Amore e Dolore in Una Notte TDD con la collaborazione di DUNCANT e ANDREA MICHEY
Il vulcano aveva fatto danni incredibili: “Chris, ma potevi leggere i cartelli? Una volta tanto, cosa ti costerebbe leggere, ogni tanto?! Non si buttano gli ananas nel vulcano!”
Le baracche erano bruciate, il milioncino aveva fatto la stessa fine dell’ anello in “Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re”, perfino la causa della sua distruzione, era la stessa, infatti Ezekiel era diventato una specie di Gollum. Il punto era che scoppiai a ridere, quando vidi Gollum strappare l’ anello a Frodo per poi mettere il piede i fallo e precipitare nella lava con il suo “tesssaaaro”, ma in quel momento ero preoccupato per Ziky. Era in terapia intensiva. Al suo risveglio Chris lo avrebbe informato della sua vittoria. Geoff era ferito, a DJ era caduta una grossa roccia in testa, che gli aveva provocato una commozione cerebrale, dei lapilli che erano caduti in faccia a Beth, le avevano rotto tutti i denti “mi dispiace, amica mia… dall’ apparecchio alla dentiera…”, il prosciutto di Owen era caduto nella lava “ma quando la smette di piangere disperatamente!?”, infine, il povero Alejandro era stato sommerso dalla lava, e la sua bellezza sarebbe rimasta deturpata per sempre. Chris disse a noi e ad Heather in lacrime che in misura preventiva, e per evitare cali dal suo stipendio, Ale sarebbe stato inserito nella DRAMA MACHINE. Nessuno di noi, l’ ha vista, ma credo che sia una sorta di tuta di Darth Vader, per come ne ha parlato il tirchio. Beh, forse Ale non riavrà la sua bellezza, ma le pupe vanno pazze per chi si veste di nero…
… Prendete me, ad esempio: ho catturato due pollastrelle! Ok, una è il più grande sbaglio, ma l’ altra l’ amore della mia vita. Alberi ancora a fuoco (Chris aveva speso tutti i suoi soldi per la vasca idromassaggio lasciandoci nell'impossibilità di reclutare dei pompieri o almeno di rimediare un paio di dannati estintori ), animali feriti, e non per colpa di DJ, Lindsay che è convinta che l’ eruzione sia stata l’ eruzione dei saldi sull’ isola, Izzy che vuole fare un tuffo con salto mortale quadruplo nel cratere per andare a salvare una foglia che vi era caduta, con Owen che tentava di bloccarla disperatamente, Blaineley che giurava vendetta ai produttori, Justin era stato sfiorato da un piccolo innocente lapillo e si contorceva per questo a terra mugugnando qualcosa sulla sua carriera finita, e cose simili, gli altri stavano bene… ma non me ne importava, più di tanto: la mia priorità era una sola: Gwen.
La cercai per tutta la spiaggia, ma niente, non riuscivo a trovarla. Ero terrorizzato “e se le fosse successo qualcosa di brutto? Ne morirei, non posso vivere senza di lei!”. Considerai anche l’ opzione di tuffarmi in mare e cercarla intorno all’ isola. La trovai dopo 2 ore: si era nascosta sotto la palafitta di Chris. Era rannicchiata in posizione fetale, le sue braccia stringevano le gambe, e spingeva il viso sulle ginocchia. Stava piangendo.
-Gwen, stai bene! Ero così in ansia, ti ho cercata dappertutto: ero così preoccupato!- esclamai, ma lei mi ignorò, e continuò a piangere. Mi sedetti vicino a lei. -Gwen, non devi preoccuparti; certo, qualcuno è un po'malconcio, ma stiamo tutti bene!- la rassicurai.
-Oh Duncan…- sussurrò, sollevando il volto dalle ginocchia e guardandomi negli occhi.
-sì?-
-Duncan, ti prego, perdonami…- disse. Cominciai a stare in ansia.
-Per cosa?-
-Ho… ho detto a Trent che una volta a casa tornerò con lui…- disse velocemente.
-COSA!?- alzai la voce -MA perché LO HAI FATTO!? PENSAVO CHE MI AMASSI! Perché!?-
-Ti amo, Duncan, ti amo tantissimo… ma non posso sopportare il peso di aver fatto soffrire Trent e Courtney… mi sento un mostro…- rispose lei.
