UN ADDESTRAMENTO FORZATO – A TUTTO REALITY DUNCAN
Il giorno, il dolce giorno, “oggi sarà una Gran giorno, me lo sento!” pensai, non appena ebbi finito di preparare lo scherzetto ad Harold. Lo so, avrei dovuto fermarmi quando ha ammesso di essere disordinato, ma il fatto era che un bullo senza uno sfigato da infastidire è come un militare senza armi, o come un chitarrista senza chitarra… sì, un cavaliere senza cavallo. Mi bastarono un paio di fette di pane tostato , un po’ di nutella e un pizzico di biancheria Haroldiana, e la colazione è servita!
Certo, ho dovuto svegliarmi prestissimo, per rubare la nutella dalla dispensa di Chef. Chissà se è vero che prende le impronte digitali sul frigo per controllare da chi è stato toccato… ma vuoi mettere con la soddisfazione di sentire Harold dire:
-Ehy! Chi si è fatto il toast choco vaniglia con le mie mutande?!- mentre mi rilasso incidendo un teschio sulla parete esterna della baracca dopo aver fatto anche un po’ di salutare strangolamento di cervi non letale… anche se quella cerva… no, sono quasi certo che sia in salute più o meno quasi della metà di un terzo del normale discreta… tornando a noi io e Geoff ci sbellicammo dalle risate, alla vista della faccia di Harold.
Un paio di mutande piene di nutella cadde proprio davanti a Courtney, che stava tornando alle baracche dopo la doccia.
-Harold! Lo sai che fai veramente schifo?!-
-no, aspetta! Non sono stato io!!!!- si giustificò lo sfigato. Courtney lo ignorò e se ne andò. Harold si rivolse a noi con fare minaccioso:-idioti!-
-grande, amico!- e mi sbattè il pugno -a volte te le mette su un piatto d’ argento!-
-puoi dirlo forte, ma devo ringraziare te: quando gli hai fatto mangiare una delle sue mutande ha sclerato di brutto, mi è sembrato divertente, così ho preso esempio da te… anche se il mio colpo aveva una forza un tantino maggiore…- ammisi.
-già, il toast choco vaniglia…- scoppiammo di nuovo a ridere.
In quel momento l’ altoparlante iniziò a sparare le sue premesse di cattiverie mattutine… ma non era il solito Chris… era Chef!!!!
-aprite bene le orecchie, infimi scarafaggi: tutti i campeggiatori devono presentarsi al molo della vergogna alle nove in punto!- tutti ci guardammo con espressioni diverse stampate sul volto: c’ era chi era impaurito, come DJ che per poco non se la faceva addosso, chi era stupito, chi era noncurante, chi non aveva capito cosa dovesse fare (Lindsay)… non credo che ci fosse qualcuno in ansia per Chris… e chi come me era sempre più sicuro che quella giornata sarebbe stata molto soddisfacente…
-IL CHE SIGNIFICA ADESSO, SOLDATI! NON FARETE COLAZIONE, MA TANTO NON è UN MIO PROBLEMA (io l’ ho fatta)- “come non detto”. Letteralmente scappammo verso il molo della vergogna.
Così, in men che non si dica eravamo tutti sul molo. Io mi posizionai tra Geoff e Courtney. Incrociai le braccia. Neanche il tempo di respirare che dalla carretta che un tempo serviva da aereo da salvataggio saltò un omone grosso e nero che gridava:
-CHRIS! HAI DIMENTICATO DI DARMI IL PARACADUTEEEEEEEEE!!!!>>.
Chef cadde violentemente al suolo sollevando un’ enorme polverone. Dopo 10 secondi la polvere si diradò, e mostrò la sagoma di Chef incisa nella crosta terrestre. Dopo altri 30 secondi, assistemmo ad una scena della serie “l’ alba dei morti viventi”, infatti dal terreno spuntò fuori un’ enorme braccio nero e muscoloso, seguito poi dal resto del corpo. Scoppiammo tutti in una grande risata interrotta sul nascere da un secco suono di megafono:
-SILENZIO, LURIDI PESCI MORTI DI PALUDE! METTETEVI SULL’ ATTENTI!!!>> silenzio di tomba.
