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A NIGTHMARE ON PUNK STREET BY CRESTA VERDETDI horror film Un bacio al chiaro di luna Come iniziò TDI (By Duncanstupendo99) Duncan e Gwen Storia di Ka1399 Alla ricerca della medaglia( By Lumarfra) Amicizia Mistero sull'isola Amici...Amore...e Vittorie Tyler & Lindsay Vita e Morte Un piano in coppia Piano in coppia (parte 2) Amore per i capelli Incontro in spiaggia Amici...Amore e Vittorie 2 Storia di Gaia Amore peri capelli (parte 2) Amore per i capelli (parte 3) Storia di Courtney+Duncan Avventura nel bosco by *Gwen* Storia di Courtney+Duncan (parte 2) Storia di Courtney+Duncan (parte 3) Storia di Courtney+Duncan - quarta e ultima parte Total Drama Love La storia di Sara La storia di Sara (parte 2) Gwen e Duncan-Invidia e Amore (by Alizzy) Potrei essere me? Potrei essere me? (parte 2) Gwen e Trent (by Gwensonoio) Avventura nel bosco by la più pazza di Izzy The *stars by *Sami* Penitenza by Andrea Storia di W Izzy Owen e la visita nel mondo opposto by zanna94 Sempre più vicini By Andrea Micky Un bacio inaspettato By Evviva Gwen Duncan X Courtney by iDuncan Duncan e Courtney amore per sempre By Dunkina4ever!! Amiche per la Pelle by Lindsay Le Avventure di Leopold by La più Pazza di Izzy Izzy, la psycho-girl parte 1 by Ribellin@ alias Mistero Insieme verso il nostro destino by Andrea Micky Owen si mette a dieta by Andrea Micky La Scelta by duncan_love_you96 Il destino torna sempre indietro by lupetta 2099 Chris, Chef e il figlio del capo by Andrea Micky TD: Sfida a Villa Smith by Andrea Micky (sequel) TD: sfida a villa Smith (parte 2) Autobiografia di Duncan La furia di Gwen (by fabietto03) I discendenti dell'ombra by *Sami* Idea By Andrea Micky La cena romantica by Andrea Micky Che Mix di coppie in quest'aereo by DxC Il Respiro del Lupo by Lupetta 2099 La scelta (ispirato da duncan_love_you96 by cresta verde La maledizione del 4 episodio Il Viaggio in Egitto By Dxc4ever Piano in coppia parte 3 - 4 - 5 by sassa26 Storia di DXC (parte 2) Persi nel bosco (by iDuncan) L'amore complicato by cresta verde Il Ricordo by Valentina C'era una volta by Peppe Tutto finito by lupetta 2099 A Tutto reality: DUNCAN by cresta verde La sfida delle coppie by Andrea Micky Quel 30 settembre by Courtney+Duncan UN COLLABORATORE DI GIUSTIZIA COME AGENTE by cresta verde Una gita stancante by Mistero-Ribellin@ L'amore premiato by G.G. Trent+Gwen by Dunkina4ever Gwen X Trent by peppe A Tutto Reality: Extreme by Andrea Micky Come Chris McLean diventò presentatore by Duncun TD Lindsay e il genio della lampada by vecchiobabbione Il re e la Fata by Courtney+Duncan Il buio by lupetta 2099 La Promessa by Sami Trasformazione by sassa26 L'Osteria dei Ricordi by Sami La storia di Cody by Codywolfer407 La cena di gala by Andrea Micky Il Paradiso artificiale By Sami Storie di TDA by pokeale Total Drama the Best by Geoff e Bridgette Gwen e Duncan by Dunkina4ever Il Viaggio Di Trent by zanna94 Inseparabili by pokeale Lo show in casa by Andrea Micky Il mio vero amore by Andrea Micky Storia di Duncan XD Chris e l'idolo maledetto by Andrea Micky Dietro le quinte di TDD by cresta verde Amiche per la pelle e coppie come prima by Gwen e Bridgette A Tutto Reality in tre fasi by Andrea Micky Un'avventura disastrata per colpa della tartaruga by pokeale Breve dis-avventura a Las Vegas by Andrea Micky Se Tutto fosse vero by peppe Un Amore Sbagliato by Courtney+Duncan Una Nuova Piccola Sfida by iDuncan La Delusione di Court by Valentina New Generation by lupetta 2099 La storia di una leonessa By Lady Laion Un mondo diverso by peppe Quel triste autunno burrascoso by D+C 4ever Chris il Virtu...ale by Andrea Micky L'Amicizia di Duncan e Gwen by evviva Gwen A Tutto Reality zona di guerra by Andrea Micky Tutti in campo by vecchio babbione Storia del Terrore By lady laion Il Diario di Gwen by Gwen e Bridgette da una strana fantasia all'amara realta' by cresta verde Ripensando al passato by Andrea Micky Total Drama fright il ragazzo di fuoco by Jan Descole Orgoglio infangato by DXG A Tutto Reality Guerrieri by Cortny2001 Sfida culinaria - a tuttorealityDuncan by cresta verde Dieci piccoli concorrenti by vecchiobabbione Una Piccola storia avventurosa ma romantica by lady laion Passato presente e futuro by Amy Terrore allo stato puro by Gidan9 La vita di tutti i giorni by valentina Total Drama Love and Music by cody e sierra99 Gwen e Duncan-Courtney e Duncan by lindsay Una notte fra le rovine by Andrea Micky Jak lo squartatore TDD by cresta verde Il Rapimento di Chris by Andrea Micky Amore e Memorie by Sami Avventura nel bosco (parte 2) La breve vacanza di Chris by Andrea Micky Dopo TDWT by maddygwen Bad Boy di claudia16 Una deliziosa esperienza sulla neve by Andrea Micky Le verità nascoste by Sami Solo il cuore può ricordare by iDuncan Total Drama Dance by peppe A Duncan piace Gwen TDD by cresta verde Avventura prima di TDWT by lady lion A Tutto Reality Argentina by Courtney2001 La tristezza di Courtney by peppe Quel felicissimo giorno by Courtney2000 A Tutto Reality Dream by Dé L'Amore è sempre più forte by Evviva Gwen La ragazza venuta dal cielo by D+C4ever Oui my friends! by Amy A Tutto Reality al luna park by Andrea Micky Un 1° aprile molto speciale by gianluca27 Sfide bendate by cresta verde Cosa succede quando si sbaglia? By Courtney+Duncan Una ventenne e TD by iDuncan Viaggio nel tempo con..LEI!(by Courtney2000) Come è A tutto reality l'isola secondo me (By Courtney2000) Il pianto di mezzanotte (by la più pazza di Izzy) Un collaboratore di giustizia come agent (Cresta Verde) L'Errore di Courtney by Dé A Tutta natura by Andrea Micky A Tutto Reality Origini: Bridgette by Andrea Micky Smettiamola di litigare by Aisha Quando Izzy non c'è by Andrea Micky Dopo TDWT: Tristezza o felicità by court e sierry Quando arriva l'estate by Andrea Micky La Visione di Duncan by Andrea Micky Il Latitante TDD by cresta verde Song and Love in the aftermatch TDD by cresta verde Le vacanze di Noah (by King Flurry) Non credere sempre a tutto quello che leggi by Andrea Micky A Tutto Reality Pokemon by lady wolf A Tutto REality La Crociera by antoanto00 Dopo A Tutto Reality L'Isola by Courtney 2000 Due Cuori perfetti by Courtney+Duncan Fare parte di una band by katiecourtneylindsayheather Da Umano a Zombie - la triste storia di Ezekiel by duncan e cody Cody e Noah by duncan e cody L'AMORE RITORNA BY izzymitica La Roccia di Duncan by Andrea Micky La rosa Bianca By DxCpersempre4ever ex Courtney2000 La Rosa dell'Amore by la figlia del verde-ex D+C4ever Una Domenica allo stadio by Andrea Micky La freccia di Cupido by Andrea Micky La preoccupazione di Duncan by Andrea Micky Il latitante parte 3 by cresta verde A Tutto Reality Origini: Heather by Andrea Micky Owen va in palestra by Andrea Micky Duncan e Gwen per sempre by duncant In un negozio ci incontriamo, ci fidanziamo ma torniamo con quelli di prima by kiara teskietto Cotte......Segrete by Courtney2000 La Nostra NUova Bella Vita by Samy A Tutto Reality Origini: Duncan by Andrea Micky Stai insieme a me by ccballerina E' Davvero finita? by Courtney+Lindsay Amore e Dolore in una notte TDD by cresta verde con la collaborazione di Duncant e Andrea Micky La Malattia della bambola by scina La mia darkettona by mikypunk-008 Il ritorno di Duncan by Andrea Micky TDWT: il segreto svelato by Andrea Micky Izzy E Owen per sempre by izzymitica Una Pietra ha il diritto di piangere by dankina_forever Bridgette e Geoff by Gwensonoio L'Isola: Il musical by duncan e cody Il mio primo amore by Courtney2000 gemellina Courtney Se ne Avrò la possibilità by GwenTrentlover La tristezza della ragazza del liceo by Dé Bridgette e Bruno by Andrea Micky Sincerità in due by Gwentrentlover La bella addormentata nel bosco versione TD by Izzymitica A Tutto Reality Origini: Chris by Andrea Micky Una storia confusa by Duncan e Gwen TDWT : Una decisione importante by Andrea Micky Total Drama Campo Mezzosangue by MaddyGwen A Tutto Reality Origini. Eva by Andrea Micky Vendetta al Doposhow by duncan e cody Fare parte di una band (parte alternativa) bykatiecourtneylindsayhather Duncan e il Vampiro by DXG Una storia confusa parte 2 -3(By Duncan e Gwen) Mi innamoro , mi tradisce... by KIARAtesky Izzy e Owen per sempre (parte 2) by Izzymitica Storia di Gwentrentlover A Tutto Reality Origini: Tyler by Andrea Micky A Tutto Reality Duncan-Un addestramento forzato L'Amore è una cosa meravigliosa by valentina Ti voglio bene ma non ti amo più by lady lion Soffrire d'amore by sassa26 Vuoi rimanere a cena con me By Gwentrentlover Il dopo reality musicale (by gianluca27) La mia trasformazione ( KIARAtesky) Nella realtà e nella finzione (la più pazza di izzy) Lo strano ingaggio dei fratelli Reality by Andrea Micky A Tutto Reality Origini: Gwen by Andrea Micky Il Diario di Cody bu duncan e cody GWEN E TRENT by gwentrentlover Ovunque andrai by Izzymitica Come lo conquistai , lo persi e lo ripresi (*Gwen*) Duncan e Gwen?è una possibilità...(La figlia del verde) Amore in una notte di luna piena (Sierra y Cody) Ti sogno poi tutto svanisce(DXG) Alla ricerca della felicità (Dè) Storia di GwenTrentlover Un addestramento forzato-A Tutto Reality Duncan by cresta verde Una notte...da brivido! (*Gwen*) Smettiamola di litigare 2 (Aisha ^^) A love story for Sierra and Cody (Gwentrentlover) Scream in a tutto reality(DXG) Gwen e Courtney: bf! (Joly) Amore incompatibile o no? (Gwentrentlover) La scelta di Courtney (MIKIPUNK) A tutto reality il party (Joly) A tutto reality l'isola il ritorno (Gwentrentlover) Avventura nel bosco parte 3 (*Gwen*) Gwenrentola by Andrea Micky Sempre il solito Chris (Gwenny) Niente sonno (duncant) Una notte d'amore per la coppia DXC(Duncan e Courtney) Un curioso aneddoto su Chris (Andrea Miky) A Tutto Reality il ritorno by Gwenny Vacanze estive by courtney Attento a quello che desideri! 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by w duncan x sempre il mio meraviglioso e strano amore parte 1 by lady lion This is how we will end it by Debby-chan ex Dé Una vacanza bizzarra (DXG) by iGwen97 HALLOWEEN CON SORPRESA by iGwen97 passato, presente e futuro capitoli 14-15 by Amy Il Diavolo Custode by Courtney+Lindsay Cuore aperto by Giogi Accidentally in love by _Courtney_ Chris il Responsabile by Andrea Micky SEI TORNATO! by miss Teschina L'amore ritrovato by Cresta verde quella notte di otto mesi fa by Clover Una sorpresa speciale by Gwenny con la collaborazione di Cresta verde,Andrea Micky e Sami La Versione Di Una Dark Colpevole by La figlia del verde Duncan: la decisione, quella giusta? by Sweet angel Dark Fanfiction by Joly Un bacio inaspettato by Joly Scusa ma ti chiamo Al by Gwenny La versione di un punk colpevole by La figlia del verde A tutto reality la leggenda delle pietre by zanna94 Era una noiosa mattina di ottobre by CaLeIdo4ever Voglio di Più... by Joly Il Mio Vecchio e Grande Amore by Duncan e Gwen Cosa Ho Fatto by Trent4ever La Scienza Secondo Sierra by Diavoletto89 Non è Come Pensate voi! by DXG 2 cuori in uno solo by annina490 ma alejandro da dove viene? 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I muri sono screpolati e pieni di crepe, le mattonelle del pavimento sono rotte. L’ uomo si avvicina ad uno scaffale. Si svuota le tasche. Poggia sulla scrivania un collare da cani con le punte, un bracciale nero, del gel e della tinta verde per capelli. Si vede la sua mano destra: sopra vi è il guanto dorato di Michael Jackson con dei rasoi affilati piazzati all’ estremità delle dita. L’ uomo si sfila il guanto, poi prende la boccetta di gel e si fa una cresta sul capo. Poi ci passa sopra la tinta. Si sente una risata diabolica.
