta ,tanto tempo fa, un piccolo villaggio.
In questo villaggio viveva una bellissima ragazza chiamata Bridgette a cui tutti i maschi facevano il filo.
Questa ragazza ,oltre alla sua bellezza, aveva anche un cuore gentile e un carattere indomito così ché nessuno riuscì a farla innamorare.
Fra i vari ragazzi ve ne era uno arrivato recentemente al villaggio chiamato Alejandro che fece subito strage di cuori.
Ovviamente, essendo lui il più bello volle conquistare la più bella e cercò in vari modi d'impressionare Bridgette che però lo riteneva troppo spaccone e lo rifiutò.
Bridgette viveva con la madre che un giorno dovette allontanarsi dal villaggio per una commissione ed era necessario attraversare il bosco che era un luogo tetro e pericoloso. Pur consapevole dei rischi, la donna sellò il cavallo e partì.
Al calar della notte la donna non era ancora tornata e Bridgette decise di andarla a cercare: prese una vecchia lanterna,una mantella e s'avviò verso il bosco.
Quel luogo di notte era ancora più spaventoso che di giorno ma Bridgette non si perse d'animo e continuò la sua ricerca fino a che s'imbatté nel cavallo della madre.
“Dov'é mia madre?” chiese preoccupata Bridgette all'animale che l'accompagnò fino ad un castello in rovina.
“Non sapevo di questo posto” pensò Bridgette entrando.
La ragazza gridò “C'é nessuno?” e subito la voce della madre le rispose riecheggiando nel vasto corridoio.
“Figlia mia...perché sei qui?”
“Ero preoccupata e ti sono venuta a cercare...ora andiamocene” spiegò Bridgette.
“Non posso perché devo pagare un debito di gratitudine col padrone di questo castello: durante il viaggio di ritorno sono stata aggredita da un branco di lupi e il padrone del castello mi ha salvato rimanendo ferito. Adesso devo restare finché non sarà guarito”.
“Resterò io al tuo posto” si offrì Bridgette
“Ma lui non é un umano bensì una bestia dalle sembianze animali” spiegò la madre
“Non importa...pagherò io il tuo debito” disse risoluta Bridgette.
“E allora così sia” intervenne una voce roca e cavernosa.
E dalla porta in fondo al corridoio uscirono la madre di Bridgette e la bestia: l'essere sembrava un grosso orso grigio con due corna di ariete sulla testa e una coda da serpente. Indossava un mantello rosso, dei pantaloni neri e aveva la zampa anteriore destra ferita.
Bridgette fece appello a tutto il suo coraggio e lo scambio avvenne.
La bestia accompagnò Bridgette in una stanza dove c'era un letto e quando fece per andarsene la ragazza disse “Grazie per aver salvato mia madre”.
“Non...non c...c'é di che” balbettò la bestia sorpresa che da anni non riceveva parole gentili.
Il mattino dopo la bestia accompagnò la ragazza a fare un giro del castello fino a che entrarono in una stanza dove c'era un quadro lacerato completamente che raffigurava un giovane.
“Quello ero io...una volta” spiegò la bestia
Bridgette rimase incredula e la bestia le spiegò “Anni fa uno stregone gettò una maledizione sulla mia famiglia: mi fece diventare una bestia per diventare bello. L'unico modo per tornare normale é rompere il suo ciondolo avente la forma di una testa di toro. Ma non so dove lui sia e ne che faccia abbia adesso. Da allora sono sempre rimasto solo”
Bridgette percepì tutta la tristezza di quelle parole e avvicinatasi alla bestia, le prese una mano e disse “Ora non sarai più solo”.
Nei giorni seguenti Bridgette si prese cura della bestia che guarì in fretta; ma la ragazza volle restare comunque al castello e in breve tempo, aiutata dall'insolito padrone di casa, lo rimise a nuovo trasformandolo in un luogo accogliente.
Nel frattempo l'assenza di Bridgette dal villaggio era stata notata e la madre spiegò che la ragazza stava accudendo una zia malata ma Alejandro non ci credette e volle indagare a fondo.
Fu così che il ragazzo venne a sapere della commissione e interrogò la madre di Bridgette su quella che era la verità.
“So che avete incontrato la bestia del bosco -disse Alejandro- il mostro a cui do la caccia da anni. É lui che ha rapito Bridgette, vero?”
E senza attendere la risposta, Alejandro si mise a capo di una folla armata di forconi ,avviandosi verso il bosco.
Bridgette stava riordinando il giardino quando sentì la folla inferocita arrivare; il castello era protetto da un muro con una cancellata a inferiate da cui la ragazza parlò.
“Eliminiamo la bestia cattiva” urlava qualcuno tra la folla.
“No -disse lei da dietro il cancello- la bestia ha un cuore buono”
“Silenzio -ordinò Alejandro- adesso mi occuperò di lui”
In quella Bridgette notò qualcosa , si avvicinò ad Alejandro e gli strappò dal collo un medaglione a forma di testa di toro.
“Cos'é questo?” domandò lei, sospettosa.
“Nulla d'importante” rispose Alejandro agitato.
E a quelle parole Bridgette raccolse una pietra e colpì l'amuleto sbriciolandolo; contemporaneamente l'aspetto di Alejandro cambiò in quanto divenne gracile, perse i capelli e assunse un colorito pallido.
“Eri tu lo stregone -l'accusò Bridgette- e sei venuto qui per distruggere le prove delle tue malefatte”
Per tutta risposta, Alejandro fuggì umiliato e nessuno lo vide più.
In quella una luce splendente come il sole rischiarò l'interno del castello: Bridgette corse dalla bestia e con suo stupore vide che al suo posto c'era il bellissimo principe del ritratto(che si chiamava Geoff NDA).
Poco tempo dopo i 2 si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.
FINE