-Chef, abbiamo cambiato completino?>> sfottei indicando l’ abbigliamento da sergente dell’ esercito che andava a sostituire il solito grembiule con la solita toc, anch’ essa sostituita da un cappello da sergente. Il megafono tornò a suonare:
-HO DETTO SULL’ ATTENTI! QUANDO SI è SULL’ ATTENTI BISOGNA STARE IN SILENZIO! …E QUESTO LO CHIAMATE STARE SULL’ ATTENTI? PIEDI UNITI!- disse bacchettando sulle gambe di Geoff -BRACCIA Giù!- sbattendo con molta violenza la bacchetta sulle mie braccia. Esegui l’ ordine. -OCCHI FISSI- gridò frenando il desiderio di accecare DJ con la bacchetta e poi ad Heather -TESTA ALTA!- sollevandole la suddetta con la medesima bacchetta. Poi batté la bacchetta su tutto il corpo di Harold “ah ah, non è stato capace di mettere niente in una posizione decente… sfigato!” . Gwen sussurrò qualcosa a Trent, probabilmente era un qualche commento sulla giornataccia che ci attendeva. Chef puntò il megafono a pochi centimetri dalla sua faccia e gridò:
-SCUSA, CHE COSA HAI DETTO, SOLDATO!?- vidi i capelli di Gwen che venivano spinti all’ indietro dalle onde sonore del megafono.
-em… niente!- fu la risposta.
-E CONTINUERAI A NON DIRE NIENTE, FINO A QUANDO NON SARò IO A DIRTI CHE PUOI DIRE QUALCOSA!- rispose Chef (sempre puntandole in faccia il megafono). Finalmente Cheffino spostò lo strumento che permette alla voce di dilatarsi e irrobustirsi fino ad alzarne il volume di numerosi decibell e proseguì:
-LA SFIDA DI OGGI NON SARà AFFATTO FACILE, INFATTI NON MI ASPETTO CHE QUALCUNO DI VOI NE ESCA VIVO!- “ma bene” non so cosa ci trovò Owen di talmente spassoso da poter ridere… poco prima di beccarsi una sonora bacchettata sul flaccidume del braccio. Owen latrò di dolore. Chef, indifferente proseguì:
-LO SCOPO DEI MIEI ORDINI è FAR SI CHE TUTTI GLI SVLVATELLI TRANNE 1 SI RITIRINO DAL MIO CAMPO DI ADDESTRAMENTO! L’ ULTIMO CHE RESTA VIVO OTTIENE L’ IMMNITà PER LA SUA SQUADRA!-
-scusa, cos’ è successo a Chris?>> chiese madame le lecchin, alias Heather in procinto di essere ignorata.
-REGOLA NUMERO 1: QUANDO VI RIVOLGETE A ME CHIAMATMI MAESTRO CHEF! SONO STATO ABBASTANZA CHIARO!?-
-Sì, MAESTRO CHEF!>> gridammo tutti in coro.
-A, CA**O, NON VI HO SENTITO!>> e ripetemmo:
-Sì, MAESTRO CHEF!- Chef riprese parola:
-DORMIRETE SOLO QUANDO VI DIRò DI DORMIRE, E MANGERETE SOLO QUANDO VI DIRò DI MANGIARE, SONO STATO CHIARO!?>> puntando il megafono questa volta in faccia a Geoff, il cui cappello cadde a causa della forza dell’ onda sonora.
-Sì, MAESTRO CHEF!- rispose il festaiolo.
-REGOLA NUMERO 2: QUANDO DECIDETE DI ARRENDERVI ANDATE SUL MOLO DELLA VERGOGNA E SUONATE LA CAMPANA! E ORA PASSIAMO ALLA REGOLA NUMERO 3: VOGLIO UN RINUNCIATARIO ENTRO LA FINE DEL GIORNO, perché QUEL GIORNO NON FINIRà FINCHè QUALCUNO NON SI RITIRA! ADESSO PORTATE LE CHIAPPE IN SPIAGGIA, SOLDATI, SCATTARE, SCATTARE!- ubbidimmo, anche perché un orso con la motosega si avvicinava minaccioso.