A Nigthmare on punk street by cresta verde Bree (Bridgette/Tina) scappa. Ha il fiatone. Non sa bene da cosa stia scappando. È stanca, sudata, sporca. In quel momento il senso di sopravvivenza è alle stelle. Ma per cosa? Perché? Bree non lo sa. Non se lo spiega. C’ è qualcuno che la insegue, ma chi? Un molestatore? Un criminale? No, era qualcosa di più, che un semplice criminale, se lo se lo sentiva. Bree non si accorge di essere entrata in un grande edificio con i muri grigi. Bree crede di essere in salvo: le bastava sprangare la porta, ma ogni sua speranza si infrange quando la porta si chiude da sola alle sue spalle. Bree grida. Tenta di riaprire la porta, ma niente, non c’ è verso. In quel momento si sente una risata. Bree vede un lungo corridoio davanti a se. Si fa coraggio e lo percorre. A metà strada sente uno stridulo rumore metallico alle sue spalle. Si voltò di scatto. Lo vide. Vide un uomo alto, un ragazzo, più che altro. Portava delle converse bordò al piede, aveva dei jeans a tre quarti blu scuri a vita bassa. Una maglietta gialla a maniche lunghe con una nera con un teschio bianco sul petto sovrapposta. Aveva un collare da cani. Una cresta. Il suo volto era ancora coperto dalle ombre. Portava un quanto con degli artigli nella mano destra. Strusciava gli artigli contro le tubature dell’ acqua, provocando quel fastidioso rumore. Il ragazzo sorrise. Ricominciò a ridere. Bree urlò e se la diede a gambe. Trovò u riparo. Sperava he il ragazzo non ‘ avrebbe vista. chiuse gli occhi. Li riaprì. Era s di un prato. Si era addormentata. Vicino a lei c’ erano i suoi amici, Gwenny, la dark (Gwen/Nancy) e Trent (Trent/Glen), il musicista. Stavano stesi, abbracciati, accanto a lei. -Bree, che ti prende?- chiese Gwenny. -scusa, Gwenny, devo essermi addormentata, ho avuto un incubo tremendo. Scusa, ma io torno a casa.- -ciao…- salutò Gwenny. Bree s’ incammina verso casa attraverso i giardini. Senza volerlo, urta una bambina. -em… scusa- fa per dire Bree, ma la mocciosa la prende di faccia: -ei, sfigata, sta guarda dove vai. Se lo fai di nuovo ti annodo le mutande!- gridò la bambina, raccolse da terra una chitarra elettrica e si avvicinò a delle sue amiche. Lei e le amiche, anch’ esse munite di chitarra elettrica cominciarono a suonare della musica metal. Bree era esterrefatta. “ma le bambine non giocavano con le bambole? Non suonavano il piano, il flauto o il violino? Da dove sbuca questa musica metal?” la bimba che aveva urtato cominciò a cantare, dopo una assordante tripudio di suoni: “lo sfigato non è morto!!!!” “e, già” echeggiarono le altre 2. “ ha gli artigli… come un COR-VO!!!” “o, yeah” echeggiarono d nuovo le altre 2. “fa paura la sua voce…” “o sì” echeggiarono ancora le altre 2. “… PRENDI SUBI-TO LA COROCE-E!!!!” le altre 2 presero di nuovo parola: “ma lo sai, ma lo sai, ma lo sai… che sei proprio frega-a-a-ata, fre-fre-fre-fregata!” (il ritmo era quello di “stuck to a pole”… mi fa schifo chiamarla … po… po… no, mi fa tropo schifo… ok, un bel respiro… “oh povera lei” corro a vomitare XD) -beh… grazie per la canzone…- ringraziò la tanto educata Bree. Ma in quel momento qualcuno l’ afferrò per le braccia da dietro. Bree si voltò. Vide il volto del ragazzo che la inseguiva. Ora riusciva a guardarlo in faccia. aveva un piercing vicino ad un’ occhio, uno vicino al naso e qualche clip sulle orecchie. Aveva un pizzetto sotto il mento. Era un Punk. Anche abbastanza fico… fece un sorriso diabolico e la guardò negli occhi. Bree gridò per lo spavento. -ciao, Bree. Voglio fare un gioco con te- -e che sei ora, l’ enigmista?- chiese Bree. -no, stavo scherzando.- rise il punk - Come stai? Devo dire che io… ti trovo bellissima, come sempre.- -grazie. Mi lasceresti, per favore?- il punk le “obbedì”. Più che altro la sbatté a terra. Quando Bree aprì gli occhi si ritrovò nuovamente nell’ edificio di prima. -ma come…- balbettò Bree. Si rialzò lentamente. Il punk la spinse contro la parete più vicina. Poi si avvicinò lentamente, facendo strusciare gli artigli sul tubo dell’ acqua alla sua destra. Poggiò la sua mano sinistra sul muro, accanto alla testa della ragazza. -cosa vuoi da me?- chiese Bree terrorizzata. -voglio farti una semplice domanda, dolcezza- rispose il punk –ti ricordi, di me?- detto questo con la mano artigliata le squarciò il vestito all’ altezza dello stomaco. Bree si svegliò di soprassalto. Sua madre entrò nella sua stanza. Accese la luce. -Che cavolo Gridi, scema?- chiese con tono burbero. -niente, ho avuto un incubo.- spiegò Bree. -ci sei andata vicina- disse la madre dopo un po’. -in che senso?- chiese Bree. -se col coltello ti fossi tagliata le vene o la gola, invece che il pigiama avresti reso di nuovo felice la mia vita. … torna a dormire, va, devo tornare dal mio amante- la liquidò la rozza madre. Bree si guardò la camicia da notte: all’ altezza dello stomaco c’ era no 4 lunghi tagli allineati in diagonale. Non era ferita, ma il pigiama era fuori uso. Sentiva il freddo penetrare. Prese la croce in cima al letto. Non riuscì a riprendere sonno per tutta la notte. Trent passò a prenderla il giorno dopo con la sua auto per andare a scuola, come di consueto, e come di consueto, Gwenny era già sul sedile anteriore ad aspettarla. -hai una faccia orribile, Bree…- notò Gwenny dopo averla salutata. -già, sta notte non ho chiuso occhio. Ho avuto un incubo orribile.- spiegò Bree. -a chi lo dici… io ho dormito, ma anche io ho avuto un’ incubo.- ammise Gwenny. Bree sale in macchina. -non pensarci, Bree- incoraggiò Trent. –quando hai un incubo tu continua a ripeterti che è solo un sogno.- -racconta un po’.- propose Gwenny. C’ è qualcosa che ti ha sorpreso, o cose simili?. -sì, ora che ci penso ho visto delle bambine che suonavano musica metal con il basso e mi hanno augurato mille disgrazie.- rise Bree. Anche Gwenny rise. Trent fece scendere le ragazze davanti a scuola e parcheggiò l’ auto. Le ragazze lo aspettarono. Trent si riunì al gruppo, ma non fu l’ unico. Bree fu sorpresa alle spalle da un ragazzo. -wuuuuu, ciao, zuccherino- -non rompere, Geoffry- liquidò Bree. -dai, lo so, che sei contenta ch’ io sia qui- si atteggiò Geoff. -gira a largo, Geoffry, oggi non è giornata.- intimò Bree. -ok, ma la smetti di chiamarmi Geoffry?- chiese Geoff. -e tu la smetti di girarmi intorno?- s’ innervosì Bree. -ma perché non vai a quel paese , brutta stro**a!- urlò Geoff e si allontanò. -quel tipo è innamorato di te, Bree, dovresti dargli più spago… magari lo fosse di me…- -che vorresti insinuare?- chiese Trent nervoso. -era una battuta, tesoro.- Gwenny lo baciò. –dai, entriamo.- esortò Gwenny infine. La giornata scolastica fu molto dura, per Bree. Non aveva dormito, la notte prima, e questo certo non aiutava la sua concentrazione. Riuscì comunque a restare sveglia. Trent la riaccompagnò a casa. Sua madre aveva fatto i bagagli. -dove vai, mamma?- -vado per un po’ dal mio amante, a Chicago.- spiegò la madre. -così? Senza dirmi niente?- chiede Bree esterrefatta. -e allora? La tua vita non mi interessa, risolviti da sola i tuoi problemi, basta che non mi incendi la casa- la madre se ne andò sbattendo la porta, lasciando Bree da sola. “no vedo l’ ora di compiere 18 anni. Non ne posso più di vivere con lei” pensava Bree. Si sdraiò sul divano. In quel momento una mano munita di artigli le comparve con fare minaccioso a pochi centimetri dal naso. Bree si svegliò di soprassalto, ancora. Senza pensarci 2 volte chiamò i suoi amici e li pregò di venire a farle compagnia. -quando mia madre mi ha detto che sarebbe partita mi sono sentita malissimo, perché ora dovrò stare anche a casa da sola. Vi prego, restate con me, stanotte- pregava Bree a Gwenny e Trent. -mi basta fare una telefonata.- rispose Gwenny –il problema è Trent. Pensi che tua madre te lo permetterà?- -ho detto a mia madre che sarei andato da mio cugino, tutto a posto- rispose Trent. I 3 passarono la sera a vedere un film dell’ orrore: venerdì 13. -mi è piaciuto quando Jason ha spaccato la testa del tizio con il piede nella tagliola per orsi- disse Gwenny alla fine. -io ho preferito quando Jason ha infilzato il machete nell’ occhio dello sbirro.- disse Bree. -io mi stavo commuovendo quando Jason ha infilzato la ragazza bruna… si vedeva chiaramente che lei e il motociclista in cerca della sorella si erano innamorati… avete visto che faccia, che ha fatto lui?- disse Trent. Le ragazze lo guardarono. -sentimentalone!- gridarono le 2 ragazze in coro. Poi scoppiarono a ridere. Gwenny si rivolse a Bree. -visto? Ce l’ abbiamo fatta.- -a fare cosa?- chiese Bree. -a farti dimenticare il tuo incubo.- -oddio, non me ne parlare… ogni volta che penso a quel tipo con la cresta… mi vengono i brividi.- tremò Bree. -cresta? Lo sai, mi fai tornare in mente l’ incubo che ho avuto io…- confessò Gwenny. -parlamene, Gwenny, per favore- -ecco- cominciò Gwenny –io ho sognato un ragazzo sui 18 anni, con una cresta verde, dei piercing in faccia, un pizzetto, una… devo dire fichissima maglietta nera con un teschio disegnato nel centro… aveva degli artigli all’ estremità delle dita della mano destra, eccetto il pollice.- -parlami degli artigli- incalzò Bree. -ecco, non erano proprio artigli… sembravano più rasoi, o coltelli… qualcosa che si era fatto da solo. Li strusciava sulle cose facendo un suono stridulo- Gwenny emise un suono appunto stridulo per fare un esempio a Bree –il guanto a cui erano attaccati gli artigli era un guanto dorato, tipo quello di Michael Jackson- Trent la interruppe: -wuuuuu! Annie are you ok, do you wont tell us, are you ok?- canticchiò, cominciando a fare la Moon Walk. -la smetti, Trent?- chiese Gwenny. Poi guardò Bree. Era come paralizzata. –che hai, Bree?- -G-Gwenny… abbiamo fatto esattamente lo stesso sogno.- -no, questo non è possibile.- s’ intromise Trent. Bree sentì un rumore. -c’ è qualcuno, lì fuori, ho sentito un rumore- -no, io non ho sentito niente- disse Gwenny. -nemmeno io- disse Trent alzando le spalle. Bree ne sentì un’ altro, come uno scatolone che cadeva. -ed invece io sì- affermò spaventata. -l’ ho sentito anch’ io questa volta.