-Gwen, al diavolo Courtney e al diavolo anche Trent! Che si trovino qualcun altro! Non è giusto reprimere il nostro amore per loro, dovranno capire… e poi Trent ha detto che mi accettava…-
-L’ ho visto la sera dopo piangere disperatamente invocando il mio nome… non voglio che si deprima a causa mia, Duncan… cerca di capire… e tu dovresti tornare con Courtney…- mi avvicinai ancora a lei. Le accarezzai la guancia con la mano sinistra.
-Gwen, non posso farlo… io amo te, non posso costringermi ad amare Courtney solo per non farla soffrire, io non provo più nulla, per lei… - Gwen mi zittì baciandomi, per variare la musica (di solito ero io a zittirla baciandola) rimanemmo immobili per un po’. Avrei potuto rimanere in quella posizione per sempre. Sentii le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi sulla mia mano. Restammo fermi ancora per un po’. Alla fine ci staccammo.
-Devi farlo, invece, Duncan- mi disse alla fine. -fallo per me, ti prego!-
A quelle parole cominciai a riscorrere con la memoria alla mia avventura su A TUTTO REALITY. Ricordai quando mandai la mia richiesta di partecipazione dal carcere, ricordai quando ne parlavo con quel cretino del mio compagno di cella al volontariato forzato imposto dal direttore del riformatorio nell’ allegra fattoria, a quando arrivai sull’ isola e rimasi incantato dalla bellezza d Gwen, la divisione in squadre, io che ci provavo con Courtney per alleviare la gelosia nel vedere Gwen con Trent, io che consolavo Gwen dopo che Heather aveva letto il suo diario al mondo intero, io che nutrivo sentimenti sempre più grandi per Courtney, io che baciavo Courtney, Courtney che veniva eliminata, io che votavo per Trent per fargliela pagare per aver baciato Heather, io che promettevo di proteggere Gwen dal pazzo con la motosega e l’ uncino, io che venivo spedito alla spiaggia de perdenti, io che mi mettevo ufficialmente con Courtney, io che quasi picchiavo Chris quando scoprii che Court non avrebbe partecipato alla seconda stagione, io che cominciavo ad attaccarmi sempre di più a Gwen nel set cinematografico, il ritorno di Courtney, il nostro nuovo bacio, lei che diventa davvero, davvero irritante, quella dannata lista, io che elimino Courtney, io che vinco il milioncino per perderlo due ore dopo per i danni che ho fatto con Courtney a causa di una furiosa litigata nata dal suo continuo “giocare col palmare”, io che per baciare Courtney distolgo la sua attenzione dalla strada e il pullman precipita nella scarpata, il mio “mollare” all’ inizio della terza stagione, il mio pentimento, la mia latitanza per tornare a bordo per dire a Gwen i miei sentimenti, il mio effettivo ritorno a bordo, il mio primo bacio con Gwen, io e lei che ci fidanziamo sul serio, io che cerco di eliminare Courtney con l’ aiuto di Alejandro ma sbaglio tattica e alla fine viene eliminata proprio Gwen, la mia disperazione, il mio odio per Courtney, l’ eliminazione di Courtney e la mia, poi il mio arrivo alle Hawai e il chiarimento con Gwen.
-Gwen, tutto quello che ho più a cuore, è il tempo che ho passato con te-
-Anche per me è lo stesso, Duncan! Ma immagina se nel peggior dei casi Courtney impazzisse o si suicidasse! Come tirerai avanti sapendo che è stata colpa tua?- non avevo mai considerato questo aspetto.
-No. non ci riuscirei. Hai ragione, dobbiamo finirla qui, per quanto sia per me una pugnalata al cuore…- ammisi rassegnato.
-Anche per me lo è, Dunky, ma è necessario. Dobbiamo farlo. Chris ha detto che domani arriveranno 2 navi, per metterci in salvo. Io e Trent saliremo su quella delle 6:30, tu e Courtney dovrete prendere quella delle 11:15- disse tra i singhiozzi. Mi abbracciò forte. Ricambiai l’ abbraccio. Alla fine trovai il coraggio per dire:
-Gwen…-
-Che c’ è, Duncan?- non so, sarà stata la paura di non poterla vedere più, il pensiero di perderla era troppo forte, e mi spinse a chiedere questo:
-Ti va di passare la nostra prima ed ultima notte insieme?- Gwen mi guardò negli occhi confusa ed emozionata. Alla fine trovò il coraggio per rispondere un netto :-Sì!-.