“eppure io sento ancora che sarà una giornata fantastica” correndo raggiunsi Gwen:
-ehy, darkettona! Che dici, oggi morirà qualcuno?-
-probabile!- rispose ridendo.-di chiunque sia stata la malsana idea di affidare a quel decerebrato il controllo della sfida devo dire che sono abbastanza colpita-
-ma sì, sarà divertente! Tu che ne pensi, Trent?-
-io penso- cominciò il chitarrista -che sarà dura... se morirò fate sapere a mia madre che è vero, Mike ha sniffato, prima del concerto!- ammise Trent in ansia.
-s-sniffato?- chiedemmo in coro io e Gwen sorpresi.
-sì, ma vi giuro che io non ho toccato neanche un po’ di coca>> abbozzò un sorriso. Io e la Dark lo guardammo allibiti per un po’ poi io mi allontanai e mi riaggregai alla mia squadra.
Sulla spiaggia trovammo due canoe, una rossa e l’ altra verde. Chef iniziò (senza megafono!!!):
-Aprite le orecchie! Ogni squadra dovrà sollevare una canoa sopra la testa! fatevi beccare che togliete le mani e sarete subito eliminati, e nessuno può mangiare, finché qualcuno non si ritira! SUUUUUUULE CANOE!!!!!-
Obbedimmo.
-non è così dura…- disse Owen.
-uno scherzetto- confermò Geoff.
O, certo, uno scherzetto. Nessuno di nessuna delle due squadre mollava. In pratica rimanemmo per tutto il giorno con le braccia reggenti le dannate canoe, con Chris e Chef su di esse a rompere e a prenderci in giro. Una noia mortale, una fame da lupi, una sete da cammello e una fatica boia vennero a farci un salutino. Non vi dico il povero Owen come si sentiva. “pensa ai 100.000, pensa ai 100.000, pensa hai 100.000”. L’ unico divertimento che avemmo fu la “pesca” sulla parte posteriore della biancheria di Harold eseguita dal buon vecchio Geoff con la canna che avevo fregato dal capanno degli attrezzi. XD gli staccò un pezzo di mutanda, se ci peso muoio dalle risate!!!
Fatto sta che la sfida cominciò a correre su binari favorevoli per noi Carpe, quando verso le 23:30, dopo la bellezza di 15 ORE passate a reggere le stramaledette canoe ascoltando le fintissime storie di Chef del tipo “25 di noi entrarono nella giungla, quella notte… solo 5 ne uscirono vivi!” (quando Gwen alla fine, tra uno sbadiglio e l’ altro trovò il coraggio di chiedergli di quale guerra si trattasse, lui si limitò a zittirla. “ahah, non è mai andato in guerra!!!”) , Lindsay decise di arrendersi, e andò a suonare la campana dicendo:
-non mi sento più nemmeno le braccia…- anche se più che suonare, prese alla lettera questa figura ovviamente metaforica e colpì la campana con la fronte. Dopo aver posato la nostra canoa (FINALMENTE), noi carpe ridemmo un po’ delle marmotte che sprofondarono sotto la loro, esausti. Povera Lindsay… aveva un’ espressione così triste e commovente… perfino Chef si commosse. Le si avvicinò e le pose una mano sulla spalla in segno di conforto, poi con voce pacata disse:
-sta a sentire, non c’ è niente di cui tu debba vergognarti…- le puntò il megafono in faccia -SEI SOLO UNA BAMBINETTA CHE HA TRADITO LA SUA SQUADRA!!!- “a, ecco, mi sembrava strano…”. Il megafono puntò verso il resto del gruppo -QUANTO A VOI, DI CORSA AL REFETTORIO: LA CENA è SERVITA!-
È inutile che vi descriva l’ espressione di Owen a quelle parole, no? avete presente un povero disgraziato che spera nell’ aiuto del Sigore? Ecco. Così tutti ci trascinammo alla sala comune, dove ci attedeva una meravigliosa cenetta, la specialità della a base, ovvero a base di NIENTE!!!!!!!!
-APRITE BENE LE ORECCHIE, VERMI STRISCIANTI- riprese Chef con l’ incarnazione dell’ emoticon sorridente a fianco.
FINE PARTE 1