- disse Trent. -già- si impaurì Gwenny. -dietro di me, svelte!.- ordinò Trent. Le ragazze si alzarono e si incamminarono dietro di lui verso la porta sul retro. -aspettate qui- disse Trent. Le ragazze rimasero sull’ uscio, mentre Trent si avviava nel giardinetto. -vieni fuori. Vengo a spaccarti la faccia, chiunque tu sia.- Trent emise un urlo da checca quando Geoff lo spintonò alle spalle. Geoff cominciò a ridere. -piaciuto, lo scherzetto, Trenty?- -non ci provare mai più, Geoff!- disse Trent con fare minaccioso. -perché? Sennò che mi fai? Mi picchi?- sfotté Geoff. Poi si rivolse alle ragazze. –allora? Fate una festa e non mi invitate? E no… non va bene…- -esatto, nessuno ti aveva invitato, festaiolo, quindi tonatene a casa- gridò Trent. -come scusa?- s’ innervosì Geoff tirando fuori il suo coltello a scatto (prestato da Duncan). Trent fece un passo indietro. –avete visto che faccia, ha fatto?- rise Geoff. Bree scoppiò a ridere. Geoff si rivolse a lei. – tua madre no ‘ è, vero? Andiamo a spassarcela su?- -no, c’ è, mia madre.- lo frenò Bree. -balle, l’ ho vista dal suo amante. Guarda che è il mio vicino. Sono partiti insieme per Las Vegas.- -comunque non c’ è nessuna festa. Loro mi tengono compagnia perché ho avuto un’ incubo non riesco a togliermelo dalla testa.- spiegò Bree. -o, piccola. Non temere, ci sono io, qui a proteggerti. Lo sai che ti amo- confessò Geoff abbracciandola. -o, Geoff, sei così dolce… non avrei dovuto trattarti male, oggi, a scuola- si scusò Bree. -e a me dispiace di averti dato della str**za- rispose Geoff. I 2 si guardarono negli occhi per qualche secondo, poi iniziarono a sbaciucchiarci. Vani, erano i tentativi di Gwenny e Trent di dividerli, erano sempre più uniti. (pare che abbiano ripetuto più volt questa scena perché nemmeno il regista riusciva a farli smettere) Sempre in quella posizione, entrarono in casa, salirono le scale e entrarono in camera da letto. -come hanno fatto?!- chiese Trent. -non ne ho idea…- rispose Gwenny stralunata per la scena allo stesso tempo romantica, noiosa, incredibile e ridicola che aveva appena visto. -a proposito, che ne pensi se noi…- incitava Trent, ma Gwenny frenò il suo entusiasmo. -no, Trent… per favore, stasera non mi va.- -solo per uno stupido sogno?!- s’ innervosì Trent. -faceva paura!- gridò Gwenny. –quel mostro mi ha inseguita fino ad un vecchio Punk club abbandonato, con crepe nei muri e tubi dell’ acqua che fuoriuscivano dalle pareti. Mi sono svegliata mentre lui tentava di infilarmi gli artigli dell’ indice e il medio negli occhi.- -era solo un sogno!- esclamò Trent. -e questo come lo spieghi?- Gwen mostrò un graffio dietro l’ orecchio. -ti sarai graffiata da sola.- disse Trent. -con quali unghie?!- Gwenny non aveva unghie lunghe. Le mostrò al fidanzato. -ti sarai sbattuta nel sonno. Dai, smettiamola di litigare.- Trent la baciò. –dai, torniamo dentro. Tu vai nella camera degli ospiti. Io dormirò sul divano… o almeno ci proverò, quei 2 stanno facendo un tale baccano…- -aspetta, ascolta.- lo zittì Gwenny. -che c’ è?- chiese Trent. -li senti? Sono schiocchi… significa che si stanno solo sbaciucchiando.- dedusse Gwenny. -cosa?! Ma lo stanno facendo da quasi mezz’ ora!- esclamò Trent. -prima o poi dovranno pure smetterla, no?- In effetti lo fecero, 2 ore dopo. -ti amo tanto, Geoff- disse dolcemente Bree appoggiata a lui, sul letto. -anche io, Bree- rispose Geoff e la strinse a se col braccio sinistro. –allora niente più incubi- -cosa?!- esclamò Bree. –anche tu hai avuto un’ incubo?!- -non è che è un’ esclusiva per le ragazze, sai… ma non pensiamoci. Pensiamo a noi.- -hai ragione.- commentò Bree. I 2 si addormentarono. Bree fu svegliata nel cuore della notte da dei rumori. Cercò di svegliare Geoff, ma non c’ era verso. Dormiva della grossa. Si rese conto che i rumori provenivano dalla finestra. Si affacciò. In quel momento un sassolino urtò la vetrata e vi formò una ragnatela di crepe. Bree si innervosì e scese. Andò in giardino “ora quel cretinetto mi sente”. La sua attenzione fu rapita però da una risata. Si voltò infondo al vialetto tra la casa sua e quella dei vicini c’ era lui, il punk del suo incubo. Bree imprecò sotto voce. Era paralizzata dalla paura. Avrebbe voluto scappare via, ma era come se le sue gambe fossero possedute, come se avessero vita propria, ed avessero deciso di lasciarsi prendere dal mostro. Il punk allungò le sue mani, finché la sua mano destra non toccò la parete della sua casa. Si risentì di nuovo l’ odioso scricchiolio. In quel momento Bree ritrovò la forza nelle gambe. Si girò e iniziò a correre, gridando: -oh mio Dio!- ma il punk comparve come magicamente davanti a lei interrompendo la sua corsa. -no, sono io…-rise. Le afferrò il braccio destro con la sua mano sinistra. il punk tirò a se la ragazza. Le puntò l’ indice destro sulla guancia e cominciò a farle un graffio. –vedrai, sarà divertente… almeno per me- disse il punk e sghignazzò. -nooooooo- gridò Bree, ritrovandosi nel suo letto. Aveva svegliato Geoff. -piccola, c’ è qualcosa che non va?- chiese lui. -beh, ecco- fece per dire Bree, quando Geoff la interruppe. -non riesci… a dormire?!- Geoff tirò la sua mano destra fuori dalle coperte, mostrando che era munita di artigli. Bree gridò. Geoff la bloccò sotto di lui, brandendo pericolosamente i suoi artigli. -ei, piccola! Guarda!- con l’ artiglio dell’ indice si tagliò da solo la gola e il collo. Poi si sfilò la pelle come fosse una maschera. Tolta la “maschera”, il mostro mostrò il suo vero volto. Era tutto sporco di sangue. -prima ci siamo dimenticati di fare una cosa, piccola- Bree gridò ancora. Geoff si svegiò quando gli arrivò un pugno in faccia da parte della sua ragazza. -ei, piccola, ma cosa…- Geoff rimase senza parole, quando vide la sua ragazza sbattersi sotto le coperte, come se qualcuno la stesse stuprando. -Bree!- chiamò a gran voce –Bree, che ti succede?!- Geoff tirò via il lenzuolo. Non c’ era nessuno, con lei. c’ era solo lei addormentata che si sbatteva ferocemente, come in cerca di aiuto. Geoff entò di svegliarla, ma per tutta risposta, sullo stomaco di Bree comparvero 4 graffi allineati, la ragazza si alzò in’ aria, sbattè contro entrambe le pareti, fino a raggiungere il soffitto, lasciandosi dietro un’ enorme scia di sangue. Le ferite si aprivano all’ improvviso. Ben presto tutto il corpo della ragazza era ricoperto di tagli. Geoff continuava a chiamare disperato il suo nome. Saltò in piedi sul letto, tentando di svegliare la ragazza, che perdeva sangue sul soffitto, quando un’ altro enorme squarcio si aprì, uccidendola. Il cadavere cascò tra le braccia di Geoff. Gwenny stava dormendo. Dormiva sonni tranquilli, quando la parete sopra il suo letto cominciò a cambiare, a gonfiarsi verso di lei. dopo un po’ era riconoscibile un volto. Era quello di un ragazzo con una cresta, dei piercing ed un pizzetto. La parete era come di gomma. Il punk premeva il suo corpo contro il muro, avvicinandosi sempre di più a Gwenny. Dalla parete spuntarono 4 lame di rasoio. Gwenny si svegliò: aveva sentito gridare. “la camera di Bree!” Gwenny si gettò giù dal letto. Corse verso la stanza di Bree. Qualche secondo dopo anche Trent, arrivò. I 2 aprirono la porta, e si trovarono dinnanzi ad uno spettacolo a dir poco agghiacciante. Bree era sul letto, piena gi squarci sul corpo e ricoperta di sangue. La finestra era aperta. Mancava qualcuno: Geoff. -no. no. no. NO!- gridò Gwenny scoppiando in lacrime. Trent l’ abbracciò. La strinse forte. Continuava a fissare quasi incantato il corpo scempiato di Bree. –non può essere! Geoff è innocente! Non ci credo che sia stato lui, ci deve essere un equivoco, non ci poss credere… Bree! No, amica mia, no… NOOO!!!- piangeva Gwenny. -Gwenny, devi essere forte. Dobbiamo chiamare la polizia. Vedrai che tutto si aggiusterà.- la rincuorò Trent. -no, la mia migliore amica… morta… non ci credo! No!- Gwenny non riusciva a smettere di piangere. -dai, Gwenny. Andiamo via da qui.- propose Trent. I 2 ragazzi uscirono dalla casa di Bree. La polizia arrivò poco dopo. Gwenny e Trent furono portati in centrale. L’ agente Damon Joseph (DJ) li condusse dal capitano Chris Thompson (McLane). Chris guardò la ragazza. Poi lesse alcuni fascicoli riguardanti il caso. -nome della vittima Bridgette Grey, figlia di Leonard e Nora Grey. Orfana di padre. 17 anni. Nome del sospettato principale Geoffry Lane. Figlio di Robert e LeShawna Lane. 18 anni. Presenti sul luogo dell’ omicidio Trent Bass, 17 anni, figlio di Lucas e Sedie Bass. Gwendalin Thompson, figlia, guarda un po’… del capitano Thompson e Katie. Si può sapere perché eri a casa di Bree con un pazzo omicida come Geoff nello stesso edificio?!- -Papà, io… non parlare così di Geoff, il lo conosco, lui non farebbe male ad una mosca- affermò Gwenny. -quell’ uomo è un spietato assassino. Devi dirmi la verità, Gwenny. Dimmi tutto quello che sai su di lui. So che litigavano- disse Chris. -non erano seri- spiegò Gwenny in lacrime. -è stata massacrata una ragazza! Come puoi dire che non sia un fatto serio?! Io non vedo niente di più importante, oltre al mio incontro con la massaggiatrice sexy di domani. - ribatté Chris. -intendo, i loro litigi non erano seri. Papà io sento che Geoff è innocente- Gwenny aveva le mani nei capelli. -sciocchezze. È lui, il colpevole. Non c’ era nessun’ altro. ora dimmi perché eri a casa di Bree.- -lei aveva avuto un’ incubo, papà. Non voleva restare da sola-gridò Gwenny. -cara, portala a casa- chiese Chris a Lucy. La moglie annuì. -vieni, Gwenny.- esortò la donna. Gweny si asciugò le lacrime ed uscì dall’ ufficio di suo padre con lei. una volta a casa, Gwenny tentò in tutti i modi di riposare, ma ogni volta che chiudeva occhio rivedeva il sorriso del punk con la cresta verde. Il giorno dopo Gwenny si vestì normalmente, sebbene non avesse dormito. Preparò lo zaino. Scese a fare colazione. Zaino in spalle, senza sentire i consigli della madre si avviò a scuola, a piedi, sta volta. Trent era rimasto a casa, ancora scosso. All’ improvviso il suo braccio fu afferrato da qualcuno che la tirò nella boscaglia. Era Geoff. Gwenny tentò di gridare, ma lui le tappò la bocca con la mano. -zitta, ti prego!- supplicò Geoff lasciandola. -Geoff, come hai potuto?!- chiese Gwenny disperata. -io non le ho fatto niente! C’ era qualcuno, con lei!- esclamò Geoff. -cosa!?- Gwenny non chiedeva alle sue orecchie. -sono innocente, Gwenny! Non l’ ho toccata con un dito. Tutto quello ch vedevo era Bree che si dibatteva sotto le coperte come se qualcuno la stesse violentando. Poi le ferite hanno cominciato ad aprirsi da sole!- spiegò Geoff. -cosa… vuoi dire?- chiese Gwenny. -voglio dire che…- stava dicendo Geoff quando comparve una pistola che gli puntava alla nuca. La pistola era di uno sbirro, di Damon Joseph. Ben presto giunse Chris, che ammanettò Geoff. -Geoffry Morris, ti dichiaro in arresto per l’ omicidio di Bridgette Newman.