Sorridemmo. Ci baciammo per un po’.
-Allora ci vediamo stanotte all’ una dall’ altra parte della spiaggia.-
-D’ accordo, ti giuro che ci sarò!- rispose subito la dark. Uscimmo da sotto la palafitta. Io mi avvicinai a Courtney, che era intenta a spaccare cocchi a mani nude per alleviare la sua rabbia.
-Courtney!- la chiamai.
-Che vuoi?!- mi chiese rabbiosa.
-Io… io ho lasciato Gwen… ehm… in fondo era solo una orrenda darkettona senza scrupoli, il suo unico intento era portarmi via da te…- dissi, cercando di reprimere le lacrime che riuscivo a contenere a stento.
-DAVVERO!? HO VINTO IO!!!!- gridò Courtney -ma in fondo una come me vince sempre… non lo so, Duncan, certo, ovviamente devi prima cambiare… dovrò rifare la lista, e mi rimetterò con te solo se questa volta la studierai, e guai a te se mancherai di imparare anche solo una pagina- Sbiancai. “Devo farcela…devo resistere”.
La notte giunse in fretta. Courtney si era addormentata pesantemente. Lentamente mi infilai la maglietta, mi alzai dal lettuccio e andai dall’ altra parte dell’ isola come stabilito. Raggruppai un po di legna e la accesi col mio accendino. Gwen arrivò 5 minuti dopo di me. Fu una scena abbastanza muta. Ricordo che mi ci avvicinammo camminano lentamente l’ uno verso l’ altra. I nostri visi erano fievolmente illuminati dal fuoco, unica luce che schiariva l’ oscurità notturna. Quando io e Gwen fummo a pochi centimetri di distanza, lei pose le sue mani sul mio collo e mi tirò lievemente a sé. Cominciammo a baciarci.
Dopo un po’ io le detti qualche bacio sul collo. Poi la spinsi a terra, questa volta senza ripensamenti andai fino in fondo.
Mi tolsi la maglietta. Poi cominciai a slegare i lacci sulla schiena che tenevano fissa la sua. Passai il labbro inferiore sulla sua schiena. Poi ,insomma, avvenne quel che avvenne. Per la prima volta nella vita mi sentivo davvero vivo. Non mi ero mai sentito così bene. Era un sogno, un sogno meraviglioso divenuto realtà. Ma come tutti i sogni, anche quel sogno finì. Quando mi svegliai, il giorno seguente, Gwen non era più accanto a me. Erano già le 7:10, lo vedevo dall’ orologio sfilato al cameraman. La sua nave era partita ormai da un’ ora. Il fuoco si era estinto, ma poco contava, ormai c’ era il sole. Lentamente mi vestii e tornai alle baracche. Courtney ancora dormiva. Sorrisi e mi sdraiai accanto a lei. Era come se nulla fosse successo. Dormii un altro paio d’ ore, prima che Courtney mi buttasse giù dalla branda. Quella mattina scoprii che Chris e Chef erano tornati a casa da un pezzo in elicottero, abbandonando persino Alejandro, Ezekiel e DJ. Inoltre, sulla stessa nave che mi aveva separato da Gwen erano saliti anche Tyler, Lindsay, Eva, Blaineley, Cody, Sierra, Heather, Katie, Sedie, Justin e i ricoverati d’ urgenza, che a causa dell’ assenza di strutture mediche a bordo, furono abbandonati nella stiva, con un mozzo che ogni tanto portava loro da mangiare. Tutti gli altri salirono con me sulla nave delle 11:15. Il tragitto durò una settimana, perché la nave che Chris ci aveva mandato era tra le più squallide e lente che avessi mai visto.
“Spero che quell’ elicottero sia affondato in mare”. Fu un tragitto abbastanza divertente. Era spassoso stare a bordo di una nave con i miei amici, a vedere Owen che si ingozzava, Izzy che ci provava con un salvagente, Noah a ridere, io e Geoff a fare scherzi ad Harold, LeShawna che chiacchierava con Bridgette e Courtney. Sì, mi rimisi con Courtney. Accettai la lista di 100 pagine. Ogni tanto, però, di sera non potevo non affacciarmi dalla balaustra a fissare il mare… ripensando… a lei. Tutto me la ricordava. La nave attraversò il canale di Panamà e ci portò fino ad una località portuale vicino New York. Salutai calorosamente i miei amici, promettendo che al nostro ritorno a casa ci saremmo mandati le richieste di amicizia su facebook. Vedendomi in compagnia di una ragazza di buona famiglia, mio padre acquistò per me e Courtney un grande appartamento panoramico nel centro di Manhattan, prospicente Central Park. Probabilmente era convinto che con Courtey sarei diventato un uomo migliore.