- -no, no, non sono stato io! Io la amavo! Non avrei mai potuto toccarla! Lo giuro!- gridava Geoff dibattendosi. Gwenny si alzò e si diresse verso il padre. -mi hai fatta seguire! Mi hai sfruttata!- -cosa volevi dimostrare, andando a scuola oggi? Ma fammi il piacere. Grazie per aver contribuito alla cattura del pericoloso fuggitivo.- -no, papà. Geoff è innocente! Era sincero, l’ ho visto nei suoi occhi, diceva la verità!- tentò Gwenny di convincee il padre. Il capitano Thompson non batté ciglio. Gwenny gli dette le spalle e se ne andò a scuola. Era in classe da poco, ma già si pentiva di esserci andata. Non riusciva a tenere gli occhi aperti. Gwenny era stralunata. Non era abbastanza lucida per seguire la lezione, non era in vena di parlare, non sapeva nemmeno di che materia si stava occupando in quel momento. All’ improvviso sentì una voce che la chiamava. Gwenny si voltò e vide la sua amica Bree. Era vestita in modo diverso. Tutti i suoi capelli erano uniti in un’ unica grande cresta, che le correva per tutto il capo, dal centro della fronte alla nuca. Non aveva la solita felpa azzurra. Aveva una maglietta rossa e una giacca nera di Jeans. Il suo corpo era ancora coperto di sangue. Le fece ciao-ciao con la mano e le fece cenno di seguirla. Gwenny si alzò dal suo banco. Si fece coraggio e decise di seguirla. Bree la condusse in’ un’ aula in rovina. Dentro c’ era il punk. Lui la puntò col dito. Una forza invisibile l’ afferrò e la trascinò sull’ unica sedia intatta. -non dovresti addormentarti in classe, sai?- disse il punk. -chi sei? Cosa vuoi da noi? Perché hai ucciso Bree?- chiese Gwenny. Il punk sorrise. -mi fa piacere che ora siate interessati a me. Ma… che sciocco, hai ragione! Ho fatto fuori Bree e non mi sono nemmeno ancora presentato. Dubito che conosciate il mio nome. Ebbene, io mi chiamo Duncan Kruger. Per gli amici Dunky, e voi siete miei amici.- spiegò il punk. Gwenny si alzò dalla sedia cominciò a correre. Nell’ uscire dalla stanza, si ritrovò nel vecchio punk club abbandonato. Dunky le comparve daanti all’ improvviso sbarrandole la strada. -ora sei nel mio mondo. non puoi sfuggirmi. Arrenditi, forse la tua morte sarà meno dolorosa.- “devo svegliarmi!” Gwenny tirò fuori il suo accendino (sempre prestato da Duncan). Lo accese e si ustionò da sola un punto al centro del braccio. Gwenny gridò di dolore. Il su piano non riuscì, però. Dunky le afferrò il collo co la mano sinistra e puntò l’ indice destro sulla sua guancia. Ebbe un’ attimo di esitazione, nel guardarla negli occhi. Gwenny si dibatteva, gli afferrò un ciuffo di capelli della cresta e glie li tirò. Con l’ altra mano cercava di trattenere il braccio del killer. Dunkuy riuscì a farle 3 grossi tagli sul braccio sinistro. Gwen gridò ancora. La professoressa Courtney Halloran si avvicinò lentamente alla sua studentessa Gwendalin Thompson. Gwenni si sbatteva a destra e a sinistro dal banco, tremava. All’ improvviso iniziò a gridare, si alzò e s sbattè contro il muro, ansimando. La professoressa le afferrò le spale, chiamando la ragazza dark per nome. Gwenny aprì gli occhi. Vide gli occhi impauriti della prof. -Gwendalin, ti senti bene?- -eco… io…- balbettò la dark. –io torno a casa- prese subito le sue cose e uscì dall’ aula. Courtney la inseguì. -tu non vai da nessuna parte se non mi dai il passi!- Gwenny la spedì nel mondo dei sogni con un sonoro destro. Quasi rise, nel vedere quella scena. Rise di meno quando la sua testa saltò via, come tagliata da una mannaia invisibile. La risata di Dunky riecheggiava nella mente di Gwenny. Aprì la sua mano. Stretti nel ugno c’ erano degli spessi capelli verdi. Sentì una fitta di dolore al braccio: i 3 tagli e l’ ustione che si era procurata NEL SOGNO bruciavano. Un dolore insopportabile, c’ era bisogno del mercurio cromo, come minimo, oltre all’ antitetanica. Senza pensarci 2 volte si avviò verso il carcere. -Agente Owen (Owen), se non mi lascia passare io racconterò al capitano Thompson che lei mangia 4 scatole di ciambelle durante il suo turno, quando da regolamento se ne dovrebbero mangiare come massimo 2.- minacciò Gwenny. -no, ti prego, Gwenny, non farlo! Quello mi spedisce a dirigere il traffico! Non reggerei il ritmo!- supplicò Owen. -si chiama sovralimentazione…- commentò Gwenny, mentre Owen apriva il cancelletto. Geoff era in cella. Gwenny si avvicinò alle sbarre. –ciao, Geoff.- -Gwenny! Sei venuta a trovarmi, vedo…- Geoff notò i tagli. –e quelli?- -mi sono graffiata a scuola- spiegò Gwenny. -quel luogo sì che dovrebbero sbatterlo in cella.- rise Geoff cercando di tenersi su di morale. -Geoff c’ è poco da ridere, la Halloran è morta davanti a me!- sparò Gwenny. -mitico! Un sogno divenuto realtà! Dammi il pugno, sorella darkettona!- Geoff allungò il pugno. -Geoff, un coltello invisibile le ha mozzato la testa. si stanno ancora spiegando come sia stato possibile… spero non incolpino me, ora, io mi ero limitato a darle un pugno in faccia perché non voleva lasciarmi uscire senza il passi , ma non c’ entro nulla con la decapitazione… fortunatamente ci sono i testimoni.- disse Gwenny. -ma tu sei venuta qui per saperne di più su Bree, vero?- dedusse Geoff. -esatto. Ti prego, dimmi tutto in ogni singolo dettaglio.- -io stavo dormendo, no?... all’ improvviso Bree mi ha dato un pugno in faccia, mi ha svegliato… poi ha cominciato ad urlare. Io mi sono alzato dal letto. Lei si sbatteva sotto le coperte… io le ho tirate via e… ecco lei…- la voce di Geof era interrotta dai singhiozzi –lei era come se qualcuno la stesse violentando! So che sembra assurdo, ma sono sicuro che ci fosse qualcuno, con lei!- -ma come? La porta era chiusa a chiave! Osservò Gwenny- -non ne ho idea di come abbia fatto, Gwenny! Ma non ho visto niente… il bast***o si nascondeva… vedevo solo le ferite aprirsi all’ improvviso, come se dei rasoi invisibili la stessero tagliando- trovò la forza di dire Geoff. Poi si mise a piangere. Gwenny lo rincuorò. –Gwenny, è stata colpa mia! Se mi fossi mosso prima forse avrei potuto salvarla! È caduta morta tra le mie braccia, Gwenny!- Geoff urlava disperato. -perché non sei intervenuto subito?! Cosa ti ha bloccato!?- chiese Gwenni insistentemente. -pensavo- disse Geoff asciugandosi le lacrime –pensavo che fosse un’ altro incubo… come quello che avevo avuto la notte prima. Ho sognato un uomo… con una cresta… aveva dei…. Coltelli al posto delle dita.- Gwenny non credeva alle proprie orecchie. Sia lei, sia Bree, sia Geoff avevano sognato lo stesso uomo con la cresta. Gwenny ripensò al sogno che aveva fatto in classe. –Duncan Kruger…- mugugnò Gwenny. -come?- chiese Geoff. -niente, pensavo ad alta voce- spiegò Gwenny. -credi che sia stato io?- chiese Geoff. -no- si limitò a rispondere Gwenny esterrefatta dopo un segno di dissenso col capo. Gwenny uscì dalla centrale. Si mise le mani nei capelli. Gwenny era nella vasca da bagno. Cercava di rilassarsi, ma vividi nella sua mente erano i ricordi del corpo di Bree e la prof. Ricordava le parole di Geoff, secondo le quali le ferite di Bree si aprivano da sole. In quel momento dal fondo della vasca spuntò fuori, come la pinna di uno squalo, la cresta di Dunky. Gwenny si dibatteva, cercava di stare a galla per respirare, chiamava la madre disperatamente, ma nonostante la sua resistenza fu trascinata sott’ acqua. La vasca da bagno si era trasformata in un pozzo senza fondo. Gwenny annaspava. L’ acqua si ritirò all’ improvviso. Gweny tornò a respirare. Era nei pressi di una scuola. C’ erano dei bambini che giocavano allegri, nel giardino, tutti tranne 1. stava da solo, sull’ altalena. Era triste. Un bambino più grande lo tirò giù per prendersi il suo posto sull’ altalena. Gwenny vide la rabbia negli occhi del bambino che era stato appena buttato giù dall’ altalena. In quel momento 2 mani la tirarono fuori dalla vasca da bagno. Era sua madre. Gwenny si era addormentata. Gwenny riguardò le sue ferite. “lui viene nel sonno… se ti uccide nel sonno ti uccide davvero” -capito, Trent?- chiese ancora una volta Gwenny. -sì, ho capito, io resto di guardia mentre tu dormi, e se hai un’ incubo ti devo svegliare. Ma potresti spiegarmi il senso di tutto questo?- chiese Trent. -se Bree ha sognato quello che le è successo può darsi che questi sogni prevedano il futuro. Forse riuscirò a prevedere la sa prossima mossa.- spiegò Gwenny. -Gwenny, il colpevole è Geoff! Caso chiuso.- dice Trent. -Trent, fidati di me. Io sento che non è così.- Trent si arrese allo sguardo di Gwenny. La ragazza spegne la luce nella sua stanza. Gwenny e Trent si calarono con le rose rampicanti dalla stanza della ragazza. Trent rimase dietro un’ albero, a controllarla a distanza. Gwenny avanzava nel buio. Dopo un po’ raggiunse la centrale di polizia si arrampicò fino alla finestra della cella di Geoff. Vide una scena agghiacciante: in quella stanza era appena entrato Duncan. Il punk passò attraverso le sbarre, come fosse un fantasma. Gwenny chiamò a gran voce il nome di Geoff per svegliarlo. Poi chiamò Trent. Il musicista non si faceva vivo, ma Duncan era sparito, dalla cella di Geoff: lui si era svegliato. Gwenny si voltò di scatto quando una voce a lei familiare la chiamò per nome. Gwenny si voltò. Dietro di lei c’ era Bree in versione punk. La ragazza aprì la bocca. Una tarantola ne venne fuori. Gwenny gridò. Si accorse che Duncan era alle sue spalle. -buona sera, Gwenny- salutò il punk. -em… ciao- rispose Gwenny abbozzando un sorriso isterico indietreggiando. -perché ti comporti così?- chiese il punk –e pure non ti ho nemmeno sfiorata- Duncan aprì la mano destra sotto il mento di Gwenny. Le lame erano a qualche millimetro dal suo volto. Senza pensarci due volte, la dark si voltò e scappò verso casa, col punk alle calcagna. “ma dov’ è Trent?”. La ragazza entrò in casa. Cominciò a salire le scale, che però erano diventate come di cemento fresco, i suoi piedi vi sprofondarono rallentandola. La porta d’ ingresso fu buttata giù Bree-punk era sull’ uscio. Aveva una chitarra elettrica azzurra con una tavola da surf disegnata sul retro. -andiamo, unisciti a noi, Gwenny!- disse Bree e delle bambine tutte punk e con la chitarra elettrica. Dopo l’ entrata assordante, il ritmo si calmò, e Bree cominciò a cantare: (ritmo “save this show) “sai, Duncan vuole te, mo Dunky ammazza te, Dun-can… arriverà. È inutile tentare… da lui di scappare, farai... la mia stessa fine-e.” “e lui ti accopperà” echeggiarono le bambine. Poi Bree riprese. “cooooo-meee me… sei fregata Faaaaa-tteene… una ragione Perché lui è-è-è…” stava dicendo Bree, quando si tolse la faccia come una maschera, mostrando il volto del Punk: -il punk nero!