Vivo con Courtney. Ci sposeremo il mese prossimo. Però io non mi sento bene… non sono sicuro di volerlo. Ho sbagliato, non avrei dovuto farlo. Sono passati 7 mesi, dalla mia nefasta scelta. Io accolsi l’ idea di reprimere i miei sentimenti per alleviare quelli di Courtney. La verità è che per quanto mi sforzi di amarla… proprio non ce la faccio. Vedo ovunque il volto di Gwen. E Gwen.., non ha nemmeno facebook! Non so nemmeno se vive ancora a New York! magari è tornata a Toronto… magari è andata a vivere da Trent, il guaio è che nemmeno lui, ha facebook, e non ho la benché minima idea di dove viva. Ogni giorno ripenso alla nostra storia, a tutto ciò che abbiamo passato, e più vado avanti, più il mio cuore piange e più la mia mente mi spinge al suicidio. Anche l’ Innominato pensò al suicidio, ma i suoi sensi di colpa vennero alleviati dalla fede. Nel mio caso la fede non c’ entra. Da sfigato sono diventato un bullo e da bullo sono tornato uno sfigato. Preferisco chiudere qui la mia autobiografia, cari i miei 23 lettori… non posso atteggiarmi, ad averne più di 23….
Duncan salvò il file. Poi mise il pc in standby. Si alzò lentamente dalla poltrona.
-Dunkino!- chiamò Courtney dall’ altra stanza.
-che c’ è, cara?-
-ho finito d prepararti la lista che ti avevo promesso. Ora vado dal parrucchiere. Ricorda di studiarla per benino, ok? Te la lascio vicino la TV.- Duncan sentì la porta di ingresso chiudersi dietro Courtney. Andò verso la TV. Trovò la lista. La prese e cominciò a leggere le nuove norme richieste dal capo:
1)niente più piercing
2)togliti quel dannato collare
3)non voglio vedere più gel per capelli, lacca e tinta verde: quella cresta deve sparire.
4)devi fare la spesa
5)devi accompagnarmi a fare shoping
6)non chiamarmi Court, mi da fastidio
7)non andare mai più su internet: non so su che siti vai
8)non giocare mai più alla play station o a qualsiasi altra console.
9)niente più I phone. Da ora in poi ti andrà benissimo un Nokia mega pixel.
10)devi lavare i piatti
11)togliti una volta e per tutte quella maglietta col teschio. D’ ora in poi solo giacca e cravatta.
12)non girare mai più con il coltello, l’ accendino e gli occhiali da sole. Anche l’ I pod è fuori questione, ti concedo l’ mp3…
-BASTA!- gridò Duncan, accartocciò la lista e la cestinò. Scese di casa. Andò a fare una passeggiata per central park. Continuò a girare senza meta. Per un paio d’ ore. Ormai il cielo era sull’ imbrunire. Duncan si sedete su di una panchina.
-D-Duncan!? S-sei proprio tu!?- gli chiese una voce di ragazza che gli suonava vagamente familiare.
-non rompa, signorina, oggi non mi sento in vena di firmare autografi.
-Duncan, sono io!- Duncan alzò gli occhi e vide l’ immagine: una ragazza alta circa un metro e 75, capelli a caschetto neri con degli Hight Lighters azzurri, occhi neri, pelle chiara abito nero. A Duncan venne un sobbalzo al cuore.
-GWEN!- gridò -MA CHE CI FAI, QUI?!-
-vivo con Trent, lui ha un appartamento nelle vicinanze… e tu?-
-io vivo sul tratto in cui la 5th avenue sbocca su central park…-
-vivi con Courtney? Siete sposati?-
-sì, vivo con lei, ma no, non siamo sposati e voi?>>
-em.. no, non ancora…-
Duncan sentiva una gioia sempre crescente, nel rivedere Gwen accanto a lui.