- Duncan con gli artigli si stracciò di dosso il corpo di Bree, mostrando la maglietta nera col teschio piena di sangue a Gwenny, che orma era in cima alle scale. -bella coreografia- si complimentò Gwenny. -lei mi onora, madamigella- disse Duncan e fece segno di togliersi il cappello, inchinandosi. Non avendolo in testa si fermò: -ops! Quasi dimenticavo che il cappello nero alla Michael Jackson l’ ho lasciato nell’ altra vita insieme al maglione a strisce orizzontali rosse e verdi… ma sai com’ è… il nero snellisce, e poi è più fico, no?- -em… sì… ma senti, prima che tu venga qui sopra a uccidermi come si ammazza un topo in trappola, potrei farti una domanda?- chiese Gwenny. -dimmi tutto, cara- disse gentilmente Dunky. -ecco… ma non doveva essere l’ UOMO nero?- chiese Gwenny. -vabbè, è uguale.- detto questo Dunky cominciò a salire le scale. Gwenny tornò a gridare disperata. Si chiuse nella sua stanza. Trent dormiva come un bambino. “ma che carino… se si sveglia lo uccido! … SE… si sveglia” poi contemplò la porta della sua stanza, ovviamente chiusa a chiave per evitare l’ ingresso di Dunky. -è solo un sogno. Non è reale, non è reale, è solo un fot**to incubo.- una motosega verde tagliò la porta ne centro. Gwenny saltò dallo spavento e fece un passo indietro. La cresta verde di Duncan era una piccola motosega. La cresta-motosega creò un teschio nel legno. Con un pugno, dal corridoio, il punk buttò giù la sua opera, poi ficò tutto il braccio sinistro nello squarcio e aprì la porta. Invece di limitarsi ad aprirla, Duncan la sfondò con un calcio. -non aprite quella PUNK porta!- gridò Duncan facendo le corna con la mano sinistra. -sei andato a vedere “non aprite quella porta?”- chiese Gwenny. -sì, oggi stesso, dopo aver ammazzato la prof- ammise Duncan. –è grazie a quel film che mi è venuta l’ ispirazione per la mia cresta rotante, chiamiamola così, e visto che siamo nel mio mondo…- -fico…- si commentò Gwenny. -Dove eravamo rimastii?- si chiese Dunky –a, sì, stavo per staccarti la testa con la cresta rotante.- La cresta tornò a ruotare. Gwenny gli tirò a presso un cuscino, che si spappolò al contatto con la “lama” rotante. Gwenny, indietreggiando inciampò e cadde di lungo sul suo letto. Duncan salì a gattoni su di lei, facendo roteare la lama. Gwenny vide tutta la sua vita scorrerle davanti agli occhi. Incredibilmente la cresta rotante si fermò, propri mentre era sul punto di tagliarle la gola. -sai cosa?- disse Duncan –non è il mio stile- e le puntò di nuovo la mano artigliata in faccia. Gwenny si dibatteva. La sveglia suonò. Gwenny tornò in se. Trent aprì gli occhi. Si era addormentato al fianco della ragazza. -Trent… sei un bast**do!- gridò lei. -che ho fatto?- chiese lui. -ti avevo chiesto un favore. Dovevi restare sveglio a sorvegliarmi, mentre tu… tu ti sei addormentato! Potevo morire, se non fosse squillata la sveglia… a proposito… l’ hai abilitata tu?- chiese Gwenny. -la sveglia?... ecco… ma certo- balbettò Trent. -o, scusami, amore mio, se ho dubitato di te- commentò Gwen abbracciando il suo fidanzato. –Trent, l’ ho visto- disse Gweny alla fine. -visto cosa?- chiese Trent. -Geoff… Kruger sta per ucciderlo! Se ci sbrighiamo forse possiamo salvarlo!- I 2 ragazzi si calarono dalle rose rampicanti. Si diressero insieme in centrale. Gwenny sui avvicinò all’ agente di turno. -agente Burromuerto (Alejandro)! Dobbiamo subito vedere Geoff- pregò Gwenny. -mi dispiace, signorina- rispose Al sorridendo –ma senza permesso non si va da nessuna parte- -mangiatelo il permesso! Io DEVO VEDERE GEOFF!- gridò Gwenny. -silenzio! Che diamine! Io stavo cercando di farmi una lampada in santa pace. Come al solito sapete pensare SOLO a voi stessi. Come faccio a fare la parte del poliziotto affascinante se disturbate i miei momenti di intimità!?- Gwenny si voltò. L’ immagine nervosa di suo padre si fece vedere. -papà! Come mai sei qui a quest’ ora?- -te l’ ho detto! Mi stavo facendo una lampada- un cameraman attirò la sua attenzione. -Chris, la battuta!- Chris dette un’ occhiata al copione. -o, sì, e c’ è un caso irrisolto. Non mi piacciono i casi irrisolti.- si corresse –E non temete, non c’ è nessuna lanterna, nel mio ufficio- disse Chiudendo la porta alle sue spalle col piede –e non sbirciate! … allora, perché siete qui?- chiese il commissario Thompson. -noi crediamo che stia succedendo qualcosa di strano a Geoff.- spiegò Trent. -amici miei, lui è al sicuro, da noi.- commentò Burromuerto -Capito, Jack?- -Jack?- chiese Trent. -sai, no… Sparrow- precisò Al. -che c’ entra Jack Sparrow?!- chiese Trent innervosito. -beh, tu sostituisci Jhonny Depp, quindi…- -Al, perché non la smetti di fare certe battute e segui il copione, una volta tanto?!- chiese Gwen. -già, come me…- commentò Chris. -EI, VOI!!!!! NON HO TEMPO DA PERDERE, A RIPETERE LE SCENE, QUINDI PIANTETLA DI FARE GLI IDIOTI PERDITEMPO BUONI A NULLA E METTETEVI A FARE IL VODTRO MESTIERE O IO FARò IL MIO- gridò Eva la regista scricchiolandosi i pungi. Intimoriti dalle minacce i 4 si misero in riga. -papà, vai a vedere, è importante- pregò Gwenny. Ammaliato dallo sguardo seduttore di sua figlia, Chris accettò. -e va bene. Burromuerto, le chiavi- Al frugò nel cassetto. Tirò fuori un’ enorme portachiavi rotondo con un centinaio di chiavi attaccate. Al le guardò una per una mugugnando. -sarà questa? No, non lo è… questa? No, nemmeno… eccola, è lei? no, non è lei- -ti vuoi sbrigare?!- lo ammonì Chris. -ma commissario, questa è una scena de “La fabbrica di cioccolato” in cui, Willy Wonka- si voltò verso Trent –ovvero Jhonny Depp, quello che sostituisci…- stava dicendo, quando un riflettore scagliato lo mancò di un soffio, colpendo però la parete del Set, facendolo crollare. Geoff e Bridgette stavano limonando sul retro, ma non si accorsero di nulla. -LA PROSSIMA TI ARRIVA IN FRONTE, SPAGNOLO IDIOTA, SE NON LA SMETTI, E VOI 2 SMETTETELA DI POMICIARE! GEOFF, TORNA IN POSIZIONE, BREDGETTE, LURIDA TRADITRICE CHE TI PUGNALA ALLE SPALLE, SPARISCI!- i 2 ragazzi parvero non sentire gli ordini della regista. Noi della produzione abbiamo dovuto tagliare alcune scene di violenza brutale, data la presenza di una pazza furiosa sul set. La regista è stata sostituita con una all’ altezza. -questo pulsante a che serve?- chiese Izzy, la nuova regista, ma senza aspettare risposta pigiò il tasto provocando un’ esplosione nel set affianco. Poco male, stavano girando un nuovo episodio di O.C. … Chris aprì la porta della cella. Si sentivano le urla strazianti di Geoff. Il lenzuolo era stato legato a cappio intorno al suo collo una forza invisibile lo aveva sollevato fino alle sbarre sulla finestra. Al e Chris lo tirarono giù, ma era troppo tardi. “Dunky è stato qui… ci ha preceduti” pensò Gwenny, mentre piangeva sulla spalla di Trent, che la cingeva col suo braccio sinistro. -fuori 2, ne restano 2- ridacchiò Dunky. Poi si voltò e s’ incamminò nell’ oscurità. -la morte di questo giovane- diceva il reverendo Noah –è la prova del monito biblico “chi di spada ferisce, di spada perisce”, ma noi seguiremo un’ altro monito: non giudicheremo per non essere giudicati. Possa Geoff Lane riposare in pace.- disse mettendo fine alla cerimonia funebre in suo onore. –finalmente... pare che sia il primo, che fa una fine del genere, questi credenti sono solo dei piagnucoloni- mugugnò alla fine lo scocciato prete poco prima che fosse colpito in testa da un crocifisso scagliato dal padre di Geoff. Gwenny e Trent passarono a braccetto accanto alla tomba di Geoff. Vi lasciarono dei fiori. Trent salutò Gwenny e tornò a casa. Gwenny salì sull’ auto di Katie. Chris li raggiunse. Er rincuorare la figlia. -papà, il colpevole è là fuori. Non è risolto nulla.- -di chi sospetti… dimmelo. Sai h un appuntamento con l’ estetista.- -vedi, Gwenny- prese parola Katie –questo è uno dei motivi per cui abbiamo divorziato.- -comunque ho l certezza che il colpevole sia un ragazzo si 18 anni. Ha una cresta verde, una maglietta nera con un teschio al centro e dei piercing in faccia. è un punk. Si chiama Dunky Kruger- nel sentire quel nome Chris parve irrigidirsi, anche Katie si irrigidì. -io la porto da uno specialista. Vedrai che starà meglio.- disse la donna. -certo, Katie… io… vado dall’ estetista.- rispose frettolosamente Chris. -mamma, non voglio farlo- contestò Gwenny. -no, Gwenny, è la cosa migliore, fidati!- rassicurò Katie. –penchè non ti fidi?!- -non è che io non mi fidi, è che… insomma portarmi in questo cavolo di ospedale per registrare il livello dei miei sogni…- -non ti preoccupare, Gwenny. Tutto quello che dobbiamo fare è venirne a capo. Una volta fatto torneremo a casa, è per il tuo bene.- disse Katie. -em… ok, proviamo-. Gwenny si distese sul letto ospedaliero. Le piazzarono alcuni fili con ventosa all’ altezza della fronte. I medici spesero le luci. “Se mi addormento sogno, e se sogno sognerò LUI” Gwenny si rocordò di quando al suo risveglio in classe si era ritrovata in mano un ciuffo di capelli verdi “so cosa devo fare”. Gweny chiuse gli occhi, non ignara del terrore che l’ aspettava. Gwenny si trovava nel vecchi punk club abbandonato. Sapeva di non essere sola. Sentì una presenza alle sue spalle. Non si scompose. Incrociò le bracia e apoggiò il peso del uuo corpo sul lato destro. -ciao, Duncan- salutò la ragazza.- si girò. Lo vide. -ciao, Gwen.- disse il punk –dimmi, ora che mi hai trovato, cosa vuoi farmi?- chiese. -fott**ti- rispose Gwenny –prima che tu faccia del male ad altri miei amici, o Trent.- -vuoi fott**mi? Simpatica, come idea, ma sai, non ci avevo pensato, di invadere la mente di Trent, scommetto che non c’ è sfizio… un maschio piagnucolone, ma se proprio insisti…- -lascialo stare, BAST**DO!- gidò Gwenny spintonando l’ assassino. -non preoccuparti, Gwenny, tu sarai sempre la mia preferita, ma devo pure un po’ divertirmi, no? beh, ci si vede- salutò Duncan salutando col gesto delle corna. Gwennt gli saltò addosso. -tu non vai da nessuna parte!- disse, prendendolo a pugni sulla schiena. Duncan la sollevò e la gettò per terra. -va bene, piccola. Se proprio ti va di giocare, GIOCHIAMO- mostrando le sue 4 dita artigliate. Fece un sorriso diabolico. Gwenny invece di scappare caricò contro di lui. Lo spinse a terra, si’ inginocchiò sull’ assassino e gli diete un paio di pugni in faccia. -per chi mi hai presa?! Per una femminuccia piagnucolona? Hai sbagliato preda, amico.- -ti sbagli sorella, non ho mai avuto una preda migliore- corresse Dunky tra un colpo incassato e l’ altro. detto Questo affondò di nuovo i suoi artigli sulla ferita al braccio sinistro della ragazza. La ragazza gridò di dolore, Perse l’ equilibrio e cadde addosso al punk, sfiorandogli le labbra con le sue. La ragazza si alzò di scatto. -mi hai… mi hai baciata! Ti ho visto! Sei pure un maniaco sessuale!- aggredì Gwenny imbarazzato. Duncan si stese di lato, appoggiò la testa sul palmo della mano sinistra con il gomito sollevò la testa da terra, guardò la ragazza e sorrise, maliziosamente, questa volta. -alt, chiariamo la cosa, sei stata tu a baciare me, non raccontare balle, ma… devo dire che sì, mi è piaciuto.- Duncan si alzò da terra. Gwenny lo afferrò prontamente per il collare e lo strattonò, quando tutt’ untratto l’ immagine cambiò. Davanti a lei c’ era un medico con la mascherina e degli occhiali protettivi. Sua madre andò ad abbracciarla. -oh, Gwenny, sono stata così in pena, per te, ti agitavi, ti sbattevi, gridavi…- -io non so che dirle, signora, mai vista una cosa del genere!- esclamò il dottore preoccupato. -cosa intende dire?- chiese la donna. -ecco di solito i valori di un’ incubo oscillano tra 5 e 6, mentre noi siamo arrivati a toccare 80! Mai vista una cosa simile.- -mamma- interruppe Gwenny. Cosa c’ è, tesoro?- rispose lei. Guenny mostrò l’ oggetto che stringeva tra le mani alla madre. Era un collare chiodato col cinturino di cuoio nero. -oh mio dio, dove l’ hai trovato!?- chiese la madre. -nel mio sogno- spiegò Gwenny. -glie l’ ho strappato via- Gwenny scese le scale di casa sua. Entrò in cucina. Si fece un’ altra tazza di caffè. Lo bevve lentamente. Erano ormai 5 giorni che non dormiva. Sua madre entrò in casa. Dopo la spesa mattutina. -Gwenny! Ti ho detto di smetterla di bere caffè! Lo vuoi capire che dopo una buona dormita ti sentirai molto meglio!?- -no, mamma, non è così!- rampognò la ragazza. -Gwenny è solo un sogno! Tutto qui!- Gwenny le mostrò le ferite fasciate. -secondo te questi da dove escono?!- -ma è comunque un sogno!- -che uccide! Ed ora, mamma, visto che è chiaro che tu e papà mi nascondete qualcosa potresti spiegarmi chi è Duncan Kruger?- -nessuno, ed ora vorrei che andassi a farti una buona dormita.- Gwenny sbuffò. Uscì di casa sbattendo la porta. “devo andare in biblioteca.” Gwenny prese alcuni manuali sulla possessione e robe simili, ma non trovò nulla che potesse aiutarla. “almeno dovrò prendere le precauzioni.” Gwenny prese in prestito un libro intitolato “come costruire trappole e sistemi anti scasso”. Studiò il libro attentamente. Formulò un piano. Avrebbe trascinato Dunky nel mondo reale e lo avrebbe intrappolato in una trappola per topi gigante? No, non faceva per lei. lo avrebbe comunque chiuso dentro casa ed avrebbe chiamato la polizia? Sì e no, ma solo in casi disperati. Infine posò gli occhi su una trappola “come far piombare un martello addosso ad un’ uomo che apre una porta”. Gwenny chiuse il libro. Prese il cellulare. Chiamò Trent. -ei, Trent… ti va di fare 2 passi?- -ma certo! Passo a prenderti a casa?- rispose lui. -no, sono alla biblioteca.- disse Gwenny. -ok, dammi 10 minuti, massimo un quarto d’ ora.- fissò Trent. -ti aspetto qui.- -mi parlavi, di… questo libro dei ogni?- -sì, ecco, è un libro particolare- rispose Trent. –vedi pare che i suoi scrittori sognino e poi mettano per iscritto quello che hanno sognato. Da qui il nome “libro dei sogni”. Una figata, in poche parole. Tipo sogni di cadere? Devi dire ok, sto solo entrando in una dimensione magica- -mitico!- esclamò Gwenny, intanto i due ragazzi si erano fermati a mangiare un gelato sul ponticello nel parco. –e dimmi, se hanno un’ incubo?- -beh, mettiamo che sognino un mostro, no? loro gli danno le spalle e gli rubano l’ energia, fino a scacciarlo.- spiegò Trent. -e se fallissero?- incalzò Gwenny. Trent rise. -probabilmente non si sveglieranno più.- anche Gwenny, rise. -Trent, tu hai avuto incubi?- chiese infine. -no, Gwenny, niente.- -senti, non che voglia augurarti mala sorte, ma nei film dell’ orrore il tipo che non crede nell’ esistenza dell’ assassino, fa sempre la fine peggiore.- -Gwenny, sono tutte sciocchezze! A volte penso quasi che tu sia…- -pazza, era questo che volevi dire?- -già, però ti amo lo steso.- Trent le diede un bacio. -Trent. Ti prego, ho un favore da chiederti.- incalzò Gwenny. -di che genere? Tipo l’ altra notte?- -No, è un po’ diverso. Vedi dovrai restare sveglio, mentre io entro nel mio sogno, metterò la sveglia. In pratica io lo afferro, la sveglia suona, io mi sveglio trascinando il punk con me, tu gli spacchi la testa ed è finita.- -ma sei pazza?! Ammettendo pure ch’ io accetti, ma con cosa spacco la testa ad uno!?- -avrai una mazza da baseball!- -no, Gwenny, non ce l’ ho, io non gioco a baseball, io faccio nuoto.- -allora useremo la tua chitarra- propose Gweny. -NO, NON SE NE PARLA NEMMENO! LA MIA CHITARRA è SACRA!- gridò Trent. -ok, ok, troveremo una soluzione…- lo placò Gwenny. -potremmo usare una mazza da golf di mio padre… quella di metallo. -avresti potuto aspettare ancora, prima di dirmi che ne avevi una…- lo guardò Gwenny con espressione seccata. -hai ragione.- -e mi raccomando, stanotte non devi dormire. Facciamo così se non ci riuscirò non ti metterò più in mezzo e non ne parlerò più con te… anche perché il non riuscire avrebbe come conseguenza la mia morte.- -d’ accordo. Ci sto- affermò Trent. -grazie, amore. Ci vediamo a mezza notte.- salutò Gwenny. Nel ritornare a casa cominciò a vagare con la mente. Ripensò al “bacio” con Dunky. “no, è stata una cosa involontaria” pensò. Ormai era a casa. “quella… quella è casa mia?!” -ciao, Gwenny, ben tornata!- salutò Katie. -mamma! Che cavolo sono quelle sbarre a tutte le finestre!- -precauzioni. Ed ora seguimi in cantina. Devo mostrarti una cosa.- -perché?!-gridò Gwenny –io voglio che togli immediatamente quelle sbarre! Non sono mi fai sentire una galeotta!- -non ci penso nemmeno- ribadì Katie, scolandosi una bottiglia di Heineken –ed ora seguimi.- titubante, Gwenny la obbedì. Non le era mai piaciuta la cantina. Probabilmente era per quella vecchia caldaia. La madre si avvicinò proprio a quella. -vuoi sapere chi era Duncan Kruger? Un bambino pazzo, un baby maniaco. Minacciava di continuo di morte te, Geoff, Bree e Trent.- -io ero compagna di asilo di Duncan Kruger?- -già, eravate compagni di classe fino alla prima elementare. Pestò Geoff a sangue, lo salvammo per il rotto della cuffia, e Trent e Bree tornavano sempre a casa pieni di profondi graffi, ma non è finita: immagina che lui è il più giovane uomo ad essere finito al riformatorio, ma riuscì ad evadere. A casa uccise anche suo padre… insomma, ti rendi conto?! Un bambino di 6 anni!- -no, tu mi prendi in giro…- -no, invece.- la madre prese un panno all’ interno della caldaia. Dal panno tirò fuori una maglietta nera con un teschio. -dove l’ hai presa?!- chiese Gwenny. -noi… ecco… lui vi cercava, così noi… ecco, noi, tutti i genitori, lo inseguimmo e lo uccidemmo.- -oh mio dio, mamma… no, cos’ hai fatto?!- -non ero d’ accodo, ma lui non ci lasciò altra scelta. Non poteva essere condannato all’ ergastolo, non lo accettarono all’ orfanotrofio (dopo che massacrò 5 trovatelli), così noi…- -sei tu, la pazza, mamma- Gwenny la lasciò sul posto. Si gettò sul letto sconvolta. Dopo un po’ cominciò a vedere “Saw - l’ enigmista”. Per rimanere sveglia vide anche “la soluzione dell’ enigma”, “l’ enigma senza fine” e “il gioco continua”. Verso la fine dell’ ultimo film abbozzò un sorriso, e precisamente all’ esclamazione di Hoffman “game over”. Trent si stava preparando per andare da Gwenny. Mancavano 2 ore, a mezza notte, ma lui voleva arrivare preparato. Fece lo sciampo con il balsamo, si mise la sua maglietta preferita, quella verde mimetico con l’ impronta nera della mano sul petto. Poi prese la sua chitarra e cominciò a cantare “devo ripassare la canzone che ho scritto per Gwenny glie la canterò dopo aver ucciso il tizio, se davvero esiste”. “oh, oh mia cara Gwen, Tu sai che ti amo, io amo te. Io so che forsee tu ricambi i sentimenti che io provo per te. Oh, oh mia cara Gwen, tu irradi le mie giornate…” la porta s’ aprì. -bamboccio, smettila di cantare canzoni idiote per quella pazza. Te lo dico chiaro e tondo. Non voglio che tu continui a frequentare quella ragazza, capito, soldato?!- gridò il padre (per chi non l’ avesse capito il padre era Chef. -papà, se tu sei nero, e la mamma è bianca come mai io sono bianco e nemmeno mulatto?- chiese Trent. -SOLDATO! Non sviare la questione! Ti ho dato un’ ordine, tu non incontrerai più quella sgualdrinella, CHIARO?!- -Papà non ti permetto di dare della sgualdrinella a Gwenny!- ribattè Trent. -molto bene, soldato. Vorrà dire che resterai senza mangiare per un mese! Cara, guai a te se cucini qualcosa a questo piccolo ingrato!- -ma caro, non ti sembra di essere troppo severo?- rispose la moglie (Sedie). -quella ragazza ha una cattiva influenza, su nostro figlio.- -non è affatto vero, ed ora se non ti dispiace, fammi finire la canzone!- gridò Trent e riprese accompagnato dalla sua chitarra.- “Oh, oh mia cara Gwen, tu irradi le mie giornate e io irradio te, sei il mio sole e la mia luna o amore mio come se un giorno freddo in pieno inverno nudi non avessimo poi tanto freddo perché noi coperti sotto il mare a sbaciucchiarci in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi in tutto il… AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!” Il grido isterico di Trent gli interruppe la canzone alla “Valerio Scanu”. Una mano munita di artigli era appena comparsa davanti ai suoi occhi. -ma che schifo…- commentò Dunky quando Trent smise di gridare. –ed è per te che Gwenny ha perso la testa? sei un fifone, canti canzoni ridicole e non mantieni nemmeno le promesse…- -primo, io non so chi sei né come sei entrato quindi smamma, secondo le mia canzoni sono stupende, terzo si può sapere che te ne importa di Gwenny? Quale promessa non avrei mantenuto?- chiese Trent. -primo se avessi ascoltato Gwenny invece di ignorare tutto quello che ti ha detto riguardo me ora non mi avresti fatto questa domanda, secondo dopo te lo do io, un’ esempio di vera canzone, terzo non sono affari tuoi, quarto ti sei addormentato quando avevi promesso che non l’ avresti fatto.- spiegò Dunkuy. -ma che dici, io sono sveglio!- esclamò Trent. -no, amico.- Dunky allungò l’ indice nel vuoto, fece un cerchio nel quale si poteva vedere Trent che rinfava con la chitarra tra le mani. –ed ora, Geoff, Bree!- Dietro il Punk si aggregarono il festaiolo e la surfista in versione punk con la chitarra elettrica. Dopo la solita entrata con musica sfrenata, i 2 cominciarono a cantare (ritmo Who you gonna root for/scegli chi ti piace) “cosa ti stacca, ora dimmi un po’ Un braccio, la tua testa, o il cuore, perché no?” poi cantò solo Bree. “il braccio non ti serve, tanto non sai suonar” poi Geoff rivolgendosi a Bree. “invece la sua testa… lui… già… non ce l ’ ha!” poi insieme. “cosa ti stacca, ora dimmi un po’ Un braccio, la tua testa, o il cuore, perché no?” -nooooo, ti prego, risparmiami, devo ancora sposare Gwenny, avere tanti figli, diventare una pop star, fare tanti soldi- gridava Trent strillando come un pazzo. D lo guardò seccato. Schioccò le dita della mano sinistra e una delle corde della chitarra di Trent si staccò, si arrotolò alla sua gola e si strinse fino a staccargli la testa. -è mezza notte, e questa è tele Kruger che vi da la buona notte.