-sei incinta?- chiese all’ improvviso Duncan notanto che Gwen aveva la pancia. Lei sorrise:
-sono al sesto mese.- mi alzai di scatto per cedere il posto:
-mio Dio, allora devi sederti tu-
-oh, gazie!- fu la risposta. E si sedette.
-sei incinta di Trent, vero?-
-già… penso che lo chiameremo Trevis-
-ho,auguri!- niente da fare, non c’ era comunque speranza, per riformare la loro coppia, ma Duncan era già contentissimo del fatto che aveva rivisto Gwen dopo tanto tempo.
-no, di te- disse Gwen.
-come?-
-sono… sono incinta di te!- esclamò.
Duncan non credeva a quello che aveva appena sentito:
-COSA!? DICI SUL SERIO!?- gli occhi di Gwen si riempirono di lacrime. La ragazza scappò via. Duncan rimase immobile, attonito, senza parole. Aveva capito bene!? Gwen era incinta di lui!? Sul serio!? Non era uno scherzo!?molto lentamente, Duncan tornò a casa. Appena fuori la porta, sentì un gran fracasso. E la oce di Courtney che diceva:
-IO TI AMMAZZO!- Duncan aprì di scatto la porta gridando:
-ma che diavolo sta succedendo!?- Duncan vide che Gwen era a casa sua e Courtney la minacciava con una mezza luna in mano.
-Courtney! Ma che fai con quel coltello!? Posalo subito! Da te non mi sarei mai aspettato una cosa simile!>> gridò Duncan. Courtney indicò Gwen.
-mi ha confessato che è ancora innamorata di te! È venuta qui per portarti via da me!>> esclamò Courtney.
-aspetta- si intromise Gwen -mettiamo in chiaro la cosa: sei tu che mi hai invitata a casa tua per prendere un tè e hai cominciato con l’ interrogatorio!-
-SILENZIO!-la zittì Court.
-mi hai davvero stufato, Courtney! Ti ho dato un’ altra possibilità, e tu l’ hai buttata! E sono stufo di questo fingermi felice con te! Sappi che io e Gwen solo per non far soffrire te e Trent, ma io non riesco a smettere di pensare a lei da quel momento. Sì, io la amo ancora, e la amerò per sempre. Tu non meriti il mio affetto né la mia compassione, e non sei nemmeno degna di essere sbattuta in galera. Fatti un favore, cambia, ma d’ ora in poi saremo solo semplici conoscenti.- poi si rivolse a Gwen. -Gwen, non c’ è stato giorno in cui non abbia desiderato di tornare indietro , fino al giorno in cui decidemmo di sopprimere i nostri sentimenti, per cambiarlo. Io ti amo. Ti prego, torna con me, al diavolo tutto il resto: dobbiamo concentrarci solo sul nostro bambino.-
-Bambino!?- esclamò Courtney esterrefatta. -avevo notato la pancia, ma pensavo fosse di Trent!-
-e hai tentato di uccidere una donna incinta!?- chiese Duncan nervoso. Poi tornò a rivolgersi a Gwen:
-ti prego, Gwen… sii sincera-
Gwen ci pensò un po’ su poi rispose:
-oh, sì Anche io non ho mai smesso di pensare a te tutto questo tempo, anche io ti amo, Duncan!- e lo baciò felicemente.
A quella vista, Courtney uscì da quella casa per non farvi mai più ritorno. Poco prima del tentato omicidio, Gwen le aveva parlato del suo indirizzo. Courtney nel giro di un’ ora si ritrovò tra e braccia di Trent, che non prese affatto male, la scelta di Gwen, ma finalmente voltò pagina. Dalle testimonianze giunteci, pare che i due si siano sposati, e che siano andati a vivere a Vancouver.
Caro diario, 26 Aprile
Oggi la mia amata Gwen ha messo alla luce due splendidi Gemelli. Proprio così: sono diventato papà
Sono un maschio ed una femmina. Dopo una lunga discussione abbiamo deciso di chiamarli Courtney e Trent.
Io e Gwen ci sposeremo tra una settimana esatta. Io sono riuscito ad ottenere la cattedra di mio padre, ad Harvard, sorprendendo tutta la mia famiglia, e sta volta non ho commesso nemmeno nessun atto illecito.
Tutti i miei sogni si sono avverati:
trovare un lavoro onesto, mantenere una famiglia, avere un maschietto e una femminuccia e soprattutto… sposare la mia amata Gwen.