- commentò Dunky alla fine, compiacendosi della fontana di sangue che sgorgava dal collo di Trent. Ben presto la stanza fu inondata di sangue. -piercing, wuuuuu, perché non hai usato gli artigli?- chiese Geoff. -questo tizio non meritava nemmeno l’ onore di essere tagliuzzato con i miei artgli… come te, del resto- sfotté Duncan. -ei, a me hai fatto fare pure una fine meno fica! Non è uscito nemmeno una goccia di sangue!- -no, tu ti meritavi di meglio, hai ragione, ma vedi, volevo che la gente ensasse che con la tua morte tutto fosse finito, per poi dar loro una spiacevole sorpresa.- rise il punk. –che dite, facciamo qualche scherzo telefonico a Gwenny, prima di attaccarla?- -wuuuu, vai, amico!- incalzò Geoff. Duncan tirò fuori il suo cellulare. Compose il numero di Gwenny. -pronto?- Duncan strisciò i suoi artigli contro la parete, provocando l’ odioso rumore. Dal cellulare, Duncan sentì delle grida e degli strani rumori. -deve aver spento il cellulare.- osservò Bree. -meglio così. La farò spaventare ancora di più, ma prima perché non avvertiamo Sedie che il suo adorato figlio sembra la fontana del carciofo di piazza Trieste e Trento?- -mi sembra un’ ottima idea!- Commentò la ragazza. Sedie entrò nella stanza del figlio e rimase a dir poco scioccata alla vista del corpo scempiato di suo figlio. Non riusciva nemmeno a gridare, inizialmente. Poi corse a chiamare la polizia. Duncan e i 2 punk, dal retro della casa, risero. -bene. Ora faccio un nuovo scherzetto a Gwenny.- disse il punk. Tirò fuori il cellulare. Compose il numero di Gwenny. Il cellulare spento di Gwenny tornò a suonare. Impaurita, la ragazza rispose. -ora sono io, il tuo ragazzo, Gwenny!- disse Dunky, ed infilò la lingua nel microfono. Dal microfono del cellulare di Gwenny spuntò la lingua di Duncan, le sfiorò il mento. La ragazza gridò, gettò il cellulare a terra e lo calpestò, fino a spaccarlo. -il mio ragazzo!- gridò Gwenny. –Trent deve essere in pericolo!- dedusse. Scese le scale. Girò il pomello della porta. Niente. Era chiusa a chiave. -tutto chiuso.- commentò sua madre mentre si drogava sul divano. -mamma, ti stai drogando?- chiese Gwenny esterrefatta. -prima o poi l’ avresti scoperto comunque, no? infondo sniffo solo da 10 anni.- la liquidò Katie. -ok, ma puoi aprire la porta? Devo assicurarmi che Trent stia bene.- disse Gwenni. La madre le fece il dito medio. Gwenny la mandò a quel paese ed imprecò. Sentì le sirene della polizia. Dalla finestra vide che le auto si fermavano davanti a casa di Trent. Gwenny imprecò di nuovo. -gli avevo detto di restare sveglio… brutto cogl**ne- Chris Thompson giunse a casa della vittima, accompagnato da Burromuerto. La scientifica era già sul luogo. L’ agente Damon Joseph gli venne incontro. -commissario.- lo salutò lo sbirro. -salve, Damon. Allora?- chiese Chris. -il cadavere è un disastro. Mi viene da vomitare solo a pensarci, quindi se vuole unirsi al party del “torna su, o cibo” si accomodi pure. -beh, è il mio lavoro, e finché mi daranno gli assegni è meglio ch’ io lo faccia. Chris incrociò il suo ex collega Lucas Bass. Chris gli allungò il 5. Lucas gli stritolò il braccio e lo scagliò contro le scale “strike”. Chris gridò di dolore. -credo che stia così perché ha appena visto suo figlio morto, commissario- dedusse Burromuerto. -a, già.- ricordò Chris. –iam, guagliò, vrimm stu cadavr!- esortò Chris. -ok, ma perché parla come Winchester?- chiese Damon. -perché i produttori mi hanno promesso un’ aumento nel caso l’ avessi detto.- gli agenti salirono le scale. Sull’ uscio della porta, Chris chiese a Damon: -Damon, scusa se non te l’ ho chiesto prima, sai, ero troppo impegnato a pensare alla mia magnificenza, ma l’ agente Ezekiel Oneel dov’ è?- -sta vomitando da quando è arrivato... e gli do ragione. Per me più che una barella, per trasportare il cadavere ci vorrebbe un secchio, ora capirà perché… Burromuerto, hai il sacchetto per il vomito che ti avevo chiesto?- Burromuerto saltò, come chi riceve un colpo allo stomaco. -o, quello… em… credo di averlo lasciato in macchina.- detto questo Al se la filò. Damon Joseph lo guardò nervoso. Poi aprì la porta. Chris entrò, assistendo a quello spettacolo agghiacciante. Chris si avvicinò al cadavere, si inginocchiò per cercare di trovare tracce. Poi si alzò. -oh, mio Dio.- -visto, commissario? È orribile.- commentò Damon. -ma che centra?!- Chris mostrò la macchia di sangue sulla maglietta. –questo non va via!- -em… certo, commissario, deve…- -lo so, cosa devo fare! Dovrò scucire una fortuna in lavanderia!- Chris si inginocchiò e cominciò a piangere. –noooo! Che tragedia!- In quel momento il suo I phon squillò. Chris, come se niente fosse si alzò e rispose. -papà. È morto, vero?- chiese Gwenny. -già. Il suo corpo è tanto vuoto di sangue quanto lo sarà domani il mio portafoglio- spiegò Chris. -papà io so chi è l’ assassino: Dunky Kruger.- affermò Gwenny. -sicuro?- chiese Chris. -sì, ed ho bisogno che tu mi faccia un favore.- -dimmi tutto, purché non implichi perdite economiche, s’ intende.- -io ora mi addormento, metto la sveglia, devo dormire solo 10 minuti, il tempo di catturare il killer. Tu vieni, sfondi la porta e lo arresti. Ci stai?- -ecco, vai a ninna. Ciao, Gwen!- Chris riattaccò. -al diavolo!- imprecò Gwenny. “il libri sulle trappole!” posizionò un grosso martello a manico lungo di modo che collegato alla porta avrebbe colpito chiunque l’ avesse aperta. Portò sua madre a letto. Irrigidì un filo sottile tra le 2 pareti, collegandolo ad un paio di bottiglie di olio. Mise un’ accendino nelle vicinanze. Tornò in camera sua. Allacciò al collo il collare da cani. Si stese sul letto. Chiuse gli occhi. Gwenny scese in cantina. Aprì la porta della caldaia. All’ interno non c’ era la maglietta. La sua attenzione fu rapita da una porta che non aveva mai visto prima. La aprì. C’ erano delle scale che puntavano verso il sottosuolo, illuminate da una luce rossastra. Titubante, la dark le scese. Giunse ad uno spiazzo. C’ era un letto matrimoniale. Sopra s’ erano una tavola da surf e un cappello da cowboy. Più in là c’ era una chitarra. -Kruger!- chiamava Gwenny a gran voce. –Kruger, sono qui! Fatti vedere, bast**rdo!- -buona sera, Gwenny.- la salutò sorprendendola come di consueto alle spalle. -lo fai tanto per fare o vuoi farmi venite un colpo?!- esclamò la ragazza. -diciamo che godo nel fare scherzi alla gente. E allora. Cosa ti porta, dalle mie parti?- chiese Duncan. -semplice. Voglio afferrarti, trascinarti nel mondo reale e farti arrestare da mio padre.- -uuu, che piano diabolico!- commentò Dunky –peccato io non sia d’ accordo.- e tirò fuori i suoi artigli. Alla vista di quei rasoi Gwenny ebbe un’ attimo di debolezza. Fuggì nello stretto corridoio bianco. Il punk le comparve davanti sbarrandole la strada. -bu!- esclamò. Gwenny gridò ancora per lo spavento. Il punk le afferrò il collo con la mano sinistra, poi puntò i 4 rasoi contro il so viso. Lei le teneva saldamente il braccio con entrambe le mani per evitare di essere tagliata. Alla fine reagì d’ istinto. Gli diede una ginocchiata sulle palle. Duncan si accasciò dolorante su di lei, che perse l’ equilibrio. Gwenny lottava per liberarsi e per togliersi il punk di dosso. Per un’ attimo i loro sguardi s’ incrociarono, ma in quell’ attimo i loro occhi non si giuravano odio l’ un l’ altro. c’ era qualcosa di diverso, in pentola. Il punk allentò la presa. Gwenny gli tirò 3 calci in faccia. e si liberò. E si allontanò di corsa. -au, questi potevi risparmiarteli… mi esce il sangue?- chiese Duncan. Gwenny si avvicinò a lui. scendeva un rivolo di sangue colargli dal naso. -scusa, se ti ho fatto male, ma era legittima difesa, non ti pare?- affermò Gwenny. -ma infatti non mi hai fatto, male. Qui siamo nel mio mondo!- Gwenny era cascata nella sua trappola. Gwenny aveva un’ unica possibilità: gettarsi dal parapetto lì vicino e rischiare l’ osso del collo. Così provò. “sto solo entrando in una dimensione magica.” Pensò Gwenny durante la caduta, così si ritrovò nel giardino i casa sua. Aveva fatto cadere le rose rampicanti. “queste le usava Trent per salire fino alla mia stanza” pensò con amarezza. -dove sei, Kruger!?- guardò il cronometro del suo orologio. Ancora solo 10 secondi. Dunky spuntò tra le rose rampicanti. Senza pensarci su 2 volte, Gwenny gli saltò a dosso e lo strinse a se, gettandolo a terra. Lui rotolò e girò la ragazza sotto di se. I loro sguardi si incrociarono ancora. Dopo un’ attimo di esitazione, Dunky fece gesto di affondare gli artigli nei suoi occhi… ma la sveglia suonò. Gwenny si ritrovò ansimante nel suo letto. Respirava ancora con affanno. Mise i piedi per terra. Infilò le pantofole. Si mise le mani nei capelli. -sto diventando pazza- manco il tempo di finire la frase che il punk le sbucò alle spalle urlando. Dopo un primo spavento, Gwenny lo zittì: -ma insomma, sveglierai il vicinato!- affermò la dark. -sorella, qui l’ unica che strilla come una pazza sei tu.- chiarì il killer. -hai notato che ti ho portato nel mio, di mondo? mi sembri indifferente… significa niente più Bree versione punk canterina, niente più apparirmi davanti mentre scappo e se ti faccio male provi davvero dolore…- commentò Gwenny. -voi del mondo reale siete una massa di sfigati…- borbottò Duncan. -sai, non ci avevo pensato… infondo sei fortunato.- disse Gwenny. -ok, ma io non ti stavo rincorrendo?- chiese Ducnan. -a, già.- Gwenny lo spinse, facendolo inciampare e cadere sul letto. Poi uscì dalla sua stanza. Collegò la cordicella per azionare la trappola del martello al pomello della porta, così quando il punk la aprì, l’ arnese gli cascò addosso. Dopo una lunga serie di imprecazioni, Duncan tornò a rincorrere Gwenny, che lo condusse alla seconda, trappola. Duncan inciampò sul filo, azionando il meccanismo che gli fece cadere addosso l’ olio. Poi prese l’ accendino, e si avvicinò minacciosa a lui. Duncan la spinse, facendole cadere l’ accendino. Gwenny lo stordì con un sonoro pugno in faccia. -fa male, vero? Questo è perché sei nel mio mondo!- disse Gwenny, e con una ginocchiata nelle parti basse lo lasciò a terra in preda a convulsioni. Con l’ ombrello ruppe il vetro tondeggiante nella parte alta della porta. Chiamò il padre a gran voce. -papà, l’ ho preso! Vieni!- Burromuerto rispose. -tuo padre è andato in lavanderia, mi ha detto di darti la buona notte da parte sua- -vaff***ulo, str**zo!- gridò Gwenny. “ok, me la caverò da sola.” Si accorse che Dunky aveva salito le scale. Dunky era salito in camera di Katie. Al suo arrivo, Gwenny vide solo lo scheletro di sua madre sprofondare nel letto in un tripudio di lui azzurre. Poi il letto tornò normale. Gweny vi saltò sopra, chiamando disperatamente sua madre, ma la donna ormai non c’ era più. Fece per andarsene, quando sentì qualcosa emergere da sotto le lenzuola. Non ci volle molto a capire di chi si trattasse. Dunky tagliò le coperte su di se, e la sua cresta comparve al di sopra dello strato di lenzuola, seguita dal resto del suo corpo. Gwenny ricordò cosa aveva detto Trent riguardo ai mostri trovati nei sogni degli scrittori del libro dei medesimi. “se incontrano un mostro gli danno le spalle e gli rubano l’ energia, fino a scacciarlo via.” Gwenny gli diede le spalle. -non ho più paura di te, Dunky. Mi riprendo l’ energia che ti ho dato. Addio.- una mano le afferrò la spalla. Gwenny non si voltò. -non ce n’ è bisogno. Ho deciso di smetterla di tormentarti. Questa è l’ ultima notte in sui entrerò nella tua mente. Ma prima di andar via voglio farti vedere il perché di tutto questo. devi solo aprire la porta davanti a te.- la calda voce di Duncan spinse Gwenny ad eseguire il suo “ordine”. Aprì la porta. Si ritrovò in un vecchio asilo. C’ erano bambini che giocavano allegri. Solo uno era rimasto in disparte, su di un’ altalena. Un ragazzino più grosso e robusto lo tirò giù. -Duncan, l’ altalena è mia!- disse. -ma Geoff, mi avevi promesso che…- stava dicendo Duncan, ma il piccolo Geoff lo zittì. -ci ho ripensato. Uno sfigato come te non merita di stare sulla mia altalena. Gli occhi di Dunky erano pieni di rabbia. Si passò ad altre immagini. C’ era il piccolo Duncan che camminava, per entrare in classe. I bambini intorno lo puntavano col dito e gridavano: -Dunky è uno sfigato, Dunky è uno sfigato!- lui che tratteneva le lacrime. Poi si passò al primo giorno di scuola alle elementari. Duncan si avvicinò ad un bambino della su età. -Trent, posso sedermi vicino a te?- -ti prego, Duncan! Sono apena riuscito a farmi apprezzare da Geoff, non vorrai che mi veda con te!- Poi si passò ad un’ altra situazione Dunky, arrossì quando vide passare una ragazza dai capelli biondi. Si fece coraggio, si avvicinò a lei. -Bree, ti va di uscire con me, sabato pomeriggio? Ti offro il gelato, se vuoi.- disse. -em… come ti chiami? Dylan? Comunque sono impegnata, sabato.- stava rispondendo Bree, quando Geoff arrivò e spinse via Duncan, lo gettò nel fango. La sua maglietta preferita, quella nera col teschio si macchiò. -lei è la mia fidanzatina, guai a te se la tocchi, chiaro?!- gridò Geoff. Duncan esplose. Gli saltò a dossoe lo prese a pugni in faccia. Bree tentò di toglierlo di dosso a Geoff. Trent che era nelle vicinanze dete una mano alla bambina, ma Duncan li graffiò in faccia, facendoli scappare in lacrime, poi tornò a pestare Geoff. Gli fece sputare 2 denti, gli fece uscire il sangue dal naso e gli fece un occhio nero. In quel momento arrivò la madre di Geoff (LeShawna), che tirò per le orecchie il piccolo Dunky. Gli diede uno schiaffo. Prese il suo cellulare, chiamò il padre di Duncan, che arrivò poco dopo. L’ uomo (Harold) lo spinse a casa a calci nel sedere. Si passò ad’ un’ altra situazione. Duncan evase dal riformatorio dopo una settimana che vi era stato rinchiuso. Tornò a casa. Il padre lo vide e abbaiò: -che ci fai qui, piccolo verme?!- -la sorveglianza faceva schifo. L’ ho elusa facilmente. Mi annoiavo, in galera.- -sei una punizione divina, ecco cosa! Tua madre avrebbe dovuto abbortire! Tu l’ hai fatta morire di parto! Io ti ammazzo!- Harold prese uno dei suoi rasoi e glie lo puntò in faccia. Duncan fece appello a tutte le sue forze per girare il rasoio e infilzarlo nell’ occhio del padre. Il suo primo omicidio. Si passò ad un’ altro ricordo. Duncan era rannicchiato in un’ angolo in casa sua, a piangere. Delle molotov furono lanciate attraverso delle finestre. Il bambino capì di essere spacciato. Quando le fiamme gli divamparono in faccia, lui si limitò a sorridere ed abbracciare la morte. Quando le fiamme si estinsero, Katie entrò in casa di Dunky, seguita da Chris, LeShawna e Lucas. Erano stati loro, a lanciare le molotov. -perché l’ avete fatto. era proprio il caso di ucciderlo?- chiese Katie in lacrime. -si sarebbe scatenato con i nostri figli. Ha ucciso suo padre, perché non dovrebbe fare lo stesso con Gwenny?- Chiese Chris. -per me è stata la cosa migliore.- mugugnò LeShawna. -sono d’ accordo.- liquidò Lucas sprezzante. L’ omone sputò sul piccolo cadavere. Katie si avvicinò al piccolo neo pezzo di carbone. Gli tolse la maglietta col teschio. La strinse a se. -Gwenny mi aveva detto di avere una cotta per lui. Ci rimarrà malissimo. Gli porterò questa. Mi dispiace, piccolo.- poi si rivolse a gli altri genitori –siete solo degli sporchi assassini!- -bellezza, tu hai contribuito, quindi lo sei anche tu.- commentò Chris. I bravi signori uscirono dalla casa. -sono io, la legge, qui.- commentò Chris. –diremo che c’ è stata una fuga di gas, e che al bambino piaceva giocare con gli accendini.- I ricordi svanirono. Gwenny si trovò di nuovo il viso di Duncan davanti, nella camera da letto di sua madre. -sì. Ora mi ricordo di te, Duncan.- disse Gwenny cacciando una lacrima di dolore. –è terribole, quello che ti hanno fatto. -mi sono vendicato, ecco tutto. Mi sono fatto giustizia da me. Ho fatto in modo che il loro peggior timore si realizzasse, ho ucciso brutalmente i loro figli, i ragazzi che mi hanno rovinato l’ infanzia insieme a mio padre.- spiegò Duncan. -ma perché vuoi uccidere anche me, allora? In nessuno dei tuoi ricordi c’ ero anche io! E lo sai perché? Perché è vero, io avevo una cotta per te! Non sopportavo che gli altri ti trattassero male, ma ero anche molto timida, allora, e non sono mai venuta a darti una mano o a confortarti. Mi dispiace. Non volevo che andasse così. Io piansi, quando mia madre mi disse della tua “accidentale” morte nell’ “incendio”. Devi credermi.- -Gwenny, guardami. Io sono una macchina da guerra assetata di sangue…- -tu eri un bravo bambino! Non lasciare che quello che ti hanno fatto influisca sul tuo animo! Ti prego!- supplicò Gwenny. -non mi hai fatto finire. … ma nonostante ciò non sono riuscito a farti del male. Se avessi veramente voluto ucciderti lo avrei fatto la prima volta che sono entrato nella tua mente. Potevo farlo pure a scuola ma all’ ultimo ho optato per tagliarti sul braccio. Potevo ucciderti prima, ma ho avuto un’ attimo di debolezza e tu l’ hai sfruttato a dovere. La verità è che la parte di serial killer non mi si addice tanto, se metto i sentimenti davanti al mio “lavoro”. Vedi, io non volevo ammetterlo nemmeno con me stesso, ma ormai è chiaro. Io provo qualcosa per te. Non so se è affetto, simpatia o addirittura amore, ma so che non ho alcuna intenzione di farti dell’ altro male. Mi dispiace, per le sofferenze che ti ho fatto patire. Ti ridarò l’ energia, come ti ridarò i tuoi amici, tua madre e la tua professoressa. Addio, Gwenny. Vivi la tua vita al meglio delle tue possibilità. -aspetta, dimentichi questo!- lo fermò Gwenny e fece per slacciarsi il collare dal collo. D la fermò. -no. tienilo in ricordo di me.- disse. -allora tu tieni questo, in ricordo di me- disse Gwenny. Lo baciò. Rimasero così per una decina di secondi. Duncan sentiva il calore di Gwenny entrare dentro di se. Sentiva un piacere e una felicità che non provava da 12 anni. Alla fine, Duncan indicò la porta alle spalle di Gwenny. -Passando per di là ristabilirai l’ ordine iniziale delle cose. Ti ritroverai nella giornata di domani, come sarebbe stata senza che io abbia fatto nulla. Addio.- Dunky si smaterializzò lentamente, costellando l’ aria di piccole lucine blu, che man mano scomparivano. Gwenny asciugò le lacrime. Aprì la porta. C’ era il sole. Lei era vestita col suo solito completo dark. Aveva lo zaino in spalla. Era sotto il portico di casa sua. Sua madre la vide e la salutò. -Gwenny! Buongiorno!- -ciao, mamma. Ti trovo bene, stamattina.- -già. Non ricordo cosa sia successo ieri, ero proprio fatta. Ma basta, ho deciso di smettere, con la droga.- affermò sua madre. In quel momento l’ auto di Trent passò sotto casa sua. Bussò il clacson. Dentro c’ erano anche Bree e Geoff. Gwenny sorrise e salì in macchina, pronta per una nuova giornata di scuola. -bello il tuo collare- commentò Trent. -grazie.- sorrise ancora Gwenny. Come un giorno qualunque, i 4 entrarono in classe. -Interrompiamo il programma per trasmettere una notizia straordinaria.- diceva il giornalista del TG. “che cavolo, non si può vedere Alieni a pezzettoni in santa pace” pensò Gwenny. –un’ auto si è appena schiantata alla fine di punk street. “oh mio dio, ma è la mia strada!” 4 persone sono rimaste uccise. Si tratta di Trent Bass, Geoff Lane, Bree Grey, cioè i 3 nell’ auto, e il commissario Chris Thompson, morto nello schianto. I suoi colleghi hanno dichiarato che Thompson si stava recando dalla massaggiatrice, per avervi un rapporto si presume sessuale.- -COSA?!- Gwenny rizzò a sedere. La notizia l’ aveva sconvolta. Suoi amici morti insieme a suo padre in un incidente! Gli stessi amici che aveva salvato quella mattina! -mi dispiace.- disse una voce alle sue spalle. Gwenny si voltò. Era Dunky. -tu non c’ entri niente, vero?- chiese Gwenny. -si vede che era destino, per loro morire. I pericoli si nascondono anche dietro l’ angolo. Ho visto final destination, qualche giorno fa. Tod, il primo dei sopravvissuti a morire legge un’ articolo, al funerale dei ragazzi morti nell’ incidente aereo. “la morte si nasconde ovunque, anche in questa giornata che ci sembra programmata, normale. Ma la verità è che la morte è una feroce mietitrice che non guarda in faccia a nessuno”- commentò Dunky. Gwenny gli andò incontro e lo abbracciò, lo strinse forte. -ti prego, non abbandonarmi, almeno tu.- lo supplicò. D la guardò negli occhi. -non potrei mai, io ti amo- con la mano sinistra le accarezzò la guancia e la baciò. La telecamera inquadra la sua mano destra, chiusa a pugno. Gli artigli puntano verso l’ alto. Sono sporchi di sangue fresco. Duncan da sopra la spalla di Gwenny guarda il pubblico. Ammicca. A NIGHTMARE ON PUNK STREET BY CRESTA VERDE!!!!!! Cast: Freddy/Dunky Kruger: Duncan Nancy/Gwenny Thompson: Gwen Tina/Bree Grey: Bridgette Rod/Geoff Lane: Geoff Glen/Trent Bass: Trent Chris Thompson: Chris McLane Damon Joseph: DJ Burromuerto: Alejandro Katie: Katie Lucas Bass: Chef Achet LeShawna Lane: LeShawna Agente Owen: Owen Courtney Halloran: Courtney Harold Kruger: Harold Sedie: Sedie Nora Grey: Heather
Commenti
Cresta sei fantastico! Come fai a scrivere delle storie così belle? Le ho lette quasi tutte.
Vuoi diventare mio amico? 15/01/12 14:11 - darkettonapunk bella infatti mi ha subito colpito la scioltezza e la bravura con cui scrivi infatti e stata la prima ff che ho letto x la mia ho preso spunto da te sei stato grande comunque il mio genere è il comico e sto preparando "Sierra e Cody e il tesoro nel castello di roccia" quando e pronta leggetela e ancora bravooooo
Archivio '11 PS: 6 bravo con le parodie 15/01/12 13:53 - alejandro vs leandro |
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